Tag Archives: principessa

I santi del giorno del 1 settembre

1 Set

ADIUTORE
vescovo martire in Campania con otto compagni. È ricordato nel calendario gerominiano del 5° secolo, insieme a Prisco e nel calendario marmoreo di Napoli.

AGNESE di Venosa
badessa benedettina di Venosa, provincia di Potenza, verso il 12° secolo.

ANNA la profetessa
figlia di Fanuele, della tribù di Aser, consacrata a Dio e interprete dei suoi comandi, nel tempio di Gerusalemme. Credeva nelle profezie contenute nelle Scritture e attendeva la venuta del Messia promesso. All’età di 84 anni, presente assieme a Simeone al rito della Purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio secondo la Legge di Mosè, riconobbe che Gesù era veramente il Messia promesso dalle profezie antiche.

AUGUSTO martire in Campania con 9 compagni.

BARBARA
principessa di Baviera, martire, particolarmente venerata in una bella chiesa gotica a Merano, in Alto Adige.

DOLCELINA
religiosa francese, nata nel 1214, a Digione in Francia. Francescana, sorella di Ugo di Digne, fondò diversi conventi in Provenza. Fervente sostenitrice delle dottrine degli “spirituali”, dei quali fu una delle ispiratrici, è morta a Marsiglia nel 1274.

EGIDIO di Arles
figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo, in seguito a numerose leggende, ma dalle quali non si hanno notizie storiche sicure. Secondo una Vita leggendaria, era di origine ateniese e si insediò, alla fine del 7° secolo, nel Sud della Francia, dove, dopo aver passato due anni con Cesario di Arles, divenne eremita, raccogliendo alcuni discepoli. In seguito fondò l’abbazia di Saint-Gilles, presso Arles, della quale fu il 1° abate e dove sorse poi una città con lo stesso nome. Morto il 1° febbraio 725, nel 10° secolo la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi. È patrono dei mendicanti.

EGIDIO
santo di Borgo San Sepolcro, vissuto nell’11° secolo.

ELPIDIO
martire in Campania, assieme a Prisco e al vescovo Adiutore.

GIOSUÈ della Bibbia
nato in Egitto, figlio di Nun della tribù di Efraim, il suo nome era Osea, ma Mosè, del quale era uno dei più fedeli discepoli e al quale successe alla guida del popolo ebraico, gli cambiò il nome in Giosuè, che significa: “Jahvè salva”. Protagonista del libro omonimo, nel quale sono narrate le prodigiose imprese compiute durante la conquista della Palestina, “il paese di Canaan”, come quella di fermare il sole, per poter rendere possibile il completamento di una vittoria e quella di aver abbattuto le mura della città di Gerico(v), con il suono delle trombe. I Padri hanno riconosciuto in lui una prefigurazione di Gesù Cristo  non solo perché porta lo stesso nome salvifico, ma il suo passaggio del Giordano, che introduce nella Terra Promessa, viene indicato come il rito del Battesimo cristiano, che unisce l’uomo al popolo di Dio. Morì all’età di 110 anni e “lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim (v)”.

GIOVANNA Soderini
beata, nata a Firenze nel 1301 e morta nel 1367.

MARCO martire in Campania con Augusto e compagni.

PRISCO di Capua
martire a Capua, ma il suo sepolcro dovrebbe essere a San Prisco, in provincia di Caserta. Una leggenda fiorita attorno a questo nome, lo dice discepolo di Gesù Cristo e accompagnatore di Pietro apostolo a Roma. Protovescovo di Capua e poi forse vescovo anche di Nocera.

REGOLO di Lucca
martire del 6° secolo, molto venerato nella sua città.

ROSIO di Capua
martire in Campania con Adiutore, Augusto, Marco e compagni.

RUBIANO di Como santo di Como, morto nel 620.

SECONDINO di Capua
martire in Campania con il vescovo Adiutore.

TAMMARO
fuggito dall’Africa al tempo delle invasioni dei Vandali di Genserico (429-439) e rifugiatosi in Campania, divenne vescovo di Benevento, dove subì il martirio, assieme a otto compagni, verso la fine del secolo. Anche se le documentazioni sono scarse la sua venerazione è sicuramente antica e nella regione ci sono varie chiese dedicate al suo nome. A Benevento è festeggiato il 15 ottobre.

