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I santi del giorno del 27 luglio

27 Lug

ARNALDO Umberto patrono dei barcaioli.

ASIA detto “medico”, martire ad Antiochia.

AURELIO di Cordova
martirizzato dai Saraceni a Cordova, assieme alla moglie Natalia.

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combatté il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CELIO
eremita cristiano del 1° secolo, vissuto in una grotta della Toscana.

ERMOLAO sacerdote anacoreta.

GIOCONDA di Nola martire assieme a Giulia.

LILIOSA (LILIANA)
anche GIGLIOLA, martire a Cordova, in Spagna. Con il marito Felice per alcuni anni praticò in segreto il cristianesimo sotto i Musulmani. Alla fine, però, vennero scoperti, imprigionati e uccisi nell’852, sotto il califfo Abd-el-Rahman II.

LORENZO di Milano santo morto nel 510.

MARIA MADDALENA
Maria Maddalena Martinengo, cappuccina, morta nel 1736.

MAURO di Bisceglie
vescovo martire a Bisceglie, in provincia di Bari.

NATALIA di Cordova
martire nell’852 a Cordova, in Spagna assieme al marito Aurelio, lasciando due figlie piccole, delle quali si prese cura un certo Eulogio che era presente alla loro esecuzione capitale. Questo racconto ci è stato tramandato sempre da Eulogio, il quale dice che assieme a loro subirono il martirio anche Liliosa (Liliana o Gigliola) e il marito Felice.

PANTALEONE di Nicomedia
secondo una tradizione, nacque nel 3° secolo in una famiglia agiata in Bitinia (v), da padre pagano e madre cristiana. Medico dell’imperatore Galerio, era molto apprezzato anche per una certa fama di guarigioni miracolose. La leggenda sostiene anche che non chiedeva alcun compenso per le sue prestazioni perché era stato convertito alla fede da un cristiano di nome Ermolao. Per questo fu arrestato e decapitato dopo molte torture, nel 305, nella capitale Nicomedia, sul Mar di Marmara. La sua fama di santità si diffuse anche in Occidente, in modo particolare a Venezia dove gli fu dedicata una chiesa. È venerato come uno dei patroni dei medici.

RAIMONDO Zanfogni
nato a Piacenza nel 1140. Detto Palmerio, faceva il calzolaio o ciabattino, ma alla domenica amava istruire nella fede i suoi compagni artigiani. Quando nel 1178 rimase vedovo, si consacrò al servizio dei poveri, andando loro incontro, cercando anche quelli che si vergognavano a chiedere l’elemosina e la sua opera ebbe un tale successo che ottenne dalle autorità un grande locale per ospitarli. Si mise allora alla testa di processioni di poveri attraversando la città con la croce sulle spalle divenendo, oltre che il portavoce, anche il loro difensore nei tribunali. Fece da paciere nelle liti fra Piacenza e Cremona e visitando i carcerati riuscì a ottenere anche qualche liberazione. Infine è ricordato anche perché creò delle opere per accogliere bambini abbandonati, pellegrini e stranieri. È morto in mezzo ai suoi poveri il 27 luglio 1200.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana (il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

SERGIO di Bisceglie martire in Puglia, con san Mauro.

VENERA di Sicilia santa patrona di Avola, provincia di Siracusa.

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I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 27 maggio

27 Mag

AGOSTINO di Canterbury
apostolo della Gran Bretagna, dove venne inviato nel 596, dal monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma dov’era priore, da Gregorio Magno assieme ai suoi 40 monaci, per portare il Vangelo agli Angli e ai Sassoni. Convertì Etelberto re del Kent e nel 601, quando venne nominato vescovo di Canterbury, avuto l’incarico di organizzare la Chiesa Britannica, fece costruire una cattedrale e un monastero. Fissò il vescovado a Canterbury, limitò la sua azione al regno del Kent ma non riuscì a riunire i vecchi bretoni ai nuovi convertiti, divisi da questioni liturgiche secondarie, per il rifiuto posto dal clero locale. Oggi però è riconosciuto da cattolici e anglicani come il 1° vescovo e padre della Chiesa inglese. Morì il 26 maggio del 605 e fu canonizzato verso la fine del secolo.

BRUNONE di Wùrzburg o BRUNO
figlio del duca di Franconia Corrado I e di Matilde di Svevia, cancelliere imperiale in Italia dal 1027 al 1034, anno in cui l’imperatore Corrado II, il Salico, lo designò vescovo di Wurzburg, sulla destra del fiume Meno, in Baviera. Ardente di zelo pastorale, fondò chiese e monasteri nella sua diocesi e ricostruì a sue spese la cattedrale della città. Accompagnò il nuovo imperatore Enrico III, in alcuni viaggi, ma nel 1045, seguendolo in una spedizione contro l’Ungheria, trovò la morte in un incidente molto particolare. Arrivati a Persenberg, sul Danubio, alloggiati in un castello, mentre stavano pranzando, il pavimento sprofondò. Mentre Enrico III se la cavò con qualche ferita, Bruno morì il 27 maggio 1045, dopo molti giorni di sofferenza. A Wùrzburg è festeggiato il 17 maggio.

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

EUTROPIO di Orange
nato a Marsiglia da famiglia nobile. Alla morte della moglie, dopo una vita dissipata, decise di dedicarsi alla religione e nel 446, divenne vescovo di Orange, dove morì nel 475.

FEDERICO di Liegi vescovo belga, morto nel 1121.

FLAVIANO di Roma
di origine spagnola, divenuto prefetto di Roma, si fece battezzare con la moglie Dafrosa e le figlie Bibiana e Demetria. Durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata del 362, venne processato come cristiano, condannato all’esilio, marchiato a fuoco sul viso come uno schiavo, costretto a lavorare nelle cave di arenaria sulla Via Clodia, verso il 60° chilometro. Non si hanno notizie sulla morte, anche se taluni lo ritengono martire.

GIULIO di Silistria
soldato martire nel 303 a Durostoro, in Mesia.

LIBERIO o LIBERO santo molto venerato ad Ancona.

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

OLIVIERO di Bristol
benedettino inglese, nato nell’anno 1000. Morì nel 1060 a Malmesbury, presso Bristol, mentre provava una “macchina volante”, costruita da lui.

RESTITUTA di Sora martire nei pressi di Sora, Frosinone.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZACCARIA di Vienne vescovo martire in Francia.

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