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I santi del giorno del 10 maggio

10 Mag

ALFIO di Lentini
martire in provincia di Siracusa, con i fratelli CIRINO e FILADELFO, sotto l’imperatore Decio. È molto venerato in tutta la Sicilia.

ANTONINO Pierozzi
nato a Firenze nel 1389, figlio di un notaio della Repubblica Fiorentina. Nel 1405, all’età di 16 anni, entrò nell’Ordine Domenicano. Ordinato sacerdote nel 1413, seguace di papa Gregorio XII, venne coinvolto nello scisma d’Occidente. Fu eletto priore dei conventi di Cortona, Fiesole e poi anche di San Pietro Martire a Napoli e della Minerva. Fondatore del convento di San Marco a Firenze nel 1436, in seguito al Concilio fiorentino del 1445, fu nominato arcivescovo da Eugenio IV. Si prodigò notevolmente durante l’epidemia di peste del 1448 e fu chiamato, Antonio del buon consiglio. Morì il 2 maggio del 1459, lasciando molte opere ascetiche e morali, tra le quali una ‘Summa’ e ‘Cronicon’, che lo indicano come uno dei più grandi moralisti del secolo, ricordato anche per saggezza e umiltà.

BEATRICE I d’Este
nata a Este nel 1191, figlia di Azzo VI e di Sofia di Savoia. Si fece monaca benedettina, nel monastero di Monte Gemolo, sui colli Euganei, dove morì il 10 maggio 1226. La tomba si trova ora nel Duomo d’Este in provincia di Padova. Il culto è stato approvato da Clemente XIII, nel 1763.

CALEPODIO
sacerdote martire, ricordato negli “Atti” di papa Callisto. L’11 marzo 222 fu gettato nel Tevere per ordine dell’imperatore Alessandro Severo. Lo stesso papa Callisto fece provvedere al recupero della salma e alla sua sepoltura, nel “coemeterium Sancti Calepodii”.

CATALDO di Taranto
nato nel 7° secolo, monaco direttore della scuola di Lismore nell’Irlanda del sud e poi vescovo di Rachan, sempre in patria. Tornando dalla Terrasanta, dov’era stato pellegrino, naufragò presso Taranto, dove fu acclamato vescovo anche di quella città e alla morte venne sepolto in una cappella del Duomo. Quando nel 1094 iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa, che era stata distrutta dai Saraceni, vennero ritrovate le reliquie, identificate tramite una crocetta d’oro con inciso il suo nome.

DAMIANO de’ Veuster
Giuseppe de’Veuster nato il 3 gennaio 1840, a Tremelo, in Belgio. All’età di vent’anni entrò tra i Padri dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a Lovanio, prendendo il nome di Damiano e tre anni dopo chiese e ottenne di essere inviato missionario nelle Hawaii, dove il 21 maggio 1864 venne ordinato sacerdote nella capitale, Honolulu. Dopo aver lavorato per nove anni all’evangelizzazione, chiese di entrare nel lebbrosario di Molokai, dove arrivò il 10 maggio 1873 e spese tutto il resto della vita a curare gli ammalati. Nonostante nel 1885 si fosse ammalato anche lui, continuò nel servizio tra i lebbrosi fino alla morte, il 15 aprile 1889. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 4 giugno 1995.

EPIMACO di Roma
martire di Roma, la cui festa, il 10 maggio, coincide con quella di Gordiano, sepolto nello stesso cimitero sulla Via Latina. Non si hanno notizie precise circa la data del martirio, forse verso il 362 sotto Giuliano l’Apostata. È ricordato nel calendario geronimiano del 5° secolo.

GIOBBE della Bibbia
il Libro di Giobbe è il capolavoro letterario della corrente sapienziale. C’era una volta un grande servo di Dio, chiamato Giobbe, che viveva ricco e felice; ma Dio permise a Satana di tentarlo in tutti i modi, con tutte le disgrazie possibili, ma rimasto fedele al Signore anche nelle sofferenze più atroci, fu premiato e restituito al primitivo stato di felicità e ricchezza. Il personaggio principale, Giobbe stesso, è un eroe dei tempi antichi, forse vissuto al tempo dei patriarchi, tra l’Arabia e il paese di Edom, regione famosa per i suoi sapienti.

