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I santi del giorno del 25 agosto

25 Ago

EBE vergine martire africana.

ERMINIA di Reims o ERMINA
martire venerata a Reims, dove morì il 25 agosto 1396. Ebbe molte visioni che furono raccolte nei 4 libri sulla sua vita, scritti da Radulfo, priore di un monastero della città. Sarebbe stata sepolta nella Chiesa di San Paolo, vicino al coro delle monache, sotto una pietra bianca portante la sua immagine e un breve epitaffio.

GENESIO di Brescello
vescovo di Brescello, Reggio Emilia, vissuto tra il 4° e il 5° secolo, senza fondate notizie storiche, anche se il suo culto è accertato fin dal 6° secolo.

GENESIO di Roma
attore e mimo di professione, quando chiese il battesimo venne arrestato e fustigato. Poiché rimase fermo nel suo proposito, fu condannato a morte dal prefetto di Roma e decapitato nel 303.

GHERARDO Rangone beato morto nel 1257 circa.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GREGORIO di Utrecht
nato nel 707, nipote di Adele di Pfalzel, a 15 anni entrò nel monastero diretto dalla zia e sentendo predicare Bonifacio, rimase così impressionato che chiese di seguirlo, divenendone discepolo e coadiutore. Dopo essere stato abate di San Martino, venne nominato vescovo di Utrecht, nei Paesi Bassi. Nel 742 accompagnò il suo maestro nella missione in Frisia(v), della quale fu direttore dopo il martirio subito da Bonifacio nel 754  a Dokkum, sul Mare del Nord, in Olanda. È morto nel 776.

LUCILLA di Roma
figlia del tribuno Nemesio, la leggenda dice che era nata cieca. Quando, su richiesta del padre venne battezzata dal papa Stefano I, verso il 257, avrebbe improvvisamente riacquistato la vista. Padre e figlia furono però arrestati perché cristiani e martirizzati presso la Via Appia, vicino al tempio di Marte. Nel 1642, le reliquie di Lucilla furono riesumate dalle catacombe di Callisto, sull’Appia Antica e portate a Reggio Emilia nella basilica di San Prospero, patrono della città e successivamente conservate nella cappella del Santuario della Madonna della Ghiara.

MENA di Costantinopoli o Menas
presbitero eletto Patriarca di Costantinopoli al posto di Antino I, che era stato condannato da papa Agapito I. Presiedette il sinodo del 536 che scomunicò lo stesso Antino, ma avendo sottoscritto l’editto di Giustiniano che condannava i “Tre Capitoli”, verso il 545 fu anche lui scomunicato dal nuovo papa Vigilio e poi, solo dopo essersi sottomesso al giudizio di Roma, poté essere reintegrato nella comunione ecclesiastica.

NEMESIO di Roma
tribuno romano martire nel 257 assieme alla figlia Lucilla(v).

PATRIZIA di Costantinopoli
secondo la leggenda, originaria di Costantinopoli, parente dell’imperatore d’Oriente Costante II, viveva alla sua corte. Si racconta che andò a Roma e si fece monaca, per sfuggire un matrimonio che le era stato imposto e poi, tornata a Costantinopoli, distribuì tutti i suoi beni ai poveri. Intraprese poi un pellegrinaggio in Terrasanta, ma venne sbattuta da una tempesta sulle coste di Napoli, dove morì verso il 665. Nel 1625 è stata inclusa tra i santi patroni di Napoli.

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I santi del giorno del 3 giugno

3 Giu

ADALBERTO o ALBERTO
era eremita a Rho, ma poi si fece monaco e dopo essere divenuto abate di San Carpoforo, venne infine eletto 15° vescovo di Como, dove morì nel 1092. Nei cataloghi episcopali però, appare dopo Rubiano, il successore di Agrippa, vescovo del quale si conosce che morì dopo il 617.

ANDREA Kaggwa martire in Uganda, nel 19° secolo (vedi Carlo Lwanga).

