Tag Archives: rina

I santi del giorno del 5 aprile

5 Apr

ALBERTO di Montecorvino
proveniente dalla Normandia, si trasferì con la famiglia, a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, dove venne nominato vescovo e dove morì nel 1127. Montecorvino è stata sede vescovile fino al 1433.

ASSUNTA – Maria ASSUNTA Pallotta, santa morta nel 1905.

EUTICHIO di Costantinopoli
nato nel 512. Nel 552 alla morte di Mena, fu il suo successore nel patriarcato e uno dei presidenti del Concilio Ecumenico del 553, svoltosi nella sua città. Morì nel 582 e venne onorato come santo sia in Oriente come a Venezia.

EVA di Liegi ricordata anche il 14 Marzo

EMELLO o DIDIMO martire in Galazia.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GIULIANA di Liegi
nata nel 1191 in Belgio, si fece suora agostiniana, allieva di suor Sapienza, alla quale successe come superiora nel convento di Mont-Cornillon nel 1230 circa. È conosciuta sopratutto come l’iniziatrice della festa del Corpus Domini, alla quale dedicò molte delle sue energie. Morì a Fosses, presso Charleroi, nel 1218.

IRENE di Tessalonica ricordata anche il 01 Aprile.

RINA di Maiorca
diminutivo di CATERINA de’ Thomas, religiosa agostiniana, nata nel 1533 a Valldemuzza, Maiorca. Condusse vita di meditazione nel monastero di Santa Maria Maddalena di Palma de Maiorca, dove fu canonicale e dove  morì nel 1574. E’ stata canonizzata da Pio XI, nel 1930.

VINCENZO Ferreri
Vicente Ferrer, nato a Valencia, in Spagna nel 1350, da una nobile famiglia. Nel 1367 entrò tra i Frati Domenicani, dove divenne maestro di teologia. Nel 1398, mentre era ricoverato per una grave malattia, obbedendo a una visione celeste, chiese e ottenne, una volta guarito, di dedicarsi alla predicazione. Per circa vent’anni viaggiò a cavallo di un asino invitando alla penitenza, sempre circondato da molte schiere di pellegrini. Con la sua predicazione popolare, missionaria, di tono apocalittico e la fama di taumaturgo accompagnata da numerosi prodigi, richiamò folle enormi, ottenendo molte conversioni, particolarmente tra i Giudei e i Mori spagnoli. Predicò anche in Francia, Piemonte e Lombardia, combattendo le eresie dei Catari e dei Valdesi. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes, in Francia e venne canonizzato nel 1458 da Pio II.

I santi del giorno del 3 febbraio

3 Feb

ANSCARIO (OSCAR)
Nato a Corbie sulla Somme, nei pressi di Amiens, nell’801. Educato nel monastero benedettino di Corbie, nell’823 ottenne il titolo di maestro nell’abbazia di Corvey, in Sassonia. Predicò il Vangelo in Danimarca con scarso successo, mentre nell’829 in Svezia, il risultato fu certamente migliore e qui gettò le basi del cristianesimo, meritandosi il titolo di “Apostolo del Nord”. Nominato vescovo di Amburgo nell’831 e poi di Brema nell’847, Gregorio IV lo confermò legato per Danimarca e Svezia. È morto a Brema, in Germania il 3 febbraio 865.

BIAGIO di Sebaste
vescovo martire in Armenia, decapitato sotto l’imperatore Licinio Valerio nel 316 circa. Viene invocato contro i mali di gola, perchè, come narra la leggenda, mentre era in carcere, guarì miracolosamente un bambino che si era trafitto la gola con una spina. Altri dicono invece che avrebbe salvato dalla morte per soffocamento un prigioniero giovanissimo che aveva inghiottito una lisca di pesce. Secondo la tradizione il suo corpo venne deposto nella cattedrale di Sebaste, ma una parte fu trafugata da cristiani armeni e imbarcata alla volta di Roma, forse è per questo motivo che è molto venerato nel Lazio, tanto che nella sola Roma ben 54 edifici, tra oratori e chiese sono dedicati al suo nome.

CELERINO (RINO)  
diacono di Cartagine martire durante le persecuzioni del 3° secolo.

CLAUDINA Thevenet
nata a Lione il 30 marzo 1774. Durante la Rivoluzione francese, nel 1794, assistette inorridita all’esecuzione capitale dei suoi due fratelli. Riuscì a perdonare e con questo spirito si diede ad aiutare le vittime della rivoluzione, raccogliendo e curando alcune bambine abbandonate, per le quali, aiutata da don Coindre, nel 1818 fondò la Congregazione delle Religiose di Gesù-Maria, chiamate a essere loro madri. Morta a Lione il 3 febbraio 1837, la sua congregazione è diffusa oggi in molti paesi d’Europa, America e Asia.

IA santa martire in Persia

IGNAZIO martire in Africa.

LAURENTINO martire in Africa con Ignazio

LEONIO di Poitiers
martire nel 4° secolo a Poitiers nel dipartimento di Vienne, in Francia

LERINA e RINA
diminutivi di CELERINA martire, nonna del diacono africano Celerino.

OFELIA
martire danese, discepola del vescovo di Amburgo e Brema, Anscario (Oscar), vissuta nel 9° secolo.

OLIVIERA di Chaumont
vergine martire di Chaumont, città dell’Alta Marna, a sud-est di Parigi.

REMEDIO di Gap
vescovo di Gap nel dipartimento delle Alte Alpi, in Francia, dal 496.

ROSALIA Rendu
Giovanna, nata nel 1786 nel villaggio di Confort, dipartimento dell’Ain, in Francia. Fin da bambina sentì il desiderio di dedicarsi ai poveri e a 16 anni lasciò la casa paterna per andare a Parigi e diventare Figlia della Carità nella congregazione di Vincenzo de’Paoli, prendendo il nome di suor Rosalia. Nel sobborgo di San Marcello, uno dei più malfamati della città dove trovò l’abitazione, accoglieva tutti quelli che bussavano alla porta, e così il suo cuore si spalancò a coloro che avevano bisogno. Un giorno ricevette anche la visita di Napoleone III e dell’imperatrice Eugenia. Morta il 3 febbraio 1856, dopo tanti anni di sacrifici spesi in questo ambiente, secondo le cronache del tempo il suo funerale fu seguito da una folla innumerevole di tutti i ceti sociali. È stata beatificata il 9 novembre 2004, in Piazza San Pietro da Giovanni Paolo II, davanti a una folla di sacerdoti, religiosi e laici delle numerosissime congregazioni di San Vincenzo sparse in tutto il mondo.

RUGGERO di Todi
nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237

STEFANO Bellesini
nato a Trento il 25 novembre 1774, da una famiglia patrizia, fu battezzato con il nome di Luigi nella parrocchia di Santa Maria. A 20 anni indossò l’abito religioso e prese il nome di Stefano, presso gli Eremitani di Sant’Agostino nel convento di San Marco. Compì il noviziato a Bologna e proseguì gli studi nelle case dell’ordine anche a Roma. Nel 1796 tornò nel convento della città natale, dove venne ordinato sacerdote il 5 novembre dell’anno dopo. Ottimo predicatore, dal 1806 si dedicò all’istruzione e assistenza della gioventù povera, fondando una scuola elementare gratuita, della quale divenne direttore. Quando il governo di occupazione austriaco soppresse definitivamente il convento di San Marco, nel settembre del 1817 tornò a Roma, dove continuò la sua attività pastorale nel convento di Sant’Agostino addetto alla formazione dei novizi. Nel 1826, infine, fu destinato  ad attività parrocchiali nel santuario della Madonna del Buon Consiglio, a Genazzano, nel Lazio dove è morto la sera del 2 febbraio 1840. È stato beatificato da Pio X, il 27 dicembre 1904.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: