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I santi del giorno del 4 agosto

4 Ago

AGABIO di Verona
9° vescovo di Verona, successore di san Zeno, dal 380.

ARISTARCO di Tessalonica
collaboratore e compagno di viaggio di san Paolo, in Grecia e Macedonia, forse fu vescovo di Tessalonica (Salonicco). Trasferitosi con Paolo a Roma, soffrì con lui la prigionia e subì il martirio nel 67.

CHERUBINO di Spoleto beato.

CRESCENZIO
la sua esistenza è storicamente provata, anche se non ci sono notizie precise riguardo il suo martirio. È festeggiato assieme a san Giustino.

EUFRONIO di Tours
nato nel 504, vescovo della città, nel 567 ne presiedette il Concilio e fece ricostruire la Chiesa di San Martino. Morì nel 573 e il suo successore fu il cugino Gregorio di Tours, poi santo e dottore della Chiesa (v).

GIOVANNI B. M. Vianney
Jean-Baptiste-Marie, nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, presso Lione. Dopo gli studi, che furono per lui piuttosto difficili, venne ordinato sacerdote dal vescovo di Grenoble il 12 agosto 1815. È noto come il Santo Curato d’Ars, un piccolo villaggio scristianizzato della Dombes, sulla Mosella presso Metz, dove fu inviato parroco nel 1818. Qui rimase fino alla morte, trasformando poco a poco la parrocchia, con una predicazione semplice ed efficace, intrisa di umiltà, spirito di carità e austerità. Nel 1824 aprì una scuola gratuita per le ragazze, poi un orfanotrofio e fu il sollievo dei poveri, che accorrevano da ogni parte e ascoltavano con venerazione i suoi consigli. Morto ad Ars il 4 agosto 1859, è stato dichiarato venerabile da Pio IX il 3 ottobre 1872, Pio X l’ha beatificato l’8 gennaio 1905 e canonizzato il 31 maggio 1925, da Pio XI, che lo ha anche proclamato celeste patrono dei parroci. Ancora vivente il curato, Ars era divenuto un luogo di pellegrinaggi, sede di numerose guarigioni e conversioni ed è ancora oggi un attivo centro spirituale.

IA santa martire in Persia.

LIVIA di Roma martire del 1° secolo.

NAZZARO o NAZARO
nato a Roma, sembra fosse figlio di un pagano e di una cristiana, Africano e Perpetua. Ricevette il battesimo dal papa Lino ma, durante la feroce persecuzione di Nerone, venne arrestato e decapitato nel 68.

PERPETUA di Roma
detta “TUA”, martire con il figlio Nazzaro sotto Nerone, nel 1° secolo.

RAINERIO di Cagli
nato a Cagli, nelle Marche, divenne vescovo di Spoleto. Morì nel 1180.

VIVENZIO  martire nel 4° secolo, nella regione del Maine, Francia.

I santi del giorno del 28 luglio

28 Lug

ACACIO o ACAZIO
vescovo di Mileto in Asia Minore, martire nel 4° secolo sotto l’imperatore Licinio Valerio Liciniano.

ADA o ADREILDE
badessa benedettina di Le Mans, vissuta nel 7° secolo.

ADA o ADREILDE
badessa benedettina di Le Mans, vissuta nel 7° secolo.

CAMELIANO vescovo martire del 6° secolo.

CELSO di Cimiez
figlio di una cristiana di Cimiez, presso Nizza, affidato a Nazario, loro ospite, perché lo educasse alla fede. Nazario e Celso furono arrestati a Milano e decapitati nel 304, dalle parti di Porta Romana, durante la persecuzione di Diocleziano. Verso il 395, come dice il famoso cronista Paolino, il vescovo Ambrogio ne ritrovò i resti in un orto, li fece trasportare entro le mura e sulle reliquie di Celso, venne costruita la basilica ambrosiana che porta il suo nome.

INNOCENZO
martire assieme a Lazzaro, nell’anno 68, sotto Nerone.

INNOCENZO I papa
nato ad Albano, forse figlio del suo predecessore Anastasio I, del quale era stato diacono, fu eletto il 22 dicembre 401. Cercò di farsi amico l’imperatore Onorio contro i donatisti e tentò invano di arginare l’invasione dell’esercito di Alarico I, re dei Visigoti, che nel 410 entrò in Roma, mettendola a “ferro e fuoco”. Compilò l’elenco dei libri della Sacra Scrittura e nel 407 intervenne nel conflitto tra il vescovo di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo e quello di Alessandria, Teofilo, in favore del primo nel Sinodo della Quercia, ma non riuscì a impedire che il suo protetto fosse deposto ed esiliato dall’imperatrice Eudossia. Nella disputa sulla grazia, tra Pelagio e Agostino d’Ippona, fu a favore di quest’ultimo. Prima di morire eresse una basilica intitolata ai SS Gervasio e Protasio. Morì a Roma il 12 marzo 417 e fu sepolto nel cimitero di Ponziano.

LAZZARO martire nel 68 sotto Nerone, assieme a Innocenzo.

NAZARIO di Milano
annunciatore del Vangelo in Italia, Germania e in Gallia, dove fu accolto da una cristiana di Cimiez, presso Nizza, che gli affidò il figlio Celso, perché lo educasse alla fede. Infuriando ovunque la persecuzione di Diocleziano, venne arrestato assieme al ragazzo e portato a Roma, ma riuscì a fuggire prima a Genova e poi arrivò a Milano. Qui fu nuovamente arrestato e decapitato assieme a Celso, poco fuori le mura di Porta Romana, nel 304. Altre voci sostengono sia avvenuto sotto Nerone, nel 1° secolo. Nel 395, comunque, il suo corpo ancora incorrotto secondo la tradizione, con accanto le ossa di Celso, venne ritrovato in un orto da Ambrogio, vescovo di Milano, riportato in città con grandi onori e sepolto nella basilica che ancora oggi porta il suo nome. Esiste anche una tradizione leggendaria, secondo la quale, il martirio sarebbe invece avvenuto sempre nel 304, ma a Verona, dove sul luogo di un antichissimo sacello(v), sorto per custodire le reliquie dei due santi, nel 1464 i Benedettini avrebbero costruito la chiesa dei SS. Celso e Nazario.

PELLEGRINO di Lione sacerdote di Lione detto “pellegro”.

ROGGERO o ROGGIERO beato, confessore della fede.

SANSONE di Dol
condiscepolo negli studi di Gildas di Rhuys, nel 6° secolo. In seguito venne eletto vescovo di Dol-de-Bretagne, in Francia.

VITTORE II papa
Gebeardo dei conti di Dollnstein, nato a Hirschberg, in Germania. Vescovo di Eichstàtt dal 1042 e poi, dal 1050, consigliere dell’imperatore Enrico III. Il 16 aprile 1055 fu l’ultimo dei 4 papi nominati dall’imperatore stesso, dopo quasi un anno di sede vacante e molte consultazioni. Salì al pontificato con il nome di Vittore II e trovandosi di fronte al problema dell’avvenuta rottura tra Roma e Costantinopoli, cercò di far valere la sua autorità per ricomporre i numerosi contrasti esistenti, ottenendo anche qualche buon risultato. Per riorganizzare la Chiesa universale si impegnò a convocare diversi concili, a Lione, Firenze e Roma, con il proposito di eliminare le piaghe della simonia e del concubinato dei sacerdoti. Nell’autunno del 1056 andò in Germania per assistere Enrico III che stava morendo e accettò la tutela della vedova Agnese con il figlio Enrico IV, erede al trono. Morì improvvisamente, colpito da una fulminante febbre malarica, il 28 luglio 1057 e fu sepolto a Roma, nella basilica di Santa Maria in Cosmedin.

I santi del giorno del 23 giugno

23 Giu

AGRIPPINA di Mineo
vergine martire durante le persecuzioni di Valeriano, nel 3° secolo. Molto venerata a Mineo, in provincia di Catania, città della quale è patrona.

ETELDREDA di Ely
in inglese Audrey, regina nata a Exning, nella contea di Suffolk in Gran Bretagna. Contro il parere del secondo marito si fece monaca ed entrò nel convento di Coldingham, ricevendo il velo dal vescovo Vilfrido di York. Nel 672 fece costruire, sulle sue terre, il monastero di Ely,  presso Cambridge, del quale fu nominata badessa dallo stesso vescovo. Morì nel 679 e fu sepolta nella cattedrale di Ely.

GIUSEPPE Cafasso
nato il 15 gennaio 1811 a Castelnuovo d’Asti. Ordinato sacerdote nel 1833, si dedicò alla formazione e istruzione dei nuovi sacerdoti, divenendo rettore del Seminario di Torino. Come tale ebbe modo di guidare sulla via della spiritualità e santità, personaggi destinati a divenire celebri nella storia della Chiesa, primo fra tutti, Giovanni Bosco. Svolse anche un intenso apostolato fra i detenuti, convertendo molti condannati a morte, fino ad accompagnarli fin sul patibolo, tanto che il popolo lo soprannominò “il prete della forca”. Morto a Torino il 23 giugno 1860, è stato beatificato nel 1925 da Pio XI e poi canonizzato da Pio XII, nel 1947.

LANFRANCO Beccaria
nato nei pressi di Pavia, divenne vescovo della città nel 1178. Durante il suo episcopato dovette lottare con le autorità civili che si volevano appropriare di alcuni beni ecclasiastici e fu anche costretto a lasciare la sede vescovile rifugiandosi a Roma. Quando riuscì a tornare a Pavia, dovette trascorrere i suoi ultimi giorni nel monastero di San Sepolcro dove morì il 23 giugno 1198. L’arca del santo, opera dello scultore pavese Giovanni Amadeo(1447-1522), è conservata in una chiesa romanica intitolata a lui, nei dintorni della città.

LIBERTO di Cambrai
professore di teologia e arcidiacono, nel 1051 fu il successore dello zio Gerardo, come vescovo di Cambrai nell’Artois, in Francia, dove, al ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta, fondò il monastero e la Chiesa di Saint-Sepulcre. Morì nel 1076.

NAZARIO martire nel 6° secolo.

RAFFAELLA Cimatti
nata a Faenza il 6 giugno 1861 in una famiglia molto religiosa, fu battezzata con il nome di Santina. Nel 1822 conobbe e ascoltò don Giovanni Bosco, di passaggio nella sua città per un ciclo di conferenze e decise di farsi religiosa entrando nella congregazione salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con il nome di suor Raffaella. È morta il 23 giugno 1945 ed è stata beatificata da Giovanni Paolo II, il 12 maggio 1996.

VINICIO di Roma martire.

ZENA santo martirizzato assieme a ZENONE.

I santi del giorno del 12 giugno

12 Giu

ARCANGELO di Calatafimi morto nel 1460.

BASILIDE di Alessandria
martire  con i compagni Cirino, Nabore e Nazario, nel 3° secolo.

CATULLO santo.

CIRINO di Alessandria soldato martire assieme a Basilide, Nabore e Nazario.

EDOARDO Poppe santo morto nel 1924.

GASPARE Bertoni
nato il 9 ottobre 1777, a Verona. Umile parroco e direttore spirituale dell’istituto locale delle Canossiane, nel 1816 fondò la congregazione delle Stigmate di Nostro Signore Gesù Cristo, i Padri Stimmatini, religiosi dediti al sostegno del vescovo nei compiti pastorali e missionari. Morto a Verona il 12 giugno 1859, è stato beatificato da Paolo VI nel novembre 1975, Anno Santo, e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1989.

GUIDO Vagnotelli
nato nel 1190 a Cortona, in provincia di Arezzo. Quando Francesco d’Assisi arrivò in città, pur essendo di modeste condizioni, gli offrì il suo alloggio. Desideroso di diventare francescano, lo seguì e nel 1211, ricevette l’abito proprio da lui. Ordinato sacerdote, visse in una cella costruitasi su di un ponte vicino a Cortona e diventò famoso per santità, carità e miracoli. Morì nel convento francescano di Celle, Cortona, il 12 giugno 1250.

LEONE III papa
nato nel 750 circa, romano di modeste origini, figlio di un certo Azupio, venne eletto il 27 dicembre 795, quando era cardinale del titolo di Santa Susanna. Quattro anni dopo, il 25 aprile, fu assalito e ferito da congiurati partigiani del defunto pontefice che volevano toglierlo dalla carica, mentre guidava una processione per la festa di san Marco, lungo il percorso da San Giovanni in Laterano a San Lorenzo in Lucina. Venne rapito davanti alla folla terrorizzata, portato in un vicolo e dopo averlo picchiato, gli attentatori fuggirono certi di averlo ucciso, ma fu salvato dal duca Guinigildo di Spoleto e portato in un convento dove rimase fino a quando non lo prelevarono per riportarlo in San Pietro. Dopo una lunga convalescenza, andò a Paderborn, in Westfalia, a chiedere la protezione di Carlo Magno e alcuni mesi dopo fu scortato a Roma dai soldati dell’imperatore. Per ringraziarlo, nella notte di Natale dell’anno 800, lo incoronò imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente, titolo rimasto vacante dal 476 in seguito alla deposizione di Romolo Augustolo. Aiutò i poveri con le molte donazioni ricevute e ricostruì e abbellì le chiese di Roma e di Ravenna. Morì a Roma il 12 giugno 816 e fu sepolto in San Pietro.

MASSIMO di Napoli
vescovo di Napoli, patrono di L’Aquila, che gli ha dedicato il Duomo e di Penne, in provincia di Pescara che gli ha consacrato la Cattedrale.

MERCEDES
Mercedes da Gesù Molina, santa fondatrice, vissuta nel 19° secolo.

NABORE di Alessandria
martire ad Alessandria d’Egitto, con Basilide, Cirino e Nazario, tutti soldati.

NAZARIO di Alessandria
soldato martire ad Alessandria d’Egitto con Basilide, Cirino e Nabore.

OLIMPIO di Tracia confessore della fede, vescovo in Tracia.

ONOFRIO di Calabria
monaco basiliano che ha dato il nome a un comune vicino a Vibo Valentia, in provincia di Catanzaro.

ONOFRIO
eremita del 4° secolo nel deserto della Tebaide(v). Esiste una Vita, scritta da un certo Pafnuzio, suo compagno di romitaggio, ma si tratta di un racconto leggendario, scritto per celebrare la vita monastica cenobita. Comunque il culto si diffuse molto in Europa, al tempo delle crociate e in Italia è particolarmente celebrato nell’eremo di Sant’Onofrio che sorge solitario in alto sopra la città di Sulmona. Patrono dei parrucchieri.

PLACIDO di Amiterno
detto di Valle d’Ocre, comune abruzzese presso L’Aquila, morto nel 1248 ad Amiterno, antica città della Sabina, oggi San Vittorino.

PRIORE martire egiziano del 4° secolo.

 

I santi del giorno del 10 maggio

10 Mag

ALFIO di Lentini
martire in provincia di Siracusa, con i fratelli CIRINO e FILADELFO, sotto l’imperatore Decio. È molto venerato in tutta la Sicilia.

ANTONINO Pierozzi
nato a Firenze nel 1389, figlio di un notaio della Repubblica Fiorentina. Nel 1405, all’età di 16 anni, entrò nell’Ordine Domenicano. Ordinato sacerdote nel 1413, seguace di papa Gregorio XII, venne coinvolto nello scisma d’Occidente. Fu eletto priore dei conventi di Cortona, Fiesole e poi anche di San Pietro Martire a Napoli e della Minerva. Fondatore del convento di San Marco a Firenze nel 1436, in seguito al Concilio fiorentino del 1445, fu nominato arcivescovo da Eugenio IV. Si prodigò notevolmente durante l’epidemia di peste del 1448 e fu chiamato, Antonio del buon consiglio. Morì il 2 maggio del 1459, lasciando molte opere ascetiche e morali, tra le quali una ‘Summa’ e ‘Cronicon’, che lo indicano come uno dei più grandi moralisti del secolo, ricordato anche per saggezza e umiltà.

BEATRICE I d’Este
nata a Este nel 1191, figlia di Azzo VI e di Sofia di Savoia. Si fece monaca benedettina, nel monastero di Monte Gemolo, sui colli Euganei, dove morì il 10 maggio 1226. La tomba si trova ora nel Duomo d’Este in provincia di Padova. Il culto è stato approvato da Clemente XIII, nel 1763.

CALEPODIO
sacerdote martire, ricordato negli “Atti” di papa Callisto. L’11 marzo 222 fu gettato nel Tevere per ordine dell’imperatore Alessandro Severo. Lo stesso papa Callisto fece provvedere al recupero della salma e alla sua sepoltura, nel “coemeterium Sancti Calepodii”.

CATALDO di Taranto
nato nel 7° secolo, monaco direttore della scuola di Lismore nell’Irlanda del sud e poi vescovo di Rachan, sempre in patria. Tornando dalla Terrasanta, dov’era stato pellegrino, naufragò presso Taranto, dove fu acclamato vescovo anche di quella città e alla morte venne sepolto in una cappella del Duomo. Quando nel 1094 iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa, che era stata distrutta dai Saraceni, vennero ritrovate le reliquie, identificate tramite una crocetta d’oro con inciso il suo nome.

DAMIANO de’ Veuster
Giuseppe de’Veuster nato il 3 gennaio 1840, a Tremelo, in Belgio. All’età di vent’anni entrò tra i Padri dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a Lovanio, prendendo il nome di Damiano e tre anni dopo chiese e ottenne di essere inviato missionario nelle Hawaii, dove il 21 maggio 1864 venne ordinato sacerdote nella capitale, Honolulu. Dopo aver lavorato per nove anni all’evangelizzazione, chiese di entrare nel lebbrosario di Molokai, dove arrivò il 10 maggio 1873 e spese tutto il resto della vita a curare gli ammalati. Nonostante nel 1885 si fosse ammalato anche lui, continuò nel servizio tra i lebbrosi fino alla morte, il 15 aprile 1889. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 4 giugno 1995.

EPIMACO di Roma
martire di Roma, la cui festa, il 10 maggio, coincide con quella di Gordiano, sepolto nello stesso cimitero sulla Via Latina. Non si hanno notizie precise circa la data del martirio, forse verso il 362 sotto Giuliano l’Apostata. È ricordato nel calendario geronimiano del 5° secolo.

GIOBBE della Bibbia
il Libro di Giobbe è il capolavoro letterario della corrente sapienziale. C’era una volta un grande servo di Dio, chiamato Giobbe, che viveva ricco e felice; ma Dio permise a Satana di tentarlo in tutti i modi, con tutte le disgrazie possibili, ma rimasto fedele al Signore anche nelle sofferenze più atroci, fu premiato e restituito al primitivo stato di felicità e ricchezza. Il personaggio principale, Giobbe stesso, è un eroe dei tempi antichi, forse vissuto al tempo dei patriarchi, tra l’Arabia e il paese di Edom, regione famosa per i suoi sapienti.

GIOVANNI d’Avila
mistico spagnolo, nato nel 1499 ad Almodovar del Campo, in Spagna. Eloquente e zelante predicatore fu detto l’Apostolo dell’Andalusia, perché dedicò ogni sua fatica evangelizzatrice specialmente a questa regione. Divenuto consigliere di Ignazio di Loyola, favorì la diffusione e lo sviluppo della Compagnia di Gesù, inoltre incoraggiò Francesco Borgia, Teresa d’Avila e Giovanni di Dio, nelle loro fondazioni. Autore di opere mistiche come Epistolario Spirituale e Trattato dell’amore di Dio, è morto nel 1569 a Montilla, in Andalusia. Beatificato da Leone XIII nel 1894 e poi canonizzato da Paolo VI, nel 1970.

GORDIANO di Latina
martire romano, sotto Giuliano l’Apostata nel 362, sepolto sulla Via Latina, presso Roma assieme a Epimaco.

NAZARIO di Capodistria
nato nel 479 a Elpidium, Boste nell’Istria. Secondo la tradizione, dal 524 sarebbe stato il 1° vescovo di Capodistria e avrebbe retto quella diocesi per circa trent’anni. Morto prima del 557, le sue spoglie, portate a Genova nel 1380, furono restituite nel 1422 e collocate nella cattedrale di Capodistria, città che oggi si chiama Koper

PIETRO di Tamié
nato a Saint-Maurice-de-l’Exil, nel 1102. Monaco cistercense, nel 1132 fondò l’abbazia di Tamié, nella Savoia, della quale fu il primo abate. Dieci anni dopo venne nominato vescovo di Tarantasia, sempre nella regione della Savoia francese. Morì a Bellevaux nel 1174.

QUARTO di Centocelle martire assieme a QUINTO.

SOFRONIA di Taranto martire nel 309.

SOLANGE di Bourges
martire nell’878 circa. Era una pastorella che sarebbe stata rapita da un giovane che voleva usarle violenza e di fronte alle sue resistenze, l’avrebbe uccisa. La sua tomba a Bourges divenne meta di molti pellegrinaggi.

VENUSTA di Tarso santa martire in Cilicia.          

 

 

 

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