CARLO Lwanga
negli anni 1885-1887, molti cristiani dell’Uganda furono messi a morte dal nuovo re Mwanga, sobillato dai musulmani per il timore che i cristiani, con le loro idee di uguaglianza, impedissero il commercio degli schiavi. Alcuni di loro avevano incarichi a corte, anzi erano addetti alla persona del re. Fra questi, Carlo e i suoi 21 compagni, i quali, fedeli osservanti cattolici, in parte furono uccisi di spada e in parte arsi vivi a Kampala, il 3 giugno 1886, non avendo voluto accondiscendere alle richieste del re. Canonizzazione collettiva nel 1964, da parte di Paolo VI. 

CECILIO di Cartagine presbitero martire in Tunisia.

CLOTILDE di Lione
nata a Lione nel 475. Figlia di Chilperico, ariano re dei Burgundi, sposò il re dei Franchi Clodoveo I, il quale convertito al cattolicesimo venne battezzato nel Natale del 496, nella cattedrale di Reims, assieme a migliaia di sudditi, in una notte memorabile per il cristianesimo in Francia. Fece costruire molte chiese, fra le quali San Pietro di Tours e San Germano d’Auxerre e lavorò per l’evangelizzazione del popolo. Quando rimase vedova si ritirò in un monastero di Tours, dove andava spesso a pregare sulla tomba di San Martino e dove morì il 3 giugno 545. Sepolta, accanto al marito, nella basilica dei Santi Apostoli da lei stessa fatta erigere, sulla cui area sorse poi la Chiesa di Sainte-Genevieve,  in seguito divenuta il Pantheon di Francia.

DAVINO di Lucca
eremita armeno, pellegrino in Terrasanta e a Roma. Morì nel 1051, mentre era in cammino per la Spagna e le sue reliquie furono riposte nella Chiesa di San Michele a Lucca. È stato proclamato santo da Alessandro III, papa dal 1159 al 1181.

DIONIGI Sbuggwawo
martire il 3 giugno 1886, a Kampala, in Uganda, assieme a Carlo Lwanga e compagni.

FARDO o LIFARDO sacerdote di Orleans.

