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I santi del giorno del 8 marzo

8 Mar

APOLLONIO di Antino
martire nel 311, ad Antino, antica città dei Marsi, oggi Civita d’Antino, in provincia di L’Aquila.

BEATA martire in Africa assieme a FELICITA

CATALDO
martire di Palermo, città che gli ha dedicato la chiesa omonima, fin dal 1160.

FELICE di Dunwich
vescovo di Dunwich, nel Suffolkshire, convertì Sigeberto re di East Anglia e con lui molti pagani della contea, nella capitale Ipswich. Morì nel 646.

GERARDO di Chiaravalle
cistercense, fratello di san Bernardo che seguì nel chiostro. È stato per molti anni dispensiere, a Clairvaux, in Francia, dove è morto nel 1138.

GIOVANNI di Dio
nato a Montemor-o-Novo, in Portogallo, l’8 marzo 1495. Si chiamava Joào Ciudad Duarte e dopo una vita varia e avventurosa, nella quale era stato di volta in volta, pastore, soldato, contadino e venditore ambulante, si convertì, affascinato dalle parole di Giovanni d’Avila. Prendendo il nome di Giovanni di Dio, ma senza essere né frate né prete consacrò la sua vita alla cura degli ammalati, creando un dormitorio per i più poveri. Nel 1537 fondò un ospedale a Granada, in Spagna, gettando così le basi dell’Ordine dei Frati Ospedalieri, chiamati in Italia, Fatebenefratelli, perchè il fondatore andava per le città, chiedendo l’elemosina per gli infermi, esclamando ad alta voce: “fate bene fratelli, per l’amor di Dio”. Nel 1540 fondò anche una piccola congregazione: i Fratelli della Misericordia, poi fece costruire un ospedale a Toledo e il 3 luglio 1549, rischiò la vita per salvare i degenti di quello reale, devastato da un incendio. Morto a Granada l’8 marzo 1550, beatificato l’8 marzo 1632 da Urbano VIII, fu poi canonizzato da Alessandro VIII il 16 ottobre 1690. Attualmente quest’ordine, diffuso in gran parte del mondo, è composto da religiosi che non prendono gli ordini sacri, ma sono tutti al servizio dell’umanità sofferente.

GIULIANO di Toledo
nato a Toledo dopo il 620 e morto nel 690. Forse di origine ebraica, letterato ed eminente teologo, creato arcivescovo di Toledo nel 680, vi presiedette ben 4 concili. Fu anche consigliere del re visigoto Ervige o Ervigio che lo aiutò molto nella lotta al monotelismo. Autore di scritti teologici di notevole importanza.

MONDO abate.

PONZIO di Cartagine
diacono in Tunisia, martire verso il 260. Discepolo del vescovo Cipriano, lo seguì nell’esilio e gli fu sempre vicino, specialmente durante la prigionia, assistendolo anche nel supplizio. Autore di un’opera apologetica intitolata “Vita di san Cipriano”, dal battesimo al vescovato, all’attività di pastore fino alla passione e morte.

QUINTILIO di Nicomedia vescovo martire nel 2° secolo.

ROGATO martire in Africa.

I santi del giorno del 27 gennaio

27 Gen

ANGELA Merici 
nata a Desenzano del Garda il 1° marzo del 1474, rimase orfana a 12 anni e fu accolta da uno zio a Salò, dove si fece terziaria francescana. Nel 1516, per ordine della superiora venne trasferita a Brescia, dove fu impegnata come educatrice delle ragazze, raccogliendo attorno a se numerose discepole. Dopo alcuni pellegrinaggi, uno anche in Terrasanta durante il quale perse e riacquistò la vista, il 25 novembre 1535 fondò, per incoraggiamento di Paolo III, la compagnia delle Dimesse di Sant’Orsola, per l’assistenza spirituale e materiale delle ragazze orfane e povere e degli ammalati. Approvata nel 1544, si sviluppò grandemente in Italia, Francia e Canada. Queste Orsoline sono impegnate a vivere nel mondo, libere da orari fissi e programmi conventuali e prestano la loro opera nelle prigioni, ospedali e nei posti più poveri e umili. Stimata santa già molto tempo prima della morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio 1540, è stata canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DATIVO
martire in Africa con i santi Giuliano, Quintilio e Vincenzo.

DEVOTA di Montecarlo
patrona del Principato di Monaco, vittima in Corsica della persecuzione di Diocleziano. Una pia leggenda racconta che la barca che trasportava le sue spoglie, presa in una tempesta di mare, venne guidata miracolosamente da una colomba, verso la riva monegasca.

ELVIRA 
vergine martire, che appare in vari calendari locali, ma della quale non si hanno notizie storiche

GIULIANO di Le Mans
nobile romano, vissuto tra il 2° e il 3° secolo che secondo una tradizione, divenne il 1° vescovo di Le Mans, da dove evangelizzò la regione del Maine. Nell’835 le reliquie furono traslate nella bellissima cattedrale gotica, a lui intitolata.

GIULIANO da Sora martire nel Lazio.

IMERIO di Bagnoli   
di Bagnoli, frazione del comune di Napoli, vissuto nell 8° secolo.

MANFREDO di Settala
eremita nei pressi del lago di Como, morto nel 1430.

 MAURO di Salamanca
abate francese del monastero di Bodon, presso Salamanca, in Spagna.

NATALE d’Irlanda
vissuto nel 6° secolo, introdusse il monachesimo in Irlanda del Nord, collaborando con l’abate Columba e poi divenne anche lui abate in diversi conventi.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

QUINTILIO martire in Africa.

TEODORICO d’Orleans
nato in una famiglia nobile e ricca, volle diventare monaco. Essendo in amicizia con il re di Francia Roberto II, il Pio e la regina Costanza, quando nel 1010 si rese vacante la sede vescovile di Orleans, fu da loro nominato vescovo. L’altro candidato, Odolrico, vedendosi scavalcato, cercò di uccidere il rivale durante la cerimonia di consacrazione, ma l’attentato fallì. Ci furono poi altri tentativi, ma Teodorico ne uscì sempre indenne. Nel 1022, anche se ammalato, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, dove però non arrivò mai, perchè la morte lo colse lungo la strada, dalle parti di Tonnerre, sulla Yonne. Nel 1568 gli Ugonotti ne dispersero le reliquie.

VINCENZO martire in Africa assieme a Dativo e Giuliano.

VITALIANO papa
nato a Segni, nel Lazio. Eletto il 30 luglio 657 successore di Eugenio I, ottenne subito la convalida imperiale tramite l’Esarca di Ravenna. Tenne buoni rapporti con la corte di Costantinopoli e il 5 luglio del 662, accolse in San Pietro, con grandi onori, Costante II imperatore d’Oriente, il quale lo ricolmò di doni, ma lasciò che i suoi soldati saccheggiassero molti edifici, compresi gli ornamenti d’oro del Pantheon. Nel marzo del 666 l’imperatore pubblicò un decreto con il quale sottrasse alla giurisdizione papale il patriarcato di Ravenna, attentando gravemente ai previlegi della Santa Sede. Vitaliano fu invece in ottimi rapporti con la Gran Bretagna inviando a Canterbury, come vescovo metropolita, Teodoro di Tarso. Morì il 27 gennaio 672 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche per essere stato il primo a introdurre l’uso della musica d’organo nei riti religiosi.

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