Tag Archives: prisco

I santi del giorno del 1 settembre

1 Set

ADIUTORE
vescovo martire in Campania con otto compagni. È ricordato nel calendario gerominiano del 5° secolo, insieme a Prisco e nel calendario marmoreo di Napoli.

AGNESE di Venosa
badessa benedettina di Venosa, provincia di Potenza, verso il 12° secolo.

ANNA la profetessa
figlia di Fanuele, della tribù di Aser, consacrata a Dio e interprete dei suoi comandi, nel tempio di Gerusalemme. Credeva nelle profezie contenute nelle Scritture e attendeva la venuta del Messia promesso. All’età di 84 anni, presente assieme a Simeone al rito della Purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio secondo la Legge di Mosè, riconobbe che Gesù era veramente il Messia promesso dalle profezie antiche.

AUGUSTO martire in Campania con 9 compagni.

BARBARA
principessa di Baviera, martire, particolarmente venerata in una bella chiesa gotica a Merano, in Alto Adige.

DOLCELINA
religiosa francese, nata nel 1214, a Digione in Francia. Francescana, sorella di Ugo di Digne, fondò diversi conventi in Provenza. Fervente sostenitrice delle dottrine degli “spirituali”, dei quali fu una delle ispiratrici, è morta a Marsiglia nel 1274.

EGIDIO di Arles
figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo, in seguito a numerose leggende, ma dalle quali non si hanno notizie storiche sicure. Secondo una Vita leggendaria, era di origine ateniese e si insediò, alla fine del 7° secolo, nel Sud della Francia, dove, dopo aver passato due anni con Cesario di Arles, divenne eremita, raccogliendo alcuni discepoli. In seguito fondò l’abbazia di Saint-Gilles, presso Arles, della quale fu il 1° abate e dove sorse poi una città con lo stesso nome. Morto il 1° febbraio 725, nel 10° secolo la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi. È patrono dei mendicanti.

EGIDIO
santo di Borgo San Sepolcro, vissuto nell’11° secolo.

ELPIDIO
martire in Campania, assieme a Prisco e al vescovo Adiutore.

GIOSUÈ della Bibbia
nato in Egitto, figlio di Nun della tribù di Efraim, il suo nome era Osea, ma Mosè, del quale era uno dei più fedeli discepoli e al quale successe alla guida del popolo ebraico, gli cambiò il nome in Giosuè, che significa: “Jahvè salva”. Protagonista del libro omonimo, nel quale sono narrate le prodigiose imprese compiute durante la conquista della Palestina, “il paese di Canaan”, come quella di fermare il sole, per poter rendere possibile il completamento di una vittoria e quella di aver abbattuto le mura della città di Gerico(v), con il suono delle trombe. I Padri hanno riconosciuto in lui una prefigurazione di Gesù Cristo  non solo perché porta lo stesso nome salvifico, ma il suo passaggio del Giordano, che introduce nella Terra Promessa, viene indicato come il rito del Battesimo cristiano, che unisce l’uomo al popolo di Dio. Morì all’età di 110 anni e “lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim (v)”.

GIOVANNA Soderini
beata, nata a Firenze nel 1301 e morta nel 1367.

MARCO martire in Campania con Augusto e compagni.

PRISCO di Capua
martire a Capua, ma il suo sepolcro dovrebbe essere a San Prisco, in provincia di Caserta. Una leggenda fiorita attorno a questo nome, lo dice discepolo di Gesù Cristo e accompagnatore di Pietro apostolo a Roma. Protovescovo di Capua e poi forse vescovo anche di Nocera.

REGOLO di Lucca
martire del 6° secolo, molto venerato nella sua città.

ROSIO di Capua
martire in Campania con Adiutore, Augusto, Marco e compagni.

RUBIANO di Como santo di Como, morto nel 620.

SECONDINO di Capua
martire in Campania con il vescovo Adiutore.

TAMMARO
fuggito dall’Africa al tempo delle invasioni dei Vandali di Genserico (429-439) e rifugiatosi in Campania, divenne vescovo di Benevento, dove subì il martirio, assieme a otto compagni, verso la fine del secolo. Anche se le documentazioni sono scarse la sua venerazione è sicuramente antica e nella regione ci sono varie chiese dedicate al suo nome. A Benevento è festeggiato il 15 ottobre.

