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I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

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I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 14 marzo

14 Mar

EUTICHIO di Roma martire con molti compagni, nell’8° secolo.

EVA di Liegi
religiosa fiamminga nata nel 1205 a Liegi, in Belgio. Amica e confidente di Giuliana di Cornillon, si adoperò affinchè la festa del “Corpus Domini”, già celebrata nella collegiale di San Martino dove viveva in clausura, venisse introdotta in tutta la Chiesa e Urbano IV, accolse il suo desiderio nel 1264, l’anno prima della morte. A Liegi la sua festa è il 14 marzo.

GIACOMO Cusmano beato di Viterbo.

INNOCENZO di Verona vescovo.

LEOBINO di Chartres
chiamato anche popolarmente BINO, abate di Brou, in Francia, nel 544 fu eletto vescovo di Chartres e partecipò ai sinodi di Orleans del 549 e di Parigi del 552. Incerta la data della sua morte, forse nel 567.

LEONE di Roma vescovo martire.

MATILDE di Sassonia
nata in Westfalia, nell’895 in una famiglia nobile, secondo l’usanza di quei tempi, venne mandata nel convento di Herford, non per diventare monaca, ma per ricevere un’educazione adeguata alla sua posizione sociale. Dopo il 909 si sposò con il futuro re di Germania, Enrico I, l’Uccellatore e divenne madre di Ottone I di Sassonia, futuro imperatore. Più che una regina, fu un modello di moglie e madre cristiana, unita al marito e amorosa con i figli. Quando però nel 936 rimase vedova ebbe grossi problemi nel risolvere i conflitti scoppiati tra i due figli rivali, che l’accusavano di spendere troppo per i malati poveri. Consacrò il resto della vita a opere di carità e così con lei si inaugurò un modo originale di vivere la santità nel matrimonio e nella vita familiare. Morì il 14 marzo 968 a Quedlinburg e venne sepolta nella cappella del castello accanto al marito.

PIETRO da Treia vissuto nelle Marche, nel 13° secolo.

VALERIA martire.

I santi del giorno del 12 marzo

12 Mar

BERNARDO di Capua
cappellano del figlio del principe di Capua, Giordano, che lo nominò poi vescovo della diocesi di Sessa Aurunca. Le notizie sulla sua vita, poche e incerte, dicono che traslò le reliquie dell’eremita Martino dal monte Marsico e che forse è morto nel 1109 a Carinola, presso Caserta, dove nella cattedrale da lui fondata, esiste il suo sepolcro marmoreo.

FINA o SERAFINA
nata a San Gimignano, nel 1238 e morta il 12 marzo 1253. Praticò la regola benedettina vivendo nella propria casa, assistita dalla nutrice Beldia. Pur essendo povera, fu molto caritatevole e sopportò con cristiana rassegnazione dolorose malattie che dall’età di 10 anni la tennero emarginata da tutti. Nella chiesa Collegiata di San Gimignano, città della quale è patrona, esiste una cappella a lei dedicata con due affreschi di Domenico Ghirlandaio, nei quali San Gregorio benedicente annunzia alla santa, distesa sulla tavola di quercia, il giorno della sua morte.

GIUSTINA Bezzoli
nata ad Arezzo nella seconda metà del 13° secolo, quando ebbe 13 anni entrò nel monastero benedettino di San Marco. Passò tutta la vita tra questo monastero, quello di Ognissanti, sempre in Arezzo e quello di Civitella in Val di Chiana. Quando perdette la vista, fu ricondotta nel monastero di Ognissanti, dove è morta il 12 marzo 1319.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea  con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

LUIGI Orione
nato il 23 giugno 1872 a Pontecurone, Alessandria. Dopo un breve periodo di esperienza fra i Frati Minori di Voghera, nel 1886 fu a Torino con don Bosco. Dopo la morte del santo stava per farsi salesiano, ma nel 1889 sentì un’altra vocazione ed entrò nel seminario di Tortona. Ordinato sacerdote il 13 aprile 1895, si diede in grande stile a opere di carità, fondò la Piccola Opera della Divina Provvidenza, la congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, il Piccolo Cottolengo di Milano e fece costruire il santuario della Madonna della Guardia a Tortona. Nel 1908 fu a Messina con i soccorsi per le vittime del terremoto e papa Pio X lo nominò vicario generale di quella diocesi, dove rimase per tre anni. Nel 1914 iniziò a mandare i suoi sacerdoti in Argentina a fondare opere missionarie, scuole, colonie agricole, parrocchie e orfanotrofi  Nel febbraio del 1921 fu a Trento dove acquistò i macchinari e le edizioni di una tipografia fallita, li portò a Venezia e con l’aiuto del Patriarca, cardinale La Fontaine, diede vita a un movimento editoriale di buona stampa e lavoro ai ragazzi dei suoi due istituti Artigianelli e Manin. Morto il 12 marzo 1940 a Sanremo, il 26 ottobre 1980 è stato beatificato da Giovanni Paolo II, che poi lo ha solennemente canonizzato il 16 maggio 2004, iscrivendo il suo nome nella grande famiglia dei santi. I suoi figli della Divina Provvidenza sono attualmente circa un migliaio e operano in 29 nazioni. Recentemente sono stati aperti nuovi Piccoli Cottolenghi a Manila e Città del Messico, mentre sono quasi pronti quelli di Bucarest e Fortaleza in Brasile.

MAMILIANO di Roma
martire del quale esiste un’urna sepolcrale nella Cattedrale di Sovana, in provincia di Grosseto.

NICODEMO di Mammola
nato a Cirò presso Catanzaro, all’inizio del 10° secolo. Asceta, discepolo dell’abate Fantino, fondò una “laura” sul monte Cellerano, vicino a Locri e un monastero per monaci greci a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, dove morì nel 990. Nel 1630 è stato proclamato protettore, patrono di Mammola.

PIETRO diacono santo morto nel 605.

SERAFINA santa vissuta in Armenia, martire verso il 426.

SIMEONE il Teologo
nato nel 949 a Galaté, in Paflagonia, fu educato a Costantinopoli. Abate del monastero di San Mama e ottimo amministratore, in seguito ad alcune questioni teologiche e contrasti con i monaci per suo zelo riformatore, fu costretto a dimettersi e andare in esilio. Quando fu richiamato, preferì continuare la sua solitudine e costruì un nuovo piccolo monastero a Santa Marina, dove si ritirò e scrisse molte opere spirituali. Morì il 12 marzo 1022.

TEOFANE di Calonima
cronista bizantino nato nel 758 in una famiglia ricca. Distribuì ai poveri i suoi averi e si fece monaco nel monastero del monte Kara-Dag, nell’odierna Turchia e poi si ritirò poi sull’isola di Calonima, fondandovi un suo monastero. Qualche tempo dopo ne fece erigere un altro a Campogrande, non lontano da quello di Kara-Dag, del quale fu superiore per 29 anni. Partecipò al 2° Concilio di Nicea contro gli iconoclasti ma, nell’815 venne esiliato a Costantinopoli dall’imperatore Leone V e nell’817 a Samotracia, in Grecia dove morì il 12 marzo. Tra l’811 e l’815 ha composto una Chronographia, continuazione della Cronaca di Giorgio Sincello, che va dal 284 all’813.

ZONO di Alessandria vescovo martire in Egitto.

 

 

I santi del giorno del 10 marzo

10 Mar

ANDREA di Vallombrosa
discepolo di Arialdo, dopo il martirio del maestro, entrò a Vallombrosa e alla fine del 1085, fu eletto abate di Strumica, in Macedonia. Morto tra il 1097 e il 1106, è stato praticamente il co-fondatore dell’Ordine ed è anche ritenuto l’autore della Vita di sant’Arialdo e di quella di San Giovanni Gualberto.

ANETTO di Corinto
martire in Grecia con CRESCENTE, DIONISIO e altri tre compagni.

ATTALO di Bobbio
nato da una nobile famiglia, si fece monaco a Lerins, da dove passò a Luxeuil-les Bains, accolto da Colombano, che nel 612 lo portò con se in Italia. Dimorò nel monastero di Bobbio, fondato dal suo maestro, al quale successe come abate nel 615. Continuò con successo l’opera di conversione dei Longobardi e morì nel 627.

COLOMBA di Rimini vergine martire, protettrice di Rimini.

ELIANO martire a Sebaste, nel 320.

EMILIANO di Lagny
nato in Irlanda, si trasferì in Gallia, dove collaborò alla costruzione del monastero di Lagny, presso Parigi. Fu il primo abate di questo monastero dove sarebbe morto il 10 marzo 660.

EUGENIA di Gesù
Maria Eugenia Milleret de’Brou, nata il 26 agosto 1817 a Metz, in Francia. Fondò la congregazione delle Suore della Misericordia dell’Assunzione, per l’educazione delle ragazze. Morta a Parigi il 9 marzo 1898, è stata beatificata da Paolo VI, il 9 febbraio 1975, in occasione del Giubileo per l’Anno Santo e poi canonizzata da Benedetto XVI, il 3 giugno 2007.

GERALDO vescovo.

IMELIO o IMELINO vissuto nel Brabante (Paesi Bassi), nell’8° secolo.

MACARIO di Gerusalemme
vescovo di Gerusalemme dal 314, partecipò al Concilio di Nicea del 325, combattendo l’arianesimo e contribuendo alla stesura del Credo Niceno, o Professione di fede degli Apostoli. Sotto il suo episcopato venne iniziata la costruzione della basilica del Santo Sepolcro, sull’area del Calvario, che lui stesso era riuscito a riportare alla luce. Morì verso il 335.

OGILVIE John
nato nel 1580, nella Scozia calvinista, si convertì al cattolicesimo nel 1596 e tre anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù, a Lovanio in Belgio. Divenuto sacerdote nel 1610, tornò in patria, sotto mentite spoglie e svolse un notevole apostolato missionario durante la persecuzione anticattolica, a Edimburgo. Sotto la protezione di William Sinclair, avvocato al parlamento, anche lui cattolico, potè celebrare la Messa e assistere, travestito, i cattolici nelle prigioni. Venne però arrestato a Glasgow nel 1614, condannato a morte per “lesa maestà” e impiccato nella primavera seguente. È stato beatificato nel 1929, da Pio XI e poi canonizzato da Paolo VI nel 1976.

PIETRO Geremia ricordato anche il 3 marzo.

PROVINO uno dei 40 martiri a Sebaste, in Armenia, nel 320.

TOVEO di Parigi diminutivo di DROTTOVEO, abate di Parigi 

UGOLINA de’Cazzanis vergine di Vercelli, eremita, vissuta nel 13° secolo.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

VIVIANO martire in Armenia, uno dei “Quaranta Martiri”.

I santi del giorno del 3 marzo

3 Mar

ANSELMO di Nonantola
duca del Friuli, cognato del re longobardo Astolfo, si fece monaco benedettino e fondò il monastero di Nonantola, divenendone abate. Morì nell’803.

ASTERIO di Cesarea
senatore romano martire nel 262 a Cesarea di Cappadocia, assieme a Marino, sacerdote.

CAMELIA o CAMILLA
vergine martire ad Auxerre, assieme alle sorelle Magnenzia e Pallasia nel 5° secolo. Una chiesa dedicata a lei che sorgeva a Escoulives, vicino ad Auxerre, fu distrutta dai Calvinisti nel 16° secolo.

CATERINA Drexel  
Katharine Mary, nata il 26 novembre 1858, figlia di un banchiere di Filadelfia (USA) e di Hannah Langstroth, che morì un mese dopo il parto. Ebbe la fortuna di trovare in Emma Bouvier cattolica, seconda moglie di suo padre, un’ottima madre educatrice. Studiando e viaggiando molto, scoprì le miserie di molti connazionali, in particolare delle minoranze pellirossa e negra, alcolisti privati delle terre, ex schiavi poverissimi rassegnati alla loro sorte. Nel 1887 andò a Roma e quando fu ricevuta in udienza da Leone XIII, gli chiese di mandare missionari per quella povera gente e il papa le propose di diventarlo lei stessa. Il 12 febbraio 1891 prese i voti come Suora della Misericordia e subito dopo fondò la Congregazione del Santissimo Sacramento, per la promozione umana, partendo dall’istruzione. Riuscì a far costruire circa 150 missioni cattoliche con scuole speciali e mandò le sue suore a visitare i poveri nelle case, ospedali e prigioni. Nel 1925, ha fondato l’università cattolica ‘Xavier University’, per la preparazione dei docenti, che per prima negli USA accettò studenti di colore e indiani. È morta a 96 anni il 3 marzo 1955. Sepolta nella cappella della sua Congregazione a Cornwells Heights, è stata proclamata santa nel Giubileo 2000 da Giovanni Paolo II.

CUNEGONDA imperatrice
nata nel 978, sesta figlia di Sigfrido, conte di Lussemburgo. Nel 998 sposò Enrico duca di Baviera che nel 1002 fu incoronato re di Germania e nel 1014 imperatore con il nome di Enrico II e fu anche santificato. In accordo con il marito fece il voto di verginale continenza, ma poi, ingiustamente accusata di adulterio, dovette sopportare la prova del fuoco dalla quale uscì illesa. Nel 1024, alla morte del marito, fece costruire chiese e monasteri, fra i quali quello di Kaufungen, presso Kassel, dove si ritirò vestendo l’abito benedettino, dopo essersi spogliata delle insegne imperiali e dove morì il 3 marzo 1033. Le spoglie sono custodite nella ricca tomba che si trova nel Duomo di Bamberga, in Germania, diocesi della quale è patrona. È stata canonizzata nel 1200, durante il pontificato di Innocenzo III.

ELAIDE o AIDE santa il cui vero nome potrebbe essere stato “Artellaide”.

FEDERICO abate
nato ad Halluin, sul confine tra Francia e Belgio da una famiglia modesta di umili condizioni. Con l’aiuto del clero locale e molti sacrifici, potè studiare a Munster, in Germania, diventando insegnante e sacerdote. Quando Norberto di Xanten fondò l’Ordine dei Premontratensi, volle vestire l’abito bianco dei nuovi monaci. Divenuto abate, fu il fondatore dell’abbazia di Mariengaarde e di un monastero femminile. Gravemente ammalato, è morto nel 1175.

INNOCENZO da Berzo martire nella Savoia.

MARINO di Cesarea
soldato legionario martire a Cesarea di Cappadocia, ai piedi del monte Erciyas dag. Quando stava per essere promosso al grado di centurione, un altro pretendente, per invidia, lo denunciò come cristiano e così, nel 262 venne condannato e decapitato assieme al senatore Asterio, suo difensore.

PIETRO Geremia
nato a Palermo nel 1399. Il padre Arduino lo mandò a Bologna a studiare giurisprudenza, ma lui voleva consacrarsi a Dio. Nel 1423, sotto la guida del futuro vescovo di Firenze Antonino, prese i voti nel convento domenicano di Fiesole e l’anno dopo venne ordinato sacerdote e inviato a Bologna. Ottimo predicatore, fu in Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia fino al 1430, quando ottenne la cattedra di teologia all’Università di Oxford. Tornato a Palermo solo nel 1433, quando gli morì la madre, un anno dopo Eugenio IV gli affidò l’incarico di riformare alcuni monasteri locali. Lo stesso pontefice, nel 1439 lo inviò, come suo rappresentante, al Concilio di Firenze e infine ricevette la nomina di Visitatore Apostolico nel Regno di Sicilia, sempre con compiti di riformatore di ordini religiosi. È morto nel 1452.

TEODORO II papa
romano di nascita, eletto nel dicembre 897 dai fedeli di Spoleto, indisse subito un sinodo per riabilitare la memoria del papa Formoso, ordinando una nuova esumazione della salma, che nel frattempo era stata ritrovata, dopo essere stata gettata nel Tevere e tenuta poi segretamente nascosta. Dispose che fosse rivestita dei paramenti papali e sepolta con tutti gli onori in San Pietro. Ripristinò i diritti dei chierici consacrati da Formoso dando loro piena riabilitazione. Essendo però morto nel gennaio 898, dopo una ventina di giorni di pontificato, fu il suo successore Giovanni IX che dichiarò legittime tutte queste disposizioni e le attuò, scomunicando anche gli atti del sinodo con il quale Stefano VI aveva agito e infierito contro Formoso.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

I santi del giorno del 10 gennaio

10 Gen

AGATONE papa
nato a Palermo verso il 574, prima di essere eletto, il 27 giugno del 678, era stato monaco. In un sinodo di 125 vescovi, tenutosi a Roma nel marzo del 680, condannò l’eresia di Eutiche e dei monoteliti, approvata da Onorio I (625-638), con la sua lettera “Dogmatica”, che inviò subito a Costantinopoli al 6° Concilio Ecumenico. Fu molto generoso verso il clero, anche riguardo le elargizioni di denaro. Sembra sia morto, a 107 anni, il 10 gennaio 681 e sia stato sepolto in San Pietro.

ALDO eremita
abbiamo pochissime notizie su di lui, una tradizione sostiene che era un laico vissuto nell’8 secolo, di professione carbonaio nei pressi di Pavia, che a un certo punto della vita, decise di farsi eremita. Alla sua morte fu sepolto nella cappella di San Colombano e poi traslato nella basilica di San Michele Maggiore a Pavia.

CAMILLO di Milano
Giovanni Camillo il Buono, 36° vescovo di Milano, originario di Camogli. Nel 649 partecipò al sinodo tenuto in Laterano dal papa Martino I contro i monoteliti e secondo una tradizione che risale all’11° secolo, fece trasportare le reliquie di Siro, vescovo di Genova, a Desio dove fece erigere una chiesa. Morì nel 660, dopo aver lasciato tutti i suoi beni alla Chiesa. Il suo corpo fu traslato nel Duomo, dalla vicina Chiesa di San Michele, da Carlo Borromeo, nel 1582. Come GIOVANNI, è festeggiato il 5 gennaio.

DOMIZIANO
vescovo di Mitilene, sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, verso la fine del 6° secolo. Fu alla corte di Costantinopoli dove tentò, senza riuscirvi, di convertire il re di Persia, Cosroe II. Molto lodato da S. Girolamo, lo  zelo.

FLORIDA di Digione santa martire nel 3° secolo.

GREGORIO X papa, vedi 09 Gennaio.

GUGLIELMO di Bourges
nato nel 1120 a Nevers, in Francia, dopo essere stato abate in vari monasteri, nominato arcivescovo di Bourges, aiutò i poveri, difese i diritti della Chiesa e ottenne molte conversioni in una missione che svolse tra gli albigesi. È morto a Bourges nel 1209.

LEONIA Aviat
nata il 16 settembre 1844, a Sèzanne dipartimento della Marna, in Francia. Il 30 ottobre 1868 ricevette l’abito religioso con il nome di Francesca di Sales e fondò le “Oblate di San Francesco ”, con lo scopo di dare un’educazione umana e cristiana alle giovani assunte al lavoro nelle industrie tessili. Nel 1903, a causa della persecuzione religiosa in Francia, spostò la casa madre a Perugia, dove è morta il 10 gennaio 1914.

MELCHIADE papa o MILZIADE,
di origine africana, ordinato sacerdote nel 286, venne eletto il 2 luglio 311, dopo quasi 2 anni nei quali la sede pontificia era rimasta vacante. Nel tempo del suo pontificato l’ imperatore Galerio consentì ai cristiani di professare liberamente la loro fede e rientrare in possesso dei beni loro confiscati. Con l’intervento di Costantino negli affari ecclesiastici, quando emanò il famoso editto del 313, si ebbe la solenne affermazione del cristianesimo e si aprì così per la Chiesa un’era di libertà ed espansione. Vennero così restituiti, chiese, luoghi di culto e cimiteri, consentendo ai fedeli la libera pratica della loro religione. Fausta, seconda moglie di Costantino imperatore, donò al papa il palazzo del Laterano dove, il 30 ottobre dello stesso anno Milziade indisse un sinodo di 19 vescovi, nel quale venne pronunciata la condanna dell’eresia donatista, ribadita poi nel sinodo generale d’Occidente convocato ad Arles nel 314 ed è questo il palazzo nel quale stabilì poi la residenza pontificia. Morì il 10 gennaio 314 e fu l’ultimo papa a essere sepolto nelle catacombe di Callisto, sulla Via Appia Antica, onorato come martire.

PIETRO Orseolo
nato a Venezia nel 928. Nel 976 quando fu assassinato il doge di Venezia Pietro IV e vennero incendiati sia il Palazzo Ducale che la Chiesa di San Marco, Pietro fu eletto doge, in un periodo di accese lotte intestine fra le varie famiglie che aspiravano a rendere la carica ereditaria. Il suo breve dogato fu caratterizzato da opere di pace e di ricostruzione, la basilica di San Marco, ospizi e ospedali, insieme però a una ripresa delle lotte fra le fazioni, di fronte alle quali non mostrò sufficiente energia. Sempre più dedito a opere di carità e alla vita religiosa, osteggiato da tutte le fazioni, dopo soli 2 anni lasciò la carica e si fece eremita nel convento di San Michele nei Pirenei, dove restò fino al 987, anno della morte. È stato canonizzato da Clemente XII, nel 1731.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

TECLA di Lentini martire in Sicilia nel 3° secolo.

I santi del giorno del 9 gennaio

9 Gen

ADRIANO di Canterbury
proveniente dall’Africa, si stabilì nei dintorni di Napoli e divenne abate di Nisida. Nel 671 fu mandato a Canterbury(v), dal papa Vitaliano, come abate del monastero dei santi Pietro e Paolo, che più tardi cambiò il nome in abbazia di sant’Agostino.  Qui rimase ben 39 anni e in questo tempo il monastero raggiunse una notevole fama come centro di insegnamento, dotato di una ricca biblioteca e con il risultato di una eccezionale fioritura di vocazioni sacerdotali. Morì nel 710 e la sua tomba divenne oggetto di numerosi pellegrinaggi per la fama dei miracoli che vi avvenivano. Secondo una leggenda il suo corpo verrà poi ritrovato intatto nel 1091.

AGNELLO di Napoli vescovo di Napoli dal 673 al 694.

ALESSIA vergine martire francese.

ALICE Le Clerc santa morta nel 1622.

BASILISSA 
moglie di Giuliano l’Ospitaliere, martire nel 4° secolo.

GIOCONDO  
martire assieme a Felice, Vitale e compagni.

GIULIANO di Siria
fu fatto prigioniero e venduto come schiavo in Siria. Quando riacquistò la libertà entrò nel monastero di Edessa (oggi Urfa), nel quale era abate Efrem il Siro. Sembra sia morto martire verso il 370.

GIULIANO l’Ospitaliere 
non si hanno notizie del luogo, o della data di nascita, anche se alcune fonti citano il 4° secolo. Secondo una leggenda tramandata da sant’Antonino  mentre era a caccia, i genitori vennero in visita al suo castello e sua moglie, Basilissa, mise a loro disposizione la camera da letto coniugale. Giuliano tornato a notte fonda, vide un uomo e una donna nel suo letto e sospettando un tradimento li uccise entrambi. Quando scoprì la verità, tormentato dai rimorsi, si ritirò a fare penitenza, assieme alla moglie, a vita ascetica in un luogo sperduto, dove aprì una locanda per viaggiatori e un ospizio-ricovero per i poveri, come è raccontato anche nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine. A Roma gli è stata dedicata la chiesa di San Giuliano dei Fiamminghi ed è patrono di Macerata.

GREGORIO X papa 
Tedaldo Visconti, nato nel 1208 a Piacenza, da una nobile famiglia. Ordinato diacono, divenne uomo di fiducia di un’importante cardinale, svolgendo varie missioni diplomatiche. Nominato arcidiacono a Liegi, amministrava ben 283 parrocchie, ma continuò gli studi per perfezionare la sua cultura religiosa, all’Università di Parigi dove fu condiscepolo di Bonaventura, Tommaso d’Aquino e amico personale del re Luigi IX. Nel 1271 mentre partecipava all’ultima crociata come cappellano e si trovava a San Giovanni d’Acri, l’antica Tolemaide di Palestina, il 1° settembre ricevette la notizia di essere stato eletto papa nel conclave di Viterbo, successore di Clemente IV. Tedaldo accettò, sbarcò a Brindisi e arrivò a Roma il 27 marzo 1272 dove venne consacrato, assumendo il nome di Gregorio X. Questo conclave si era protratto per ben 3 anni e i viterbesi avevano scoperchiato il tetto del palazzo e diminuito progressivamente il vitto agli elettori riuniti, per costringerli finalmente a prendere una decisione. Nel suo pontificato tese a pacificare animi e nazioni, andò in molte città italiane per stroncare i contrasti tra guelfi e ghibellini, fu tollerante verso gli Ebrei e nutrì molto interesse per l’Oriente. Istituì l’Elemosineria Apostolica e dettò nuove norme per il Conclave, come quella che riduceva il vitto ai cardinali di un 3° al giorno fino al digiuno completo, se entro 3 giorni dall’inizio dei lavori il nuovo papa non fosse risultato eletto. Infine nel 2° Concilio di Lione del maggio 1274, propose una nuova riforma del Conclave e ottenne, sia pure per poco tempo, la riunione con la Chiesa Greca. Morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, tornando dal Concilio di Lione. Nel 1713 Clemente XI ne ha autorizzato il culto come beato.

MARCELLINO di Ancona
vescovo di Ancona, morto nel 550 circa. Secondo una leggenda, con le sue preghiere avrebbe salvato la città da un furioso incendio.

PASCASIA martire.

PIETRO di Sebaste
fratello minore di Basilio Magno e di Gregorio di Nissa. Entrato nel monastero di Cesarea, di Cappadocia(oggi Kayseri), fondato da Basilio, che nel 370 lo ordinò sacerdote, ne divenne abate. Dieci anni dopo fu creato, sempre dal fratello, vescovo di Sebaste(v) e così partecipò al Concilio di Costantinopoli del 381, lottando contro l’arianesimo. È morto nel 392.

I santi del giorno del 5 gennaio

5 Gen

ABACUC profeta biblico (uno dei 12 minori).

AMATA e AMELIA martiri nel 6° secolo.

APOLLINARE vergine martire.

ASTOLFO di Magonza vescovo.

BARNABA da San Nicola  Giovanni Del Vit, nato il 7 aprile 1746 a Grumes, in provincia di Trento. Dopo aver frequentato la scuola popolare, a 16 anni fu mandato a Lavis come apprendista sarto, presso la casa Clauser. Nel marzo 1768 partì per Roma deciso a farsi religioso e fu accolto come laico nel monastero degli Agostiniani Scalzi. Due anni dopo emise i voti, prese il nome di fra Barnaba, servì nel convento con il suo mestiere di sarto e si dedicò anche alla “cerca” per le strade di Roma. Tornò a Grumes una sola volta, nel 1780, a pregare sulla tomba di suo padre. Ha speso tutta la vita nel servizio di Dio e del prossimo. È morto il 5 gennaio 1790 e il suo corpo riposa nella chiesa di Gesù Maria al Corso, nel centro di Roma. Di lui si disse che era un frate di soavi maniere, di innocenza, carissimo ai confratelli, ardente di carità, umile, povero e obbediente. Dopo la morte la voce popolare lo venera come santo e si narrano diversi prodigi a lui attribuiti quando era ancora in vita. A Grumes, dove sono conservati alcuni oggetti che gli erano appartenuti, è ricordato con venerazione.

EDOARDO il Confessore nato a Islip, nell’Oxfordshire nel 1002, figlio di Eteldredo II re d’Inghilterra e di Emma di Normandia. Nel 1042, alla morte dell’ultimo sovrano danese Canuto III e con l’appoggio di Godwin conte del Wessex, venne consacrato re con il nome di Edoardo III. Di educazione normanna però, non seppe accattivarsi i favori del popolo e quando si venne a sapere che la corona inglese era stata da lui promessa a Guglielmo di Normandia, il sentimento nazionale sassone prevalse e permise a Godwin di regnare di fatto. Alcune imprese di pace illustrano il nome di Edoardo: rimise in vigore le leggi del suo antenato Edgar e trasferì la capitale a Westminster, nell’Anglia Orientale. Si dice anche che ebbe visioni e che curava i malati con il semplice tocco delle mani, ma in complesso fu un re debole, amato soltanto per la sua mitezza. Riuscì comunque a rafforzare i legami tra la Chiesa inglese e il papato, fece costruire l’abbazia di San Pietro a Londra, che oggi si chiama Winchester Abbey, consacrata il 28 dicembre 1065. Gravemente ammalato, non poté assistere alla cerimonia inaugurale perché morì a Westminster, il 5 gennaio 1066. Venerato subito come santo dalla volontà popolare, è stato poi canonizzato nel 1161, da Alessandro III. Festa anche il 13 ottobre, anniversario della traslazione della salma nella nuova cattedrale.

EMILIANA di Roma  vergine romana, vissuta nel 6° secolo. Sorella di Tarsilla, zia di Gregorio Magno, il quale ci ha lasciato il racconto della sua vita e delle visioni. Condusse vita austera nella casa del senatore Gordiano poi trasformata nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio dal nipote Gregorio. È stata un grande esempio di purezza e di edificante virtù.

GERLACO di Maastricht Militare di Valkenburg, in Olanda. Sposato, ma di carattere irascibile, rissoso, violento e bestemmiatore, rese infelice la giovane moglie, ma quando lei morì, il rimorso lo fece piombare nella disperazione. Lasciate le armi, divenne pellegrino, prima a Roma e poi a Gerusalemme. Fece sette anni di penitenza, durante i quali, servì gli ammalati negli ospizi. Alla fine entrò nell’Ordine fondato da Norberto di Xanten (premonstratensi), vivendo come eremita nel cavo di una vecchia quercia, presso Maastricht, in Olanda.

ISIDORO di Roma soldato romano, martire ad Alessandria d’Egitto.

PIETRO Bonilli nato il 15 marzo 1841 a San Lorenzo di Trevi, Perugia, in una famiglia di contadini. Nella sua giovinezza incontrò un sacerdote, Lodovico Pieri, che gli fece da guida spirituale nel cammino verso il sacerdozio. Fu ordinato nel 1863 e per 35 anni esercitò il suo apostolato come parroco di Cannaiola, una frazione di Trevi, dedicandosi all’istruzione religiosa. Fondò un orfanotrofio per ragazzi abbandonati, aprì un asilo per ragazze sordomute e cieche e riuscì anche a far funzionare una tipografia. Nel 1888, fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia per l’assistenza a tutti questi giovani in difficoltà. È morto a Spoleto il 5 gennaio 1935.

RUGGERO di Todi  nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237.

SIMEONE stilita  il vecchio, asceta siriano nato verso il 390 a Sis o Sisi in Cilicia(v), morto nel 459. Pastore attirato dalla vita monastica, in un primo tempo si ritirò in un convento, ma poi si fece eremita. Dopo aver sperimentato varie forme di ascetismo, andò a vivere su di una piattaforma posta alla sommità di una colonna, dove rimase, sembra, per 40 anni, alternando la predicazione alla preghiera, ascoltato e venerato anche da re e imperatori. Gli sono stati attribuiti numerosi scritti apologetici.

TELESFORO papa  di famiglia greca, ma nato a Terranova, in Calabria, dove visse da eremita. Eletto nel 125, successore di Sisto I, perché ritenuto estraneo alle eresie che già dilagavano in Roma e pertanto in grado di combatterle. Secondo lo storico Ireneo di Lione, resse le sorti della Chiesa per 11 anni, 3 mesi e 22 giorni. Condannò l’eresia degli gnostici, secondo la quale Dio è ineffabile, infinitamente superiore, ma separato dall’uomo  Introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli (per il clero doveva durare 7 settimane) ed è famoso per aver istituito la Messa della Notte di Natale, con il canto del Gloria in excelsis Deo all’annuncio della nascita di Gesù. Subì il martirio nel 136 sotto l’imperatore Adriano, ma risulta priva di fondamento la notizia che sia stato sepolto in Vaticano accanto a san Pietro.

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