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I santi del giorno del 27 luglio

27 Lug

ARNALDO Umberto patrono dei barcaioli.

ASIA detto “medico”, martire ad Antiochia.

AURELIO di Cordova
martirizzato dai Saraceni a Cordova, assieme alla moglie Natalia.

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combatté il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CELIO
eremita cristiano del 1° secolo, vissuto in una grotta della Toscana.

ERMOLAO sacerdote anacoreta.

GIOCONDA di Nola martire assieme a Giulia.

LILIOSA (LILIANA)
anche GIGLIOLA, martire a Cordova, in Spagna. Con il marito Felice per alcuni anni praticò in segreto il cristianesimo sotto i Musulmani. Alla fine, però, vennero scoperti, imprigionati e uccisi nell’852, sotto il califfo Abd-el-Rahman II.

LORENZO di Milano santo morto nel 510.

MARIA MADDALENA
Maria Maddalena Martinengo, cappuccina, morta nel 1736.

MAURO di Bisceglie
vescovo martire a Bisceglie, in provincia di Bari.

NATALIA di Cordova
martire nell’852 a Cordova, in Spagna assieme al marito Aurelio, lasciando due figlie piccole, delle quali si prese cura un certo Eulogio che era presente alla loro esecuzione capitale. Questo racconto ci è stato tramandato sempre da Eulogio, il quale dice che assieme a loro subirono il martirio anche Liliosa (Liliana o Gigliola) e il marito Felice.

PANTALEONE di Nicomedia
secondo una tradizione, nacque nel 3° secolo in una famiglia agiata in Bitinia (v), da padre pagano e madre cristiana. Medico dell’imperatore Galerio, era molto apprezzato anche per una certa fama di guarigioni miracolose. La leggenda sostiene anche che non chiedeva alcun compenso per le sue prestazioni perché era stato convertito alla fede da un cristiano di nome Ermolao. Per questo fu arrestato e decapitato dopo molte torture, nel 305, nella capitale Nicomedia, sul Mar di Marmara. La sua fama di santità si diffuse anche in Occidente, in modo particolare a Venezia dove gli fu dedicata una chiesa. È venerato come uno dei patroni dei medici.

RAIMONDO Zanfogni
nato a Piacenza nel 1140. Detto Palmerio, faceva il calzolaio o ciabattino, ma alla domenica amava istruire nella fede i suoi compagni artigiani. Quando nel 1178 rimase vedovo, si consacrò al servizio dei poveri, andando loro incontro, cercando anche quelli che si vergognavano a chiedere l’elemosina e la sua opera ebbe un tale successo che ottenne dalle autorità un grande locale per ospitarli. Si mise allora alla testa di processioni di poveri attraversando la città con la croce sulle spalle divenendo, oltre che il portavoce, anche il loro difensore nei tribunali. Fece da paciere nelle liti fra Piacenza e Cremona e visitando i carcerati riuscì a ottenere anche qualche liberazione. Infine è ricordato anche perché creò delle opere per accogliere bambini abbandonati, pellegrini e stranieri. È morto in mezzo ai suoi poveri il 27 luglio 1200.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana (il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

SERGIO di Bisceglie martire in Puglia, con san Mauro.

VENERA di Sicilia santa patrona di Avola, provincia di Siracusa.

I santi del giorno del 29 gennaio

29 Gen

AQUILINO di Colonia 
nato a Colonia, in Germania. Subì il martirio a Milano nel 1015 circa, ed è venerato nella basilica milanese di San Lorenzo, nella cappella omonima. Santo protettore dei facchini.

BARBEA 
santo martire assieme a Sarbellio.

COSTANZO di Perugia
secondo il martirologio Romano, forse fu il 1° vescovo di Perugia, martire nel 170 assieme ad Aquilino, sotto Marco Aurelio. La sua città gli ha dedicato una bella chiesa edificata nel 1143.

GELASIO II papa
Giovanni Caetani, nato verso il 1058, figlio di Crescenzio, duca di Fondi, Latina. Entrato nel monastero di Montecassino sotto la guida dell’abate Desiderio, divenne molto esperto in teologia e nel 1082 fu chiamato a Roma da Gregorio VII che lo nominò cardinale diacono. Il 24 gennaio 1118 venne eletto con il nome di Gelasio II e fu consacrato il 10 marzo successivo. Il suo pontificato fu molto contrastato, perchè venne aggredito fino a essere preso per la gola e calpestato a sangue, durante scontri tra diverse fazioni in lotta a Roma e poi incatenato e imprigionato in una torre da Cencio Frangipane, ma il popolo insorse e lo fece liberare. Allora fu chiamato l’imperatore Enrico V, che tentò invano di ottenere la conferma del previlegio dell’investitura, che gli era stato concesso nel 1111 da Pasquale II. Molto irritato gli oppose un antipapa, Maurizio Burdino, arcivescovo di Braga, che assunse il nome di Gregorio VIII. Tornato a Roma da Gaeta, dove si era rifugiato, dopo aver scomunicato l’imperatore e l’antipapa, il 23 ottobre 1118 venne nuovamente aggredito mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Prassede e fu costretto a fuggire ancora. Nominò Pietro, vescovo di Porto Romano, suo vicario e poi andò a Benevento, Pisa e Genova, dove dedicò la cattedrale a San Lorenzo. Passato poi in Francia, fu a Nimes, Valence, Vienne e Lione. Ad Avignone presiedette un sinodo, ma ammalatosi, si fece portare a Cluny, dove è morto nel 1119.

MAURO di Roma soldato martire assieme a Papia.

PAPIA di Roma soldato martire nel 3° secolo, assieme a Mauro.

PIER TOMMASO ricordato anche il 6 Gennaio

POTAMIONE vescovo di Agrigento, martire.

SABINA matrona romana, martire nel 119, protettrice di Roma.

SABRINA di Samos
originaria dell’isola greca di Samos nell’Egeo, martire in Gallia nel 3° sec.

SARBELLIO martire assieme a Barbea.

SULPICIO Severo o SULPIZIO,
scrittore latino, vissuto tra il 360 circa e il 420, discendente di una nobile famiglia dell’Aquitania(v), si convertì agli ideali monastici, ma si conosce poco della sua vita, tranne un famoso incontro con Martino di Tours che fu determinante per la sua religiosità. Divenuto suo assiduo discepolo, sembra sia stato nominato vescovo di Bourges e abbia presieduto il 2° Concilio di Macon. Gli viene attribuita una Cronaca universale, con le vicende storiche del mondo, dalla creazione fino ai suoi tempi, una biografia di Ilario di Poitiers e un panegirico del suo maestro, la Vita Martini Tauronensis. Deve il soprannome Severo, all’austerità dei suoi costumi.

VALERIO di Lucca
leggendario discepolo di san Pietro, protovescovo di Lucca.

VALERIO di Treviri
apostolo della Renania, tra il 3° e il 4° secolo, forse 1° vescovo della città.

I santi del giorno del 27 gennaio

27 Gen

ANGELA Merici 
nata a Desenzano del Garda il 1° marzo del 1474, rimase orfana a 12 anni e fu accolta da uno zio a Salò, dove si fece terziaria francescana. Nel 1516, per ordine della superiora venne trasferita a Brescia, dove fu impegnata come educatrice delle ragazze, raccogliendo attorno a se numerose discepole. Dopo alcuni pellegrinaggi, uno anche in Terrasanta durante il quale perse e riacquistò la vista, il 25 novembre 1535 fondò, per incoraggiamento di Paolo III, la compagnia delle Dimesse di Sant’Orsola, per l’assistenza spirituale e materiale delle ragazze orfane e povere e degli ammalati. Approvata nel 1544, si sviluppò grandemente in Italia, Francia e Canada. Queste Orsoline sono impegnate a vivere nel mondo, libere da orari fissi e programmi conventuali e prestano la loro opera nelle prigioni, ospedali e nei posti più poveri e umili. Stimata santa già molto tempo prima della morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio 1540, è stata canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DATIVO
martire in Africa con i santi Giuliano, Quintilio e Vincenzo.

DEVOTA di Montecarlo
patrona del Principato di Monaco, vittima in Corsica della persecuzione di Diocleziano. Una pia leggenda racconta che la barca che trasportava le sue spoglie, presa in una tempesta di mare, venne guidata miracolosamente da una colomba, verso la riva monegasca.

ELVIRA 
vergine martire, che appare in vari calendari locali, ma della quale non si hanno notizie storiche

GIULIANO di Le Mans
nobile romano, vissuto tra il 2° e il 3° secolo che secondo una tradizione, divenne il 1° vescovo di Le Mans, da dove evangelizzò la regione del Maine. Nell’835 le reliquie furono traslate nella bellissima cattedrale gotica, a lui intitolata.

GIULIANO da Sora martire nel Lazio.

IMERIO di Bagnoli   
di Bagnoli, frazione del comune di Napoli, vissuto nell 8° secolo.

MANFREDO di Settala
eremita nei pressi del lago di Como, morto nel 1430.

 MAURO di Salamanca
abate francese del monastero di Bodon, presso Salamanca, in Spagna.

NATALE d’Irlanda
vissuto nel 6° secolo, introdusse il monachesimo in Irlanda del Nord, collaborando con l’abate Columba e poi divenne anche lui abate in diversi conventi.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

QUINTILIO martire in Africa.

TEODORICO d’Orleans
nato in una famiglia nobile e ricca, volle diventare monaco. Essendo in amicizia con il re di Francia Roberto II, il Pio e la regina Costanza, quando nel 1010 si rese vacante la sede vescovile di Orleans, fu da loro nominato vescovo. L’altro candidato, Odolrico, vedendosi scavalcato, cercò di uccidere il rivale durante la cerimonia di consacrazione, ma l’attentato fallì. Ci furono poi altri tentativi, ma Teodorico ne uscì sempre indenne. Nel 1022, anche se ammalato, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, dove però non arrivò mai, perchè la morte lo colse lungo la strada, dalle parti di Tonnerre, sulla Yonne. Nel 1568 gli Ugonotti ne dispersero le reliquie.

VINCENZO martire in Africa assieme a Dativo e Giuliano.

VITALIANO papa
nato a Segni, nel Lazio. Eletto il 30 luglio 657 successore di Eugenio I, ottenne subito la convalida imperiale tramite l’Esarca di Ravenna. Tenne buoni rapporti con la corte di Costantinopoli e il 5 luglio del 662, accolse in San Pietro, con grandi onori, Costante II imperatore d’Oriente, il quale lo ricolmò di doni, ma lasciò che i suoi soldati saccheggiassero molti edifici, compresi gli ornamenti d’oro del Pantheon. Nel marzo del 666 l’imperatore pubblicò un decreto con il quale sottrasse alla giurisdizione papale il patriarcato di Ravenna, attentando gravemente ai previlegi della Santa Sede. Vitaliano fu invece in ottimi rapporti con la Gran Bretagna inviando a Canterbury, come vescovo metropolita, Teodoro di Tarso. Morì il 27 gennaio 672 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche per essere stato il primo a introdurre l’uso della musica d’organo nei riti religiosi.

I santi del giorno del 20 gennaio

20 Gen

EUTIMIO il Grande    
di origine greca, nato nel 377. Eremita e poi monaco in Palestina, fu ordinato sacerdote a Melitene(v). Visse molto tempo come eremita nel deserto della Giordania con Saba, suo fedele discepolo, che poi lo assistè fino alla morte. Lottò contro l’eresia di Eutiche e si dedicò anche alla conversione degli Arabi sulle rive del Giordano. Morto nel 473, è considerato uno dei fondatori del monachesimo palestinese.

