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I santi del giorno del 16 agosto

16 Ago

AMBROGIO
secondo la leggenda, era un centurione romano martire nel 304 a Sacco, sobborgo di Ferentino, nel Lazio, sotto Diocleziano. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore e divenne il protettore della comunità.

BASILIA di Couvert
santa di Couvert, nella Linguadoca, in Francia, detta anche “SILIA”.

DIOMEDE martire
nato a Tarso, in Cilicia, nel 2° secolo. Di professione medico, sarebbe stato decapitato nel 303, a Nicea (v).

LUCIO di Val Cavargna
secondo una tradizione pastore vissuto nel 12° secolo. Si guadagnava da vivere lavorando in Val Cavargna nei pressi del lago di Como e sarebbe stato ucciso dal suo padrone, invidioso perché donava i risparmi ai poveri e alla Chiesa. In alcuni calendari è ricordato anche il 12 luglio.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

PETRA Pérez Florido
nata il 7 dicembre 1845 a Valle de Abdalajis, presso Malaga in Spagna, è la fondatrice della congregazione delle Madri degli Abbandonati di San Giuseppe della Montagna. Ha vissuto una fede profonda, integrata dalla preghiera assidua e perseverante, sempre disponibile a servire i bisognosi come se fossero tutti suoi figli. È morta il 16 agosto 1906.

ROCCO di Montpellier
nato a Montpellier, in Francia nel 1295. È difficile inquadrare storicamente e cronologicamente la figura di questo santo, perché le fonti sono poco chiare e molto leggendarie. Rimasto orfano a 15 anni, vendette i suoi beni, diede il ricavato ai poveri e si mise in viaggio, pellegrino, verso Roma. Lungo il tragitto, fermatosi in un ospizio ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, vi rimase a curare gli ammalati di peste e gli vennero attribuite delle guarigioni miracolose. Sulla via del ritorno, colpito anche lui dalla malattia, con una grossa piaga ad una gamba, si rifugiò in una grotta presso Piacenza, dove sarebbe morto di fame se non avesse trovato una sorgente scaturita prodigiosamente dal nulla e non fosse stato nutrito da un cane che ogni giorno gli portava una pagnotta. Dopo la guarigione, mentre tornava in Francia, venne arrestato e imprigionato nei pressi di Angera, Varese, perché sospettato di spionaggio. Morto il 16 agosto 1327, dopo 5 anni di carcere, il suo culto si diffuse in tutta Europa, dopo la metà del 15° secolo. Sembra che le reliquie siano state traslate a Venezia, nel 1485, dove sarebbero ancora conservate nella Scuola di San Rocco. Viene invocato contro la peste e le malattie contagiose.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

SANTE di Scotaneto
francescano laico di Scotaneto, una frazione del comune di Urbino, vissuto nel 14° secolo.

SERENA di Roma
moglie di un certo Diocleziano Augusto, martire a Roma.

SIMPLICIANO di Milano
vescovo dal 397 al 400 a Milano, che gli ha dedicato una bella chiesa. Successore di sant’Ambrogio  del quale era stato maestro, padre spirituale e consigliere, contribuì notevolmente alla conversione di Agostino d’Ippona.

STEFANO I d’Ungheria
il Santo, nato a Esztergom, presso Budapest, nel 969, figlio di Geza, duca dei Magiari, educato alla fede e battezzato da un prete missionario. Nel 996 sposò Gisella, principessa tedesca sorella dell’imperatore di Germania Enrico II, che venne in seguito beatificata. Successore del padre nel 997, come governatore, fu poi incoronato 1° re d’Ungheria, nella notte di Natale dell’anno 1000, dal papa Silvestro II. Con sagge leggi incamminò il popolo sulla via del progresso, organizzò la gerarchia cattolica, fondò diocesi, costruì chiese, monasteri e santuari, contribuendo molto alla diffusione della fede. Curò l’evangelizzazione del paese e fu anche molto generoso con i poveri. Morto il 15 agosto 1038, nei pressi di Alba Regale(Székesfehérvàr), è stato canonizzato assieme al figlio Emerico, da Benedetto IX, una decina di anni dopo. In Ungheria, anche durante i regimi comunisti, la sua memoria è stata sempre celebrata il 20 agosto.

TEODORO di Martigny
elevato alla sede vescovile di Martigny, in Svizzera nel 379, partecipò al Concilio di Aquileia del 381 e a quello di Milano del 390.

TITO di Roma diacono martire.

I santi del giorno del 6 agosto

6 Ago

AGAPITO di Oderzo
diacono martire con Gennaro, e molti altri compagni di fede.

FELICISSIMO
diacono martire con Agapito, Gennaro e Magno.

GENNARO di Oderzo
martire con Agapito, Felicissimo e Magno.

GIORDANO Forzaté
nato a Padova, nel 1150. Entrato nell’ordine camaldolese, divenne priore del monastero di San Benedetto nella sua città. Religioso molto colto, membro del senato cittadino, ebbe un peso notevole anche nella vita politica. Morì il 7 agosto 1248, nel monastero di Celestia, presso Venezia.

GIUSTO di Alcalà martire in Spagna, con il fratello Pastore.

MAGNO di Oderzo
suddiacono di Oderzo, in provincia di Treviso, martire assieme ad Agapito, Felicissimo e Gennaro.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

OTTAVIO di Savona
nato in Francia nel 1060, figlio di Guglielmo I il Conquistatore, duca di Normandia e re d’Inghilterra. Convertitosi al cristianesimo nel 1087 mentre era in viaggio in Italia, quando seppe che il padre era morto a Nantes, si fece monaco ritirandosi nell’abbazia benedettina di San Pietro, presso Savona e nel 1129 venne eletto vescovo della città, ma morì poco tempo dopo. Circa 40 anni più tardi il corpo venne esumato e siccome fu trovato incorrotto, iniziò subito un culto popolare confermato da Pio VI nel 1793.

PAOLO VI papa
Giovanni Battista Montini, nato il 26 settembre 1897, da una famiglia agiata a Concesio, Brescia. Dopo essersi laureato in teologia e giurisprudenza, il 29 maggio 1920 fu ordinato sacerdote e avviato alla carriera diplomatica a Roma. Nel 1923 entrato nella Segreteria di Stato Vaticana, fu poi nunzio apostolico a Varsavia e ricoprì diverse cariche fino al 1937, quando Pio XI lo nominò sostituto del cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII. Nel periodo in cui fu sostituto e poi prosegretario, viaggiò molto in Europa e in Africa e il 1° novembre 1954, nominato arcivescovo di Milano, organizzò una missione popolare, con una vasta rete di predicazioni religiose per i vari ambienti sociali lombardi. Nel dicembre 1958 fu nominato cardinale da Giovanni XXIII, prendendo parte attiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. Eletto dopo soli 4 scrutini, il 21 giugno 1963, alla fine di settembre aprì la seconda sessione del Concilio concludendolo l’8 dicembre 1965. Tra gli atti più importanti del pontificato, vanno ricordati i provvedimenti di attuazione del Concilio, nel campo della liturgia, riforma della curia e della progettata revisione del codice di diritto canonico. Compì molti viaggi con intenti ecumenici e pastorali, in Palestina, a Fatima, in India a pregare per la pace, all’ONU e a Istanbul, dove ebbe un incontro fraterno con il patriarca Atenagora, poi in Colombia e a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Nel biennio 68/70 continuò l’attività con il ritmo che aveva caratterizzato l’inizio del pontificato e così nel ‘68 fu in Uganda per il Consiglio Mondiale delle Chiese, nell’aprile del ‘70 in Sardegna e nei mesi di novembre e dicembre, compì un lungo viaggio apostolico nel Sud-Est Asiatico e in Australia. L’anno dopo l’attività, rallentata anche dall’età avanzata, fu assorbita prevalentemente dai grandi problemi interni della Chiesa e il suo forte impegno fu evidente nei settori del risanamento della crisi della famiglia, dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae, nel gennaio 1972 costituì un comitato di religiosi e laici per lo studio di tutti questi problemi. È stato grande anche l’impegno nella preparazione e conduzione dei 4 sinodi episcopali tenuti dal ‘67 al ‘74 e nel lento e complesso lavoro diplomatico per riallacciare i rapporti con i governi dell’area comunista. Tra le encicliche sono da ricordare Ecclesiam suam, sul dialogo nella Chiesa e con il mondo, Populorum progressio, sulla giustizia da attuarsi in campo sociale e internazionale e Sacerdotalis coelibatus. Ha stabilito che i vescovi si debbano dimettere al compimento del 75° anno di età, ha semplificato il protocollo e il fasto nelle cerimonie pontificie, abolendo la sedia gestatoria e anche la tiara, che gli era stata donata al momento dell’elezione, vendendola a favore dei poveri. Ha proclamato Dottore della Chiesa le prime 2 donne a ricevere questo titolo, Teresa d’Avila e Caterina da Siena, compiendo così un gesto molto importante nel riconoscimento e valorizzazione del ruolo femminile nella vita della Chiesa Cattolica. Morto a Castelgandolfo, il 6 agosto 1978, è stato sepolto nelle grotte vaticane, vicino al sepolcro di San Pietro. Protagonista di un pontificato di svolta, Paolo VI ha concluso il Concilio Vaticano II, ne ha attuato molte decisioni e con lui la Santa Sede ha ricercato e assunto un ruolo specifico, molto importante nella storia contemporanea.

PASTORE di Alcalà
martire in Spagna con il fratello Giusto.

TADDEO Dulny
nato l’8 agosto 1914 a Chmielov, in Polonia, in una famiglia composta da 6 maschi e 2 femmine, i suoi primi insegnanti furono il padre Jan e la madre Antonina. Dopo faticosi studi ginnasiali a Ostrowiec, ottenne dai genitori il permesso di entrare nel seminario di Wloclawek, sulla Vistola. Nell’ottobre 1939, appena iniziata la 2° guerra mondiale, nel seminario arrivò la polizia nazista della Germania e portò via tutti, professori e seminaristi, che furono incarcerati per 3 mesi. In seguito vennero trasferiti in un collegio salesiano di un’altra città dove poterono riprendere, sia pure a fatica, i corsi di studio interrotti. Nell’estate 1940 la situazione precipitò e alla fine di agosto furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. A dicembre nuovo trasferimento, questa volta quello definitivo, a Dachau, presso Monaco. Pur essendo ancora chierico Taddeo si realizzò come se fosse già sacerdote e lo scopo della sua vita in prigionia divenne quello di servire gli altri in ogni modo, anche digiunando, per dare la sua razione a chi stava morendo di fame. Nel diario di un suo compagno di prigionia è stata trovata una nota che spiega la sua morte: “ è morto di fame, bruciato nel forno crematorio”, era il 6 agosto 1942. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, come martire, durante un suo viaggio in Polonia nel 1999.

 

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