VERENA di Zurigo
di origine egiziana, cuoca e vivandiera aggregata alle truppe della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani comandati da Maurizio. Seguendo la truppa, giunse anche in Italia e si fermò a Milano. Quando verso il 288 raggiunse la Legione ad Agaune, in Svizzera, scoprì che i soldati erano stati sterminati. Dopo essere stata a Soletta e a Coblenza, trovò una comunità cristiana a Zurigo, dove trascorse il resto della vita, regalando il pane a poveri e lebbrosi.

VIBIANA vergine martire alla fine del 1° secolo.

VINDONIO
martire in Campania, con Augusto, Marco e molti altri compagni.

VITTORIO di Brixia
originario del Maine (Francia), vescovo dei Cenomani, antica popolazione gallica stanziatasi nella zona di Brixia (Brescia).

Annunci

I santi del giorno del 17 aprile

17 Apr

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17.

ANTUSA di Costantinopoli vergine martire vissuta nell’8° secolo.

ARCANGELO di Gubbio, beato.

CATERINA Tekakwitha
nata nel 1656 nei pressi di Auriensville, nella regione che oggi è lo stato di New York, figlia di indiani pellirosse di etnia Mohawks. Siccome all’età di 4 anni contrasse il vaiolo che la lasciò sfigurata quasi cieca, fu abbandonata dalla famiglia. Per qualche anno visse presso uno zio e poi fuggì in Canada, in una missione indiana, vicino a Montreal, dove si dedicò alle cure dei poveri anziani e alla preghiera. Morta il 17 aprile 1680, chiamata il “giglio di Mohawk”, è stata beatificata da Giovanni Paolo II, nel 1980.

CHIARA (Gambacorta Tora)
nata a Pisa nel 1362, venne battezzata con il nome di Teodora. Sposata a soli 12 anni, dopo tre anni le morì il marito e cercò allora di farsi suora, entrando fra le Clarisse, ma fu molto ostacolata dal padre, governatore di Pisa, il quale  si oppose energicamente all’entrata in convento tenendola prigioniera per 5 mesi, sperando di convincerla a rinunciare alla vocazione. Potè prendere i voti con il nome di Chiara, soltanto grazie all’intervento di Caterina da Siena che, nel 1385, convinse il padre anche ad aiutarla a costruire un convento dove si praticò la regola domenicana. Morta nel 1419 è stata beatificata nel 1830 da Pio VIII.

GIACOMO da Cerqueto
santo morto nel 1366, chiamato anche JACOPO da Spoleto.

INNOCENZO di Tortona
vescovo di Tortona. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse, forse si può identificare con un Innocenzo presente al concilio romano del 372. Secondo la leggenda, sarebbe stato diacono del papa Silvestro I , il quale lo avrebbe inviato a predicare a Tortona, ma le date non coincidono.

ISIDORA martire nel 236 a Lentini, in provincia di Siracusa.

ROBERTO d’Alvernia
nato nel 1001, in Francia. Divenne canonico e tesoriere della chiesa di Saint-Julien a Brioude, in Alvernia, dove fondò un ospizio per i poveri. Dopo aver passato alcuni anni a Cluny, sotto l’abate Odilone, intraprese un pellegrinaggio, a Roma e Montecassino. Al ritorno si fece eremita sui monti della regione e la sua vita di santità attirò molti seguaci. Nel 1046 nacque così una comunità di 300 monaci nell’abbazia cluniacense detta La-Chaise-Dieu, Casa di Dio, presso Brioude. Morì nel 1067 e dopo soli 3 anni è stato canonizzato da Alessandro II.

RODOLFO di Berna martire di Berna, ucciso nel 1294.

