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I santi del giorno del 4 giugno

4 Giu

CLATEO di Brescia vescovo di Brescia, martire a Milano.

FRANCESCO Caracciolo
nato il 13 ottobre 1563 a Villa Santa Maria, in Abruzzo di famiglia nobile. Ordinato sacerdote a 22 anni, svolse il ministero a Napoli e fu il principale collaboratore di Agostino Adorno nella redazione delle costituzioni dell’ordine dei Chierici Regolari Minori, dediti a vita attiva, con l’assistenza agli infermi, carcerati e condannati a morte, che fu approvato da Sisto V, nel 1588. Nel 1591 divenne superiore generale dell’Ordine e fondò diverse case religiose in Spagna. Morì ad Agnone, Campobasso, il 4 giugno 1608 e fu canonizzato da Pio VII nel 1807.

GUALTIERO di Ascoli abate nel Piceno, vissuto nel 12° secolo, martire.

ISABELLA di Sicilia
suora clarissa, figlia del marchese siciliano di Gibellina, morta nel 1530.

METROFANE vescovo di Costantinopoli.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia, nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

QUIRINO martire a Roma nel 309.

QUIRINO di Siszeck
vescovo di Siszeck, oggi Sisak, in Croazia. Una antica passio, confortata anche da una testimonianza di S.Girolamo, racconta che fu arrestato dal console Massimo perché si rifiutava di sacrificare agli dei romani, sotto Diocleziano. In prigione riuscì a convertire il suo carceriere Marcello e allora venne trasferito a Savaria, città dell’odierna Ungheria, ma nemmeno qui riuscirono a farlo apostatare. Fu così, riportato nella sua città dove subì il martirio, gettato nella Sava con una pietra al collo.

ROBERTO d’Uzès
nato nel 13° secolo a Uzès, presso Avignone, in Francia. Era un sacerdote che predicava la penitenza e nel 1292, entrato nei Domenicani di Avignone, venne assegnato al convento di Carcassonne. Più tardi fu inviato a predicare in tutta la Francia e poi anche in Germania e Italia. È morto a Metz, nel 1296, tornando dal Capitolo del suo Ordine, che si era tenuto a Strasburgo.

RUTILO martire in Ungheria.

SATURNINA di Hersee
vergine martire, leggendaria patrona del monastero di Hersee, nei pressi di Paderborn in Germania.

SATURNINA martire in Africa, sotto Settimio Severo.

SOFIA martire egiziana.

I santi del giorno del 30 marzo

30 Mar

AMEDEO IX duca di Savoia
nato a Thonon-les-Bains il 1° febbraio del 1435, figlio di Ludovico e di Anna di Bisignano. Nel 1452 sposò Jolanda di Valois, figlia del re di Francia Carlo VII e sorella minore di Luigi XI. Il giovane duca, che soffriva di epilessia, era un pacifista convinto molto benvoluto dal popolo, tanto che i poveri e i mendicanti accorrevano alla sua mensa, sempre aperta a tutti. Nel 1459 partecipò al Concilio di Mantova, ma 10 anni dopo per l’aggravarsi del suo male, cedette il governo alla moglie Jolanda perché  pur avendo 6 figli l’unico in età di governo, Carlo, era morto da poco. Si consacrò allora ancora di più ai poveri e agli indigenti, fondando ospedali e monasteri e sostenendo le opere di carità della Chiesa. Morto a Vercelli il 30 marzo 1472 venne sepolto in una cappella a lui dedicata, nella chiesa di Sant’Eusebio  San Francesco di Sales raccolse le prove per la sua beatificazione, che avvenne nel 1677 per opera di Innocenzo XI, che pochi anni dopo ne proclamò anche la santità.

DECIO martire egiziano del 4° secolo.

DONNINO di Salonicco martire assieme a Vittore

GIOACCHINO da Fiore
nato dopo il 1130 a Celico, Cosenza, da una famiglia di contadini. Abate cistercense di Flora, in Calabria, ritenuto un profeta, sconfinò nell’eresia  ammettendo nella Trinità tre distinte divinità, le quali operano così: il Padre fino alla venuta del Figlio, questi fino al 13° secolo, per poi lasciare il campo allo Spirito Santo fino alla fine dei secoli. È morto nel 1202 a Canale, frazione di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, dopo essersi sottomesso al giudizio della Chiesa. I libri scritti in difesa del “Triteismo”, furono condannati, sia dal Concilio Laterano del 1215, che da quello di Arles del 1260. Il popolo comunque lo acclamò subito santo e ci fu anche chi raccolse prove per giustificare queste richieste, ma è rimasto solo beato fino al 2001, quando l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino ha riaperto il processo di canonizzazione. Le spoglie si trovano nella cripta dell’abbazia di San Giovanni in Fiore.

