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I santi del giorno del 16 agosto

16 Ago

AMBROGIO
secondo la leggenda, era un centurione romano martire nel 304 a Sacco, sobborgo di Ferentino, nel Lazio, sotto Diocleziano. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore e divenne il protettore della comunità.

BASILIA di Couvert
santa di Couvert, nella Linguadoca, in Francia, detta anche “SILIA”.

DIOMEDE martire
nato a Tarso, in Cilicia, nel 2° secolo. Di professione medico, sarebbe stato decapitato nel 303, a Nicea (v).

LUCIO di Val Cavargna
secondo una tradizione pastore vissuto nel 12° secolo. Si guadagnava da vivere lavorando in Val Cavargna nei pressi del lago di Como e sarebbe stato ucciso dal suo padrone, invidioso perché donava i risparmi ai poveri e alla Chiesa. In alcuni calendari è ricordato anche il 12 luglio.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

PETRA Pérez Florido
nata il 7 dicembre 1845 a Valle de Abdalajis, presso Malaga in Spagna, è la fondatrice della congregazione delle Madri degli Abbandonati di San Giuseppe della Montagna. Ha vissuto una fede profonda, integrata dalla preghiera assidua e perseverante, sempre disponibile a servire i bisognosi come se fossero tutti suoi figli. È morta il 16 agosto 1906.

ROCCO di Montpellier
nato a Montpellier, in Francia nel 1295. È difficile inquadrare storicamente e cronologicamente la figura di questo santo, perché le fonti sono poco chiare e molto leggendarie. Rimasto orfano a 15 anni, vendette i suoi beni, diede il ricavato ai poveri e si mise in viaggio, pellegrino, verso Roma. Lungo il tragitto, fermatosi in un ospizio ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, vi rimase a curare gli ammalati di peste e gli vennero attribuite delle guarigioni miracolose. Sulla via del ritorno, colpito anche lui dalla malattia, con una grossa piaga ad una gamba, si rifugiò in una grotta presso Piacenza, dove sarebbe morto di fame se non avesse trovato una sorgente scaturita prodigiosamente dal nulla e non fosse stato nutrito da un cane che ogni giorno gli portava una pagnotta. Dopo la guarigione, mentre tornava in Francia, venne arrestato e imprigionato nei pressi di Angera, Varese, perché sospettato di spionaggio. Morto il 16 agosto 1327, dopo 5 anni di carcere, il suo culto si diffuse in tutta Europa, dopo la metà del 15° secolo. Sembra che le reliquie siano state traslate a Venezia, nel 1485, dove sarebbero ancora conservate nella Scuola di San Rocco. Viene invocato contro la peste e le malattie contagiose.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

SANTE di Scotaneto
francescano laico di Scotaneto, una frazione del comune di Urbino, vissuto nel 14° secolo.

SERENA di Roma
moglie di un certo Diocleziano Augusto, martire a Roma.

SIMPLICIANO di Milano
vescovo dal 397 al 400 a Milano, che gli ha dedicato una bella chiesa. Successore di sant’Ambrogio  del quale era stato maestro, padre spirituale e consigliere, contribuì notevolmente alla conversione di Agostino d’Ippona.

STEFANO I d’Ungheria
il Santo, nato a Esztergom, presso Budapest, nel 969, figlio di Geza, duca dei Magiari, educato alla fede e battezzato da un prete missionario. Nel 996 sposò Gisella, principessa tedesca sorella dell’imperatore di Germania Enrico II, che venne in seguito beatificata. Successore del padre nel 997, come governatore, fu poi incoronato 1° re d’Ungheria, nella notte di Natale dell’anno 1000, dal papa Silvestro II. Con sagge leggi incamminò il popolo sulla via del progresso, organizzò la gerarchia cattolica, fondò diocesi, costruì chiese, monasteri e santuari, contribuendo molto alla diffusione della fede. Curò l’evangelizzazione del paese e fu anche molto generoso con i poveri. Morto il 15 agosto 1038, nei pressi di Alba Regale(Székesfehérvàr), è stato canonizzato assieme al figlio Emerico, da Benedetto IX, una decina di anni dopo. In Ungheria, anche durante i regimi comunisti, la sua memoria è stata sempre celebrata il 20 agosto.

TEODORO di Martigny
elevato alla sede vescovile di Martigny, in Svizzera nel 379, partecipò al Concilio di Aquileia del 381 e a quello di Milano del 390.

TITO di Roma diacono martire.

I santi del giorno del 27 luglio

27 Lug

ARNALDO Umberto patrono dei barcaioli.

ASIA detto “medico”, martire ad Antiochia.

AURELIO di Cordova
martirizzato dai Saraceni a Cordova, assieme alla moglie Natalia.

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combatté il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CELIO
eremita cristiano del 1° secolo, vissuto in una grotta della Toscana.

ERMOLAO sacerdote anacoreta.

GIOCONDA di Nola martire assieme a Giulia.