STEFANO Harding
nato nel 1060, in Inghilterra in una famiglia ricca. Monaco nell’abbazia di Sherborne e poi viaggiò in Scozia, a Parigi e Roma. Assieme a Roberto di Molesmes, fondò il monastero di Citeaux, l’antica Cistercium e nel 1109 ne divenne il 3° abate. Durante il suo governo accolse il futuro san Bernardo e poi tra il 1113 e il 1115 fondò altre 4 abbazie in Francia, che furono dette “le 4 figlie di Citeaux”, a La Ferrè, Pontigny e Clairvaux, dando impulso e sviluppo all’Ordine Cistercense. Grande riformatore della vita monastica, è morto nel 1134.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

I santi del giorno del 15 marzo

15 Mar

CESARE de’Bus
nato a Cavaillon, nei pressi di Avignone, il 3 febbraio 1544, da una famiglia italiana. Ebbe una vita gaudente e dissoluta nella quale fu soldato, poeta e autore di commedie. Quando fu colpito da una grave malattia, venne curato e assistito da una religiosa che nel 1575, lo portò a un radicale cambiamento e alla conversione al cristianesimo. Cominciò così a predicare la catechesi nelle campagne e poi, divenuto sacerdote nel 1582, 10 anni più tardi fondò, ad Avignone tra i suoi aiutanti, un’associazione di sacerdoti secolari, i “Preti della Dottrina Cristiana” per l’educazione del popolo, chiamati “Dottrinari. Operanti anche oggi, sopratutto in Italia, Brasile e Francia. Morto ad Avignone, il 15 aprile 1607 domenica di Pasqua, è stato beatificato da Paolo VI il 27 aprile 1975.

CLEMENTE Hofbauer
battezzato Giovanni Evangelista, nacque il 26 dicembre 1751, a Tasswitz, in Boemia, da padre cecoslovacco e madre tedesca molto poveri. Giovanissimo fu costretto a fare il garzone fornaio, perchè aveva perso il padre e la sua famiglia era numerosa. Entrato come servitore in un’abbazia riuscì a frequentare il ginnasio fino ai 16 anni, ma poi si isolò a vita eremitica e cambiò il suo nome in Clemente Maria. Dal 1780 studiò a Vienna e Roma, dove nel 1784, entrò nella congregazione dei Redentoristi dove fu ordinato sacerdote da Alfonso Maria de’Liguori. È considerato come il 2° fondatore della congregazione, perchè ne favorì notevolmente l’espansione. Dal 1787 al 1808, organizzò una vasta opera missionaria, estendendola fino in Polonia e quando venne espulso da Napoleone, portò la congregazione in Austria. Qui diede origine ad un forte rinnovamento religioso, combattendo le influenze razionalistiche, che a Vienna erano molto radicate e per questo fu chiamato l’apostolo di Vienna. Morto il 15 marzo 1820, è stato canonizzato da Pio X, nel 1909.

LONGINO centurione
martire romano identificato con il soldato che trafisse con una lancia il costato di Gesù crocifisso, mentre secondo una tradizione attestata da Gregorio di Nissa, dovrebbe essere invece il centurione che, alla morte di Gesù, ne riconobbe la divinità, si convertì al cristianesimo e fu decapitato sotto Ponzio Pilato. Un’altra leggenda ancora, lo dice martire in Italia presso Mantova.

LUCREZIA di Merida
martire decapitata dai Musulmani Saraceni a Cordova nell’859. In Spagna la sua festa è il 23 novembre.

LUCREZIA di Padova martire.

LUCREZIA
matrona romana, moglie di Lucio Tarquinio Collatino, appartenente alla famiglia reale, famosa per la sua virtù, ispirò un’insana passione a Sesto, figlio di Tarquinio il Superbo, che le usò violenza. Si uccise alla presenza del padre e del marito per non sopravvivere al disonore. Secondo la leggenda, l’episodio fu la causa della cacciata dei Tarquini da Roma e della fine della monarchia, nel 510 a.C.