VERENA di Zurigo
di origine egiziana, cuoca e vivandiera aggregata alle truppe della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani comandati da Maurizio. Seguendo la truppa, giunse anche in Italia e si fermò a Milano. Quando verso il 288 raggiunse la Legione ad Agaune, in Svizzera, scoprì che i soldati erano stati sterminati. Dopo essere stata a Soletta e a Coblenza, trovò una comunità cristiana a Zurigo, dove trascorse il resto della vita, regalando il pane a poveri e lebbrosi.

VIBIANA vergine martire alla fine del 1° secolo.

VINDONIO
martire in Campania, con Augusto, Marco e molti altri compagni.

VITTORIO di Brixia
originario del Maine (Francia), vescovo dei Cenomani, antica popolazione gallica stanziatasi nella zona di Brixia (Brescia).

Annunci

I santi del giorno del 26 maggio

26 Mag

ALVINO martire.

ANDREA Granchi 
nato a Pistoia nel 1335, di nobile famiglia, entrò nei domenicani nel 1351. Anche dopo essere stato eletto vescovo di Pistoia da Urbano VI, continuò a vestire l’abito talare domenicano e nel 1400 rinunciò alla sede vescovile e si ritirò in un convento. Morto il 26 maggio 1401, è stato beatificato nel 1921, da Benedetto XV.

CATERINA da Gambolò
terziaria francescana, vissuta in una comunità a Vigevano, discepola del beato domenicano Matteo Carreri. Modellò la sua esistenza seguendo l’esempio di santa Caterina da Siena. Morì nel 1516, a Vigevano dove venne sepolta nella Chiesa di San Pietro Martire.

ELEUTERIO papa
figlio di Abbondio, nato a Nicopoli nell’Epiro, Grecia, si trasferì a Roma. Divenuto diacono del papa Aniceto, nel 175, alla morte di Sotero, fu eletto al pontificato. Stabilì il primo regolamento conosciuto, relativo alla festa della Pasqua, da celebrare la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Durante il suo regno, che fu piuttosto tranquillo al tempo di Commodo, nel 177 accolse Ireneo latore di una lettera dei martiri di Lione, sul montanismo, che fu da lui condannato. Morì nel 189 e fu sepolto sul colle Vaticano accanto alle spoglie dell’apostolo Pietro. Anche se le circostanze della morte non sono ben conosciute, è venerato come martire.

ERACLIO di Todi
martire nel 251 assieme a Paolino e a Feliciano, uno dei primi vescovi di Foligno.

FELICISSIMO di Todi martire assieme a Eraclio e Paolino.

FILIPPO Neri 
nato a Firenze il 21 maggio 1515. Introdotto al commercio da uno zio che lo prese come collaboratore, a 18 anni rinunciò a questa carriera e andò a Roma a fare il precettore presso una famiglia, per mantenersi agli studi all’Università della Sapienza, presso gli Agostiniani. Ricevuti gli ordini sacri, prese a insegnare il catechismo alla gente per strada e a prendersi cura dei più poveri. Nel 1548 istituì la Confraternita della Santissima Trinità che fu chiamata dei pellegrini e dei convalescenti, in particolare per l’assistenza durante i giubilei. Solo nel 1551 fu ordinato sacerdote, iniziando, nel convitto di liberi preti di San Girolamo della Carità, l’istituzione della Congregazione dei preti dell’Oratorio, che nel 1575 venne ratificata con la Bolla Pontificia, e poi approvata da Paolo V, il 24 febbraio 1612 Vi si riunivano persone di varie condizioni, per pregare, ascoltare i sermoni di Filippo e cantare le lodi a Dio. La caratteristica particolare di questa confraternita era l’amore scambievole, la pratica delle opere di misericordia, sopratutto l’aiuto vicendevole e una vita spirituale nutrita dall’eucaristia con la comunione frequente. Era chiamato “Pippo il buono” e di lui sono rimasti leggendari il buon umore, il fervore mistico e gli atti d’amore a Dio e al prossimo. Morto a Roma il 25 maggio 1595, beatificato da Paolo V verso il 1610 è compatrono di Roma, assieme a san Pietro.

LAMBERTO di Vence beato.

MARIA ANNA de’Paredes o MARIANNA
prima santa della repubblica dell’Ecuador, nata a Quito nel 1614. Dedita fin da giovane all’esercizio della pietà e della mortificazione, fece voto di verginità, prendendo il nome di Maria Anna di Gesù. Vistosi poi negato il permesso di entrare in un ordine religioso, si chiuse in una stanza della sua casa e qui visse in preghiera, digiuno e penitenza fino alla morte, impetrata per salvare i concittadini, nelle calamità, terremoti ed epidemie. Morta nel 1645, venne subito onorata come il ”Giglio di Quito”, ma è stata canonizzata solo nel 1950, durante il Giubileo, da Pio XII.

PAOLINO di Todi
martire a Todi nel 251, assieme a molti compagni di fede, tra i quali Eraclio e il vescovo di Foligno, Feliciano.

PARDO di Larino
le notizie storiche sulla vita di questo santo sono poche e non facilmente controllabili. Secondo uno storico del 18° secolo G. B. Polidori, Pardo visse nel 3° secolo e fu vescovo in Grecia. Causa forti contrasti all’interno della comunità, fu costretto ad allontanarsi dalla sua città e rifugiarsi a Roma, dove venne accolto dal papa Cornelio (251-253), che lo inviò a Lucera in Puglia, dove esisteva una fiorente comunità di greci convertiti al cristianesimo. Là fece costruire due chiese e un monastero, nel quale rimase fino alla morte. Nel 9° secolo i Saraceni sbarcati sulle coste adriatiche, invasero e distrussero l’entroterra, compresa la città di Larino e ne dispersero gli abitanti superstiti. Dalla vicina Puglia i devoti dei santi martiri Larinesi, Primiano, Firmiano e Casto, avendone constatato lo stato di abbandono, portarono con loro le reliquie dei primi due nella città di Lesina, della quale furono dichiarati patroni. Quando i superstiti abitanti di Larino tornarono alle loro case, decisero di riprendersi le reliquie dei loro martiri, ma, forse scoraggiati dalla resistenza degli abitanti di Lesina, girovagando per le campagne di Lucera, trovarono il sepolcro del vescovo Pardo. Senza indugio ne raccolsero i resti e il 26 maggio 842, li portarono in città su di un carro trainato da buoi. Ogni anno il 26 maggio a Larino si svolge una grande processione in costume con carri addobbati di fiori per celebrare l’ingresso del loro protettore e patrono, ricordato, con un busto in argento cesellato, nell’aula capitolare del Duomo.

PRISCO di Auxerre 
martire in Francia, nel 273, sotto l’imperatore Aureliano, assieme a molti compagni.

QUADRATO 
il più antico apologista cristiano, vissuto nella prima metà del 2° secolo. Discepolo degli Apostoli, scrisse e presentò all’imperatore Adriano, di passaggio in Asia, un’Apologia del Cristianesimo, il cui tema era la dimostrazione della divinità di Gesù, attraverso l’esposizione dei suoi miracoli. A però noi ne sono giunti solo pochi frammenti.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

I santi del giorno del 9 maggio

9 Mag

BEATO apostolo della Svizzera.

DUILIO martire romano.

ERMA
discepolo di san Paolo, martire a Roma alla fine del 1° secolo.

FORTE di Gubbio
vissuto nell’11° secolo, eremita sul monte Scheggia, tra Umbria e Marche. Discendente della nobile famiglia Gabrielli di Gubbio, lasciò l’eremitaggio per entrare nell’abbazia di Fonte Avellana, sotto la guida dell’abate Lodolfo. Qui è morto nel 1040 e le sue reliquie riposano nella cattedrale di Gubbio.

GERONZIO di Cervia  vescovo morto nel 501.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia (oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia, autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

GREGORIO di Ostia
monaco benedettino, nato nel 998 e morto nel 1044. Nominato cardinale-vescovo di Ostia, dal 1039 fu Legato pontificio in Navarra, Spagna. Insigne per dottrina e santità, il culto venne approvato nel 1754 da Benedetto XIV.

