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I santi del giorno del 14 maggio

14 Mag

AMPELIO di Bordighera
vescovo della città nel 5° secolo, le sue reliquie si trovano a Genova.

BONIFACIO
vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire a Tarso in Cilicia nel 306

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

CORONA
soldato martire in Egitto, assieme a Vittore. Sono entrambi particolarmente venerati nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno. A Vicenza, invece, i Domenicani hanno eretto, nel 1261 la bella chiesa di San Corona.

COSTANZO prefetto di Costantinopoli, patrono di Capri.

DOMENICA di Mornese
Maria Domenica Mazzarello, nata il 9 maggio 1837 a Mornese, diocesi di Acqui. Da giovane lavorò nei campi e poi, dopo una malattia, fece la sarta e incominciò a radunare attorno a se un gruppo di coetanee con le quali, nel 1854, formò l’associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Questo fu il primo nucleo di quella che divenne poi la Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, istituita nel 1871 da don Bosco, per l’educazione e l’istruzione femminile e della quale fu superiora dal 1874. Resse l’Istituto con saggezza, prudenza, umiltà e carità, sempre serena, gioiosa e attiva, sapiente maestra di vita spirituale. Morta il 14 maggio 1881, a Nizza Monferrato, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1951.

GIUSTA e GIUSTINA
martiri per la fede cristiana durante la persecuzione dell’imperatore Adriano a Oristano, in Sardegna, fra il 117 e il 138.

ISO di San Gallo santo morto nell’ 871.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MICHELE Garicoits
nato a Ibarre, in Francia il 15 aprile 1797. Ordinato sacerdote nel 1823 a Bayonne nei Bassi Pirenei, si impegnò nel lavoro pastorale a Candos. Nel 1825 divenne professore di filosofia nel seminario di Betharram, nei pressi di Lourdes, del quale poi divenne rettore. Nel 1832 fondò la congregazione del Sacro Cuore di Betharram, per sacerdoti che si consacrano al lavoro missionario, e ne redasse la costituzione definitiva nel 1838. Morto il 14 maggio 1863, è stato canonizzato da Pio XII, nel 1947.

PASQUALE I papa
secondo la tradizione apparteneva alla gens dei Massimi. Dopo essere stato abate benedettino di Santo Stefano Maggiore in Roma, fu il successore di Stefano IV, il 25 gennaio 817. Appena consacrato richiese e ottenne, da Ludovico il Pio, il riconoscimento dei domini temporali della Chiesa e il diritto di sovranità e giurisdizione su di essi. Nella Pasqua dell’823 consacrò Lotario, figlio dell’imperatore, designato re d’Italia e nello stesso tempo scomunicò Leone V I’Armeno, imperatore d’Oriente e gli iconoclasti da lui protetti. Fece eseguire notevoli opere di restauro nelle principali chiese romane e inviò l’arcivescovo di Reims, Ebbone a predicare la fede nello Jutland, in Scandinavia e in Danimarca, incoraggiando l’evangelizzazione dell’Europa settentrionale. Riportò in città molti corpi di cristiani defunti che fece conservare nelle chiese, per proteggerli dalle profanazioni dei pagani e ritrovò anche le reliquie di santa Cecilia riportandole nella sua chiesa in Trastevere. Morì l’11 febbraio 824, ma fu sepolto nella chiesa di Santa Prassede all’Esquilino solo nel mese di giugno, dopo l’elezione del suo successore Eugenio II, a causa delle proteste dei molti avversari.

POMPONIO di Napoli vescovo di Napoli nel 6° secolo.

VITTORE
soldato cristiano, martire in Egitto assieme a Corona, molto venerato nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno.

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I santi del giorno del 8 maggio

8 Mag

ACACIO di Bisanzio
nato in Cappadocia, Anatolia centrale, martire a Bisanzio nel 306. Secondo la tradizione, era un centurione e le sue reliquie sarebbero state miracolosamente trasportate dal mare a Squillace, in Calabria, città della quale è patrono.