LILIOSA (LILIANA)
anche GIGLIOLA, martire a Cordova, in Spagna. Con il marito Felice per alcuni anni praticò in segreto il cristianesimo sotto i Musulmani. Alla fine, però, vennero scoperti, imprigionati e uccisi nell’852, sotto il califfo Abd-el-Rahman II.

LORENZO di Milano santo morto nel 510.

MARIA MADDALENA
Maria Maddalena Martinengo, cappuccina, morta nel 1736.

MAURO di Bisceglie
vescovo martire a Bisceglie, in provincia di Bari.

NATALIA di Cordova
martire nell’852 a Cordova, in Spagna assieme al marito Aurelio, lasciando due figlie piccole, delle quali si prese cura un certo Eulogio che era presente alla loro esecuzione capitale. Questo racconto ci è stato tramandato sempre da Eulogio, il quale dice che assieme a loro subirono il martirio anche Liliosa (Liliana o Gigliola) e il marito Felice.

PANTALEONE di Nicomedia
secondo una tradizione, nacque nel 3° secolo in una famiglia agiata in Bitinia (v), da padre pagano e madre cristiana. Medico dell’imperatore Galerio, era molto apprezzato anche per una certa fama di guarigioni miracolose. La leggenda sostiene anche che non chiedeva alcun compenso per le sue prestazioni perché era stato convertito alla fede da un cristiano di nome Ermolao. Per questo fu arrestato e decapitato dopo molte torture, nel 305, nella capitale Nicomedia, sul Mar di Marmara. La sua fama di santità si diffuse anche in Occidente, in modo particolare a Venezia dove gli fu dedicata una chiesa. È venerato come uno dei patroni dei medici.

RAIMONDO Zanfogni
nato a Piacenza nel 1140. Detto Palmerio, faceva il calzolaio o ciabattino, ma alla domenica amava istruire nella fede i suoi compagni artigiani. Quando nel 1178 rimase vedovo, si consacrò al servizio dei poveri, andando loro incontro, cercando anche quelli che si vergognavano a chiedere l’elemosina e la sua opera ebbe un tale successo che ottenne dalle autorità un grande locale per ospitarli. Si mise allora alla testa di processioni di poveri attraversando la città con la croce sulle spalle divenendo, oltre che il portavoce, anche il loro difensore nei tribunali. Fece da paciere nelle liti fra Piacenza e Cremona e visitando i carcerati riuscì a ottenere anche qualche liberazione. Infine è ricordato anche perché creò delle opere per accogliere bambini abbandonati, pellegrini e stranieri. È morto in mezzo ai suoi poveri il 27 luglio 1200.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana (il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

SERGIO di Bisceglie martire in Puglia, con san Mauro.

VENERA di Sicilia santa patrona di Avola, provincia di Siracusa.

I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 31 gennaio

31 Gen

CIRO e GIOVANNI 
secondo una passio leggendaria, Ciro, medico di Alessandria, fu ucciso insieme al soldato Giovanni, durante la persecuzione di Diocleziano. Le reliquie dei due martiri furono trasportate a Roma, in una chiesa di Via Portuense, che oggi è chiamata di “Santa Passera”.

DOMENICO Sarraceno
martire a Cordova, in Spagna alla fine del 10° secolo.

GAUDO  
nato in Francia nel 2° secolo, morì in Oriente, dove era stato mandato come evangelizzatore.

GEMINIANO di Modena o GIMIGNANO,
di lui si hanno solo notizie leggendarie, derivate da una “Vita”  attribuita a Zeno o Zenone. Nativo di Modena, sembra ne sia divenuto vescovo, acclamato dai concittadini, verso il 344 e abbia partecipato al sinodo di Milano del 391, che confermava la condanna dell’eretico Gioviniano. Con lui avvenne la conversione totale della città e la consacrazione di molti templi pagani al culto cristiano. Patrono anche di Ferrara, Pontremoli e San Gimignano, il Duomo di Modena è stato costruito sulle rovine di una basilica del 4° secolo, eretta sulla sua tomba

GIOVANNI Bosco 
nato il 16 agosto 1815, a Castelnuovo d’Asti, di modeste condizioni, intraprese gli studi ecclesiastici con molti sacrifici e nel 1841, venne ordinato sacerdote a Torino. Discepolo di Giuseppe Cafasso, cominciò subito a occuparsi dei ragazzi poveri e stabilitosi nel sobborgo di Valdocco, fondò il primo “oratorio”, con una ventina di ragazzi, che 4 anni dopo erano già più di 300. Nel 1846 fondò l’oratorio di San Francesco di Sales, o Pia società Salesiana, ottenendo l’approvazione della Chiesa, come società religiosa a voti semplici, il 3 aprile 1874. Seguendo il principio pedagogico per il quale, si appoggia tutto sopra la ragione, l’amore e la religione, fondò laboratori, ospizi, vere e proprie scuole professionali, collegi e pensionati. Nel 1871, aiutato da Maria Domenica Mazzarello, diede vita anche alla Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice e istituì le Missioni Salesiane, che ebbero rapido e largo sviluppo, tanto che oggi sono sparse in tutto il mondo e già alla morte del fondatore, i Salesiani, contavano ben 250 case. Morto a Torino il 31 gennaio del 1888, è stato beatificato il 19 marzo 1929 da Pio XI, che lo ha poi canonizzato il 1° aprile 1934, Domenica di Pasqua.

GIULIANO e GIULIO
secondo una leggendaria Vita dell’8° secolo, erano due fratelli nati in Grecia dopo il 330. Ricevettero la loro formazione studiando a Roma e poi Giulio fu ordinato presbitero e Giuliano diacono. Causa le continue persecuzioni nelle loro regioni, tornarono in Italia e si fermarono per un po’ di tempo alle Aque Salvie, presso Roma. Da qui poi si diressero verso il Nord, predicando il Vangelo ed erigendo “chiese”, costruzioni povere fatte di pietre, legno e paglia, che divenivano però punti d’incontro per i neo convertiti. Le ultime 2 furono costruite, a Gozzano in provincia di Novara, dedicata a San Lorenzo e l’altra sul lago d’Orta, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Nella prima rimase Giuliano fino alla morte e nella seconda il fratello Giulio, che morì un 31 gennaio verso la fine del 4° secolo. Sono entrambi venerati come “Apostoli dell’Alto Novarese”. Le reliquie di Giulio  sono conservate nella basilica di San Giulio, fondata dal santo stesso, nel 390 circa, sull’isola omonima, del lago d’Orta, in provincia di Novara.

LUDOVICA Albertoni
nata a Roma nel 1474. A vent’anni venne data in sposa a un nobile che lei amò devotamente e dal quale ebbe tre figlie. Rimasta vedova nel 1506, entrò nel Terz’Ordine Francescano, rivolgendo ogni cura ed energia all’assistenza delle ragazze più povere, che istruiva e avviava al lavoro, spendendo tutto il suo patrimonio. Per questo motivo ebbe forti contrasti con i parenti, che rifiutarono di aiutarla in queste necessità. Ricevette il dono della profezia e quello di poter operare miracoli. È morta il 31 gennaio 1533 e il grande scultore Lorenzo Bernini, autore del colonnato di San Pietro e del famoso Baldacchino, posto sulla tomba di San Pietro, le ha dedicato un meraviglioso monumento funebre nella chiesa romana di San Francesco a Ripa.

MARCELLA di Roma
nata nel 330 a Roma, nobile. Rimasta orfana di padre, si sposò molto giovane, ma dopo soli 7 mesi rimase vedova e quest’avvenimento la spinse verso la vita ascetica. Rifiutando un secondo vantaggioso matrimonio con il console Cereale, nonostante le pressioni della madre Albina, trasformò il suo palazzo sull’Aventino in un cenacolo di preghiera dove confluirono altre nobili, Sofronia, Marcellina, Lea e anche la stessa madre Albina. Penitenza, digiuno e preghiera, furono i principi della sua vita, secondo quanto risulta dalle lettere di Girolamo che, nel 382, era divenuto il direttore spirituale del gruppo. Nonostante gli inviti delle amiche Paola ed Eustochio, che avevano fondato un monastero a Betlemme, rifiutò il trasferimento in Terrasanta e verso la fine del secolo, assieme alla vergine Principia, si trasferì in un luogo più isolato nelle vicinanze di Roma. Rientrò nel 410, per paura dei Visigoti, ma durante il sacco di Roma ad opera di Alarico I, subì percosse e maltrattamenti e solo a stento riuscì a salvare Principia dalle mani dei barbari, rifugiandosi nella basilica di San Paolo. Morì poco tempo dopo, in seguito alle ferite subite. San Girolamo scrisse un discorso di lode in suo onore.

NICO vescovo in Dalmazia.

SAVERIO  
Francesco Saverio Maria Bianchi, nato nel 1743 ad Arpino, in provincia di Frosinone. Entrato nella Società dei Chierici di San Paolo(Barnabiti), visse molti anni a Napoli dove si dedicò alla direzione spirituale, avendo tra i suoi penitenti molti cardinali, vescovi e anche il re Carlo Emanuele IV di Savoia con la consorte, Maria Clotilde. Specialmente in Campania, svolse un’attiva opera di carità, motivo per cui venne chiamato l’Apostolo di Napoli, città nella quale è morto nel 1815. La sua tomba si trova nella chiesa cittadina di Santa Maria di Caravaggio ed è stato santificato dal papa Pio XII nel 1951.

TIRSO  
martire assieme a Saturnino e Vittore.

TRIFENA           
santa martire del 1° secolo, discepola dell’apostolo Paolo.

ULFA di Amiens
martire in Francia nel 750 circa.

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