LUISA de’ Marillac
nata a Parigi il 12 agosto 1591. Di padre nobile, bella, ricca ma illegittima, perchè di madre sconosciuta, quando conobbe il suo stato volle subito farsi monaca ma, nel 1613, accettò di sposare Antoine Le Gras, segretario della regina madre Maria de’Medici. Ebbe un figlio, il quale presto si ammalò gravemente come il padre, Luisa era disperata quando incontrò Francesco di Sales che l’aiutò a superare questi momenti d’angoscia. Nel 1623 ebbe una visione, durante la celebrazione della Messa di Pentecoste, che le indicò che cosa voleva il Signore da lei. Rimasta vedova 2 anni dopo, consacrò la sua vita al servizio dei poveri, sotto la guida di Vincenzo de’Paoli, che nel 1633 le affidò la formazione delle giovani destinate ad aiutare le Dame della Carità nella loro opera assistenziale che poi costituirono la congregazione delle Figlie della Carità di Parigi, dette poi “Vincenzine”, della quale Luisa fu la prima superiora. Le suore fino ad allora, erano generalmente sottoposte alla clausura, queste invece furono le prime a vivere fuori del convento, senza abito proprio, perchè avevano per monastero le case dei malati e le celle dei prigionieri, per cappella la loro chiesa parrocchiale, per cella una stanza d’affitto e come clausura, l’obbedienza. Morta il 15 marzo 1660, è stata canonizzata l’11 marzo 1934, da Pio XI.

MATRONA di Capua
principessa di Lusitania, antica regione dell’odierno Portogallo. Secondo la tradizione avrebbe fatto costruire a San Prisco, in provincia di Caserta, una chiesa come ringraziamento della guarigione ottenuta visitando il sepolcro di San Prisco. Oggi di questa costruzione è rimasta solo la cappella di Santa Matrona con la sua tomba.

NICANDRO martire, ma non si hanno notizie della sua vita.

PLACIDO Riccardi
Placido Tommaso, nato il 24 giugno 1844 a Trevi, Perugia. Monaco nel convento benedettino di San Paolo fuori le Mura, Roma, quando fu ordinato sacerdote, divenne abate-vicario e padre confessore di un convento di suore. In seguito venne chiamato a dirigere l’abbazia di Farfa, sui monti della Sabina e qui dedicò tutte le sue energie all’accoglienza dei numerosi pellegrini. È morto il 25 marzo 1915 nel convento di San Paolo.

PROBO di Rieti
vescovo vissuto nel 6° secolo, molto lodato da Gregorio Magno nei suoi “Dialoghi”.

SPECIOSO di Terracina
monaco di Capua, morto nel 545, detto anche “di Terracina”.

TRANQUILLO di Bayeu
abate cappuccino di Bayeux, presso Caen, nella regione del Calvados, in Francia, vissuto nel 18° secolo.

TRANQUILLO di Digione santo di Digione, Francia, morto nel 540.

ZACCARIA papa di famiglia greca, ma residente a Santa Severina, sede vescovile in Calabria, divenne diacono della Chiesa di Roma. Eletto il 3 dicembre 741, a pochi giorni dalla morte di Gregorio III, venne consacrato una settimana dopo. Accentuò l’autonomia del ducato romano da Costantinopoli ottenendo così, notevoli risultati diplomatici con i re longobardi. Nel 742 andò a Pavia dove riuscì a concludere un accordo con il re Liutprando convincendolo a desistere dall’assedio di Ravenna e restituire alla Chiesa parte del ducato di Parma e le fortezze di Amelia, Bomarzo, Orte e Bieda, con le relative pertinenze. Convinse anche il suo successore Rachis a ritirarsi come monaco nell’abbazia di Montecassino. Diede la benedizione a Pipino il Breve, che autorizzò ad assumere il titolo di re dei Franchi. Ottimo amministratore dei possedimenti della Chiesa, è stato uomo di grande cultura e di notevole eloquenza. È controversa la data della morte, il 15 o 22 marzo 752, ma è festeggiato soprattutto il 15.

I santi del giorno del 28 gennaio

28 Gen

ARNOLDO di Selenhofen arcivescovo di Magonza, martire.

BRIGIDA di Scozia
secondo una tradizione, era una principessa scozzese vissuta nel 5° secolo,  uccisa assieme alla sorella Maura, da banditi di strada pagani, mentre andava in pellegrinaggio a Roma. Sepolta in Francia, sembra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

CALLINICO di Apollonia 
martire con Leucio e Tirso nel 117 ad Apollonia, in Tracia.