AMATO di Saludecio santo patrono di Saludecio, Rimini

AURELIANO vescovo di Limoges.

BENEDETTO II papa
di famiglia romana, figlio di Giovanni, eletto il 26 giugno 684, dopo che la sede era rimasta vacante per 11 mesi nell’attesa della convalida imperiale. Nel suo pontificato combatté il monoteismo e ottenne da Costantino IV Pogonato la concessione che l’elezione pontificia non dovesse più attendere la conferma imperiale per essere valida. Diede la più larga diffusione alle decisioni del VI Concilio ecumenico di Costantinopoli e fece eseguire lavori di restauro nelle chiese danneggiate di San Lorenzo in Lucina, San Valentino e Santa Maria dei Martiri. Morì l’8 maggio del 685 e fu sepolto in San Pietro.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore. Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DESIDERATO
vescovo di Bourges, consigliere del re Clotario I, morto nel 550.

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

IDA di Nivelles
nata verso il 1190, a Nivelles, nel Brabante belga, da una famiglia di commercianti. Quando rimase orfana del padre all’età di 9 anni, fece voto di verginità perenne e a 16 rifiutò il matrimonio con un ricco borghese. Alla morte della madre fuggì di casa ed entrò nel monastero cistercense di Kerkhem, in Olanda, dove ebbe molte visioni e il carisma di compiere miracoli. È morta il 12 dicembre 1231 a Rameige.

MICHELE arcangelo
nella Bibbia, principe degli angeli. Nell’A.T. il suo nome si trova due volte nel Libro di Daniele, dove è presentato come capo supremo dell’esercito celeste, in difesa del popolo d’Israele. Nel N.T. è menzionato al capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni, dove è descritto come vincitore degli angeli ribelli insieme a Lucifero. Viene raffigurato con ali, vestito da guerriero, portante nella mano la bilancia di giustizia e con una lancia rivolta contro un drago. Nell’apostolica Lettera di Giuda, viene invece chiamato arcangelo ed è presentato in contesa con il diavolo per il corpo di Mosè. Gli sono stati dedicati numerosi santuari, il più celebre dei quali è quello sul Gargano, costruito sopra una grotta, dove avrebbe fatto delle apparizioni e in ricordo della vittoria riportata dai Longobardi sui Saraceni presso Manfredonia, nel 663 e dove è festeggiato l’8 maggio. I Longobardi poi, lo elessero protettore delle loro milizie e gli dedicarono chiese e santuari in tutto il regno. Altri celebri santuari dedicati a lui sono: la Sacra di San Michele della Chiusa, presso Torino e anche quello di Mont-Saint-Michel, in Normandia, costruito sul luogo di un’altra presunta apparizione. Come principale avversario di Satana ha assunto la funzione di difensore delle anime e nella tradizione cristiana gli è stato affidato il compito di sorvegliare la bilancia per la pesatura dell’anima, cioè del peso delle azioni in vita, al momento del giudizio finale.

STANISLAO di Cracovia
nato a Szczeparanow in Polonia, il 26 luglio 1030, da famiglia nobile, ereditò una cospicua somma e alcuni possedimenti che divise con i poveri, per essere più libero nel servire il Signore. Studiò teologia e diritto canonico, prima in patria e poi a Liegi e Parigi, alla Sorbona. Fu ordinato sacerdote dal vescovo di Cracovia Lamberto, che lo nominò canonico della cattedrale. Nel 1071, consacrato vescovo successore di Lamberto, iniziò una zelante opera riformatrice, entrando in aperto conflitto con il re Boleslao II, che essendo stato da lui scomunicato, lo fece uccidere mentre celebrava la Messa, ai piedi dell’altare della Chiesa di San Michele, l’11 aprile 1079, profanandone poi la salma. Si dice anzi che sia stato lo stesso Boleslao a ucciderlo con un colpo di spada alla testa, come risulta da una radiografia del cranio ritrovato, perché le guardie incaricate non ebbero il coraggio di farlo. Circa 10 anni più tardi le reliquie furono traslate nella cattedrale di Cracovia, conservate in un sarcofago d’argento massiccio, sopra l’altare maggiore scolpito in marmo nero. Canonizzato da Innocenzo IV ad Assisi nel 1253 e proclamato patrono della Polonia assieme ad Adalberto di Praga.