IRMA di Roma martire.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUMINOSA di Pavia sorella di sant’ Epifanio, martire nel 476.

MAINARDO di Urbino santo marchigiano, morto nel 1080.

NICCOLÒ Albergati
nato a Bologna nel 1375, morto a Siena nel 1443. Monaco certosino, nel 1417 divenne vescovo della sua città e 5 anni dopo fu inviato Nunzio Apostolico in Francia. Nel 1426 Martino V lo elevò alla porpora cardinalizia.

PACOMIO il Grande
nato a Esneh, nella Tebaide, nel 292 e morto a Pebù il 9 maggio 347. Di famiglia pagana, soldato sotto l’imperatore Massimino II Daia, si convertì al cristianesimo nel 313 e si ritirò per sette anni nel deserto fra le rovine di un tempio, a Denderah, per condurre vita ascetica sotto la guida dell’anacoreta Palamone. Constatando di persona gli inconvenienti degli anacoreti nella loro vita, cercò di superarli attraverso una comunione di vita fra confratelli religiosi. Raccolti attorno a se numerosi discepoli, nel 318 fondò la prima comunità cenobitica a Tabennisi, villaggio abbandonato sulla riva sinistra del Nilo. Il monastero cinto da un muro, con la cappella e le sue dipendenze, comprendeva una serie di casette fatte per una ventina di monaci. Presto affiancato da altri 10 cenobi a Pebù, Panopoli, Shenesit, Thebiù, e altri, diede così origine alla grande fioritura cenobitica egiziana del 4° secolo. Pacomio organizzò la vita comune secondo una regola, che è la più antica che si conosca, suddividendo il tempo fra pratiche ascetiche, lavoro manuale, esercizi di contemplazione e preghiera. E ritenuto uno dei grandi fondatori del monachesimo cristiano antico, i cui tratti rimasero così fissati anche in occidente perché la sua regola, perduta nella copia originale, ma giunta in frammenti greci e nella traduzione latina di Girolamo del 404, ha ispirato probabilmente la regola basiliana, gli scritti monastici di Giovanni Cassiano, Cesario d’Arles e Benedetto da Norcia. L’opera di Pacomio continuò anche dopo la sua morte, perché Girolamo racconta che a Pasqua, quando i monaci di tutti i monasteri retti dalla sua regola, si recavano in pellegrinaggio a Tabennisi, se ne potevano vedere radunati fino a 5 mila !

PRISCO di Nocera
1° vescovo di Nocera dei Pagani, in provincia di Salerno.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TODINO di Landevennec
vissuto nel 5° secolo a Landevennec, piccolo porto francese sull’Atlantico, all’estremo nord della Bretagna.

I santi del giorno del 15 aprile

15 Apr

ANASTASIA
martire assieme a Basilissa sotto Nerone, ricordata nel Martirologio Romano.

ANNIBALE martire di Auxerre sul fiume Yonne, in Francia

BASILISSA moglie di Giuliano l’Ospitaliere, martire nel 4° secolo

CESARE de’Bus ricordato anche il 15 Marzo

DAMIANO de’Veuster
Giuseppe de’Veuster nato il 3 gennaio 1840, a Tremelo, in Belgio. All’età di vent’anni entrò tra i Padri dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a Lovanio, prendendo il nome di Damiano e tre anni dopo chiese e ottenne di essere inviato missionario nelle Hawaii, dove il 21 maggio 1864 venne ordinato sacerdote nella capitale, Honolulu. Dopo aver lavorato per nove anni all’evangelizzazione, chiese di entrare nel lebbrosario di Molokai, dove arrivò il 10 maggio 1873 e spese tutto il resto della vita a curare gli ammalati. Nonostante nel 1885 si fosse ammalato anche lui, continuò nel servizio tra i lebbrosi fino alla morte, il 15 aprile 1889. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 4 giugno 1995.

ELMO beato.

LEONIDA di Atene vescovo di Atene, martire.