GIOVANNI d’Avila
mistico spagnolo, nato nel 1499 ad Almodovar del Campo, in Spagna. Eloquente e zelante predicatore fu detto l’Apostolo dell’Andalusia, perché dedicò ogni sua fatica evangelizzatrice specialmente a questa regione. Divenuto consigliere di Ignazio di Loyola, favorì la diffusione e lo sviluppo della Compagnia di Gesù, inoltre incoraggiò Francesco Borgia, Teresa d’Avila e Giovanni di Dio, nelle loro fondazioni. Autore di opere mistiche come Epistolario Spirituale e Trattato dell’amore di Dio, è morto nel 1569 a Montilla, in Andalusia. Beatificato da Leone XIII nel 1894 e poi canonizzato da Paolo VI, nel 1970.

GORDIANO di Latina
martire romano, sotto Giuliano l’Apostata nel 362, sepolto sulla Via Latina, presso Roma assieme a Epimaco.

NAZARIO di Capodistria
nato nel 479 a Elpidium, Boste nell’Istria. Secondo la tradizione, dal 524 sarebbe stato il 1° vescovo di Capodistria e avrebbe retto quella diocesi per circa trent’anni. Morto prima del 557, le sue spoglie, portate a Genova nel 1380, furono restituite nel 1422 e collocate nella cattedrale di Capodistria, città che oggi si chiama Koper

PIETRO di Tamié
nato a Saint-Maurice-de-l’Exil, nel 1102. Monaco cistercense, nel 1132 fondò l’abbazia di Tamié, nella Savoia, della quale fu il primo abate. Dieci anni dopo venne nominato vescovo di Tarantasia, sempre nella regione della Savoia francese. Morì a Bellevaux nel 1174.

QUARTO di Centocelle martire assieme a QUINTO.

SOFRONIA di Taranto martire nel 309.

SOLANGE di Bourges
martire nell’878 circa. Era una pastorella che sarebbe stata rapita da un giovane che voleva usarle violenza e di fronte alle sue resistenze, l’avrebbe uccisa. La sua tomba a Bourges divenne meta di molti pellegrinaggi.

VENUSTA di Tarso santa martire in Cilicia.          

 

 

 

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I santi del giorno del 19 marzo

19 Mar

AMANZIO diacono martire di Gand, in Belgio.

APOLLONIO vescovo.

GIUSEPPE
sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Appartenente alla stirpe di Davide, il padre si chiamava Giacobbe o Eli e la famiglia proveniva da Betlemme. Si era però trasferito a Nazareth, dove secondo la tradizione, esercitava la professione di falegname o carpentiere. Durante il fidanzamento con Maria, accortosi della sua prossima maternità, pensò di ridarle con discrezione la libertà, ma quando fu avvisato da un angelo del concepimento verginale, acconsentì al matrimonio. Accompagnò la moglie a Betlemme per il censimento, assistette alla nascita di Gesù e lo portò poi in Egitto con Maria, per sfuggire alla persecuzione di Erode il Grande. Dopo la morte di costui, si stabilì a Nazareth e quando Gesù compì i 12 anni, la famiglia andò a Gerusalemme per la Pasqua dei Giudei e in quell’occasione i genitori smarrirono il Figlio ritrovandolo solo dopo tre giorni di ricerche, nel tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge, mentre li ascoltava e interrogava ed è questa l’ultima volta che appare accanto a Lui. Dai Vangeli non si sa nulla della morte, tanto che è indicato come il “santo più silenzioso della Chiesa”, forse morì prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù, o ancora prima delle nozze di Cana, perché la tradizione sulla sua vita è in gran parte ricavata dai racconti degli apocrifi. L’8 dicembre 1870 Pio IX lo ha proclamato patrono di tutta la Chiesa Universale e nel 1955, Pio XII ha istituito la festa di San Giuseppe Artigiano, fissandola al 1° Maggio, festa dei lavoratori.

ISNARDO da Chiampo
nato a Chiampo, provincia di Vicenza, nel 1218 entrò nei Domenicani a Bologna, poi fu a Milano e dal 1230 a Pavia, dove gli venne affidata la Chiesa di Santa Maria di Nazareth. Fondò il primo monastero domenicano della città, divenendovi priore e qui morì nel 1244.

LANDO o LANDOALDO sacerdote di Gand.

LEONZIO di Frejus vescovo di Frejus, morto nel 361.