ULRICA di Svezia martire.

VIRONE o WIRO  vescovo scozzese.

VITTORE il Moro
secondo gli Atti dei Martiri, era un soldato della Mauretania, di stanza a Milano. Nel Martirologio geronimiano è scritto che fu decapitato per la fede cristiana, sotto Massimiano Erculeo, il 14 maggio del 304. È patrono dei prigionieri e degli esuli e titolare di alcune chiese milanesi. Da lui prende il nome anche il carcere giudiziario della città.

I santi del giorno del 30 aprile

30 Apr

ADIUTORE di Vernon
cavaliere normanno, partecipò alla prima crociata ma, catturato dai Saraceni, rimase loro prigioniero per ben 17 anni. Quando ottenne la liberazione e poté tornare in patria, si fece monaco entrando nell’abbazia di Tiron, presso Parigi. Desideroso poi di solitudine, si fece eremita e si costruì una cappella su di un monte nelle vicinanze dedicata a Santa Maddalena. Morì nel 1131.

BENEDETTO da Urbino
nato a Urbino nel 1560, studiò nelle università di Perugia e Padova, laureandosi in legge e filosofia. Entrato nell’Ordine dei Cappuccini a Fano nel 1584, si dedicò alla predicazione e accompagnò Lorenzo da Brindisi nella missione tra i Luterani di Germania. Morì a Fossombrone, in provincia di Pesaro-Urbino, nel 1625 e venne beatificato nel 1867 da Pio IX.

EUTROPIO di Saintes
martire del 3° secolo, vescovo di Saintes, presso Cognac in Francia, celebrato da Venanzio Fortunato, in un suo poemetto.

GIACOMO diacono martire in Numidia, assieme al lettore Mariano.

GIUSEPPE Cottolengo
Giuseppe Benedetto, nato il 3 maggio 1786 a Bra, Cuneo, venne ordinato sacerdote nel 1811. Svolse il ministero a Cornegliano d’Alba e poi passò a Torino, dove ripresi gli studi, si laureò in teologia e nel 1816 divenne canonico della Chiesa del Corpus Domini. Animato da grande spirito di carità verso il prossimo, nel 1827 iniziò una grande missione di assistenza aprendo a tutti un ricovero: la casa della “Volta rossa”, in via Palazzo di città a Torino, che divenuto presto insufficente, venne trasferito in un casolare nel sobborgo di Valdocco. Qui, nel 1832, fondò la prima vera e propria Piccola casa della Divina Provvidenza, che nella sua fede, vide sempre illuminata dalla presenza stessa della Provvidenza. Dapprima modesto asilo per vecchi e bambini delle famiglie povere, venivano accolti anche quelli che, per particolari gravità di malformazioni fisiche e per il loro stato mentale, non trovavano alcun rifugio altrove. Ampliatosi notevolmente con il tempo, oggi è capace di più di 10 mila posti. Parallela e complementare alla Piccola casa, nacque, con la collaborazione di Marianna Masi, anche la Congregazione delle Suore Vincenzine, dette poi Suore del Cottolengo per la cura degli infermi. Istituì le comunità maschili dei fratelli di San Vincenzo e dei preti della Santissima Trinità, più numerose altre comunità femminili. Morto a Chieri, Torino il 30 aprile 1842, è stato beatificato da Benedetto XV, nel 1917 e canonizzato il 19 marzo 1934, da Pio XI.

ILDEGARDA regina, morta nel 783.

MARIA Guyart
nata a Tours, in Francia nel 1599. Si sposò a 17 anni, ma dopo soli 2 anni rimase vedova con un figlio di 6 mesi e non volle risposarsi, anzi, nel 1620 fece voto di castità. Quando il figlio compì 12 anni, decise di entrare nelle Orsoline di Tours, anche lei con il nome di Maria dell’Incarnazione. Nel 1633 ebbe una visione, secondo la quale avrebbe dovuto andare a insegnare in un paese straniero lontano, oltreoceano e 6 anni dopo partì effettivamente missionaria per il Canada, arrivando a Quebec il 1° agosto 1639. Qui fondò il primo convento delle Orsoline e diresse una scuola nella quale accoglieva indigeni e francesi insieme. È morta il 30 aprile 1672, lasciando vari scritti, documenti importanti per la storia della Nuova Francia (Canada francese), contenenti alcune tra le più belle pagine della letteratura mistica francese. Proclamata venerabile e poi beata, da Leone XIII (1878-1903).

MARIANO di Numidia
lettore martire verso il 260 nel Nord-Africa, assieme al diacono Giacomo, durante la persecuzione anticristiana dell’ imperatore Valeriano I.

MASSENZA di Trento
venerata nella antica “corte” vescovile di Maiano, sul lago di Toblino, dove più tardi è sorto il paese che ha preso il nome da lei. Mancano dati storici sulla sua vita terrena, che nei documenti liturgici più antichi, viene qualificata come vergine martire. L’11 novembre 1145 il vescovo Altemanno trasferì le reliquie a Trento e le depose nella cripta della basilica di San Vigilio, nell’altare occidentale. Divenuta così molto popolare nella nuova dimora, la leggenda la promosse a madre del vescovo Vigilio e dei suoi supposti fratelli Claudiano e Maguriano, in realtà suoi primi successori, e venerata perciò come Madre della Chiesa Trentina. Ripristinati gli ambienti sotterranei del Duomo, il 25 giugno 1977, le reliquie, racchiuse in una nuova urna, sono state collocate in un apposito cippo nel luogo stesso dove erano state deposte nel novembre del 1145. Massenza oggi è venerata come patrona delle donne trentine, proposta come modello cristiano di donna silenziosa, forte, laboriosa e pia.

MATILDE di Scozia
figlia di Malcolm III, detto Testagrossa re di Scozia e di Margherita, vissuta nell’11° secolo.

MICHELE de’Barga santo morto nel 1479.

PIO V papa
Antonio Michele Ghislieri, nato in una famiglia povera, il 17 gennaio 1504 a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Da ragazzo fece il pastore, ma poi nel 1521 entrò nell’Ordine Domenicano, prese il nome di Michele e studiò diritto a Bologna dove, 7 anni dopo, ebbe l’ordinazione sacerdotale. Insegnò teologia a Pisa per 16 anni e dopo essere stato inquisitore a Pavia, Como e Bergamo, fu nominato prima vescovo di Sutri e Nepi, nel Lazio e poi cardinale, svolgendo compiti di alta responsabilità. Dal 1558, grande Inquisitore della Chiesa Romana, il 7 gennaio 1566, con l’appoggio del cardinale Carlo Borromeo, venne eletto papa e consacrato 10 giorni dopo. Molto intransigente, proseguì la riforma e moralizzazione della Chiesa iniziata dal Concilio di Trento in ogni settore, disponendo che i decreti conciliari tridentini fossero inviati in tutte le diocesi e centri religiosi presenti nelle varie parti del mondo. Riformò il culto divino, promosse e fondò nuovi ordini religiosi e nel 1567, a Pavia, istituì il Collegio Ghislieri per universitari meritevoli. Un anno dopo pubblicò i nuovi testi del Breviario e poi anche quelli del Messale e del Catechismo romano. Nacque così la Messa di Pio V in latino, celebrata in questi termini fino al Concilio Vaticano II. Nel tentativo di far elevare al trono la cattolica Maria Stuart, prese la decisione di scomunicare Elisabetta I d’Inghilterra, con gravi conseguenze per i cattolici inglesi. Promosse e organizzò la Lega Santa, le cui forze navali il 7 ottobre 1571 riportarono la celebre vittoria di Lepanto sulla flotta turca dominatrice del Mediterraneo, anche se poi il successo non fu adeguatamente sfruttato e lui non poté vedere concretata la liberazione del Santo Sepolcro. Avendo attribuito il merito di quella straordinaria vittoria alla Beata Vergine Maria, dichiarò il 7 ottobre festa di Nostra Signora della Vittoria, poi cambiata da Gregorio XIII, in festa del Santo Rosario. Morì a Roma il 1° maggio 1572 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore. Venerato dai fedeli, prima come difensore della fede, fu poi beatificato il 27 aprile 1672 da Clemente X e canonizzato da Clemente XI, il 22 maggio 1712. Il suo mausoleo in marmo verde e porfido è custodito all’interno della Chiesa di Santa Croce, a Bosco Marengo.

ROSAMUNDA santa vissuta nel 12° secolo.

SEVERO di Napoli
12° vescovo della città, incrementò la rinascita del cristianesimo nella sua diocesi e fece edificare varie basiliche. Nelle sue mani avvenne la prima liquefazione del sangue di san Gennaro quando, all’epoca di Costantino il Grande, il corpo del martire di Pozzuoli fu trasportato a Napoli. Patrono della città di San Severo di Foggia, alla quale i napoletani donarono i suoi resti.

SOFIA di Fermo
vergine martire nel 250 sotto l’imperatore Decio, molto venerata in Emilia-Romagna.

I santi del giorno del 10 aprile

10 Apr

BEDA il Giovane
vissuto alla corte dei Carolingi, si trasferì in Italia ed entrò nel monastero di Gavello, presso Rovigo, dove morì nell’883.

EZECHIELE
3° dei grandi profeti ebrei, autore di un libro della Bibbia, vissuto tra il 627 e il 571 a.C.. Figlio di Buzi, appartenente a famiglia sacerdotale, ricevette la vocazione profetica nel 593 e la sua azione si svolse sopratutto dal 597, fra gli ebrei deportati in Babilonia da Nabucodonosor. Chiamato perciò “padre degli esiliati”, dovette lottare contro la falsa concezione che i connazionali avevano di Dio e dei loro doveri verso di lui. Jahvè era considerato come un dio nazionale, che avrebbe dovuto dare la rivincita ai Giudei, senza badare ai loro peccati. Forti di questa illusione, i Giudei in patria si ribellarono ai Babilonesi, ma la ribellione portò alla distruzione di Gerusalemme e alla fine del regno. Il profeta ebbe la missione di predire la distruzione della capitale, per togliere ogni vana illusione e così preparare l’accettazione del castigo di Dio. Il libro di Ezechiele contiene 4 visioni, alcuni quadri allegorici ed è all’origine della corrente apocalittica. Le sue “visioni” preludono a quelle di Daniele e hanno influenzato certamente l’Apocalisse di Giovanni.

FULBERTO di Chartres
nato in Italia nel 960, filosofo e teologo divenuto vescovo di Chartres, città della Francia sul fiume Eure. Qui è stato il fondatore di quella celebre scuola filosofica, per stabilire i rapporti tra religione e filosofia, che fu il centro della rinascita culturale e umanistica francese del 12° secolo. Autore di liriche e scritti agiografici, è morto nel 1028.

GABRIELLA di Canossa
Maddalena Gabriella dei marchesi di Canossa, nata a Verona il 1° marzo 1774, ebbe un’infanzia tribolata da dolorose vicende familiari e rimase presto orfana. Visse per qualche tempo fra le Carmelitane di Conegliano ma, non potendo far parte dell’Ordine come era suo desiderio, ne uscì per dedicarsi all’assistenza e all’educazione delle ragazze più bisognose. A tale scopo nel 1802, istituì un “ritiro Canossa”, presso San Zeno di Verona e nel 1808 fondò le “Figlie della Carità”, dette poi “canossiane serve dei poveri”, e negli anni seguenti dopo quella di Verona, aprì altre case a Bergamo, Milano, Trento e Venezia. Le regole di questa congregazione sono state approvate, nel 1828, durante il pontificato di Leone XII. Morta a Verona il venerdì Santo 10 aprile 1835 è stata beatificata da Pio XII, nel 1941. Come MADDALENA è festeggiata anche l’8 maggio.

MICHELE de’Santi
dell’Ordine degli Scalzi della Santissima Trinità, a Valladolid in Spagna.

PALLADIO di Auxerre vescovo francese, morto nel 658.

POMPEO martire in Africa.

TERENZIO
martire nel 250 a Cartagine, sotto Decio I, assieme a circa 40 compagni.

I santi del giorno del 9 febbraio

9 Feb

ANNA Emmerich
Anna Katharina Emmerich, nata nel 1772 a Flamske, in Westfalia e morta nel 1824 a Dulmen, presso Munster. Fin da ragazza ebbe il dono di frequenti visioni mistiche di Gesù e la particolare devozione che nutriva per la sua passione e morte, la spinse a chiedergli di partecipare alle sue sofferenze. Nel 1798 cominciò a provare la corona di spine e poi dal 1812 anche le stigmate visibili. La narrazione di queste sue visioni e dolorose esperienze è stata raccolta dallo scrittore Clemens Maria Brentano in varie opere pubblicate dopo il 1833, tra le quali  “Vita del Nostro Signor Gesù Cristo” e “Vita della Santa Vergine”. La causa per il processo di beatificazione è stata introdotta il 4 maggio 1981, il 24 aprile 2001 sono state riconosciute le virtù eroiche e nel luglio 2003 è stato approvato il miracolo relativo ad una suora guarita nel 1800 da una patologia di natura tubercolare.

ANSBERTO
abate del monastero di Fontenelle, in Francia e poi nel 684 vescovo di Rouen Per contrasti con Pipino di Heristal fu espulso e costretto a rifugiarsi in un’abbazia ad Hautmont nell’Hainaut, dove morì nel 695.

APOLLONIA di Alessandria
diaconessa martire in Egitto. Torturata nel 249, durante la persecuzione anticristiana di Filippo l’Arabo, venne colpita ripetutamente sulle mascelle facendole cadere tutti i denti, scelse però il rogo, piuttosto che rinnegare la fede. Invocata contro il mal di denti, secondo una leggenda popolare  porterebbe un dono ai bambini quando perdono i dentini da latte.

BERNARDINO Caimi
francescano milanese, persona di qualità non comuni, ricoprì importanti incarichi all’interno dell’Ordine francescano. In particolare dal 1478 al 1495, andò tre volte in Terrasanta, come visitatore e fu anche in Calabria, Bosnia, Croazia e in Oriente, sempre per conto dell’Ordine. Vicario in Lombardia, predicò la crociata contro i Turchi. Sisto IV, che lo aveva già incaricato di varie missioni presso le corti europee, lo nominò anche Nunzio Apostolico presso il re di Spagna, Ferdinando il Cattolico. Fece riprodurre i principali santuari palestinesi sul Sacro Monte di Varallo, in un santuario dedicato alla Madonna, che era stato iniziato nel 1477. È morto a Varallo nel 1500.

FINANA di Lindisfarne
monaco inglese sull’isola di Iona, venne eletto vescovo di Lindisfarne, Holy Island ed evangelizzò l’Inghilterra Centrale. È morto nel 661.

GASPARE
presbitero vissuto nel 18° secolo.

MARONE di Apamea
anacoreta di origine siriaca, morto nel 410 circa. Dal 375 condusse vita eremitica su di un monte, nei pressi di Apamea antica città della Siria sul fiume Oronte. La fama di santità e alcuni miracoli richiamò attorno a lui molti discepoli, anche dall’Egitto e dal Libano, formando il primo nucleo della Chiesa Maronita. Fu in rapporto con Giovanni Crisostomo, del quale si conserva una lettera inviatagli personalmente. Alla sua morte, presso la tomba, venne eretto un monastero detto di San Marone che, in breve tempo, diventò centro di vita religiosa.

MICHELE Febres Cordero
nato il 7 novembre 1854 a Cuenca, in Ecuador, battezzato Francesco. Primo latino-americano entrato nella congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Quito, prese il nome di Michele e per 38 anni si dedicò all’insegnamento e alla compilazione di testi scolastici e scientifici. Nel 1904 fu chiamato a prestare la sua opera in Belgio, ma essendosi ammalato, provò a trasferirsi in un clima migliore a Premià de Mar, in Spagna dove però è morto il 9 febbraio 1910 per una polmonite. Nel 1936 i suoi resti sono stati riportati in Ecuador nella casa della congregazione, a Quito. Paolo VI lo ha proclamato beato nel 1977 e Giovanni Paolo II, l’ha canonizzato il 21 ottobre 1984.

NICEFORO di Antiochia
martire, vissuto tra il 190 e il 260.

RINALDO di Nocera 
nato in Italia da genitori tedeschi, entrò tra gli eremiti camaldolesi di Fonte Avellana(v) e nel 1218 fu nominato vescovo di Nocera Umbra. Si occupò principalmente dell’assistenza agli orfani. È morto il 9 febbraio 1222.

SABINO di Avellino
vescovo della sua città, vissuto nella prima metà del sesto secolo. Ottimo amministratore della giustizia, con la sua autorità riuscì a salvare Avellino dall’invasione degli Ostrogoti.

SABINO di Canosa
vescovo in Puglia, partecipò al Concilio di Roma del 531. Nel 535 Agapito I lo nominò ambasciatore a Costantinopoli presso l’imperatore Giustiniano e partecipò così al sinodo del 536, conclusosi con la condanna dei monofisiti. Amico di san Benedetto è morto nel 566. La città di Bari gli ha intitolato la Cattedrale edificata tra il 1170 e il 1178, ma è sepolto in quella di Canosa, consacrata da Silvestro II, nel 1002.

I santi del giorno del 6 febbraio

6 Feb

AMANDO di Maastricht o ARMANDO,
nato nel 589 circa in Aquitania. Monaco a vent’anni, prima su un’isoletta in Vandea e poi a Tours, fu due volte pellegrino a Roma e quando tornò in patria si diede alla predicazione per evangelizzare le Fiandre, la Frisia e l’Hainaut. Consacrato vescovo itinerante nel 629, decise che il suo compito particolare doveva essere la moralizzazione del clero, particolarmente da quando, nel 646, fu nominato arcivescovo di Maastricht. Due anni più tardi però, con il consenso del papa Teodoro I, decise di rinunciare al vescovado e tornò all’evangelizzazione itinerante e quando tornò in Gallia, fece accettare al re Sigeberto III i canoni del sinodo lateranense del 649. Nel 675 dettò il suo testamento ed è questa l’ultima data in cui è ricordato. Sembra sia morto nel monastero di Einon, nel 679 a Tournai, nell’Hainaut belga e per questo è chiamato Apostolo dei Belgi.

ANGELO
da Furci, Chieti, beato morto nel 1327.

BARTOLOMEO Laurel
francescano di origine messicana, medico martire in Giappone il 6 febbraio 1627, beatificato da Pio IX, nel 1867.

DOROTEA di Cesarea
nata verso il 290 a Cesarea di Cappadocia, da genitori cristiani martiri sotto Diocleziano. Secondo una passio molto leggendaria, venne arrestata anche lei, torturata e condannata alla decapitazione, perchè aveva respinto le offerte amorose del governatore pagano Apricio. Mentre veniva portata al luogo del supplizio, incontrò un giovane avvocato pagano di nome Teofilo che, schernendola, le chiese dei fiori e dei frutti del giardino di quello sposo celeste che lei diceva di andare a trovare. Dorotea glieli promise e un angelo nelle sembianze di un fanciullo, portò un cesto di fiori e di frutti a Teofilo che si convertì. Il corpo della santa fu portato a Roma, dove le venne dedicata una chiesa. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo e fu chiamata patrona delle spose e dei giardinieri.

FILIPPO Las Casas santo morto nel 1597.

FRANCESCO di San Michele santo morto nel 1597.

GABRIELE di Duisco
laico giapponese, terziario francescano martire. Crocifisso a Nagasaki nel 1597, assieme a Paolo Miki e tanti altri compagni di fede

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790.

GERALDO di Ostia monaco a Cluny, dove ricoprì la carica di priore. Nel 1072 Alessandro II lo creò cardinale-vescovo di Ostia, inviandolo come Legato Apostolico in Francia. Due anni dopo, il nuovo papa Gregorio VII lo mandò in Germania per tentare una riconciliazione con l’imperatore Enrico IV e promuovere la riforma. In seguito fu a Poitiers con l’incarico di presiedere un concilio nel quale fu condannato Berengario di Tours. Era anche a Canossa nell’inverno del 1077 e così fu presente al celebre incontro tra il papa e l’imperatore, ma morì a Velletri, che è la culla del suo culto, il 6 dicembre sempre del 1077. Nel 1694 a Velletri è stata costruita una bella cappella in suo onore, dove il cardinale Cibo trasferì le reliquie e stabilì la festa al 7 dicembre, che poi un altro cardinale spostò al 6 febbraio come è ancora oggi.

GIACOMO Kisai, GIOACCHINO, GONSALVO Garcia, LUIGI Ibaraki, MICHELE Cosaki, TOMMASO Cosaki 
martiri nel 1597 a Nagasaki. (vedi Paolo Miki)

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MATTEO Correa  
presbitero martire nel 1927 a Durango in Messico, durante una violenta campagna anticattolica del governo locale.

PAOLO Miki
nato a Kyoto in Giappone nel 1565. Battezzato a 5 anni, a 22 entrò come novizio nella Compagnia di Gesù e dopo l’ordinazione sacerdotale iniziò a predicare il Vangelo ai suoi connazionali, circa trent’anni dopo l’inizio dell’opera missionaria di Francesco Saverio. Nel 1596 però, divenendo la persecuzione contro i cristiani cattolici sempre più crudele, fu catturato con altri 25 compagni, tra i quali PAOLO Suzuki, un altro gesuita, 17 laici giapponesi e 6 francescani spagnoli. Dopo aver sofferto gravi maltrattamenti, alla fine furono tutti condotti a Nagasaki, dove, il 5 febbraio 1597, vennero appesi alle croci, prima di essere finiti a colpi di spada. Sono i primi martiri dell’Estremo Oriente, canonizzati da Pio IX nel 1862.

PIER BATTISTA di Avila
nato ad Avila, nella Vecchia Castiglia, nel 1542. Entrato nell’Ordine dei Francescani Osservanti, si consacrò alle missioni e nel 1580 fu scelto e inviato a evangelizzare il Messico. Tre anni dopo venne mandato anche nelle Filippine, dove continuò a esercitare una benefica missione. Nel 1590 ottenne di trasferirsi in Giappone per sostituirvi i Gesuiti che erano stati espulsi e avuto il permesso dalle autorità nipponiche di predicare il Vangelo, svolse per 6 anni un intenso apostolato a Kyoto, Osaka e Nagasaki. Caduto però in sospetto, nel 1596 venne imprigionato, sottoposto alla tortura e infine crocifisso. Martire per la fede, è stato canonizzato da Pio IX, nel 1862.

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