MARONE di Ferentino martire in provincia di Frosinone, con Vittorino ed Eutiche.

MASSIMO di Persia martire.

OLIMPIA santa martire senza notizie storiche sicure.

PATERNO di Poitiers
monaco e poi vescovo di Avranches, in Normandia, morto nel 565, sepolto a Scismy, nella baia di Mont-Saint-Michel.

PRISCO di Avellino eremita, patrono di Mirabella, in provincia di Avellino

VERONICA martire in Mesopotamia.

VERONICA di Antiochia martire.

VITTORINO di Roma martire assieme a Marone, nel 2° secolo.

I santi del giorno del 28 marzo

28 Mar

ALESSANDRO di Cesarea
martire nel 3° secolo a Cesarea di Filippo, assieme a DOMIZIO, MALCO, PRISCO e compagni nella persecuzione di Valeriano. In qualche luogo è festeggiato anche il 27 marzo.

CASTORE di Tarso
martire in Cilicia assieme a DOROTEO, nel 4° secolo.

DELINDA da GUNDELINDA
da Niedermunster, in Svizzera, vissuta tra il 7° e l’8° secolo. Secondo una incerta tradizione, venne allevata dalla zia, Odilia di Hohemburg, che in quel tempo dirigeva i monasteri femminili della regione e aveva anche una sorella, Eugenia, badessa in uno di questi. Tutto quello che sappiamo, viene da un documento del 10° secolo, Vita di santa Odilia. Patrona di Niedermunster, le sue reliquie, un tempo conservate a Einsiedeln, in Svizzera, furono disperse dai Giacobini, nel 1793.

GIUSEPPE Pelczar
nato il 17 gennaio 1842 presso Krosno ai piedi dei Monti Carpazi, Polonia. Studiò alla scuola di Rzeszow, nei dintorni di Cracovia e poi prese la decisione di dedicarsi al servizio di Dio, entrando nel seminario minore. Dal 1860 compì gli studi teologici in quello maggiore di Przemysl e fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1864. Dopo altri 4 anni di studio a Roma tornò in patria e insegnò per 22 anni nel seminario e poi all’Università di Cracovia, della quale divenne rettore dal 1882. Nel 1891 fondò due Congregazioni, una della Vergine Maria e una del Sacro Cuore di Gesù. Nominato vescovo nel 1900 si diede a diverse opere sociali, fece sorgere asili, mense, ricoveri e scuole professionali. Morto il 28 marzo 1924, Giovanni Paolo II l”ha proclamato santo il 18 maggio 2003.

GONTRANO di Borgogna
nato nel 525, secondo figlio di Clotario I re dei Franchi, successe al padre nel 561, come re di Borgogna e Orleans. Diffuse il cristianesimo nelle sue terre, ma verso il 571, quando le vide devastate dai Longobardi, dovette combatterli e li sconfisse l’anno dopo. Quando il fratello Sigeberto venne assassinato, prese sotto la sua protezione il nipote Childeberto II, rimasto orfano. Ebbe anche violenti scontri con gli Austrasiani e nel 585, fece senza successo la guerra ai Visigoti. È morto nel 593.

PASTORE di Asti vescovo martire

ROGATO martire assieme a Successo.

SANTO Speranza abate di Norcia.

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

VENTURINO da Bergamo
grande predicatore domenicano di origine bergamasca, morto nel 1346 a
Smirne

I santi del giorno del 4 gennaio

4 Gen

AGGEO di Bologna martire a Bologna con Caio ed Ermete

ANGELA o ANGELICA da Foligno
nata nel 1248 a Foligno, in Umbria, di nobile famiglia, si sposò giovanissima ed ebbe molti figli. Gentile, generosa ma anche un po’ strana, dopo la morte della madre, del marito e dei figli, nel 1285 si convertì dalla sua vita sregolata e si fece terziaria francescana, donando tutti i suoi beni ai poveri. Fatta la professione di fede nel 1291, divenne una profonda conoscitrice della Sacra Scrittura e venne chiamata Magistra Theologicarum. Fondò una Congregazione di Terziari Regolari, con voti semplici, per l’assistenza ai lebbrosi e le opere caritative. Ebbe molte visioni ed esperienze mistiche, descritte in un libro composto da frate Adamo: Liber de vera fidelium experientia. Morì il 4 gennaio del 1309 e fu onorata come beata.