MARCELLO Callo
di origine contadina, nato il 6 dicembre 1921, a Rennes, entrò nella Gioventù Operaia Cattolica di Francia, assumendo la direzione di un gruppo. Durante la seconda guerra mondiale, svolse apostolato laico, seguendo in Germania alcuni deportati francesi. Arrestato dalla polizia segreta nazista, fu internato nel campo di concentramento di Mauthausen, sul Danubio presso Linz, in Austria, dove morì il 19 marzo 1945, in seguito a maltrattamenti e torture subiti. È stato beatificato, come martire, nel 1987 da Giovanni Paolo II.

QUARTILLA di Sorrento martire assieme a MARCO, QUINTO e QUINTILLA.

SIBILLA Biscossi beata morta nel 1367.

UGONE di Barcellona cardinale di Barcellona, beato.

I santi del giorno del 2 marzo

2 Mar

AGNESE di Boemia
del re d’Ungheria. Chiesta in sposa dall’imperatore Federico II di Svevia, rifiutò, rinunciando alla corona, si fece monaca, appoggiata da un legato del papa Gregorio IX e impegnò tutte le sue ricchezze per costruire ospedali e monasteri. Nel 1232 fondò il primo convento dei frati minori a Praga, con un ospedale e nel 1234 un monastero per le Clarisse, dove Chiara d’Assisi inviò 5 religiose. Si ritirò in questo monastero e ne fu badessa fino alla morte, il 2 marzo del 1282. Il culto è stato confermato da Pio IX solo nel 1874 ed è stata poi canonizzata, da Giovanni Paolo II, il 12 novembre 1989.

ANGELA della Croce
Maria de los Angeles, nata a Siviglia nel gennaio 1846, figlia di Francesco Guerrero e Giuseppina Gonzales, in una famiglia povera. A 12 anni fu costretta a lasciare la scuola e a fare l’operaia in una fabbrica di scarpe per aiutare la famiglia, ma sentiva forte il desiderio di farsi religiosa per essere di conforto a quelli più poveri di lei. Non fu accettata dalle Carmelitane, forse per il precario stato di salute e allora si ritirò in casa a pregare e preparare le norme per una nuova congregazione che aveva in animo di fondare. Questo progetto prese forma nel 1875 e nacquero le Sorelle della Compagnia della Croce per la carità verso gli infermi. Chiamata la madre dei poveri, morta il 2 marzo 1932, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, durante una sua visita pastorale a Madrid nel 2003.

ATANASIA di Tabenna
vissuta verso la fine del 4° secolo nell’Egitto romano. Moglie di Andronico, un orafo originario di Antiochia, ebbe due figli che però morirono giovanissimi. Ritiratasi con il marito nel monastero egiziano di Tabenna, dopo una decina d’anni, le venne affidata la direzione di molti centri religiosi, per le sue notevoli capacità organizzative. Quando morì fu sepolta accanto ad Andronico.

BASILEO
viene ricordato martire assieme a Giovino nel 258, sotto Valeriano I, ma non si hanno notizie storiche della sua vita.

CARLO il Buono
nato nel 1083, conte di Fiandra, figlio del re di  Danimarca Canuto IV. Dal 1086, quando suo padre fu assassinato, venne allevato dal nonno, il conte Roberto delle Fiandre e fu il suo successore nel governo della contea. Dopo la partecipazione a una crociata, acquistò grande popolarità per saggezza, benevolenza e spirito di giustizia. Favorì la rinascita del commercio nella contea, rifiutò il Regno di Gerusalemme e non volle porre la sua candidatura all’impero.  Assassinato il 2 marzo 1127, mentre stava pregando nella chiesa di San Donatiano di Bruges, in Belgio, in seguito a un complotto ordito dalla famiglia di Bertulfo, prevosto della stessa chiesa e cancelliere di Fiandra, che venne poi impiccato dalla folla inferocita.

CEDDA di Lindisfarne
fratello di san Ceadda, abate dell’abbazia benedettina di Lindisfarne, Holy Island in Gran Bretagna. Evangelizzò la Mercia e i Sassoni Orientali, dei quali battezzò il loro re Sigeberto. Nominato vescovo, fondò vari monasteri e sostenne il computo romano nella controversia sulla data della Pasqua. Morto nel 672, le reliquie sono nella cattedrale di Birmingham. Il 2 marzo è grande festa tra i Benedettini inglesi.

