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I santi del giorno del 28 maggio

28 Mag

BERNARDO di Mentone
nato nel 923 a Mentone, sulla Costa Azzurra, in Francia. Fondatore degli ospizi del Grande e del Piccolo San Bernardo, per ospitare e dare rifugio ai pellegrini che attraversavano le Alpi, è morto nel 1009.

EMILIO di Sardegna
secondo la tradizione, martire in Sardegna dove è molto venerato, assieme a Felice, Luciano e Priamo. Non si conosce comunque nulla di storicamente preciso della sua vita.

GERMANO di Parigi
nato nel 496 ad Autun. Trascorsa la giovinezza come eremita, nel 530 fu ordinato sacerdote e nel 540 divenne abate di San Sinforiano, nella sua città. Nel 552, nominato vescovo di Parigi, si dedicò alla restaurazione della disciplina del clero collaborando con il re Childeberto I alla costruzione di delle grandi basiliche, di Santo Stefano e di San Vincenzo. Morì a Parigi il 28 maggio 576 e fu sepolto proprio nella Chiesa di San Vincenzo, da lui consacrata nel 558 e che, più tardi, gli fu dedicata con il nome di Saint-Germain-des-Pres. Gli vengono attribuite anche due lettere molto importanti per lo studio della liturgia gallica.

GUGLIELMO I, d’Aquitania
nato nel 755, conte di Narbonne, nipote del re Carlo Martello. Nominato duca di Tolosa nel 790, tre anni dopo fu mandato da Carlo Magno in Spagna a fronteggiare l’invasione dei Musulmani. Dopo qualche iniziale sconfitta come a Villedaigne, nell’801 costrinse Barcellona alla resa. Tornato dalla guerra, legato da sincera amicizia a Benedetto di Aniane, nell’804 lasciò la vita militare per quella religiosa e fondò un’abbazia benedettina a Gellone, diocesi di Lodève in Linguadoca. Due anni dopo vi si ritirò e condusse una vita semplice, dedicandosi ai lavori più umili, dalla cucina al giardinaggio. Morì il 28 maggio 812 e fu canonizzato nel 1066, da Alessandro II. Questa abbazia, nel 12° secolo, ha preso il nome di San Guglielmo d’Orange o San Guglielmo del deserto.

GUGLIELMO di Como santo eremita della Torre di Como, morto nel 1226.

IVO o IVONE di Chartres
nato nel 1040, nei pressi di Beauvais, in Francia. Discepolo di Lanfranco di Pavia, nell’abbazia di Le-Bec-Hellouin, nel 1090 fu il successore del vescovo di Chartres, Goffredo, destituito perché accusato di simonia. Durante il suo episcopato, intervenne nelle gravi controversie del tempo con prudenza e competenza, meritandosi il titolo di “vescovo più santo e sapiente del secolo”, ma fu anche imprigionato per essersi opposto al re Filippo I, che aveva ripudiato la prima moglie per sposarne un’altra. Viaggiò molto, sono ricordati due suoi viaggi presso la curia romana tra il 1090 e il 1093 ed è noto anche per i sermoni e le lettere, chiaramente di natura pacifista. Morto a Chartres il 23 dicembre 1116 la sua opera, solo in parte edita, ebbe grande importanza per la compilazione del Diritto Canonico della Chiesa, a opera di Graziano, monaco camaldolese del convento di San Felice a Bologna.

LANFRANCO di Canterbury
nato a Pavia nel 1005 ca. Dopo aver studiato diritto nella sua città, andò a vivere, prima in Francia e poi in Inghilterra. Priore dell’abbazia benedettina di Le Bec Hellouin dal 1045, fu poi il fondatore della celebre scuola di Avranches, in Normandia. Amico del re d’Inghilterra Guglielmo I, il conquistatore, nel 1070 venne eletto arcivescovo di Canterbury e nominato primate d’Inghilterra. Filosofo e teologo illustre, anticipò la dottrina della transustanziazione, il dogma che riguarda la trasformazione delle sostanze del pane e del vino dell’Eucaristia, nel corpo e sangue di Cristo, con il trattato De corpore et sanguine Domini. Si dedicò anche alla riforma gregoriana in Gran Bretagna e morì a Canterbury, nel 1089.

LUCIANO di Sardegna martire con Emilio e compagni.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

PODIO di Firenze santo toscano, vissuto nel 10° secolo.

PRIAMO martire della Sardegna.

SENATORE di Milano
21° vescovo della città, resse la diocesi dal 472 al 475. Nel 450 era stato inviato a Costantinopoli da Leone I, come legato pontificio, per notificare la condanna dell’eretico Eutiche. Gli viene attribuita la costruzione della basilica di sant’Eufemia, dove fu sepolto.

UBALDA Taccini o UBALDESCA
suora dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nata a Pisa nel 1136 e morta nel 1206.

I santi del giorno del 19 maggio

19 Mag

ADOLFO di Cambrai
abate nel monastero di Saint-Vaast, in Francia, divenne vescovo di Cambrai, città sulla Schelda, nella Francia settentrionale. Morì nel 728.

AGOSTINO il novello
Matteo Spinelli, nato a Taormina, dopo aver studiato diritto a Bologna e divenuto un brillante docente di legge in quell’università, fu eletto prefetto della curia del re di Sicilia, Manfredi. In seguito alla sconfitta del re nella battaglia di Benevento, Matteo fu dato per morto e quando si riprese, entrò come fratello laico tra gli eremiti agostiniani in Sicilia, prendendo il nome di Agostino, nascondendo la sua identità. Quando venne trasferito in Toscana fu riconosciuto, condotto a Roma, ordinato sacerdote consigliere del priore generale della comunità, Clemente da Sant’Elpidio, per la revisione delle costituzioni dell’Ordine Agostiniano. Nel 1298 fu eletto egli stesso priore generale, ma 2 anni dopo rinunciò alla carica per ritirarsi nell’eremo di San Leonardo, presso Siena, dove morì il 19 maggio 1309. Culto confermato nel 1759 dal papa Clemente XIII.

CELESTINO V papa
Pietro Angeleri del Morrone, nato a Isernia in Molise, nel 1215, ultimo degli 11 figli di una povera famiglia contadina. Monaco benedettino a Faifoli, presso Benevento, fu poi eremita sul monte Pallano e dopo l’ordinazione sacerdotale, andò sul monte Morrone e sulla Maiella, presso Sulmona. Qui, intorno al 1240, fondò la congregazione benedettina degli “Eremiti di San Damiano”, chiamati poi Celestini, nell’eremo di Sant’Onofrio, nei pressi di Badia Morronese. La cattedra pontificia era vacante da 27 mesi, quando, ormai quasi ottantenne, il 5 luglio 1294 fu eletto papa, successore del francescano Nicolò IV, morto nel 1292. Il re Carlo Martello in persona andò all’eremo ad avvertirlo dell’elezione e venne consacrato il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V, in Santa Maria di Colledimaggio a L’Aquila, dove si trova anche il suo sepolcro. I suoi sessant’anni di vita eremitica non lo trovarono preparato all’incarico e così il 13 dicembre abdicò, istigato dal cardinale Caetani, che prese il suo posto con il nome di Bonifacio VIII. La sua abdicazione rimane l’unico caso nei secoli di vita del papato. Spogliatosi dell’abito e tornato a essere semplice frate, morì il 19 maggio 1296, in circostanze poco chiare, nella torre del castello di Monte Fumone, presso Ferentino, dove era stato rinchiuso da Bonifacio VIII, che temeva il suo ritorno. Clemente V lo ha canonizzato il 5 maggio 1313 con il nome di PIER CELESTINO

CIRIACA di Nicomedia vergine martire.    

CRISPINO da Viterbo
nato il 13 novembre 1668, fratello laico cappuccino, noto per le sue estasi contemplative e per l’amore per la natura. Cuoco, giardiniere e questuante, si distinse per la sua grande disponibilità e fu anche molto ricercato dalle personalità del tempo per chiedergli consiglio. Morto a Roma il 19 maggio 1750, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1982.

DUNSTANO
nato nel 924 a Glastonbury, in Inghilterra, ricevette la prima educazione nel monastero benedettino della città, dal quale però venne allontanato, perchè sospettato di magia. Consigliere di un re anglosassone, fu costretto all’esilio nelle Fiandre a causa dei rimproveri morali da lui rivolti all’autorità politica. Fu richiamato in patria dal re Edmondo che lo creò abate di Glastonbury e così, tornato influente alla corte, diede un impulso decisivo al monachesimo inglese. Successivamente resse la diocesi di Worcester e poi, dal 957, anche quella di Londra, divenendo arcivescovo di Canterbury, dal 961. Nominato da Giovanni XII, legato pontificio della Santa Sede per la Gran Bretagna, dominò popolo, clero e potenti con il prestigio del suo evangelico zelo, ristabilendo la disciplina tra religiosi ed ecclesiastici. Si occupò anche di meccanica e di pittura. Morì a Canterbury, nel 988.

GISELLA d’Ungheria
nata a Ratisbona prima del 985, figlia di Enrico II duca di Baviera e sorella dell’imperatore di Germania, Enrico II il santo. Dal 996 moglie di Stefano I, santo re cristiano d’Ungheria, affiancò il marito nell’opera di conversione del popolo, fondando chiese e monasteri. Perso l’unico figlio Emerico nel 1031 e rimasta vedova nel 1038, dovette lasciare l’Ungheria e così tornò in patria rifugiandosi nel convento di Niedernburg, presso Passau, in Baviera del quale divenne badessa e dove morì il 7 maggio 1060. 

IVO o IVONE Helory
nato il 17 ottobre 1253 a Minihy-Tréguier, in Bretagna, studiò diritto e teologia a Parigi e Orleans, dal 1267 al 1277. Laureatosi, divenne giudice ecclesiastico, prima a Rennes nella Francia occidentale e poi a Tréguier, sulla Manica, dove fu ordinato sacerdote e gli venne affidata la parrocchia di Trédrez nel 1285 e poi quella di Lohannes, nel 1293. Pur essendo giudice, non esitò a fare l’avvocato dei meno abbienti, per i quali istituì per primo il gratuito patrocinio e questo gli meritò appunto l’appellativo di avvocato dei poveri. Nel 1298 si dimise dai compiti ufficiali e si ritirò nel suo castello di Kermartin, che trasformò in asilo per diseredati, distribuendo loro tutti i suoi beni. Qui morì il 19 maggio 1303 e siccome fu reputato santo quando era ancora in vita, è stato canonizzato il 18 maggio 1347, durante il pontificato di Clemente VI ed è chiamato patrono della gente di legge.

PARTENIO di Roma
capo degli Eunuchi, martire a Roma nel 340.

PUDENTE di Roma
senatore romano, martire nel 164. Viene spesso identificato anche con il Pudente citato nella seconda lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. È il fondatore del “Titulus Pudentis”, di una chiesa parrocchiale romana.

TEOFILO da Corte
nato nel 1676 in Corsica e morto a Fucecchio, presso Firenze nel 1740. Nel 1693 si fece  francescano e si dedicò alla predicazione popolare, acquistando larga fama per carità e spirito apostolico. È stato canonizzato nel 1930, da Pio XI.

URBANO I papa
delle origini e della vita precedente non si sa niente, forse romano di nascita. Leggendariamente introdotto nella passio di santa Cecilia, è ormai certo che non morì martire. Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, pontificò dal 222 al 230, in un clima di relativa pace sotto l’imperatore Alessandro Severo, molto tollerante verso i cristiani, perché la moglie, Giulia Mamea, simpatizzava apertamente per la nuova religione, al punto che una tarda leggenda sostiene che ricevette il battesimo. Urbano riservò solo ai vescovi l’amministrazione del Sacramento della Cresima. Dovrebbe essere morto il 25 maggio e sepolto, secondo un’iscrizione funeraria a lui dedicata, nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica.