GIOVANNI XXIII papa
Angelo Giuseppe Roncalli, nato il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, Bergamo, da una famiglia di contadini. Dopo aver frequentato il seminario di Bergamo grazie a una borsa di studio, poté trasferirsi a Roma e proseguì gli studi presso l’Istituto di Sant’Apollinare dove si laureò in teologia. Dal 1905 al 1914 fu segretario del vescovo di Bergamo e insegnò storia della Chiesa nel seminario diocesano. Nel 1925 venne consacrato vescovo di Aeropoli, inviato come Visitatore Apostolico in Bulgaria, poi Delegato Apostolico in Grecia e Turchia e nel 1944 Nunzio Apostolico in Francia. Creato cardinale da Pio XII nel 1953, divenne subito dopo Patriarca di Venezia e il 28 ottobre 1958 fu eletto al pontificato, consacrato il 4 novembre successivo. Convocò il sinodo della diocesi di Roma e avviò subito la riforma del codice di diritto canonico. Dotato di ampie vedute e di notevole semplicità e bontà, impresse alla Chiesa un forte impulso di vita e le aprì nuovi orizzonti nel mondo, annunciando il 25 gennaio 1959, nella basilica di San Paolo, il Concilio Ecumenico Vaticano II, aperto ufficialmente in San Pietro l’11 ottobre 1962. Nel segno dell’aggiornamento e della libertà di dialogo entro la Chiesa, promosse così un grande e animato confronto tra i 2700 padri conciliari arrivati dai 5 continenti, che durò fino al 5 ottobre 1965, terminando i lavori l’ 8 dicembre dopo 4 sessioni e 168 assemblee generali. Prima di aprire il Concilio, era andato a Loreto in treno per mettere questa iniziativa sotto la protezione della Madonna ed era questa la prima volta che un papa viaggiava in treno. È morto nella Città del Vaticano, il 3 giugno 1963, per un tumore allo stomaco. Tra le sue molte opere, sono da ricordare le due encicliche: “Mater et magistra”, pubblicata il 15 maggio 1961 e “Pacem in terris”, del 1963, indirizzata a “tutti gli uomini di buona volontà”. Il suo pontificato ha inaugurato una nuova stagione per la chiesa, accreditandole il ruolo di messaggera di pace nel mondo. Di notevole popolarità, chiamato il “papa buono”, è stato dichiarato venerabile il 27 novembre 1999 e poi beato nel settembre 2000, da Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Grande
nato il 6 marzo 1546 a San Pietro a Carmona, presso Siviglia, figlio unico di Cristoforo e Isabella Romano. Siccome il parroco, vista una naturale inclinazione del ragazzo consigliava di avviarlo agli studi ecclesiastici, i genitori che erano contrari, all’età di 15 anni lo mandarono a Siviglia a imparare il mestiere da un ricco commerciante di stoffe. Tornato al paese, gestì il negozio dei genitori, ma non era questa la sua strada, tanto che si ritirò in una zona deserta come un eremita. Un giorno incontrò due poveri ammalati nullatenenti, che fece ricoverare in ospedale a sue spese, scoprendo così qual’era la chiamata di Dio per lui. Iniziò a percorrere le vie della città chiedendo l’elemosina per aiutare i due malati e continuò anche in seguito, perché i poveri da aiutare aumentavano sempre più. Passò anche un anno a visitare i carcerati e poi venne chiamato a dirigere due ospedali a Jerez de la Frontera. Nel 1574 entrò nella Congregazione dei Fatebenefratelli e la sua fama di santità si diffuse in tutta l’Andalusia. Negli anni successivi riuscì a far costruire o rimodernare altri ospedali, nonostante molti ostacoli e offese volgari e infamanti da parte del personale laico. Aprì ricoveri per accattoni, un ospedale per epilettici e uno per malati di mente, che in quei tempi erano quelli trattati peggio di tutti. Dopo due gravi carestie nel 1579 e nel 1599, agli inizi del 1600, arrivò anche in Andalusia, una terribile epidemia di peste, che mieté molte vittime, tra le quali anche “fra Giovanni”, che morì il 3 giugno di quell’anno nella sua cella, a Jerez de la Frontera.

GIUSEPPE Mukasa martire nel 1886, assieme a Carlo Lwanga.

GONZAGA Gonga
è un nome usato dai cristiani d’Africa, in onore di san Luigi Gonzaga. L’ onomastico è il 3 giugno, in memoria del martirio subito nel 1886, in Uganda assieme a Carlo Lwanga e altri 5 confratelli.

MATTIA Kalemba
martire in Uganda nel 1886, assieme a molti compagni cristiani (vedi Carlo Lwanga).

NOE’ Mwaggali martire (vedi Carlo Lwanga).

OLIVIA (OLIVA) di Anagni
vissuta tra il 6° e il 7° secolo, è molto venerata nel Lazio, particolarmente in Ciociaria e le presunte reliquie sono custodite ad Anagni, in provincia di Frosinone.

OVIDIO  vescovo in Gallia.

PONZIANO Ngondwe martire nel 1866 (vedi Carlo Lwanga).

PRISCA martire
è ricordata dagli Itinerari Acta sanctae Priscae, completamente leggendari, che ne pongono il martirio sotto l’imperatore Claudio II, il Gotico, verso il 275. Sepolta sulla Via Ostiense e poi traslata in spelunca, nelle catacombe di Priscilla.

TOMMASO Grasso arcivescovo di Milano, morto nel 798.

VALENTINIANO di Salerno vescovo della città nel 5° secolo.

I santi del giorno del 1 giugno

1 Giu

ANNIBALE Maria Di Francia
nato a Messina il 5 luglio 1851, rimasto orfano di padre a 17 anni, sentì forte la necessità della preghiera per le vocazioni al sacerdozio. Nel 1878, dopo il diploma di maestro, fu ordinato sacerdote e si occupò dell’assistenza agli orfani, fondando a Messina diversi orfanotrofi e nel settembre 1882, due congregazioni religiose:Le Figlie del Divino Zelo per le ragazze, e quella dei Rogazionisti del Cuore di Gesù per le vocazioni. Il 30 agosto 1889 fece la sua prima professione di fede come terziario domenicano nella chiesa di Santa Teresa, a Napoli. Il 26 giugno 1908, festa del Sacro Cuore, pubblicò la rivista Dio e il Prossimo, poi la Sacra Alleanza Sacerdotale, e per i laici, la Pia Unione della Rogazione Evangelica. Morto a Messina il 1° giugno 1927, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004, in Piazza San Pietro, davanti a oltre 15.000 confratelli.

BERNARDO di Alzira
si chiamava Achmed ed era figlio di un califfo musulmano di Lerida, città della Catalogna, in Spagna. Allevato alla corte di Valencia fu educato alla fede musulmana. Durante un viaggio si fermò nel monastero cistercense di Poblet, pressoTarragona e decise di farsi monaco con il nome di Bernardo. Un suo fratello, divenuto emiro, lo fece arrestare per apostasia e così subì il martirio, era il 1180.

CAPRASIO di Lerins
monaco dell’abbazia benedettina della Sacra di San Michele, in Val di Susa, provincia di Torino. Secondo la tradizione fu eletto vescovo di Agen, città francese sulla Garonna, dove era nato. Nel 5° secolo fondò con sant’Onorato un monastero sull’isola di Lerins, presso Cannes, del quale divenne abate.

CHIARO vescovo. 

CRESCENTINO di Gubbio
soldato romano, martire a Città di Castello, patrono di Gubbio e di Urbino.

ERMENGARDA santa martire in Gallia.

FELINO di Perugia martire assieme a Gratiniano.

FLORO di Amelia martire in Umbria, assieme a Secondo.

FORTUNATO
presbitero martire di Turrita Tiberina, vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

GRAZIA di Alzira
si chiamava Zaida ed era figlia di Almanzor, califfo musulmano di Lerida, in Spagna. Tornando da un viaggio in Catalogna si fermò nel monastero cistercense di Poblet, presso Tarragona dove si convertì al cristianesimo, prendendo il nome di Grazia. Un fratello, divenuto emiro, la fece arrestare  e condannare per apostasia. Subì il martirio nel 1180. Patrona di Alzira.

GRAZIANO di Perugia o GRATINIANO, martire assieme a Felino.

LIA di Basilicata
martire, uccisa in Basilicata dai Saraceni, assieme al marito Stefano e i figli.

PANFILO di Cesarea
nato a Berito. Ordinato sacerdote a Cesarea di Palestina, vi aprì una scuola e curò, con lo storico Eusebio, la biblioteca cristiana fondata da Origene, del quale rivide e corresse il testo dell’Esapia. Perseguitato sotto Massimino II Daia, venne imprigionato e mentre era in carcere scrisse una Apologia per Origene. Il suo martirio si compì a Cesarea nel 309, dove venne decapitato.

PROCOLO di Bologna
soldato martire, nato in Illiria o Illirico, l’attuale Dalmazia (v). Decapitato a Bologna nel 303, è uno dei patroni della città.

SECONDO di Amelia  martire nel Lazio.

I santi del giorno del 25 marzo

25 Mar

ANNUNCIATA Nunzia
si festeggia il giorno dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore  Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DISMAS  o DISMA
nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, in particolare nelle Memorie di Nicodemo, Atti di Pilato e nella Discesa di Gesù agli Inferi, viene chiamato così il “buon ladrone”, quello cioè che avrebbe aiutato la famiglia di Gesù, durante la fuga in Egitto e che fu crocifisso assieme al Maestro. Dopo la morte, sempre secondo gli scritti apocrifi, andò in Paradiso, precedendo tutti gli altri santi. È ricordato nel martirologio romano, il 25 marzo, ma soltanto sotto il nome di “buon ladrone”.

ERMELANDO di Aindre
nato nel 660, passò l’infanzia alla corte di Clotario IV re di Austrasia e poi si fece monaco a Fontenelle, presso Rouen. Con il consenso dell’abate Lamberto, fu inviato da Pascasio vescovo di Nantes, a fondare un monastero sull’isola di Aindre assieme ad altri 12 religiosi. Questa abbazia è stata distrutta dai Normanni, nell’843 e mai più ricostruita. Morto verso il 730, le sue reliquie sono ora a Loches, presso Tours.

IRENEO di Sirmio
martire nel 304. Vescovo di Sirmio, quando fu arrestato e condotto davanti al tribunale dal prefetto della Pannonia Probo, si rifiutò di sacrificare agli dei. Condannato e decapitato, il suo corpo venne gettato nel fiume Sava.

ISACCO della Bibbia
il 2° dei patriarchi ebrei, figlio di Sara e Abramo nato, in forza di una promessa divina, quando i genitori, ormai molto anziani, avevano perso ogni speranza di prole. Marito di Rebecca, padre di Esaù e Giacobbe, pastore nomade morto a 180 anni a Hebron. Dio, per provare la fede di Abramo, gli chiese di sacrificare il figlio in olocausto, ma quando il padre stava ormai per stendere la mano su Isacco, che secondo lo storico ebraico Giuseppe Flavio, aveva 25 anni, l’angelo del Signore gli fermò il braccio salvandolo, all’improvviso apparve un ariete per l’olocausto e così Abramo lo sacrificò al posto dell’amato figlio. Nella storia del cammino di salvezza del popolo che Dio sceglie per manifestarsi al mondo, Isacco appare come una figura minore, pallida, perché non prende mai iniziative, schiacciato dalla forte personalità del padre e da quella del figlio Giacobbe, anzi subisce quelle degli altri.

PARISIO martire in Francia.

PELAGIO di Laodicea
originario della Siria, si consacrò a vita di assoluta castità. Nel 360 venne eletto vescovo di Laodicea di Siria (oggi Latakia) e partecipò al Concilio di Antiochia del 363, dove difese la fede nicena contro gli ariani e per questo motivo venne esiliato in Arabia dall’imperatore romano d’Oriente, Valente Flavio. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, poté tornare alla sua sede e nel 381 partecipò al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, nel quale parteggiò per Melezio di Antiochia e per Gregorio di Nazianzo.

QUIRINO
figlio dell’imperatore Filippo l’Arabo, martire a Roma nel 269 sotto l’imperatore Claudio. Il suo corpo fu trasportato in Germania dove il culto divenne molto popolare

STEFANO II papa ?
presbitero romano, eletto nel 752 per succedere a Zaccaria, morto dopo soli 4 giorni senza essere stato consacrato, per cui non figura nella maggior parte delle liste pontificie e nemmeno nel “Liber Pontificalis”, ma la sua immagine appare assieme alle altre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Anche gli storici non lo ritengono papa, perché privo dei requisiti necessari e pertanto, il vero successore di Zaccaria, fu Stefano III.

UMBERTO abate.

I santi del giorno 12 gennaio

12 Gen

ALFREDO
abate cistercense, vissuto nel 12° secolo

ANTONIO MARIA Pucci
nato a Poggiolo, presso Firenze, il 16 aprile 1819. Entrato nei Serviti a 18 anni, nel 1843 fu ordinato sacerdote e inviato a Viareggio come vice parroco nella parrocchia di Sant’Andrea. Qui esercitò il ministero per tutto il resto della vita, venendo anche eletto Priore e Provinciale dell’Ordine dei Servi di Maria. Morto il 12 gennaio 1892, è stato proclamato santo da Giovanni XXIII nel 1962.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

BENEDETTO Biscop
nato nel 628, in Irlanda. Dopo il servizio militare, si fece monaco in un monastero benedettino inglese, fondò le abbazie di Jarrow e di Wearmouth, nella contea di Durham e andò 6 volte a Roma a piedi, per testimoniare la sua fede, ma anche per studiare le regole monastiche che reggevano i conventi visitati per via. Nel 668, passando per la Francia, si fermò anche 2 anni nel monastero benedettino di Lerins. Con questi suoi frequenti viaggi, attraverso l’Europa, stabilì un legame tra la cristianità del continente e quella della Gran Bretagna e contribuì efficacemente alla conversione degli Irlandesi, che erano ancora quasi totalmente pagani. Morto nel monastero di Wearmouth nel 690, dopo una breve malattia, fu subito venerato come santo.

BERNARDO da Corleone
nato in provincia di Palermo, il 16 febbraio 1605. Battezzato con il nome di Filippo, quinto figlio di un ciabattino con un fratello sacerdote. Terziario francescano si dedicò alle opere di misericordia a favore di poveri e malati. Nel 1631 entrò tra i Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Bernardo, destinato al servizio di cuoco, servì con umile devozione i confratelli conducendo vita di carità e penitenza. Morì a Palermo il 12 gennaio 1667 in fama di santità, così da essere beatificato da Clemente XIII il 15 maggio 1768 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 20 giugno 2001.

BONITO di Clermont
nato nel 623, nobile originario dell’Alvernia(v), divenne cancelliere di Sigeberto III, re di Austrasia. Nel 680 Pipino di Heristal gli affidò l’incarico di reggere la prefettura di Marsiglia e in tale veste vietò il commercio degli schiavi in tutta la regione, che era la più importante del regno. Quando nel 690 morì il fratello Avito, vescovo di Clermont, Bonito fu acclamato suo successore, ma il Concilio di Parigi del 614, aveva proibito questi passaggi di carica. Dopo aver rinunciato a favore del secondo candidato, andò pellegrino a Roma e nel 701 anche a Pavia. È morto nel 706, a Lione, per un attacco di gotta.

CASTOLO di Tivoli
martire nel 4° secolo, assieme a Modesto, Rogato e Zotico.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles(v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

EUTROPIO di Costantinopoli
lettore martire nel 406, assieme al sacerdote Tigrio.

MARGHERITA Bourgeoys
nata il 17 aprile 1620 a Troyes(v). Dopo aver tentato invano di entrare tra le Carmelitane, nel 1653 partì missionaria per il Canada con la professione di insegnante per i figli dei soldati francesi di stanza nel paese. Con l’aiuto di alcune ragazze volontarie venute dalla Francia, fondò a Montreal la prima congregazione di suore nata nell’America del Nord, le Suore di Notre-Dame. Grande educatrice, per continuare questa missione ha fondato ben sette scuole. È morta a Montreal il 12 gennaio 1700, ma è stata canonizzata solo il 31 ottobre 1982 da Giovanni Paolo II.

MODESTO di Tivoli
martire in Africa, assieme a Castolo, Rogato e Zotico.

NAZZARIO
monaco spagnolo martire.

ROGATO di Tivoli
martire del 4° secolo, assieme a Castolo, Modesto e Zotico.

TAZIANA di Roma
martire verso il 230, durante le persecuzioni di Alessandro Severo.

TIGRIO di Costantinopoli
presbitero nella Chiesa di Santa Sofia, sostenitore del vescovo Giovanni Crisostomo, subì torture sotto l’imperatore Arcadio Flavio insieme con il lettore Eutropio. In seguito venne anche esiliato in Mesopotamia(v), dove morì nel 406, dopo molte sofferenze.

VERONICA da Binasco
nata nel 1445 a Binasco in provincia di Milano, da una famiglia di agricoltori poveri, molto religiosi. A 22 anni si fece monaca, entrando tra le agostiniane di Santa Marta a Milano, dove fece la questuante per tutta la vita. In seguito a una visione della Vergine Maria, andò pellegrina a Roma, dove fu accolta dal papa Alessandro VI. Morì nel 1497 e venne sepolta a Binasco.

ZOTICO di Tivoli
martire assieme a Castolo, Modesto e Rogato.

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