SECONDILLA (DILLA)
martire a Porto Romano, con Eraclio, Gennara e Paolo.

ERACLIO martire nel 1° secolo, assieme a Gennara, a Porto Romano.

GENNARA martire a Porto Romano, con Eraclio e Paolo.

GIOVINO di Roma
martire nel 258 assieme a Basileo,sotto gli imperatori Gallieno I e Valeriano I, ma non esistono notizie storiche sicure.

LUCA Casali d’ Argira santo vissuto nell’8° secolo.

NICOLA di Owen
gesuita inglese martire del 17° secolo, canonizzato da Paolo VI il 25 ottobre 1970.

ONESIMO di Pozzuoli martire di Pozzuoli, nel 1° secolo.

PELAGIO I papa
nato a Roma verso il 500, di nobili origini. Ordinato diacono, divenne poi Nunzio Apostolico a Costantinopoli al seguito di 3 papi: Agapito, Silverio e Vigilio. Mantenne un atteggiamento ambiguo, nella questione dei Tre capitoli, ma aderì sia pure tardivamente all’editto di condanna emanato dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano I, con l’appoggio del quale, il 16 aprile 556 fu eletto papa successore di Vigilio. Riuscito a vincere l’opposizione del clero romano mostrandosi molto generoso con i poveri, non convinse invece i molti vescovi della Toscana e quelli ariani di Milano e Aquileia, i quali non lo riconobbero rifiutandosi anche di citare il suo nome nelle celebrazioni eucaristiche, come i vescovi della Gallia e d’Africa che gli manifestarono una forte opposizione. Durante il suo pontificato fu avviata in Roma una massiccia costruzione di chiese e conventi che risolse, almeno per quei tempi, il grave problema della disoccupazione. Morì il 4 marzo 561 e fu sepolto nel portico di San Pietro.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania. Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

QUINTO il Taumaturgo
nato in Frigia da una famiglia cristiana. Medico al tempo dell’imperatore Aureliano, curava gratuitamente i poveri dell’Eolide, antico nome della Tessaglia (oggi Grecia), ma il governatore Rufo, sospettandolo cristiano, lo fece arrestare nella città di Cima, ma poi lo liberò per ringraziarlo di aver guarito anche lui. Il suo rilascio non fu però gradito dai molti pagani della città, anche perchè, dopo la sua liberazione, ci fu un forte terremoto che spaventò la gente, così il magistrato Clearco lo fece arrestare nuovamente e torturare. È morto nel 283.

SIMPLICIO papa
originario di Tivoli, venne eletto il 3 marzo 468, successore di Ilario. Nei 15 anni del pontificato, assistette ad avvenimenti importanti come il saccheggio di Roma del 472 ad opera degli Svevi del generale Ricimero, all’epidemia di peste che stroncò la vita anche all’invasore e alla grande carestia che ne seguì. Fu testimone anche della fine dell’Impero Romano d’Occidente, con la deposizione di Romolo Augustolo nel 476. Zelante sostenitore dei diritti e delle prerogative della Chiesa di Roma, contro le pretese delle comunità orientali, si oppose all’ecumenismo di Acaio patriarca di Costantinopoli e combatté l’eresia degli eutichiani (monofisismo), perché venissero rispettate le decisioni del Concilio di Calcedonia del 451 (IV ecumenico). È ritenuto il fondatore della Cattedrale di San Lorenzo e della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli, come di molte altre chiese che non esistono più. Ha lasciato alcune lettere disciplinari, tra le quali sono notevoli quelle dirette ai vescovi di Ravenna, Siviglia e degli Abruzzi. Dopo una lunga malattia, è morto il 1° marzo 483 e le spoglie sono conservate nella basilica Vaticana.

ULRICO di Kaiserheim abate cistercense di Kaiserheim, in Germania.

I santi del giorno del 4 gennaio

4 Gen

AGGEO di Bologna martire a Bologna con Caio ed Ermete

ANGELA o ANGELICA da Foligno
nata nel 1248 a Foligno, in Umbria, di nobile famiglia, si sposò giovanissima ed ebbe molti figli. Gentile, generosa ma anche un po’ strana, dopo la morte della madre, del marito e dei figli, nel 1285 si convertì dalla sua vita sregolata e si fece terziaria francescana, donando tutti i suoi beni ai poveri. Fatta la professione di fede nel 1291, divenne una profonda conoscitrice della Sacra Scrittura e venne chiamata Magistra Theologicarum. Fondò una Congregazione di Terziari Regolari, con voti semplici, per l’assistenza ai lebbrosi e le opere caritative. Ebbe molte visioni ed esperienze mistiche, descritte in un libro composto da frate Adamo: Liber de vera fidelium experientia. Morì il 4 gennaio del 1309 e fu onorata come beata.

AQUILINO, EUGENIO, GEMINO (Mino), MARCIANO e MAVILO, TEODOTO, TRIFONE, QUINTO
Martiri in Africa nel 5° secolo durante la persecuzione del re dei Vandali, Unnerico.

BENEDETTA, PRISCILLIANO e PRISCO martiri a Roma.

CAIO di Bologna martire con Ermete e Aggeo.

CRISTIANA di Santa Croce
di umili origini, nata nel 1240  a Santa Croce, Lucca, fu battezzata con il nome di Oringa. Da bambina badava a un gregge di pecore, ma quando rimase orfana, scappò di casa per sfuggire ai maltrattamenti dei fratelli e andò a fare la domestica presso un ricco signore di Lucca. Dopo un pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Gargano, nel 1265 e un lungo soggiorno romano, presso l’amica Margherita, tornò a Santa Croce. Nel 1274 ottenne dal comune un edificio dove creò, con alcune compagne, una congregazione religiosa nel monastero che fu poi chiamato di Santa Maria Novella, sotto la regola agostiniana, prendendo il nome di Cristiana. Ebbe il dono delle profezie e le furono attribuiti molti miracoli. Morta il 4 gennaio 1309, venne proclamata patrona della città e nel 1587 Sisto V ne riconobbe il culto per sempre.

DAFROSA
moglie di Flaviano e madre di Bibiana e Demetria. Tutti martiri verso il 363, sotto Giuliano l’Apostata.

ELSA Bailey Seton
Elizabeth Ann, detta “Elsa”, prima santa statunitense, nata a New York il 28 agosto 1774. Educata nella Chiesa episcopale protestante, si sposò molto giovane, divenne madre di 5 figli e nel 1797 fondò le Sorelle per la Carità per l’aiuto alle vedove povere con figli piccoli e così fu conosciuta come la Suora protestante della carità. Nel 1803, durante un viaggio in Italia, il marito già sofferente, morì a Pisa e visitando poi il santuario di Montenero, in provincia di Livorno, nel quale è conservata una miracolosa immagine della Madonna, sentì fortemente la chiamata del Signore e tornata negli Stati Uniti si fece cattolica. A Baltimora, nel Maryland, aprì una scuola per ragazze, aperta anche a quelle di colore e per loro fondò la comunità religiosa delle Suore della carità di San Giuseppe d’America. Morta a Emmitsburg il 4 gennaio 1821, lasciando numerosi e preziosi scritti, è stata canonizzata da Paolo VI, il 14 settembre 1975, durante l’Anno Santo alla presenza anche di personalità religiose non cattoliche, provenienti dagli Stati Uniti.

ERMETE o ERMES martire di Bologna assieme ad Aggeo, nel 4° secolo.

FAUSTA martire.

RUGGERO di Elan
nato in Inghilterra, lasciò il suo paese ed entrò nel monastero cistercense di Lorroyn, in Francia e fondò poi il monastero di Elan nella diocesi di Reims. Famoso per il grande amore verso gli ammalati e la rigida osservanza della regola, è morto il 4 gennaio 1160.

SECONDO da Vercelli
cappellano degli Alpini, beatificato da Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1998.

TITO di Creta
pagano di origine greca. Chiamato a Gerusalemme da Paolo di Tarso, rappresentò la nuova comunità ellenico-cristiana, all’assemblea che doveva discutere sulla libertà dalla legge giudaica per i convertiti al cristianesimo, riguardo al problema della circoncisione. Compagno dell’apostolo nei suoi viaggi, ebbe una parte notevole nei rapporti con l’irrequieta comunità di Corinto. Da una breve lettera pastorale che Paolo gli scrisse dopo il 63, sappiamo che era preposto alla guida della Chiesa di Creta e rispondendo alla sua richiesta, andò a Nicopoli, nell’Epiro (Grecia) e poi compì anche un viaggio in Dalmazia(v).

 

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