 

I santi del giorno del 18 aprile

18 Apr

ALESSANDRO
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 31, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

AMADEO o AMEDEO
Joao da Silva y Menezes, nato nel 1425 a Ceuta. Monaco, confessore di Sisto IV, fu il fondatore dell’Ordine degli Amadeiti e del convento di Oreno, vicino a Vimercate. Fece anche erigere la Chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, dove morì nel 1484.

ANZIA martire di Messina assieme a ELEUTERIO vescovo.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perchè cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo.

CALOGERO di Brescia
convertitosi al cristianesimo subì il martirio ad Albenga nel 120 circa, sotto Adriano che fu imperatore dal 117 al 138.

GALDINO di Milano
nato nel 1096, a Milano, appartenente alla nobile famiglia dei Valvassori della Sala. Ordinato sacerdote, divenne prima cancelliere e arcidiacono e poi, nel 1156, arcivescovo e cardinale di Milano, successore di Uberto dei Pirovani. Combattè contro la setta dei Catari, che a Milano aveva fatto molti proseliti e sostenne la Lega Lombarda, contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, come delegato del pontefice. Contribuì molto alla ricostruzione della città devastata, praticamente rasa al suolo dallo stesso imperatore, sostenuto e incoraggiato del papa Alessandro III, che pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1176, lo proclamò santo.

GEBUINO di Lione
di nobile famiglia, nel 1077 fu consacrato vescovo di Lione da Gregorio VII. Sostenitore della riforma ecclesiastica, nel mezzo della lotta per le investiture, si scontrò con l’imperatore Enrico IV. Gravemente ammalato, morì nel 1081 e venne sepolto nella Chiesa di Sant’Ireneo. Nonostante questa chiesa sia stata poi distrutta durante la rivoluzione francese, la sua tomba è stata ritrovata intatta, nel 1824.

GIACOMO d’Oldo o JACOPO Oldi, beato terziario francescano, morto a Lodi, nel 1404.

IGINO Giordani
nato a Tivoli il 24 settembre 1894. Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, è considerato da Chiara Lubich co-fondatore del movimento dei “focolari” e indicato anche come l’uomo delle beatitudini. È morto il 18 aprile 1980 a Rocca di Papa, Roma e il 6 giugno 2004 è iniziato a Frascati il processo per la beatificazione, alla presenza dei suoi 4 figli e di Chiara Lubich stessa.

MARIA dell’Incarnazione
Barbara Acarie Avrillot, nata a Parigi il 26 febbraio 1565. Modello di moglie e madre cristiana, dopo la morte del marito, si fece monaca carmelitana prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione ed ebbe ripetute esperienze mistiche. Dedicò gran parte della sua esistenza alla diffusione dell’Ordine in Francia. Morta il 18 aprile 1618, fu beatificata da Pio VI, nel 1791.

NICO di Besozzo eremita lombardo vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

PERFETTO di Cordoba sacerdote martire in Spagna nel 9° secolo.

PIER LUCA beato.

SAVINA o SABINA Petrilli ricordata anche il 06 Aprile.

I santi del giorno del 27 marzo

27 Mar

ADELPRETO di Trento
chiamato anche Alberto, proveniente da una famiglia germanica di alta nobiltà, collegata alla famiglia imperiale degli Hohenstaufen, ebbe ottima formazione culturale nell’ambiente ecclesiastico di Bamberga. Nominato vescovo di Trento nel 1156, prima del 17 settembre, data nella quale era presente alla dieta di Ratisbona. Nell’esercizio del suo incarico dovette affrontare gravi controversie, anche militari, tra le grandi famiglie feudali del tempo, per poter garantire la pace sociale e la difesa dei più deboli e indifesi. Nel 1158 mentre scortava, attraverso il territorio trentino, il futuro papa Celestino III e un vescovo di nome Giacinto, nel viaggio verso la Germania, dov’erano inviati come Legati di Adriano IV per riprendere le trattative con Federico Barbarossa, fu aggredito e catturato assieme ai due legati dai fratelli Federico ed Enrico dei conti di Appiano e solo a stento riuscì a sottrarsi alla loro violenza. Tra il 1162 e il 1164, consacrò molte nuove chiese, tra le quali quella di San Valerio nei pressi di Cavalese e di San Vigilio a Moena. Fondò anche il monastero dei canonici regolari di Sant’Agostino ad Augia, presso Bolzano. Tradito da feudatari ribelli, fu ucciso nei pressi di Arco di Trento, il 20 settembre 1172, da Aldrighetto di Castelbarco, il quale poi chiuse i suoi giorni nel monastero di San Giorgio in Braida a Verona, dove si era ritirato a fare penitenza dei suoi peccati. Sul luogo del martirio  in suo onore venne eretta una chiesetta, che nel 1333 fu intitolata a Santa Caterina. La Chiesa Tridentina tributò subito ad Adelpreto il culto dei martiri e i suoi resti furono posti in un sarcofago nell’aula sotterranea della basilica di San Vigilio in Trento. Come Alberto è festeggiato il 27 marzo.

AUGUSTA da Ceneda
detta anche da Serravalle, figlia di Matruco, capo alemanno che aveva conquistato il Friuli. Quando il padre venne a sapere che si era segretamente convertita al cristianesimo la fece arrestare e dopo molte torture, poiché la giovane rimaneva salda nella sua fede, la fece decapitare a Treviso, nel 5° secolo. Anche se gli Atti del suo martirio sembrano un po’ leggendari, è certo comunque che il culto è molto antico, sopratutto nel Santuario che porta il suo nome, su di un monte a Serravalle.

FILETO senatore romano, martire con la moglie LIDIA e i suoi figli MACEDONE e TEOPREPIO.

FRANCESCO Faa di Bruno
nato ad Alessandria, in Piemonte nel 1825. Laureato in matematica, divenne docente all’Università di Torino, dando notevole impulso allo studio dell’algebra. Eclettico scienziato, progettò il campanile della chiesa di santa Zita, alto 83 metri Ufficiale di artiglieria, nel 1876 abbandonò la carriera per farsi sacerdote, dedicandosi completamente al prossimo e dando vita a molte istituzioni benefiche. È morto a Torino il 27 marzo 1888 e recentemente è stato proclamato beato.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

LAZZARO di Persia
secondo una passio pervenuta con una documentazione siriaca, venne fatto prigioniero nella città persiana di Hubaham, assieme ad altri 8 cristiani. Torturato, affrontò il supplizio finale e il martirio nel 327, per il rifiuto di abiurare la fede cristiana, assieme a MARUTA, NARSETE, ZEBINA e altri fedeli.

MATTEO di Beauvais
nato a Beauvais, in Francia. Soldato, partecipò alla terza crociata ma, caduto prigioniero dai Saraceni, rifiutò di rinunciare al cristianesimo e dopo alcuni anni di prigionia, verso il 1198, subì il martirio.

PELLEGRINO da Falerno santo della Campania morto nel 1232.

RUPERTO di Salisburgo
nato nei dintorni di Worms, città tedesca sulle rive del Reno. Discendente di una famiglia nobile franco-renana, fu educato da monaci irlandesi. Dopo l’ordinazione sacerdotale, verso il 690 venne chiamato a evangelizzare la Baviera. Con l’aiuto di un conte locale riuscì a far costruire una chiesa a Seekirchen, per adibirla a sede vescovile, ma il luogo si rivelò inadatto. Si trasferì allora nella valle del fiume Salzach, che scorre lungo il confine tra la Germania e l’Austria. Qui nel 696, fondò il monastero di San Pietro sulle rovine dell’antica città romana di Juvavum, il primo nucleo dell’odierna città di Salisburgo. Divenuto il 1° abate-vescovo della diocesi, si dedicò con tutte le sue forze alla predicazione e alla fondazione di altre chiese e monasteri. Morto il 27 marzo 718, Domenica di Pasqua, le sue reliquie sono conservate nella cattedrale della citta di cui è patrono..

ZEBINA
detta “Zanithas della Persia”, vergine martire assieme a Lazzaro e compagni, nel 327 nella città di Hubaham.

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

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