GIOVANNI Climaco
scrittore ascetico greco, nato nel 579. Discepolo di Gregorio di Nazianzo, a 16 anni entrò nel convento del monte Sinai e poi a 19 si fece anacoreta in una grotta a Tholas, sempre ai piedi del monte, ma verso i sessant’anni  cedendo alle insistenze dei monaci, accettò di diventare abate del famoso convento di Santa Caterina. Morì verso il 649, lasciando un trattato ascetico, la Scala del Paradiso, in cui indica i gradi dell’ascesa spirituale verso la perfezione morale, diviso in 30 libri, a ricordo dei 30 gradini della misteriosa scala di Giacobbe. Questo testo divenne così popolare che fu tradotto in molte lingue.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

PASTORE vescovo di Orleans.

QUIRINO di Roma secondo una leggenda, sarebbe stato il carceriere del papa Alessandro I, che lo aveva convertito e battezzato insieme alla figlia Balbina. Arrestato assieme a due sacerdoti, Evenzio e Teodulo, si rifiutò di apostatare e perciò fu prima torturato e poi decapitato, intorno al 117.

REGOLO di Senlis protovescovo martire di Senlis, nei pressi di Parigi. Secondo una tradizione del 9° secolo, sarebbe stato di origine greca, inviato in Gallia alla stessa epoca di Dionigi, Eleuterio e Rustico. Presumibilmente venne creato vescovo nella prima metà del 4° secolo.

VITTORE di Salonicco martire assieme a Donnino.

ZOSIMO di Siracusa vescovo martire, vissuto tra il 570 e il 660.

I santi del giorno del 25 marzo

25 Mar

ANNUNCIATA Nunzia
si festeggia il giorno dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore  Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DISMAS  o DISMA
nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, in particolare nelle Memorie di Nicodemo, Atti di Pilato e nella Discesa di Gesù agli Inferi, viene chiamato così il “buon ladrone”, quello cioè che avrebbe aiutato la famiglia di Gesù, durante la fuga in Egitto e che fu crocifisso assieme al Maestro. Dopo la morte, sempre secondo gli scritti apocrifi, andò in Paradiso, precedendo tutti gli altri santi. È ricordato nel martirologio romano, il 25 marzo, ma soltanto sotto il nome di “buon ladrone”.

ERMELANDO di Aindre
nato nel 660, passò l’infanzia alla corte di Clotario IV re di Austrasia e poi si fece monaco a Fontenelle, presso Rouen. Con il consenso dell’abate Lamberto, fu inviato da Pascasio vescovo di Nantes, a fondare un monastero sull’isola di Aindre assieme ad altri 12 religiosi. Questa abbazia è stata distrutta dai Normanni, nell’843 e mai più ricostruita. Morto verso il 730, le sue reliquie sono ora a Loches, presso Tours.

IRENEO di Sirmio
martire nel 304. Vescovo di Sirmio, quando fu arrestato e condotto davanti al tribunale dal prefetto della Pannonia Probo, si rifiutò di sacrificare agli dei. Condannato e decapitato, il suo corpo venne gettato nel fiume Sava.

ISACCO della Bibbia
il 2° dei patriarchi ebrei, figlio di Sara e Abramo nato, in forza di una promessa divina, quando i genitori, ormai molto anziani, avevano perso ogni speranza di prole. Marito di Rebecca, padre di Esaù e Giacobbe, pastore nomade morto a 180 anni a Hebron. Dio, per provare la fede di Abramo, gli chiese di sacrificare il figlio in olocausto, ma quando il padre stava ormai per stendere la mano su Isacco, che secondo lo storico ebraico Giuseppe Flavio, aveva 25 anni, l’angelo del Signore gli fermò il braccio salvandolo, all’improvviso apparve un ariete per l’olocausto e così Abramo lo sacrificò al posto dell’amato figlio. Nella storia del cammino di salvezza del popolo che Dio sceglie per manifestarsi al mondo, Isacco appare come una figura minore, pallida, perché non prende mai iniziative, schiacciato dalla forte personalità del padre e da quella del figlio Giacobbe, anzi subisce quelle degli altri.

PARISIO martire in Francia.

PELAGIO di Laodicea
originario della Siria, si consacrò a vita di assoluta castità. Nel 360 venne eletto vescovo di Laodicea di Siria (oggi Latakia) e partecipò al Concilio di Antiochia del 363, dove difese la fede nicena contro gli ariani e per questo motivo venne esiliato in Arabia dall’imperatore romano d’Oriente, Valente Flavio. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, poté tornare alla sua sede e nel 381 partecipò al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, nel quale parteggiò per Melezio di Antiochia e per Gregorio di Nazianzo.

QUIRINO
figlio dell’imperatore Filippo l’Arabo, martire a Roma nel 269 sotto l’imperatore Claudio. Il suo corpo fu trasportato in Germania dove il culto divenne molto popolare

STEFANO II papa ?
presbitero romano, eletto nel 752 per succedere a Zaccaria, morto dopo soli 4 giorni senza essere stato consacrato, per cui non figura nella maggior parte delle liste pontificie e nemmeno nel “Liber Pontificalis”, ma la sua immagine appare assieme alle altre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Anche gli storici non lo ritengono papa, perché privo dei requisiti necessari e pertanto, il vero successore di Zaccaria, fu Stefano III.

UMBERTO abate.

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