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I santi del giorno del 28 agosto

28 Ago

ADELINA di Poulangy
figlia di Guido e di Elisabetta, entrambi beati, abbracciò la vita monastica nel monastero di Larrey, presso Digione, che era stato fondato dalla madre. In seguito venne inviata dallo zio Bernardo, il primo abate di Clairvaux, in un monastero a Poulangy, nella diocesi di Langres nell’Alta Marna per introdurvi la riforma cistercense e ne divenne badessa. Morta nel 1170, viene onorata come santa, anche senza canonizzazione.

ALESSANDRO
patriarca di Costantinopoli dal 313 al 336. Celebre per sapienza e santità, partecipò al Concilio di Nicea del 325, opponendosi tenacemente all’eresia ariana.

AGOSTINO d’Ippona
Agostino Aurelio, il più celebre dei Padri della Chiesa Latina, figlio di Patricio e di Monica, nato il 13 novembre 354 a Tagaste, oggi Souk-Ahras, in Algeria. Essendo la madre era cristiana, fu iscritto fra i catecumeni e dopo i primi studi a Tagaste, si trasferì a Madaura per compiervi quelli di retorica. Tornato a Tagaste nel 369, vi rimase ancora un anno, periodo che segnò l’inizio dei traviamenti e degli amori giovanili, dei quali doveva poi tanto rammaricarsi nelle Confessioni. Andò a Cartagine, per continuare gli studi e qui condusse una vita intensa di divertimenti ed emozioni, legandosi a una ragazza, dalla quale a 18 anni ebbe il figlio Adeodato. Un anno dopo aderì al manicheismo(v.) alla ricerca di una verità religiosa che lo soddisfacesse e per nove anni fu uditore di questa setta. Entrato in crisi, cadde preda di un acuto scetticismo e restandogli solo l’ambizione per la carriera, insegnò prma a Cartagine, poi a Roma e nel 384 si trasferì a Milano con la compagna e il figlio, dove per intervento di Aurelio Simmaco, divenne maestro di retorica. Qui lo raggiunse anche la madre Monica e sotto le catechesi del vescovo Ambrogio si compì la sua evoluzione spirituale, abbandonò il manicheismo e allontanata la fedele compagna dopo 15 anni di vita in comune, si ritirò per qualche mese a Cassiacico, in Lombardia, assieme alla madre. Ricevette il battesimo assieme al figlio nella Veglia Pasquale del Sabato Santo, 24 aprile del 387. Decise di tornare in Africa con la madre, ma lungo la via Monica morì nei pressi di Ostia. Lasciata definitivamente l’Italia nel 388 e rientrato a Tagaste, vendette tutti i beni per darne il ricavato ai poveri e formò la sua prima comunità di “intellettuali”. Dopo questa preparazione, tre anni più tardi si stabilì a Ippona(v), dove il vescovo Valerio lo consacrò sacerdote affidandogli il ministero della predicazione. Nel 396, Agostino gli successe sulla cattedra episcopale dove restò fino alla morte avvenuta il 28 agosto del 430, mentre la città, che attualmente è chiamata Annaba, era assediata dai Vandali. Il suo corpo venne portato a Cagliari ai tempi di san Fulgenzio, poi trasportato a Pavia nell’8° secolo a cura di Liutprando re dei Longobardi, dove nel 1362 fu tumulato in un’arca in stile gotico nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. I suoi scritti più celebri rimangono le “Confessioni”, in 13 libri, opera filosofica e autobiografica, che però sfugge a ogni definizione letteraria e la “Città di Dio”, in 22 libri, opera apologetica in difesa del cristianesimo contro gli attacchi dei pagani e nello stesso tempo, il primo grande saggio di filosofia e di teologia della storia, scritta nell’arco di 15 anni e terminata dopo il 410, quando Roma, la città eterna era stata saccheggiata dai Visigoti di Alarico I. Per le sue opere gli è stato attribuito il titolo di “dottore della grazia”.

BIBIANO o VIVIANO
vescovo di Saintes, città sul fiume Charente in Francia, vissuto nel 5° secolo.

ERMETE di Roma
martire nel 116, è sepolto nel cimitero di Bassilla sulla Via Salaria Vecchia, dove in seguito, pose un’epigrafe papa Damaso I. Durante il Medioevo ebbe notevole culto anche in Sicilia e in Sardegna.

EZECHIA
figlio di Acaz, divenne re di Giuda a 25 anni e governò dal 716 al 687 a.C. Con l’aiuto del profeta Isaia restaurò il culto al vero Dio, abbattè gli idoli e distrusse i santuari dedicati a Baal, posti sulle cime boscose dei monti. Dotò il paese di notevoli opere pubbliche, tra le quali, l’acquedotto di Siloe per rifornire Gerusalemme e migliorò le comunicazioni e i commerci. Quando seppe dal profeta Isaia di dover morire presto, pianse e pregò il Signore di allontanargli la morte. Dio volle esaudirlo prolungandogli la vita di 15 anni e lui allora compose un cantico di ringraziamento(Isaia 38, 9-20). È divenuta famosa la sua resistenza vittoriosa agli attacchi degli Assiri.

GIOACCHINA Vedruna
nata il 16 aprile 1783 a Barcellona. A 16 anni si sposò con Teodoro de’Mas, ebbe 9 figli e poi, nel 1816 rimase vedova. Dopo aver allevato con amore i figli, nel 1826 fondò una congregazione di Carmelitane della carità, per assistere gli ammalati più poveri e disagiati, che si diffuse in Catalogna e in altre parti della Spagna, aprendo molte case di assistenza. È morta il 28 agosto 1854 a Vich, presso Barcellona, è stata beatificata il 19 maggio 1940 e canonizzata il 12 aprile 1950, sempre da Pio XII. Nel suo Ordine la celebrazione è stata fissata al 22 maggio.

GIULIANO di Brioude
nato a Vienne (v). Ufficiale dell’esercito romano fu arrestato, perché cristiano e subì volontariamente il martirio nel 304, a Brioude, nell’Alta Loira, presso Clermont Ferrand. È uno dei santi più venerati in Gallia e Gregorio di Tours ne ha scritto la Vita. A Brioude esiste una chiesa romanica del 12° secolo dedicata a lui.

MOSE’ monaco
C
hiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

PELAGIO martire in Istria.

SETTIMINO di Venosa martire.

SPERANZIO d’Alvernia abate vissuto nel 6° secolo.

VICINIO di Sarsina vescovo di Sarsina, in provincia di Forlì.

I santi del giorno del 26 giugno

26 Giu

ANGELICO di Fiesole
nato a Vicchio del Mugello dopo il 1387. Fra Giovanni da Fiesole, al secolo Guidolino di Pietro, detto popolarmente “il beato”. Nel 1407 vestì l’abito dei Domenicani nel convento dei Predicatori dell’Osservanza, a Fiesole, dove venne eletto priore nel 1449. Massimo interprete del sentimento religioso della pittura del 400, iniziò l’attività artistica come miniatore di manoscritti alla scuola di Lorenzo Monaco. Durante i lavori di ricostruzione del convento di San Marco a Firenze, collaborò con Michelozzo e poi, nel 1433, con Masolino da Panicale per la realizzazione di opere pittoriche che gli erano state commissionate dalla Compagnia dei Linaioli e tra il 1437 e il 1443, dipinse il grande ciclo di affreschi del convento. Chiamato a Roma da Eugenio IV nel 1445, dipinse molti altri affreschi, dei quali però rimangono solo quelli eseguiti per Nicolò V, con le storie dei santi Lorenzo e Stefano che ricoprono tutte le pareti della cappella Nicolina. L’anno successivo fu ad Orvieto, dove lavorò nel Duomo, poi Firenze e Roma dove, morto nel 1455, venne sepolto in Santa Maria sopra Minerva. Sono numerosissime e celebri le sue opere: l’Incoronazione della Vergine, a Boston; l’Adorazione dei Magi, a Firenze; l’Annunciazione, a Cortona; Gesù lava i piedi agli Apostoli, in Vaticano; Comunione degli Apostoli in San Marco a Firenze; Il banchetto di Erode nel Louvre, a Parigi, ecc. La sua arte caratterizzata da una estrema semplicità e calore mistico, fusi con un vivo senso del colore, forma e luce, fanno di lui un pittore delicato. I suoi quadri sono quasi stilizzati, pieni di poesia e hanno influenzato lo svolgimento della pittura toscana di tutto il secolo. La qualifica di beato, attribuitagli dalla religiosità popolare, è stata riconosciuta ufficialmente nel 1984, da Giovanni Paolo II, proclamandolo patrono degli artisti. 

ANTELMO di Chignin
religioso francese nato a Chignin, presso Chambery, nel 1107, morto nel 1178. Primo generale dei Certosini dal 1139, nel 1163 fu nominato vescovo di Belley, nel dipartimento dell’Ain in Francia. Lottò contro il Barbarossa in favore dell’elezione al pontificato di Alessandro III in contrapposizione a Vittore IV, antipapa.

ELISA Meneguzzi
Angela ELISA, santa della quale non abbiamo notizie storiche.

MASSENZIO sacerdote di Poitiers, in Francia.

PAOLO e GIOVANNI
martiri romani, la passio li dice fratelli, uccisi nella loro casa sul colle Celio, dove sarebbero stati sepolti il 26 giugno 362, durante l’impero di Giuliano l’Apostata, nipote di Costantino il Grande. Sulla tomba, poi venne costruita una basilica intitolata proprio a loro, riedificata nel 12° secolo.

PELAGIO di Spagna Martire nel 925 a Cordoba (in italiano Cordova).

RODOLFO di Gubbio
nato a Gubbio verso il 1004. Assieme al fratello Pietro si fece discepolo di Pier Damiani, lasciando tutti i suoi beni ai poveri e andando a vivere come eremita nel monastero di Fonte Avellana (v). Nel 1057 fu eletto vescovo di Gubbio, dove morì il 26 giugno 1061. Il suo maestro Pier Damiani ne ha scritto la Vita, unitamente a quella di Domenico Loricato.

SALVIO di Angouleme
vescovo di Angouleme, città francese sul fiume Charente.

VIGILIO di Trento
3° vescovo della Chiesa di Trento, nato a Roma verso il 365. Figlio di un funzionario imperiale di famiglia romana, inviato a Trento e di Massenza, anche lei di famiglia patrizia romana. Rimasta vedova, Massenza tornò a Roma con i tre presunti figli: Vigilio, Claudiano e Magurio. Gli ultimi due che, secondo una leggenda, sono considerati suoi fratelli, sembra siano stati invece i suoi successori alla sede vescovile, ma dei quali non esistono notizie. Vigilio studiò prima a Roma e poi venne mandato ad Atene per completare la sua istruzione. Verso il 385, tornò a Trento con la madre, passando da Milano a far visita al vescovo Ambrogio e l’anno seguente venne acclamato vescovo, successore di Abbondanzio. Fu consacrato dal vescovo di Aquileia, Valeriano, in una chiesa fuori le mura di Trento, l’unica esistente in quel tempo. Confermato nel ministero da Ambrogio, completò l’evangelizzazione della città e del territorio rurale, costruì diverse chiese, organizzò la diocesi, convertì molti pagani e perciò è considerato il vero fondatore della Chiesa di Trento. Di lui conosciamo due lettere, una a Simpliciano vescovo di Milano, successore di Ambrogio e l’altra al vescovo di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Queste lettere narrano, alla luce della contemplazione teologica dei fatti, l’attività e il martirio di tre missionari Sisinio, Martirio e Alessandro, che gli erano stati inviati come collaboratori da Ambrogio, martirizzati dai pagani dell’Anaunian, Valle di Non, il 29 maggio 397. Subì il martirio in Val Rendena il 26 giugno 400, per aver abbattuto la statua del dio Saturno, gettandola nel fiume Sarca. I pagani lo assalirono con pietre e bastoni, percuotendolo, fra l’altro, con uno zoccolo ferrato. Il corpo venne portato a Trento e deposto nella Chiesa che oggi è il duomo della città. Il culto, come patrono di diocesi e terra trentina, è attestato dalla “Passio sancti Vigilii”, del 6° secolo. Nell’ambito della diocesi di Trento, fino al 6 agosto 1964, data in cui ci fu una modifica dei confini provinciali, si contavano una trentina di chiese o cappelle dedicate a San Vigilio, il cui culto è diffuso, oltre che in Alto Adige, anche in Austria e Baviera. È stato canonizzato da Benedetto XIV (1740-1758).

I santi del giorno del 25 marzo

25 Mar

ANNUNCIATA Nunzia
si festeggia il giorno dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore  Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DISMAS  o DISMA
nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, in particolare nelle Memorie di Nicodemo, Atti di Pilato e nella Discesa di Gesù agli Inferi, viene chiamato così il “buon ladrone”, quello cioè che avrebbe aiutato la famiglia di Gesù, durante la fuga in Egitto e che fu crocifisso assieme al Maestro. Dopo la morte, sempre secondo gli scritti apocrifi, andò in Paradiso, precedendo tutti gli altri santi. È ricordato nel martirologio romano, il 25 marzo, ma soltanto sotto il nome di “buon ladrone”.

ERMELANDO di Aindre
nato nel 660, passò l’infanzia alla corte di Clotario IV re di Austrasia e poi si fece monaco a Fontenelle, presso Rouen. Con il consenso dell’abate Lamberto, fu inviato da Pascasio vescovo di Nantes, a fondare un monastero sull’isola di Aindre assieme ad altri 12 religiosi. Questa abbazia è stata distrutta dai Normanni, nell’843 e mai più ricostruita. Morto verso il 730, le sue reliquie sono ora a Loches, presso Tours.

IRENEO di Sirmio
martire nel 304. Vescovo di Sirmio, quando fu arrestato e condotto davanti al tribunale dal prefetto della Pannonia Probo, si rifiutò di sacrificare agli dei. Condannato e decapitato, il suo corpo venne gettato nel fiume Sava.

ISACCO della Bibbia
il 2° dei patriarchi ebrei, figlio di Sara e Abramo nato, in forza di una promessa divina, quando i genitori, ormai molto anziani, avevano perso ogni speranza di prole. Marito di Rebecca, padre di Esaù e Giacobbe, pastore nomade morto a 180 anni a Hebron. Dio, per provare la fede di Abramo, gli chiese di sacrificare il figlio in olocausto, ma quando il padre stava ormai per stendere la mano su Isacco, che secondo lo storico ebraico Giuseppe Flavio, aveva 25 anni, l’angelo del Signore gli fermò il braccio salvandolo, all’improvviso apparve un ariete per l’olocausto e così Abramo lo sacrificò al posto dell’amato figlio. Nella storia del cammino di salvezza del popolo che Dio sceglie per manifestarsi al mondo, Isacco appare come una figura minore, pallida, perché non prende mai iniziative, schiacciato dalla forte personalità del padre e da quella del figlio Giacobbe, anzi subisce quelle degli altri.

PARISIO martire in Francia.

PELAGIO di Laodicea
originario della Siria, si consacrò a vita di assoluta castità. Nel 360 venne eletto vescovo di Laodicea di Siria (oggi Latakia) e partecipò al Concilio di Antiochia del 363, dove difese la fede nicena contro gli ariani e per questo motivo venne esiliato in Arabia dall’imperatore romano d’Oriente, Valente Flavio. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, poté tornare alla sua sede e nel 381 partecipò al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, nel quale parteggiò per Melezio di Antiochia e per Gregorio di Nazianzo.

QUIRINO
figlio dell’imperatore Filippo l’Arabo, martire a Roma nel 269 sotto l’imperatore Claudio. Il suo corpo fu trasportato in Germania dove il culto divenne molto popolare

STEFANO II papa ?
presbitero romano, eletto nel 752 per succedere a Zaccaria, morto dopo soli 4 giorni senza essere stato consacrato, per cui non figura nella maggior parte delle liste pontificie e nemmeno nel “Liber Pontificalis”, ma la sua immagine appare assieme alle altre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Anche gli storici non lo ritengono papa, perché privo dei requisiti necessari e pertanto, il vero successore di Zaccaria, fu Stefano III.

UMBERTO abate.

I santi del giorno del 2 marzo

2 Mar

AGNESE di Boemia
del re d’Ungheria. Chiesta in sposa dall’imperatore Federico II di Svevia, rifiutò, rinunciando alla corona, si fece monaca, appoggiata da un legato del papa Gregorio IX e impegnò tutte le sue ricchezze per costruire ospedali e monasteri. Nel 1232 fondò il primo convento dei frati minori a Praga, con un ospedale e nel 1234 un monastero per le Clarisse, dove Chiara d’Assisi inviò 5 religiose. Si ritirò in questo monastero e ne fu badessa fino alla morte, il 2 marzo del 1282. Il culto è stato confermato da Pio IX solo nel 1874 ed è stata poi canonizzata, da Giovanni Paolo II, il 12 novembre 1989.

ANGELA della Croce
Maria de los Angeles, nata a Siviglia nel gennaio 1846, figlia di Francesco Guerrero e Giuseppina Gonzales, in una famiglia povera. A 12 anni fu costretta a lasciare la scuola e a fare l’operaia in una fabbrica di scarpe per aiutare la famiglia, ma sentiva forte il desiderio di farsi religiosa per essere di conforto a quelli più poveri di lei. Non fu accettata dalle Carmelitane, forse per il precario stato di salute e allora si ritirò in casa a pregare e preparare le norme per una nuova congregazione che aveva in animo di fondare. Questo progetto prese forma nel 1875 e nacquero le Sorelle della Compagnia della Croce per la carità verso gli infermi. Chiamata la madre dei poveri, morta il 2 marzo 1932, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, durante una sua visita pastorale a Madrid nel 2003.

ATANASIA di Tabenna
vissuta verso la fine del 4° secolo nell’Egitto romano. Moglie di Andronico, un orafo originario di Antiochia, ebbe due figli che però morirono giovanissimi. Ritiratasi con il marito nel monastero egiziano di Tabenna, dopo una decina d’anni, le venne affidata la direzione di molti centri religiosi, per le sue notevoli capacità organizzative. Quando morì fu sepolta accanto ad Andronico.

BASILEO
viene ricordato martire assieme a Giovino nel 258, sotto Valeriano I, ma non si hanno notizie storiche della sua vita.

CARLO il Buono
nato nel 1083, conte di Fiandra, figlio del re di  Danimarca Canuto IV. Dal 1086, quando suo padre fu assassinato, venne allevato dal nonno, il conte Roberto delle Fiandre e fu il suo successore nel governo della contea. Dopo la partecipazione a una crociata, acquistò grande popolarità per saggezza, benevolenza e spirito di giustizia. Favorì la rinascita del commercio nella contea, rifiutò il Regno di Gerusalemme e non volle porre la sua candidatura all’impero.  Assassinato il 2 marzo 1127, mentre stava pregando nella chiesa di San Donatiano di Bruges, in Belgio, in seguito a un complotto ordito dalla famiglia di Bertulfo, prevosto della stessa chiesa e cancelliere di Fiandra, che venne poi impiccato dalla folla inferocita.

CEDDA di Lindisfarne
fratello di san Ceadda, abate dell’abbazia benedettina di Lindisfarne, Holy Island in Gran Bretagna. Evangelizzò la Mercia e i Sassoni Orientali, dei quali battezzò il loro re Sigeberto. Nominato vescovo, fondò vari monasteri e sostenne il computo romano nella controversia sulla data della Pasqua. Morto nel 672, le reliquie sono nella cattedrale di Birmingham. Il 2 marzo è grande festa tra i Benedettini inglesi.

SECONDILLA (DILLA)
martire a Porto Romano, con Eraclio, Gennara e Paolo.

ERACLIO martire nel 1° secolo, assieme a Gennara, a Porto Romano.

GENNARA martire a Porto Romano, con Eraclio e Paolo.

GIOVINO di Roma
martire nel 258 assieme a Basileo,sotto gli imperatori Gallieno I e Valeriano I, ma non esistono notizie storiche sicure.

LUCA Casali d’ Argira santo vissuto nell’8° secolo.

NICOLA di Owen
gesuita inglese martire del 17° secolo, canonizzato da Paolo VI il 25 ottobre 1970.

ONESIMO di Pozzuoli martire di Pozzuoli, nel 1° secolo.

PELAGIO I papa
nato a Roma verso il 500, di nobili origini. Ordinato diacono, divenne poi Nunzio Apostolico a Costantinopoli al seguito di 3 papi: Agapito, Silverio e Vigilio. Mantenne un atteggiamento ambiguo, nella questione dei Tre capitoli, ma aderì sia pure tardivamente all’editto di condanna emanato dall’imperatore romano d’Oriente Giustiniano I, con l’appoggio del quale, il 16 aprile 556 fu eletto papa successore di Vigilio. Riuscito a vincere l’opposizione del clero romano mostrandosi molto generoso con i poveri, non convinse invece i molti vescovi della Toscana e quelli ariani di Milano e Aquileia, i quali non lo riconobbero rifiutandosi anche di citare il suo nome nelle celebrazioni eucaristiche, come i vescovi della Gallia e d’Africa che gli manifestarono una forte opposizione. Durante il suo pontificato fu avviata in Roma una massiccia costruzione di chiese e conventi che risolse, almeno per quei tempi, il grave problema della disoccupazione. Morì il 4 marzo 561 e fu sepolto nel portico di San Pietro.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania. Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

QUINTO il Taumaturgo
nato in Frigia da una famiglia cristiana. Medico al tempo dell’imperatore Aureliano, curava gratuitamente i poveri dell’Eolide, antico nome della Tessaglia (oggi Grecia), ma il governatore Rufo, sospettandolo cristiano, lo fece arrestare nella città di Cima, ma poi lo liberò per ringraziarlo di aver guarito anche lui. Il suo rilascio non fu però gradito dai molti pagani della città, anche perchè, dopo la sua liberazione, ci fu un forte terremoto che spaventò la gente, così il magistrato Clearco lo fece arrestare nuovamente e torturare. È morto nel 283.

SIMPLICIO papa
originario di Tivoli, venne eletto il 3 marzo 468, successore di Ilario. Nei 15 anni del pontificato, assistette ad avvenimenti importanti come il saccheggio di Roma del 472 ad opera degli Svevi del generale Ricimero, all’epidemia di peste che stroncò la vita anche all’invasore e alla grande carestia che ne seguì. Fu testimone anche della fine dell’Impero Romano d’Occidente, con la deposizione di Romolo Augustolo nel 476. Zelante sostenitore dei diritti e delle prerogative della Chiesa di Roma, contro le pretese delle comunità orientali, si oppose all’ecumenismo di Acaio patriarca di Costantinopoli e combatté l’eresia degli eutichiani (monofisismo), perché venissero rispettate le decisioni del Concilio di Calcedonia del 451 (IV ecumenico). È ritenuto il fondatore della Cattedrale di San Lorenzo e della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli, come di molte altre chiese che non esistono più. Ha lasciato alcune lettere disciplinari, tra le quali sono notevoli quelle dirette ai vescovi di Ravenna, Siviglia e degli Abruzzi. Dopo una lunga malattia, è morto il 1° marzo 483 e le spoglie sono conservate nella basilica Vaticana.