CARLOMAGNO
nato nel 742, figlio del re dei Franchi, Pipino il Breve, prima divise il regno con il fratello Carlomanno e poi, alla sua morte, regnò da solo. Chiamato in Italia da Adriano I, contro il re longobardo Desiderio, perchè questi non rispettava le prerogative pontificie, lo sconfisse nel 773. Assunse anche il titolo di re dei Longobardi e così, per un lungo periodo, assieme al papa fu protagonista della storia d’Italia. Nel 778 condusse una campagna contro i Musulmani di Spagna, culminata con l’assedio di Saragozza che si risolse però con una grave sconfitta tanto che, durante la ritirata, la retroguardia fu distrutta a Roncisvalle. Condusse anche una campagna contro i Sassoni, li sottomise e convertì al cristianesimo, trasformando la Sassonia in una immensa prefettura franca, divisa in contee. Verso il 785 iniziò la conquista della Baviera conclusa nel 788, con l’occupazione di tutta la regione, anch’essa suddivisa in contee. Più a oriente conquistò la Pannonia, abitata dagli Avari e pose fine al loro regno, creando così un potente impero che nel 799 si estendeva dall’Elba ai Pirenei, dalla pianura padana al Mare del Nord. A conclusione della sua opera di conquista e unificazione, nella notte di Natale dell’800 venne solennemente incoronato in San Pietro da Leone III, imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente. Ottimo legislatore, diede al suo dominio un’organizzazione basata su un governo centrale, del quale era capo con pieni poteri, assistito da un consiglio consultivo e vari governi locali, retti da un prefetto o conte, sottoposto ai “missi dominici”, funzionari creati da lui, una specie di ispettori con funzioni anche di giudici, scelti tra i burocrati laici ed ecclesiastici. Promosse l’istruzione scolastica, fondando scuole presso i monasteri e le chiese. Raccolse presso la corte molti eruditi del tempo, fra i quali Alcuino, Paolo Diacono, Eginardo e Pietro da Pisa, dando vita all’Accademia Palatina, dalla quale si diffuse una grande opera di rinascita letteraria e artistica. Nell’806 divise l’impero tra i figli Pipino, Ludovico il Pio e Carlo, ma Pipino e Carlo morirono pochi anni dopo e così nell’813, chiamò Ludovico a dividere il trono incoronandolo imperatore ad Aquisgrana. Morto nell’814, è oggetto di particolare venerazione in Francia, anche se fu canonizzato dall’antipapa Pasquale III, nel 1164, su richiesta di Federico Barbarossa, mentre nel 18° secolo il papa Benedetto XIV lo ritenne venerabile come beato. Queste decisioni non furono poi né smentite, né ratificate e il culto di Carlomagno è solo tollerato.

EMILIANO di Trevi
fuggito dall’Armenia verso la fine del 3° secolo, trovò rifugio presso una comunità cristiana di Roma. Durante le persecuzioni di Diocleziano fu consacrato vescovo dal papa Marcellino e inviato a Trevi assieme a Sebastiano e altri due compagni. Arrestato, fu sottoposto a molte torture per convincerlo a rinnegare il cristianesimo, ma essendosi sempre opposto, il 28 gennaio 304 fu condannato a morte e decapitato in una località presso Trevi. In questo luogo una leggenda dice che esiste ancora la mitica pianta di ulivo ultracentenerio alla quale fu legato il santo vescovo martire. Le presunte reliquie, disperse nella notte dei tempi, furono ritrovate nel 1660, durante i lavori di ristrutturazione del Duomo di Spoleto ed ora sono conservate in una chiesa di Trevi. Come sant’Emiliano Armeno è venerato anche in alcune località dei dintorni, l’8 febbraio.

GIACOMO santo eremita, morto nel 350,

LEUCIO di Apollonia 
martire nel 117, assieme a Callinico e Tirso ad Apollonia, colonia greca del Ponto Eusino, in Tracia

MAURA di Scozia
secondo una tradizione leggendaria, era una giovane principessa nata in Scozia nel 5° secolo, che fu uccisa in Francia, dove venne sepolta, assieme alla sorella Brigida mentre stava andando in pellegrinaggio a Roma. È venerata come martire.

OLGA Bidà beata.

PIETRO Nolasco 
nacque nel 1182 a Rechaud, presso Carcassonne in Linguadoca, forse da una famiglia di origine ligure. Nel 1203 andò in Spagna cercando di liberare, con il riscatto, i cristiani schiavi dei Musulmani che dominavano il paese. Nel 1222, assieme a Raimondo di Penafort e ad altri laici, rifondò a Barcellona, l’Ordine religioso dei Trinitari, intitolato a Maria Santissima della Mercede, divenendone il nuovo superiore. L’ordine, fondato da Giovanni di Matha, era stato approvato da Innocenzo III nel 1198 ma aveva perso il primitivo fervore e Pietro ne continuò l’opera, che prima aveva ripreso da solo spendendo tutte le sue sostanze. Ottimo organizzatore riuscì a comporre anche delle dispute politiche. La data della morte è controversa, secondo alcuni sarebbe il 13 maggio 1249, secondo altri il 25 dicembre 1256, mentre è invece certo che fu canonizzato nel 1628, da Urbano VIII.

ROSA Wang Hoei 
nata in Cina, ma battezzata cristianamente con il nome di Rosa, divenne una attiva catechista. Quando nel paese scoppiò la persecuzione xenofoba dei Boxers dovette nascondersi spostandosi quasi ogni giorno, ma verso la metà dell’agosto 1900, venne scoperta, arrestata e interrogata; al suo rifiuto di tornare agli antichi culti, fu percossa, ferita e infine gettata ancora viva in un canale. È stata proclamata santa il 1° ottobre 2000, con Santa Messa e rito di canonizzazione, presieduti da Giovanni Paolo II.

TIRSO di Apollonia 
nato nel 98, martire nel 117 in Tracia, assieme a Callinico e Leucio.

TOMMASO d’Aquino 
uno dei più grandi geni della storia cristiana, nato alla fine del 1225, nel castello di Roccasecca, presso Aquino, in provincia di Frosinone. Figlio di Landolfo, nobile guerriero longobardo e di Teodora di origine normanna, studiò a Montecassino fino al 1239 e poi dal 1244 a Napoli, entrando nei Domenicani contro il volere del padre. Proseguì gli studi di teologia nelle grandi scuole del tempo a Bologna, poi a Colonia sotto la guida di Alberto Magno e a Parigi fino al 1252. Tornò poi a Parigi dove insegnò fino al 1260, quando rientrò in Italia alla corte papale come teologo della curia. Nel 1269 fu ancora docente a Parigi e tre anni dopo maestro generale di teologia a Napoli, insegnando anche a Orvieto e Viterbo. La morte lo colse mentre stava andando a Lione per un Concilio indetto da Gregorio X, durante il viaggio tra Napoli e Roma, nel monastero cistercense di Fossanova, presso Latina, il 7 marzo 1274. Corse la diceria che lo avesse fatto avvelenare il re di Sicilia Carlo I d’Angiò, per impedirgli di parlare male di lui al Concilio. Le sue opere fondamentali sono i commenti ai 4 Libri Sententiarum del vescovo di Parigi, Pietro Lombardo, i Commenti alla Logica, Fisica, Etica e Metafisica di Aristotele; la Summa contra Gentiles del 1264 e la Summa Theologiae, iniziata nel 1265 e rimasta incompiuta. È ritenuto anche l’autore del “Pange Lingua” nella liturgia eucaristica per la festa del Corpus Domini, istituita da Urbano IV. Secondo Tommaso, la ragione umana è un potere autonomo, rispetto alla fede e indipendente quindi dalla rivelazione. Tuttavia nessun contrasto è possibile tra le verità della fede e quelle della ragione, in quanto la verità è “Una”. L’esistenza di Dio viene dimostrata per mezzo di argomenti esclusivamente a posteriori(le 5 vie), perchè Tommaso nega la possibilità di ogni conoscenza innata. L’anima è forma sostanziale del corpo, ma la sua esistenza è certa anche separata dal corpo. L’opera di Tommaso è stata una parte molto importante dell’insegnamento ufficiale della Chiesa per quasi 7 secoli. Canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII, nel 1567 Pio V gli conferì il titolo di Dottore Angelico. Patrono di scuole e atenei universitari, la sua memoria è celebrata anche il 28 gennaio, giorno della traslazione delle reliquie a Tolosa, nel 1369.

VALERIO di Saragozza
vescovo della città, martire. Arrestato con il diacono Vincenzo alla fine del 3° secolo, fu mandato in esilio in Gallia, dove morì nel 315.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: