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I santi del giorno del 23 giugno

23 Giu

AGRIPPINA di Mineo
vergine martire durante le persecuzioni di Valeriano, nel 3° secolo. Molto venerata a Mineo, in provincia di Catania, città della quale è patrona.

ETELDREDA di Ely
in inglese Audrey, regina nata a Exning, nella contea di Suffolk in Gran Bretagna. Contro il parere del secondo marito si fece monaca ed entrò nel convento di Coldingham, ricevendo il velo dal vescovo Vilfrido di York. Nel 672 fece costruire, sulle sue terre, il monastero di Ely,  presso Cambridge, del quale fu nominata badessa dallo stesso vescovo. Morì nel 679 e fu sepolta nella cattedrale di Ely.

GIUSEPPE Cafasso
nato il 15 gennaio 1811 a Castelnuovo d’Asti. Ordinato sacerdote nel 1833, si dedicò alla formazione e istruzione dei nuovi sacerdoti, divenendo rettore del Seminario di Torino. Come tale ebbe modo di guidare sulla via della spiritualità e santità, personaggi destinati a divenire celebri nella storia della Chiesa, primo fra tutti, Giovanni Bosco. Svolse anche un intenso apostolato fra i detenuti, convertendo molti condannati a morte, fino ad accompagnarli fin sul patibolo, tanto che il popolo lo soprannominò “il prete della forca”. Morto a Torino il 23 giugno 1860, è stato beatificato nel 1925 da Pio XI e poi canonizzato da Pio XII, nel 1947.

LANFRANCO Beccaria
nato nei pressi di Pavia, divenne vescovo della città nel 1178. Durante il suo episcopato dovette lottare con le autorità civili che si volevano appropriare di alcuni beni ecclasiastici e fu anche costretto a lasciare la sede vescovile rifugiandosi a Roma. Quando riuscì a tornare a Pavia, dovette trascorrere i suoi ultimi giorni nel monastero di San Sepolcro dove morì il 23 giugno 1198. L’arca del santo, opera dello scultore pavese Giovanni Amadeo(1447-1522), è conservata in una chiesa romanica intitolata a lui, nei dintorni della città.

LIBERTO di Cambrai
professore di teologia e arcidiacono, nel 1051 fu il successore dello zio Gerardo, come vescovo di Cambrai nell’Artois, in Francia, dove, al ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta, fondò il monastero e la Chiesa di Saint-Sepulcre. Morì nel 1076.

NAZARIO martire nel 6° secolo.

RAFFAELLA Cimatti
nata a Faenza il 6 giugno 1861 in una famiglia molto religiosa, fu battezzata con il nome di Santina. Nel 1822 conobbe e ascoltò don Giovanni Bosco, di passaggio nella sua città per un ciclo di conferenze e decise di farsi religiosa entrando nella congregazione salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con il nome di suor Raffaella. È morta il 23 giugno 1945 ed è stata beatificata da Giovanni Paolo II, il 12 maggio 1996.

VINICIO di Roma martire.

ZENA santo martirizzato assieme a ZENONE.

I santi del giorno del 18 maggio

18 Mag

ALESSANDRA di Ankara
martire in Turchia, assieme al vescovo Teodoto, Claudia e altri 6 compagni.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CLAUDIA di Ankara
martire in Turchia assieme al vescovo Teodoto e 6 compagne.

DIOSCORO di Alessandria
lettore martire, decapitato ad Alessandria d’Egitto, tra il 2° e il 3° secolo. Per i Greci, la festa è il 13 ottobre.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

EUFRASIA di  Ankara martire assieme a Giulitta.

FELICE da Cantalice
nato a Cantalice, presso Rieti, nel 1515. Contadino e pastore per diversi anni, nel 1543 entrò come fratello cooperatore nel convento dei minori cappuccini di San Francesco a Città Ducale, Rieti e per vent’anni venne inviato a Roma a fare la questua. Svolse un’intensa opera di carità con sereno ottimismo e gentilezza, tanto che rispondeva “Deo gratias”, anche a chi lo scherniva o insultava ed è per questo che fu soprannominato, fra deogratias. Amico di Filippo Neri e Carlo Borromeo, è morto il 18 maggio 1587. Beatificato da Urbano VIII, nel 1625 e poi canonizzato da Clemente XI, nel 1712.

GIOVANNI I papa
nato nel 470, in provincia di Siena. Creato cardinale da Gelasio I, venne eletto al pontificato il 13 agosto 523. Nonostante fosse malato, il re ostrogoto Teodorico il Grande, lo incaricò di chiedere all’imperatore d’Oriente, alcune concessioni per gli ariani. Andò così a Costantinopoli, dove però difese i diritti della Chiesa Cattolica e incoronò imperatore Giustiniano, nella basilica di santa Sofia. Quando tornò in Italia, causa il cattivo esito della missione, Teodorico lo fece imprigionare a Ravenna, dove morì di fame il 18 maggio 526, dopo lunghe sofferenze e umiliazioni. Nel 530 la salma, sepolta fuori le mura della città, fu trasportata a Roma e collocata nell’atrio della basilica vaticana.

GIULITTA di Ankara
vergine martire con Teodoto e altri compagni di fede.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

LUCIANA di Bisanzio martire

POTAMONE vescovo di Eraclea Pontica, martire nel 341.

RAFFAELLA beata.

TEODOTO di Ankara
martire sotto Diocleziano. Oste e albergatore di fede cristiana diede ospitalità e prestò molte opere di soccorso ai compagni di fede. Per queste colpe venne condannato a morte e decapitato assieme a un gruppo di donne: Alessandra, Claudia, Eufrasia, Faina, Giulitta, Matrona e Tecusa.

VENANZIO di Camerino
nato nel 235, a Camerino, in provincia di Macerata. Secondo la passio, morì per la fede a soli 15 anni e le spoglie vennero traslate a Roma da Bonifacio IV, all’inizio del 7° secolo. È patrono di Camerino che gli ha dedicato una grande chiesa, ricostruita quasi integralmente, dopo il terremoto del 1799. Viene spesso confuso con l’omonimo martire, 1° vescovo di Duvno, che però è celebrato il 1° aprile.

VINCENZA Gerosa
nata il 29 ottobre 1784, a Lovere, Bergamo, si dedicò con grande umiltà  all’apostolato laico tra la gioventù. Il 21 novembre 1832, fondò, assieme Bartolomea Capitanio, la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, dette Suore della Carità, divenendone la prima superiora. L’anno dopo, quando Bartolomea morì a soli 26 anni, continuò quest’opera che venne approvata nel 1840 da Gregorio XVI e si diffuse presto anche in molte missioni estere. È morta il 28 giugno 1847, ma nella sua congregazione è ricordata assieme a Bartolomea il 18 maggio, giorno della canonizzazione di entrambe da parte di Pio XII, nel 1950.

I santi del giorno del 6 gennaio

6 Gen

ANDREA Corsini
nato nel 1301 da una illustre famiglia fiorentina, dopo una intensa vita di divertimenti mondani, si convertì alla fede ed entrò fra i Carmelitani di stretta osservanza. Dopo l’ordinazione sacerdotale e un periodo di studi a Parigi, nel 1349 fu nominato vescovo di Fiesole, lavorò alla riforma ecclesiastica della diocesi e si occupò dei poveri, malati e feriti, che erano molti, in quella triste epoca di guerre ed epidemie. Legato Pontificio a Bologna, nel 1368, svolse intensa opera di pacificazione fra le fazioni in lotta. Morì a Fiesole il 6 gennaio 1373 e fu canonizzato nel 1629, da Urbano VIII. Era commemorato il 6 gennaio, ma a Firenze la sua festa è il 4 febbraio.

BALDASSARRE
leggendario nome di uno dei Re Magi. Le presunte reliquie, conservate nella basilica di Sant’Eustorgio a Milano, furono trafugate per ordine di Federico Barbarossa e portate nella cattedrale di Colonia. Nell’Epifania 1904 una parte è stata restituita a Milano e sono custodite nel transetto di sinistra della stessa basilica di sant’Eustorgio.

GASPARE
o Gasparre, uno dei Re Magi, che secondo il Vangelo di Matteo, giunse dall’Oriente per adorare Gesù a Betlemme. Il suo nome, non è citato nei Vangeli, si ha soltanto attraverso una tradizione occidentale che risale forse al 5° secolo, secondo la quale era un sovrano dell’India.

GELTRUDE Vanosten o VILTRUDE, mistica olandese.

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MELANIO vescovo e confessore della fede.

MELCHIORRE  
uno dei re Magi, che, secondo la tradizione, seguendo la stella cometa, andò a rendere omaggio al “Bambin Gesù”.

MERINA vergine martire del 6° secolo.

PIER TOMMASO
religioso carmelitano francese, nato nel 1305 e morto a Cipro nel 1366. Nel 1353 iniziò la carriera diplomatica, ma poi, divenuto teologo di Innocenzo VI, venne incaricato di varie missioni a Milano, Genova, in Ungheria, Serbia e a Costantinopoli. Eletto arcivescovo di Creta e nel 1365 anche Patriarca di Costantinopoli, con la sua autorità favorì e propagò l’idea di una nuova crociata. Il culto è stato confermato da Paolo V, che lo ha beatificato verso il 1619 e poi da Urbano VIII(1623-1644), con la canonizzazione solenne.

RAFFAELLA di Cordova
Raffaella Maria Porras y Ayllon, nata il 1° marzo 1850 a Pedro-Abad, presso Cordova in Spagna. Nonostante la sua condizione sociale fosse agiata, non si lasciò attirare dalla vita mondana, si dedicò all’assistenza degli ammalati più poveri, nel 1874 si fece suora e l’anno dopo fondò l’istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, per l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, che approvato nel 1894 da Leone XIII. Con grande umiltà diede poi le dimissioni da superiora e visse nel servizio di semplice suora fino alla morte, il 6 gennaio 1925.

TELESFORO martire in Africa.

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