ULRICO di Kaiserheim abate cistercense di Kaiserheim, in Germania.

I santi del giorno del 8 febbraio

8 Feb

AMPELIO vescovo di Milano nel 7° secolo.

CIRIACO martire a Roma, con Lucio e Paolo.

EMILIANO l’Armeno ricordato anche il 28 Gennaio.

ERMANNO
mistico tedesco del 15° secolo. Viaggiò molto negli stati europei e si dedicò all’agiografia come mezzo di edificazione.

GIOVANNI di Matha
nato a Faucon, in Provenza, il 23 giugno 1160, studente di teologia all’Università di Parigi, ne divenne docente dal 1193. Ordinato sacerdote, durante la celebrazione della sua prima Messa, ebbe una visione: vide Dio che teneva per mano due schiavi in catene, uno bianco e uno nero. Assieme all’eremita Felice di Valois, a Ruggero ex prigioniero in Terrasanta e altri eremiti, fondò allora l’Ordine della Trinità, per la liberazione degli schiavi cristiani, sotto la protezione di Innocenzo III, che diede la sua approvazione nel 1198. Il fondatore andò subito in Africa e tornò con 200 schiavi riscattati, il fatto suscitò una grande impressione e diede il via ad altre operazioni simili. Morto a Roma il 17 dicembre 1213, due trinitari spagnoli ne trafugarono poi le reliquie e le portarono a Madrid. L’abito trinitario è bianco con una croce rossa e azzurra.

GIROLAMO Emiliani
di famiglia nobile, nato a Venezia nel 1486. Iniziata la carriera militare, prima come ufficiale e poi promosso generale, combattè contro i Francesi ma, fatto prigioniero, sarebbe stato liberato miracolosamente, per intercessione della Vergine Maria. Riuscendo a passare inosservato attraverso le linee nemiche giunse a Treviso, dove, in un santuario promise di dedicarsi ai più bisognosi. In seguito a questo episodio si convertì perciò alla vita cristiana e dopo l’ordinazione sacerdotale del 1518, quando la peste e la carestia devastarono la città, vendette tutti i suoi beni a favore dei poveri e istituì orfanatrofi a Bergamo, Brescia, Como, Milano, Venezia e Verona. Nel 1528 fondò la società dei Servi dei Poveri, detta poi dei chierici regolari di Somasca, per l’educazione e la cura particolare degli orfani. Servendo gli appestati contrasse anche lui la terribile malattia e morì l’8 febbraio 1537, a Somasca, in provincia di Bergamo. Beatificato dopo lunghi processi canonici da Benedetto XIV il 29 settembre 1747, è stato poi canonizzato vent’anni più tardi, il 12 ottobre, da Clemente XIII.

GIUSEPPINA Bakhita
nata a Olgassa nel Darfur (Sudan occ.) dopo il 1865. All’età di 9 anni fu rapita mentre raccoglieva erbe in un campo e si spaventò talmente che dimenticò il suo nome, Bakhita infatti, che vuol dire “fortunata”, è il nome che le diedero i suoi rapitori. Venduta più volte, conobbe molte sofferenze e umiliazioni, fu torturata e tatuata con una lama, per ogni sua piccola disobbedienza, fino al 1882, quando, acquistata dal console italiano Calisto Legnani trovò, in questa famiglia, affetto e serenità. Arrivata in Italia con il console nel 1884, entrò in contatto con le Canossiane di Schio e decise di farsi suora. Dopo essere stata battezzata nel 1890 con il nome di Giuseppina e aver ricevuto i Sacramenti cristiani, entrò nell’Istituto di Santa Maddalena di Canossa a Schio dove, dopo 3 anni di noviziato, fece la prima professione di fede. Qui rimase per quasi 40 anni, addetta ai lavori più umili in tutta semplicità, con il sorriso sulle labbra, illuminata da una fortissima spiritualità interiore. Dopo il 1935, assieme a una consorella fece anche una serie di viaggi di azione missionaria ben accolta dal popolo che la chiamava affettuosamente “Madre Moretta”. Colpita da molte sofferenze, costretta su una sedia a rotelle, è morta l’8 febbraio 1947. Proclamata beata nel 1992 è stata poi solennemente canonizzata nel Giubileo del 2000, domenica 1° ottobre, da Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.

GIUSEPPINA Bonino
Giuseppina Gabriella, nata il 5 settembre 1843 a Savigliano, in provincia di Cuneo. Per trent’anni curò con amore il padre ammalato e in questo tempo, entrò nel Terz’Ordine Carmelitano e poi in quello Francescano. Pellegrina a Lourdes, ricevette la grazia della guarigione da una neoplagia alla colonna vertebrale. Per ringraziare la Madonna, con i beni ricevuti in eredità alla morte dei genitori, aprì un ospizio che chiamò della “Sacra Famiglia”, per accogliere le bambine abbandonate che nessuno voleva, e che non essendo orfane, non potevano essere accolte nell’orfanotrofio comunale. Nel 1881 ha fondato la Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Savigliano. È morta a Savona l’8 febbraio 1906.

JACOPINA de’Settesoli
chiamata anche Giacomina, morta nel 1239.

LEDA martire senza notizie.

LUCIO di Roma martire assieme a Ciriaco e Paolo.

ONORATO di Milano
29° vescovo di Milano, nominato nel 567. Combattè l’eresia ariana e cercò di difendere il popolo dalle invasioni barbariche, ma nel 568, alla venuta dei Longobardi, venne mandato in esilio e si rifugiò a Genova, ospite di Verano di Albenga. Fece parte del gruppo di vescovi che si oppose alla condanna dei “Tre Capitoli”. Morì nel 570.

PELAGIO II papa
nato a Roma verso il 520, figlio di un certo Unigildo di origine gotica, salì al papato il 26 novembre 579, dopo Benedetto I, senza attendere la conferma imperiale da Costantinopoli, dove però inviò come Nunzio il futuro papa Gregorio Magno. Roma in quel tempo era assediata dai Longobardi, dei quali si liberò solo dopo alcuni anni, facendo intervenire in aiuto l’esercito dei franchi. Implicato nella questione dei Tre Capitoli, contro i vescovi istriani e il patriarca di Aquileia, fermi nella loro apostasia è ricordato perchè cercò di restaurare alcune chiese distrutte e le catacombe di Ermete. Fece ricoprire di lamine d’oro l’Altare della Confessione in San Pietro e fu molto rattristato dalla distruzione dell’abbazia di Montecassino, incendiata nel 589 dal longobardo Zotto, duca di Benevento. Morì il 7 febbraio 590, vittima dell’epidemia di peste, mentre Roma era colpita anche da una grave carestia.

SEBASTIANO
martire a Trevi assieme a Emiliano l’Armeno.

STEFANO di Muret
nato nel 1048, figlio del visconte di Thiers, in Alvernia(v). All’età di 12 anni fu accompagnato dal padre a un pellegrinaggio alle reliquie di San Nicola di Bari, ma durante il viaggio si ammalò di pertosse e il genitore lo affidò al vescovo di Benevento, Milone. Durante la convalescenza rimase affascinato da un gruppo di eremiti locali e così, quando nel 1076 tornò guarito in Francia, volle diventare eremita ritirandosi in un luogo solitario a Muret, nei pressi di Limoges. Qui, assediato da frotte di pellegrini che venivano per consigli e sopratutto miracoli, gettò le basi di un ordine religioso, che i suoi discepoli trasferirono poi a nel “deserto di Grandmont”, sempre vicino a Limoges, assieme alle sue reliquie. Morto nel 1124, è stato canonizzato da Clemente III, nel 1189.

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