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I santi del giorno del 26 febbraio

26 Feb

ALESSANDRO di Alessandria
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 313, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

ANDREA vescovo di Firenze all’inizio del 5° secolo.

CLAUDIANO di Perge
vescovo martire martire nel 3° secolo in Panfilia assieme a Conone, Papia, Diodoro e Nestore.

CONONE  martire a Perge in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano, Diodoro, Papia e Nestore.

DIODORO di Perge martire in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano e altri compagni.

FAUSTINIANO di Bologna vescovo di Bologna, morto nel 350.

NESTORE di Magydos vescovo martire in Panfilia. Subì il martirio durante la persecuzione di Decio, tra il 249 e il 252, essendosi rifiutato di convincere i suoi fedeli a sacrificare agli dei pagani. Fece fuggire dalla città tutti i cristiani, ma lui rimase al suo posto, così fu arrestato e condotto a Perge, presso Antalya, dove venne ucciso assieme a molti compagni, tra i quali Claudiano, Conone, Diodoro e Papia. Nel Martirologio geronimiano è ricordato il 25 febbraio.

PAPIA di Perge martire in Panfilia, assieme ai vescovi Nestore e Claudiano.

PORFIRIO di Gaza
nato nel 345 a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) e morto nel 420 a Gaza, in Palestina. Dopo 5 anni di vita eremitica nel deserto egiziano, si fece monaco nella Palestina meridionale, dove fu ordinato presbitero. Nel 395 venne consacrato vescovo di Gaza e si impegnò a fondo per la diffusione del cristianesimo, intervenendo al Sinodo di Lydda. È ricordato per la sua austerità e anche perchè ebbe il dono di operare miracoli.

ROMEO di Lucca carmelitano, morto nel 1380, patrono di Lucca.

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I santi del giorno del 22 febbraio

22 Feb

GAIO martire in Frigia, assieme ad Alessandro.

ISABELLA di Francia
nata a Parigi nel 1225, figlia del re Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, sorella minore di Luigi IX, il santo. Orfana di padre poco dopo la nascita, fu educata cristianamente dalla madre che si occupò anche della sua istruzione nelle scienze e nelle arti. Assieme al fratello e al papa Innocenzo IV, la incoraggiò ad accettare il matrimonio con Corrado IV, figlio dell’imperatore Federico II, perchè questo poteva essere molto vantaggioso per la Francia e la Chiesa, nella speranza di ottenere la pacificazione tra le regioni italiane. Volle invece consacrarsi interamente a Dio e dopo la morte della madre, entrò nel monastero delle Clarisse di Longchamp, che aveva fondato lei stessa nel 1259 e al quale Urbano IV aveva dato una regola meno rigida di quella di Santa Chiara. Non prese l’abito e non fece la professione religiosa, ma con grande umiltà, si ritirò nel chiostro del convento, dove morì il 23 febbraio 1270. Nel 1521 Leone X ne approvò il culto, che poi nel 1696, Innocenzo XII estese a tutto l’Ordine francescano. Come ELISABETTA è festeggiata il 31 agosto.

MARGHERITA da Cortona
nata nel 1247, nei pressi di Castiglione del Lago Trasimeno, Perugia. Di umili origini contadine, rimase presto orfana di madre e il padre, Tancredi di Bartolomeo si risposò, ma la nuova moglie fu una cattiva matrigna per Margherita che, stanca di subire maltrattamenti, all’età di 18 anni andò a Montepulciano a vivere con il nobile Arsenio, nel suo castello come concubina. Rimase con lui circa 10 anni ed ebbe anche un figlio, ma quando l’amante venne assassinato, si pentì della sua vita e si convertì. Educò cristianamente il figlio e nel 1277 fu accolta nel Terz’Ordine Francescano a Cortona, dove si dedicò solo alla preghiera e alle opere di carità. Più tardi diede vita a una congregazione di terziarie chiamate le “poverelle” e nel 1278 fondò un ospedale, la Casa di Santa Maria della Misericordia, tuttora esistente. Morta a Cortona il 22 febbraio 1297, il suo corpo incorrotto è conservato in un’urna d’argento in stile gotico, nella chiesa di Santa Margherita, edificata tra il 1856 e il 1897, sul luogo dov’era il santuario fondato da lei. Canonizzata nel 1728 da Benedetto XIII, è una delle sante più popolari dell’Italia Centrale.

PAPIA di Gerapoli
nato in Frigia, discepolo di Giovanni apostolo e compagno di Policarpo, vescovo di Gerapoli. Intorno al 130, scrisse una Spiegazione delle Parole del Signore, opera esegetica in 5 libri, della quale purtroppo restano solo pochi frammenti, che però dal punto di vista storico sono molto importanti, come esempio dell’insegnamento orale degli apostoli e dei discepoli. Secondo un’incerta tradizione subì il martirio a Pergamo, in Misia.

PELLEGRINA di Nicomedia martire assieme a Regina.

REGINA di Nicomedia martire assieme a Pellegrina.

I santi del giorno del 29 gennaio

29 Gen

AQUILINO di Colonia 
nato a Colonia, in Germania. Subì il martirio a Milano nel 1015 circa, ed è venerato nella basilica milanese di San Lorenzo, nella cappella omonima. Santo protettore dei facchini.

BARBEA 
santo martire assieme a Sarbellio.

COSTANZO di Perugia
secondo il martirologio Romano, forse fu il 1° vescovo di Perugia, martire nel 170 assieme ad Aquilino, sotto Marco Aurelio. La sua città gli ha dedicato una bella chiesa edificata nel 1143.

GELASIO II papa
Giovanni Caetani, nato verso il 1058, figlio di Crescenzio, duca di Fondi, Latina. Entrato nel monastero di Montecassino sotto la guida dell’abate Desiderio, divenne molto esperto in teologia e nel 1082 fu chiamato a Roma da Gregorio VII che lo nominò cardinale diacono. Il 24 gennaio 1118 venne eletto con il nome di Gelasio II e fu consacrato il 10 marzo successivo. Il suo pontificato fu molto contrastato, perchè venne aggredito fino a essere preso per la gola e calpestato a sangue, durante scontri tra diverse fazioni in lotta a Roma e poi incatenato e imprigionato in una torre da Cencio Frangipane, ma il popolo insorse e lo fece liberare. Allora fu chiamato l’imperatore Enrico V, che tentò invano di ottenere la conferma del previlegio dell’investitura, che gli era stato concesso nel 1111 da Pasquale II. Molto irritato gli oppose un antipapa, Maurizio Burdino, arcivescovo di Braga, che assunse il nome di Gregorio VIII. Tornato a Roma da Gaeta, dove si era rifugiato, dopo aver scomunicato l’imperatore e l’antipapa, il 23 ottobre 1118 venne nuovamente aggredito mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Prassede e fu costretto a fuggire ancora. Nominò Pietro, vescovo di Porto Romano, suo vicario e poi andò a Benevento, Pisa e Genova, dove dedicò la cattedrale a San Lorenzo. Passato poi in Francia, fu a Nimes, Valence, Vienne e Lione. Ad Avignone presiedette un sinodo, ma ammalatosi, si fece portare a Cluny, dove è morto nel 1119.

MAURO di Roma soldato martire assieme a Papia.

PAPIA di Roma soldato martire nel 3° secolo, assieme a Mauro.

PIER TOMMASO ricordato anche il 6 Gennaio

POTAMIONE vescovo di Agrigento, martire.

SABINA matrona romana, martire nel 119, protettrice di Roma.

SABRINA di Samos
originaria dell’isola greca di Samos nell’Egeo, martire in Gallia nel 3° sec.

SARBELLIO martire assieme a Barbea.

SULPICIO Severo o SULPIZIO,
scrittore latino, vissuto tra il 360 circa e il 420, discendente di una nobile famiglia dell’Aquitania(v), si convertì agli ideali monastici, ma si conosce poco della sua vita, tranne un famoso incontro con Martino di Tours che fu determinante per la sua religiosità. Divenuto suo assiduo discepolo, sembra sia stato nominato vescovo di Bourges e abbia presieduto il 2° Concilio di Macon. Gli viene attribuita una Cronaca universale, con le vicende storiche del mondo, dalla creazione fino ai suoi tempi, una biografia di Ilario di Poitiers e un panegirico del suo maestro, la Vita Martini Tauronensis. Deve il soprannome Severo, all’austerità dei suoi costumi.

VALERIO di Lucca
leggendario discepolo di san Pietro, protovescovo di Lucca.

VALERIO di Treviri
apostolo della Renania, tra il 3° e il 4° secolo, forse 1° vescovo della città.

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