AQUILINO, EUGENIO, GEMINO (Mino), MARCIANO e MAVILO, TEODOTO, TRIFONE, QUINTO
Martiri in Africa nel 5° secolo durante la persecuzione del re dei Vandali, Unnerico.

BENEDETTA, PRISCILLIANO e PRISCO martiri a Roma.

CAIO di Bologna martire con Ermete e Aggeo.

CRISTIANA di Santa Croce
di umili origini, nata nel 1240  a Santa Croce, Lucca, fu battezzata con il nome di Oringa. Da bambina badava a un gregge di pecore, ma quando rimase orfana, scappò di casa per sfuggire ai maltrattamenti dei fratelli e andò a fare la domestica presso un ricco signore di Lucca. Dopo un pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Gargano, nel 1265 e un lungo soggiorno romano, presso l’amica Margherita, tornò a Santa Croce. Nel 1274 ottenne dal comune un edificio dove creò, con alcune compagne, una congregazione religiosa nel monastero che fu poi chiamato di Santa Maria Novella, sotto la regola agostiniana, prendendo il nome di Cristiana. Ebbe il dono delle profezie e le furono attribuiti molti miracoli. Morta il 4 gennaio 1309, venne proclamata patrona della città e nel 1587 Sisto V ne riconobbe il culto per sempre.

DAFROSA
moglie di Flaviano e madre di Bibiana e Demetria. Tutti martiri verso il 363, sotto Giuliano l’Apostata.

ELSA Bailey Seton
Elizabeth Ann, detta “Elsa”, prima santa statunitense, nata a New York il 28 agosto 1774. Educata nella Chiesa episcopale protestante, si sposò molto giovane, divenne madre di 5 figli e nel 1797 fondò le Sorelle per la Carità per l’aiuto alle vedove povere con figli piccoli e così fu conosciuta come la Suora protestante della carità. Nel 1803, durante un viaggio in Italia, il marito già sofferente, morì a Pisa e visitando poi il santuario di Montenero, in provincia di Livorno, nel quale è conservata una miracolosa immagine della Madonna, sentì fortemente la chiamata del Signore e tornata negli Stati Uniti si fece cattolica. A Baltimora, nel Maryland, aprì una scuola per ragazze, aperta anche a quelle di colore e per loro fondò la comunità religiosa delle Suore della carità di San Giuseppe d’America. Morta a Emmitsburg il 4 gennaio 1821, lasciando numerosi e preziosi scritti, è stata canonizzata da Paolo VI, il 14 settembre 1975, durante l’Anno Santo alla presenza anche di personalità religiose non cattoliche, provenienti dagli Stati Uniti.

ERMETE o ERMES martire di Bologna assieme ad Aggeo, nel 4° secolo.

FAUSTA martire.

RUGGERO di Elan
nato in Inghilterra, lasciò il suo paese ed entrò nel monastero cistercense di Lorroyn, in Francia e fondò poi il monastero di Elan nella diocesi di Reims. Famoso per il grande amore verso gli ammalati e la rigida osservanza della regola, è morto il 4 gennaio 1160.

SECONDO da Vercelli
cappellano degli Alpini, beatificato da Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1998.

TITO di Creta
pagano di origine greca. Chiamato a Gerusalemme da Paolo di Tarso, rappresentò la nuova comunità ellenico-cristiana, all’assemblea che doveva discutere sulla libertà dalla legge giudaica per i convertiti al cristianesimo, riguardo al problema della circoncisione. Compagno dell’apostolo nei suoi viaggi, ebbe una parte notevole nei rapporti con l’irrequieta comunità di Corinto. Da una breve lettera pastorale che Paolo gli scrisse dopo il 63, sappiamo che era preposto alla guida della Chiesa di Creta e rispondendo alla sua richiesta, andò a Nicopoli, nell’Epiro (Grecia) e poi compì anche un viaggio in Dalmazia(v).

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: