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I santi del giorno del 14 luglio

14 Lug

CAMILLO de’ Lellis
nato a Bucchianico, Chieti, il 25 maggio 1550, da nobile famiglia. Partecipò a varie imprese militari, combattendo nelle milizie venete contro i Turchi. Una piaga a un piede lo costrinse a entrare nell’ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma, dove conobbe i problemi della sofferenza, ma non volle pensarci troppo. Rovinatosi finanziariamente con la passione del gioco, nel 1575 entrò fra i Cappuccini, dove però non poté restare, perché la piaga non guariva così fu costretto a tornare all’ospedale  dove maturò la sua vocazione alla carità verso gli infermi. Messosi sotto la guida di Filippo Neri, quando fu ordinato sacerdote, si dedicò al servizio degli ammalati e dei moribondi, fondando a questo scopo, nel 1582, l’Ordine dei Ministri degli Infermi, chiamati poi Camilliani, formato da chierici che hanno per 4° voto, quello di servire gli infermi, specialmente incurabili e contagiosi, sono vestiti con una tonaca nera con croce rossa e sono chiamati anche “Padri della Buona Morte”. Con loro gli ospedali furono rinnovati, ogni ammalato poté ricevere assistenza, anche i feriti, che per la prima volta nel 1596 furono assistiti sul campo di battaglia a Strigonia, in Ungheria. Camillo morì a Roma il 14 luglio 1614 e fu canonizzato nel 1746, da Benedetto XIV. Il suo nome figura nelle litanie per gli agonizzanti assieme a Giovanni di Dio, il fondatore dei Fatebenefratelli ed è patrono degli ospedali, infermieri e ammalati.

CIRO di Cartagine vescovo della città, martire nel 5° secolo.

ERACLA di Alessandria
nato nel 180, filosofo, discepolo di Ammonio Sacca e seguace di Origene, nel 231 fu suo successore alla cattedra catechistica (Didaskaleion) della città, quando il vescovo Demetrio bandì e condannò Origene. Fu poi consacrato vescovo e mantenne la sentenza di condanna contro il suo maestro. È morto nel 247.

FRANCESCO Solano
missionario francescano spagnolo, nato a Cordova, nel 1549. Nel 1589 fu destinato alla missione di Tucuman, in Argentina e poi compì opera di apostolato presso gli indios di Panama, Cile e Perù, fino al 1602, anno nel quale venne chiamato a Lima e poi a Trujillo. Passò gli ultimi anni della sua vita nell’infermeria del convento di Lima, dove morì nel 1610, distrutto dalle fatiche. È stato canonizzato nel 1726, da Benedetto XIII.

MARIO di Alessandria martire di Alessandria d’Egitto.

ROSMUNDA di Turingia
martire della Turingia, antica regione della Germania Centrale.

TUSCANA di Verona santa morta nel 1343.

VENANZIO di Luni
vescovo di Luni, in Garfagnana, tra la Toscana e la Liguria.

I santi del giorno del 26 aprile

26 Apr

ALDA di Siria santa martire assieme a MARIO.

ALIDA vergine martire in Normandia nel 3° secolo.

BASILEO vescovo martire.

BIANCA beata principessa francese.

LUCIDIO di Verona vescovo di Verona, detto anche LUCIDO, martire nel 4° secolo.

MARCELLINO papa
guidò la Chiesa dal 30 giugno 296 al 25 ottobre 304 e proprio durante il suo pontificato si intensificarono le sanguinose persecuzioni di Diocleziano e Galerio. I donatisti lo accusarono di aver consegnato alle autorità romane le Sacre Scritture, rinnegando la fede dopo l’editto del 23 febbraio 303 che ordinava di distruggere le chiese e di farsi consegnare da vescovi e presbiteri i sacri libri. Una passio leggendaria dice che egli offrì anche l’incenso agli idoli, ma poi si purificò con il martirio. Le accuse non sono però mai state esaurientemente documentate, così come le circostanze della morte. Sembra sia stato sepolto nel cimitero di Callisto, non nella cripta papale, ma nel documento liturgico “Depositio Episcoporum” viene invece indicata la data del 15 gennaio, come quella della sua deposizione nel cimitero di Priscilla, sulla Via Salaria.

PASCASIO Radberto
detto Berto, “figlio della ruota”, lasciato cioè, da una madre non identificata, alla porta del convento benedettino di Soissons, nel 790, allevato dalle suore. Si fece monaco nell’abbazia benedettina di Corbie sulla Somme fondata da santa Batilde nel 662, dove divenne insegnante, avendo tra i suoi allievi anche Anscario(Oscar). Eletto abate verso l’848, ma investito subito da numerosi problemi, sia da parte dei monaci, che dal re Carlo il Calvo, dopo tre anni si ritirò nel monastero di Saint-Riquier in Piccardia, come semplice monaco e per la sua umiltà non accettò mai di diventare sacerdote. Morto nell’865, fu sepolto nel cimitero dei poveri per suo espresso desiderio. Ha lasciato molte opere teologiche, tra le quali un Commentario al Vangelo di Matteo e il trattato Liber de Corpore et Sanguine Domini.

PELLEGRINO Laziosi
nato a Forlì nel 1265. Entrato nell’ordine dei Servi di Maria a Siena, tra il 1290 e il 1295, svolse poi la sua opera pastorale a Forlì e si distinse per la costanza nella preghiera, l’attività caritativa e la rigorosa penitenza. È morto il 1° maggio 1345.

RICARIO
eremita vissuto in Piccardia, nel nord della Francia, tra il 580 e il 645. Convertito al cristianesimo e divenuto poi sacerdote, visse santamente nella regione di Abbeville sulla Somme, dove fondò, con il compagno Rigoberto, un monastero divenuto poi la celebre abbazia di Saint-Riquier.

SCOLASTICA di Trino suora carmelitana di Trino Vercellese.

STEFANO III papa
di nobile famiglia romana eletto il 26 marzo 752, successore di un omonimo morto dopo soli 4 giorni dall’elezione. Sentendosi minacciato da Astolfo, re dei Longobardi, decise di chiedere l’aiuto del re dei Franchi Pipino il Breve. Partito da Roma il 14 ottobre 753, arrivò a Chalons-sur-Marne il 6 gennaio 754, dove fu accolto con tutti gli onori dal re in persona. Le trattative però si protrassero fino a Pasqua, quando il re si impegnò a liberare l’Italia dagli invasorii con il patto di Quierzy e il papa, in cambio, lo avrebbe incoronato, assieme alla moglie, il 28 luglio dello stesso anno nella chiesa di St.Denis, a Parigi. In più il re donava alla Sede apostolica l’esarcato di Ravenna e la Pentapoli, mentre il papa gli concedeva il titolo di Patrizio dei romani e protettore della Sede apostolica. Tutto questo si concretizzò nel giugno del 756, quando Pipino sconfisse definitivamente i Longobardi di Astolfo e divennero realtà, sia lo Stato Pontificio, che l’impegno di Pipino e dei re di Francia nel difendere la Chiesa. Stefano nel frattempo aveva promosso notevoli restauri per abbellire Roma. Morì il 26 aprile del 757 e fu sepolto in San Pietro.

I santi del giorno del 19 gennaio

19 Gen

ABBONDANZA di Spoleto 
figlia di Esuperio e Sigismonda, fu affidata all’abate Maiolo nel monastero di San Marco, perchè ne curasse l’educazione. A 22 anni, accompagnata dalla madre, seguì l’abate in un pellegrinaggio in Terrasanta, durato 5 anni. Tornata in città, quando morì suo padre, impiegò l’eredità per aiutare i poveri e nella costruzione della chiesa di San Gregorio. È sepolta nella cattedrale di Spoleto e si narra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

ANDREA Grego  
nato a Peschiera del Garda nel 1400. Frate domenicano, nel convento di San Marco a Firenze, venne inviato in Valtellina, dove predicò per 45 anni e fondò un convento a Morbegno, nel quale morì nel 1485. Chiamato l’Apostolo della Valtellina, il suo culto è stato approvato da Pio VII, nel 1820.

BASSIANO di Lodi
o BASSANO, nato a Siracusa nel 320 figlio del prefetto romano della città. Dopo aver studiato a Roma fu ordinato sacerdote a Ravenna ed è il primo vescovo storicamente documentato di Laus Pompeia, l’antico nome di Lodi, dal 373 al 409. Partecipò al Concilio di Aquileia del settembre 381 e a quello di Milano del 390. Amico di sant’Ambrogio, lo assistè nelle ultime ore di vita terrena. A sei chilometri da Lodi, ai margini dell’abitato di Lodi Vecchio, l’antica Laus Pompeia rasa al suolo dal Barbarossa, sorge una cattedrale dedicata ai Dodici Apostoli, chiamata Basilica di San Bassiano, consacrata nel 378, proprio dal vescovo Bassiano assieme al confratello Ambrogio.

BEATRICE II d’Este   
nata verso il 1230, figlia di Azzo VII d’Este e di Giovanna di Puglia. Andata sposa a Galeazzo Manfredo, signore di Vicenza, dopo la morte del marito, nel 1254, entrò nel monastero benedettino di Santo Stefano della Rotta a Ferrara. Morta il 18 gennaio 1262, fu sepolta a Padova nella chiesa romanica di Santa Sofia, mentre ora le reliquie sono conservate nel Duomo d’Este.

CANUTO IV di Danimarca
detto il Santo, re di Danimarca, nato nel 1040, figlio di Sven II, al quale successe nel 1080. Profondamente religioso, volle moralizzare i costumi dei sudditi, colpendo con gravi pene quelli che non osservavano le prescrizioni ecclesiastiche, ottennendo così l’appoggio della Chiesa, alla quale concesse onori e privilegi. Ingrandì il regno con la conquista della Pomerania e i territori limitrofi. Ucciso nel 1086, assieme al fratello Valdemaro nella chiesa di Sant’Albano a Odense, sull’isola di Fionia(Fyn), fu proclamato santo nel 1101 durante il pontificato di Pasquale II ed è il patrono della Danimarca dove, nel 14° secolo, gli è stata dedicata una chiesa a Odense.

ENRICO di Uppsala
nato verso il 1100 in Inghilterra, arrivò in Svezia e dove nel 1153 divenne vescovo di Uppsala. Recatosi anche in Finlandia ad annunciare il Vangelo, verso il 1156 fu ucciso da un contadino che aveva scomunicato. Sulla sua tomba si dice siano avvenuti miracoli. Patrono della Finlandia.

GENNARO martire in Africa, assieme a Germana, Geronzio e Pia.

GERMANA martire in Africa, assieme a Pia e compagni

GERONZIO martire in Africa assieme a Pia, Saturnino, Successo e altri compagni.

MACARIO il grande. Ricordato anche il 15 gennaio.

MARIO di Persia
di origine persiana, martire a Roma sulla Via Cornelia, nel 270, assieme alla moglie Marta(v.) e due figli. Furono sepolti nel cimitero “Ad Nymphas”.

MARTA di Persia 
moglie di un nobile persiano di nome Mario(v.). Si convertirono entrambi al cristianesimo, vendettero i loro beni e andarono a Roma per assistere i cristiani perseguitati. Scoperti e denunciati nel 270, furono condannati a morte e mentre Mario subì la decapitazione, Marta venne affogata.

PIA    
è commemorata assieme a un gruppo di africani, Gennaro, Germana, Geronzio, Saturnino e altri, martiri forse sotto Diocleziano.

SATURNINO   
martire in Africa con Gennaro, Geronzio, Germana, Giulio, Paolo e Pia.

SUCCESSO    
martire in Africa assieme a Germana, Pia e molti altri compagni di fede, durante la persecuzione di Decio(249-251).

VALDEMARO martire 
fratello del re di Danimarca Canuto IV, il santo, con il quale aveva diviso il regno, venne ucciso assieme a lui nella chiesa di Sant’Albano a Odense, sull’isola danese di Fionia (Fyn), nel 1086.

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