FABIANO papa
forse romano, secondo lo storico Eusebio di Cesarea fu il successore di Antero dal 10 gennaio 236. L’elezione avvenne in un modo miracoloso: si trovava a Roma per prendere parte all’assemblea del clero e del popolo che doveva scegliere il nuovo papa quando una colomba si posò sul suo capo e il fatto venne interpretato come un segno della volontà di Dio e così venne eletto per acclamazione. Il suo pontificato conobbe un periodo di prosperità e pace, Fabiano continuò la riorganizzazione della Chiesa di Roma, dividendo la città in 7 diaconie, per l’assistenza e carità verso poveri e perseguitati nelle carceri. Combattè le eresie africane, ebbe uno scambio di corrispondenza con il famoso Origene e si deve a lui anche l’invio in Gallia di vescovi missionari per l’evangelizzazione. Fu però una delle prime vittime della persecuzione di Decio I, geloso del suo prestigio sul popolo, che lo fece imprigionare, torturare e poi decapitare il 20 gennaio 250. Sepolto nelle catacombe di San Callisto, sull’Appia Antica, nella “cripta dei papi”, la sua opera fu molto elogiata in una lettera di Cipriano vescovo di Cartagine, diretta al clero romano.

FLORO di Nicomedia vescovo martire.

GIUSEPPE Nascimbeni
nato il 22 marzo 1851 a Torri del Benaco, in provincia di Verona. Ordinato sacerdote nel 1874, svolse una notevole attività religiosa, per andare incontro ai bisogni, sopratutto dei poveri, con opere di carità per le quali, nel 1892, fondò l’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. È morto il 21 gennaio 1922.

MAURO di Cesena  
vescovo martire a Comacchio, dove gli fu dedicata una antica chiesa, distrutta e saccheggiata, come il resto della città, dall’esercito della Serenissima Repubblica di Venezia, nel 1509.

OTTAVIO di Torino  
martire della Legione Tebea assieme ad Avventore e Solutore, nel 3° secolo a Torino, dove attualmente è festeggiato anche il 20 gennaio. Patrono di Torino,(vedi anche Solutore).

SEBASTIANO di Narbonne
una tradizione lo dice soldato lombardo dell’esercito romano, mentre un’altra lo sostiene originario di Narbonne, in Francia. Giovane ufficiale cristiano, capitano delle guardie pretoriane di Diocleziano nel 283, si disse che convertì molti pagani, fra i quali Nicostrato, custode dei prigionieri e che possedeva poteri taumaturgici tanto poter guarire una sordomuta di nome Zoe e il prefetto di Roma, Cromazio dalla gotta. Questo prefetto si convertì, fece scarcerare i prigionieri, lasciò liberi i suoi schiavi e si dimise dalla carica. Sebastiano fu aiuto e sostegno dei cristiani, così da essere chiamato, in alcuni testi liturgici, addirittura Difensore della Chiesa. Quando però l’imperatore venne a sapere che era cristiano lo fece arrestare e condannare al supplizio. Legato a un palo, fu colpito da numerose frecce e abbandonato sul posto, ritenuto morto. Curato dalla nobildonna romana, Irene, guarì, ma fu nuovamente arrestato, flagellato e ucciso a colpi di bastone. Sepolto “in catacumbas”, dalla matrona Lucina sulla Via Appia, nel luogo dove oggi sorge la basilica intitolata al suo nome, ma che in origine era dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo, dei quali conservava le spoglie. Santo popolare, è patrono dei vigili urbani, agenti di custodia e arcieri.

VITO di Nicomedia martire.

I santi del giorno del 15 gennaio

15 Gen

ARNOLDO Janssen   
nato in Germania nel 1837, pur essendo di famiglia povera, riuscì a entrare in seminario e divenne insegnante. Ordinato sacerdote nella diocesi di Mùnster, dopo alcuni incontri con Daniele Comboni(v.), fu chiamato a dirigere un seminario fondato recentemente in Olanda. Negli anni dal 1886 al 1889, fondò due congregazioni, una maschile e una di suore di clausura che guidò per un trentennio pur tra molte difficoltà causate dalla politica anticattolica del governo tedesco. Beato dei Verbiti, morto nel 1909, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2003.

COSMA di Gerusalemme
monaco greco, morto nel 760 circa. Fratello adottivo di Giovanni Damasceno, fu educato dal monaco italiano Cosma il Vecchio e verso il 743 venne eletto vescovo di Maiuma, presso Gaza, in Palestina. Gli sono state attribuite le composizioni di molti inni sacri.

EFISIO di Sardegna
guerriero, “il debellatore degli eretici”, martire in Sardegna, nelle vicinanze di Pula, nel 3° secolo. Patrono di Cagliari.

FERNANDO de’Capillas
Francesco Fernandes, frate domenicano di Valencia, inviato missionario nelle Filippine, dopo 10 anni di fruttoso apostolato, nel 1642 venne mandato anche in Cina. Assieme a Francisco Diaz, si stabilì nella regione di Fukien, operando nelle città di Fogan, Moyang e Tingten, ma in seguito alla feroce persecuzione anticristiana della dinastia tartara dei Manciù, 5 anni dopo venne arrestato mentre tornava da Fogan, dove aveva portato la Comunione a un ammalato. Portato in tribunale, maltrattato, insultato e torturato, fu posto in carcere, ma poi nuovamente torturato e flagellato, venne condannato a morte e decapitato l’anno seguente. La motivazione della condanna fu quella di aver sobillato il popolo, perché diffondeva una falsa dottrina religiosa, “il cristianesimo”. È stato proclamato santo domenica 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro a Roma durante la Messa giubilare presieduta da Sua Santità Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Calibita    
secondo la leggenda, era un giovane di nobili origini, il quale, fuggito dalla casa paterna, si fece religioso, non lontano da Costantinopoli. Tornato a casa, visse sconosciuto ai parenti in un tugurio, rivelandosi solo quando fu vicino alla morte. Il suo rifugio, in seguito, venne trasformato in una chiesa. Anche a Roma gli è stata dedicata una chiesa sull’Isola Tiberina.

IDA  
badessa irlandese, vissuta nel 6° secolo.

MACARIO il Grande 
originario dell’Alto Egitto, nato nel 300 circa e morto nel 390. Fattosi monaco, si ritirò a vita ascetica nel deserto di Scete, raccogliendo attorno a se molti proseliti e da quando fu ordinato sacerdote verso i quarant’anni, subì la persecuzione ariana. Viene comunemente identificato come il discepolo di Antonio abate e gli sono stati attribuiti numerosi scritti, tra i più importanti nella storia monastica e ascetica, tra i quali ben 56 omelie in greco.

MAURO di Glanfeuil 
nato nel 512 e morto nel 584, è stato tardivamente identificato con il discepolo di Benedetto da Norcia, menzionato da san Gregorio. Secondo la Vita scritta da Fausto da Montecassino, dopo aver seguito Benedetto a Subiaco e Montecassino, fu eletto abate e sarebbe andato in Gallia a fondare il monastero di Glanfeuil più tardi chiamato Saint-Maur-sur-Loire in suo onore. La sua vita è però così leggendaria che non si può sapere con certezza se sia stato questo Mauro a introdurre il monachesimo benedettino in Gallia, verso il 543. Sembra che le reliquie, portate a Parigi, siano in parte state distrutte dai sanculotti nel 1793. Queste poche note sono confermate da una specie di biografia del santo scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nel 9° secolo.

MAURO di Subiaco
nato all’inizio del 6° secolo, figlio del senatore romano Tertullo. Allievo prediletto di Benedetto da Norcia, nel monastero di Subiaco, era così obbediente al maestro che in un celebre episodio leggendario si racconta che, quando suo fratello Placido cadde nel lago e Benedetto gli ordinò di correre a salvarlo, Mauro corse subito, oltrepassò la riva, camminò sulle acque, prese il fratello per i capelli e lo portò in salvo. Quando nel 529 Benedetto andò a Montecassino, Mauro divenne il suo successore venendo poi nominato abate di Subiaco dove concluse la vita. Il Messale romano lo ricorda il 15 gennaio, l’Ordine benedettino lo celebra il 5 ottobre assieme al fratello Placido. È citato anche nei Dialoghi di Gregorio Magno ma forse è un doppione di Mauro di Glanfeuil.

MICHEA profeta   
giudeo, originario di Moreset, a ovest di Hebron(v). Sesto dei 12 profeti minori dell’A.T., ha vissuto la missione profetica sotto i re Acaz ed Ezechia, cioè prima e dopo la presa di Samaria del 721 a.C. e forse fino al 687. Contemporaneo dei profeti Osea e Isaia, non si sa però quasi nulla della sua vita, si conosce solo il suo stile, che essendo lui di origine campagnola, è di un linguaggio scarno, concreto e talvolta brutale, come si può intendere leggendo il piccolo libro della Bibbia che gli è attribuito. Celebre il suo oracolo su Betlemme, interpretato dall’evangelista Matteo come profezia sul luogo di nascita del Messia.

PAOLO di Tebe  
monaco egiziano. Secondo la leggendaria Vita Pauli scritta nel 249 da Girolamo di Stridone,  si sarebbe ritirato a vita eremitica per sfuggire alla persecuzione di Decio I. Visse in perfetta solitudine umana, ma in unione con Dio, per quasi un secolo nel deserto della Bassa Tebaide, Egitto del sud, dove ricevette anche la visita dell’abate Antonio il Grande. Morì a 113 anni verso il 342.

PLACIDO di Subiaco
secondo la testimonianza di Gregorio Magno, era figlio del patrizio romano Tertullo, affidato a Benedetto da Norcia ancora giovanissimo, nel monastero di Subiaco assieme al fratello Mauro. Particolarmente legato al suo maestro, nel 529 circa lo seguì a Montecassino, dove fu monaco esemplare. Sembra abbia subito il martirio a Subiaco, il 5 ottobre di un anno imprecisato.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

ROMEDIO di Thaur  
vissuto tra il 4° e il 5° secolo, conte di Thaur, borgo della valle del fiume Inn, presso Innsbruck. Una tradizione vuole che, tornando da un pellegrinaggio a Roma, si sia incontrato con il vescovo di Trento, che lo spinse a vita ascetica. Donati così gli averi e i propri terreni alla diocesi trentina e, in parte, a quella di Ausburg, in Baviera, si ritirò con due confratelli, Abramo e Davide, a Sanzeno nella valle di Non, in un luogo poco accessibile. Una leggenda narra che l’anacoreta in procinto di partire per Trento a visitare il vescovo, chiese a un confratello di sellargli il cavallo che pascolava poco lontano, il giovane obbedì, ma tornò spaventato dicendo che il cavallo era stato sbranato da un orso ! Romedio per nulla intimorito gli rispose: non preoccuparti, portami l’orso, senza paura e poi, ammansito l’animale, partì alla volta di Trento cavalcandolo. Quando morì, il 1° ottobre di un anno imprecisato (forse il 405 ?) le campane delle chiese trentine suonarono tutte assieme, senza che nessuno le avesse toccate. Nel 1120, i sui resti vennero portati in una cappella del santuario eretto su uno sperono roccioso, dove l’anacoreta era vissuto in povertà, preghiera e solitudine. Il culto si diffuse rapidamente, non solo nel Nord-Italia, ma anche in Germania e Ungheria. Festa anche il 1° ottobre, giorno della morte(dies natalis). Questo è ciò che viene narrato nella tradizione leggendaria, mentre sembra sia nato verso la metà del 6° secolo e pertanto non abbia mai potuto incontrare il vescovo Vigilio, ma sicuramente uno dei suoi successori.

SECONDINA di Igel   
DINA, martire nei pressi di Igel, nella Gallia belgica, assieme a Tarcisia.

TARCISIA di Igel  martire in Gallia, assieme a Secondina.

 

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