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I santi del giorno del 13 aprile

13 Apr

CARPO di Pergamo vescovo martire in Misia, assieme a ISACCO e PAPILO.

DADA
santo martire nella Mesia Inferiore, attuale Romania, assieme a QUINTILIANO, MASSIMO e compagni.

ERMENEGILDO martire
Figlio del re dei Visigoti, Leovigildo, che risiedeva in Spagna e Ingunda la cattolica figlia del re dei Franchi, Sigeberto. Causa la religione della moglie, il padre lo esiliò a Siviglia, dove, dopo essersi convertito, si mise a capo di un partito cattolic. Leovigildo prese d’assedio la città, fece prigioniero il figlio e dopo averlo prima rinchiuso nel carcere di Tarragona, lo fece decapitare il 13 aprile 585, perchè aveva rifiutato di ricevere la Comunione pasquale da un vescovo ariano.

GIACOMO da Certaldo
santo morto nel 1292, chiamato anche JACOPO, è celebrato assieme a san Michele in una chiesa a loro intitolata a Certaldo, provincia di Firenze.

IDA di Lovanio
nata nel 1211 a Lovanio, città sul fiume Dyle, in Belgio, si fece monaca cistercense nell’abbazia di Val-des-Roses. Su di lei si raccontano molti fatti straordinari avvenuti anche prima di essere suora, che leggeva nei cuori, prevedeva il futuro, aveva visioni, estasi, profezie e persino che fu segnata dalle piaghe di Gesù Cristo. Morì verso il 1290.

IDA di Toggenburg martire dell’11° secolo.

MARGHERITA santa di Città di Castello, in provincia di Perugia, morta nel 1320.

MARTINO I papa
nobile nato nel 590 a Todi, in provincia di Perugia. Già diacono della Chiesa di Roma, fu consacrato il 5 luglio 649 dai vescovi e sacerdoti romani, senza attendere la conferma dell’imperatore d’Oriente Costante II, che in effetti non arrivò mai. Nell’ottobre di quello stesso anno convocò un sinodo nella basilica del Laterano, con la partecipazione di 105 vescovi occidentali, nel quale venne condannato l’errore dei monoteliti e per questa sua posizione Costante II lo fece arrestare contestandogli la condizione di illegittimità, perché mancava la sua convalida ufficiale. Malato di gotta e sofferente di dissenteria, nel 653 venne condotto a Costantinopoli, dove arrivò il 17 settembre dopo un viaggio pieno di sofferenze. Rinviato a giudizio per tradimento, fu condannato a morte, degradato pubblicamente, privato di tutti gli ornamenti pontificali e rinchiuso nella cella dei condannati. Non venne giustiziato per l’intervento di Paolo II patriarca della città, ma dopo 3 mesi di prigionia, il 26 marzo 654 venne comunque esiliato a Cherson, in Crimea. Sottoposto a nuove dure privazioni, morì di stenti, il 13 aprile 655 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria, presso Cherson. Un’altra fonte indica invece la morte il 16 settembre, sempre del 655.

MARZIO abate.

ORSO di Ravenna
vescovo dal 402, trasferì la sede episcopale da Classe a Ravenna, dove fece edificare la grandiosa cattedrale a 5 navate Ecclesia Catholica, in seguito chiamata Basilica Ursiana, sul luogo della quale, fra il 1734 e il 1743, venne poi eretto il Duomo della città. È morto nel 425, ed è rappresentato assieme ad altri vescovi ravennati, negli splendidi mosaici della chiesa di Sant’Apollinare in Classe.

 

I santi del giorno del 1 febbraio

1 Feb

 ANDREA Carlo Ferrari
nato il 13 agosto 1850 a Lalatta di Palanzano, in provincia di Parma. Ordinato sacerdote nel 1873, venne consacrato vescovo di Guastalla nel 1890. L’anno seguente fu trasferito a Como e nel 1894 venne creato cardinale e assegnato all’arcidiocesi di Milano, dove svolse una intensa attività pastorale, curando in modo particolare l’educazione della gioventù, interessandosi di attività sociali e benefiche. Promotore della fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Compagnia di San Paolo, è stato anche l’ideatore dell’Opera Cardinal Ferrari, sorta dopo la sua morte, opera di assistenza e beneficenza con lo scopo di unire le iniziative cattoliche milanesi con fini sociali ed elevare le classi lavoratrici, materialmente e moralmente. Molto amato dal popolo, quando si ammalò e fu costretto a letto, per molti giorni ci fu una processione interminabile di fedeli, da ogni parte della grande diocesi, per vederlo e riceverne la benedizione. È morto il 2 febbraio 1921.

ANDREA Conti da Segni
nato ad Anagni nel 1240 e morto a Frosinone nel 1302. Francescano, condusse vita di austera penitenza e rifiutò il titolo di cardinale offertogli da Bonifacio VIII. È stato beatificato nel 1724 da Innocenzo XIII.

BRIGIDA di Fiesole vergine martire.

BRIGIDA di Kildare o BRIGITTA,
vergine irlandese nata a Leinster, presso Dundalk nel 452. Una delle donne più famose del tempo, legata da una stretta amicizia con il vescovo Patrizio, abbracciò la vita religiosa e la leggenda dice che visse in una cella ai piedi di una quercia, nella località dove più tardi fondò il monastero di Kildare, chiamato Chiesa della Quercia, del quale divenne badessa,  centro per l’evangelizzazione per tutta l’Irlanda. Morì nel 525 e fu sepolta a Downpatrich, con i santi Columba e Patrizio, formando quella che venne chiamata la “triade taumaturgica dell’Irlanda“. È chiamata seconda patrona della nazione.

CECILIO vescovo martire.

EMILIO di Lucca duca di Lucca, martire.

GIOVANNA F. Michelotti
Giovanna Francesca, detta “VANNA”, morta nel 1888.

IGNAZIO di Antiochia
nato forse in Siria verso l’anno 50, detto Teoforo, che significa “portatore di Dio”, uno dei Padri Apostolici e primi Dottori della Chiesa. Verso il 66 fu creato vescovo di Antiochia da Pietro apostolo come successore di Evodio. Arrestato sotto Traiano e condotto a Roma, venne condannato “ad bestias” e subì il martirio esposto alle fiere, del quale si posseggono gli Atti, dopo il 107. Con il suo nome abbiamo 6 stupende lettere che rappresentano il culmine della concezione cristologica dei Padri della Chiesa, scritte durante il viaggio verso Roma e dirette alle comunità dell’Asia Minore, più una indirizzata a Policarpo, vescovo di Smirne(v), tutte molto importanti per l’organizzazione gerarchica delle Chiese. Partito da Antiochia, toccando Filadelfia d’Asia, Smirne e Troade, sbarcò a Neapoli(porto di Filippi in Macedonia), per immettersi sulla Via Egnazia verso Durazzo e poi da Brindisi, seguendo la Via Appia Traiana, passò per la Puglia, arrivando fino a Roma. Le pagine più belle di questa raccolta, sono quelle nelle quali Ignazio, condotto al supplizio, cerca di rendere partecipi della sua gioia per l’incontro con il Signore, tutti gli altri fedeli. E a lui che si deve l’espressione “chiesa cattolica”, cioè “universale”.

INNOCENZA
vergine, vissuta a Rimini nel 4° secolo. Patrona di Vicenza e Rimini

ORSO di Aosta
presbitero incaricato di custodire e officiare le Sante Messe nella chiesa cimiteriale di San Pietro, situata fuori le mura della sua città, uomo semplice, dedito al lavoro e alla preghiera, forse martire nel 529. Protettore della città di Aosta, che gli ha dedicato la grande “Collegiata”, fondata nel 10° secolo dal vescovo Anselmo I, nella quale sono conservate le sue reliquie. Il culto di questo santo è molto diffuso fin dal 12° secolo in tutte le città del Piemonte ma anche oltreconfine e viene invocato contro le inondazioni.

SEVERO di Ravenna
laico sposato con una figlia, divenne il 12° vescovo di Ravenna, nel 4° secolo. Ultimo dei leggendari vescovi detti “colombini” perchè designati da una apparizione di una colomba sopra di loro, partecipò al Concilio di Sardica dal 342 al 343 del quale sottoscrisse i canoni e la lettera al papa Giulio I. Morì a Ravenna forse il 10 febbraio 348 e venne sepolto in Sant’Apollinare in Classe. Nell’842, le reliquie furono portate a Magonza da un monaco tedesco e poi a Erfurt, in Turingia, dove esiste ancora una chiesa dedicata a lui ed è molto venerato, anche in Romagna.

TORQUATO
vescovo di Saint-Trois-Chateaux, nel Delfinato in Francia.

VERDIANA
nata verso il 1178 a Castefiorentino, in provincia di Firenze. Dopo essere stata per qualche anno a servizio presso un ricco parente, a 30 anni si ritirò in clausura volontaria in una specie di cella dalla quale poteva comunicare con il mondo solo attraverso una finestrella. Vi rimase fino alla fine e dei suoi giorni, lasciando ai poveri tutto quello che le veniva portato. Tra le molte visite ricevette anche quella di Francesco d’Assisi. Morta il 1° febbraio 1242, è stata proclamata patrona di Castelfiorentino.

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