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I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

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I santi del giorno del 17 luglio

17 Lug

ALESSIO di Roma
nobile romano morto a Costantinopoli nel 412, venerato anche in Oriente. Una leggenda racconta che, figlio di ricchi genitori, abbandonò la moglie il giorno delle nozze per farsi prima pellegrino mendicante e poi eremita, conducendo vita estremamente ascetica a Edessa di Macedonia(v). Un’altra fonte dice che dopo aver speso tutti i suoi beni, sarebbe tornato a casa, dove non fu riconosciuto da nessuno e lavorò come servo dei genitori. Solo alla morte ne sarebbe stata scoperta l’identità tramite una lettera trovatagli addosso con il suo nome. Il culto si diffuse sopratutto a Roma.

ANTUSA santa madre di Giovanni Crisostomo.

CLEMENTE di Ochrida
originario della Macedonia (v), fu il primo slavo a divenire vescovo. Fondò un monastero a Ochrida, vicino a Velitza, attualmente in Macedonia, ma che in quei tempi era parte integrante del regno di Bulgaria sotto re Simeone, che divenne la sede episcopale. Per il notevole lavoro missionario è considerato uno dei 7 apostoli della Bulgaria. Morì il 17 luglio 916.

COSTANZA Meunier
Costanza Maria Genoveffa Meunier, santa martire nel 1794.

DONATA di Cartagine
martire in Tunisia nel 180 circa, insieme con Generosa, Gennara e altri 8 martiri, detti “scillitani”.

EDVIGE di Polonia
nata il 18 febbraio 1374 in Ungheria, figlia di Luigi I, re d’Ungheria e di Polonia e quando questi morì, venne incoronata regina a soli 10 anni. Nel 1386 sposò il principe Jagellone di Lituania, ma solo quando lui accettò il battesimo. Si dedicarono alla cristianizzazione della Polonia, fondando la facoltà di teologia dell’università di Cracovia e la diocesi di Vilnius, in Lituania. È morta a Cracovia il 17 luglio 1399.

ENNODIO Magno Felice
nato nel 473 ad Arles, in Francia. Fidanzato con una nobile ragazza italiana, per una decisione improvvisa, entrò in un ordine religioso, coadiuvando i vescovi di Milano e di Pavia. Poeta impeccabile e oratore eloquente, andò a Roma, dove pronunciò il panegirico del re Teodorico, dopo la sua vittoria sugli Eruli, e anche un’altro panegirico sul papa Simmaco. Nel 513 venne eletto vescovo di Pavia e inviato due volte in Oriente, dal papa Ormisda, presso l’imperatore Anastasio, per negoziare un riavvicinamento tra le Chiese Greca e Latina, tentativi che rimasero però infruttuosi. Scrisse vari epigrammi e numerose opere, tra le quali una Vita di sant’Epifanio e ben 297 Epistole. Morì a Pavia nel 521.

GENEROSA di Cartagine
martire assieme a Donata, Seconda, Vestina e molti altri compagni detti “Scillitani”.

GENEROSO di Tivoli martire nel 4° secolo.

GENNARA di Cartagine
martire assieme a Donata, Generosa, Narzale, Vestina e altri compagni chiamati “Scillitani”.

LEONE IV papa
figlio di un certo Radoaldo di origini longobarde, fu educato nel monastero benedettino di San Martino e poi venne ordinato suddiacono al servizio del papa Sergio II. Sacerdote e poi cardinale del titolo dei Quattro Santi Coronati, venne eletto il 27 gennaio 847, il giorno stesso della morte del suo predecessore, ma la consacrazione avvenne solo il 10 aprile. Due anni dopo, con il contributo di nobili romani e campani, sconfisse i Saraceni a Ostia ed era questa la prima volta che un papa scendeva in armi alla testa di un esercito. Strinse rapporti sempre più stretti con Ludovico II, figlio dell’imperatore Lotario, e lo incoronò in San Pietro nella Pasqua dell’850. Nell’852, inaugurò a Roma un quartiere fortificato, detto la “città leonina” e sul luogo della distrutta Centumcellae, fondò una nuova città: Leopoli, che fu il primo nucleo della odierna Civitavecchia. Organizzò la Lega delle città marittime di Amalfi, Gaeta, e Napoli per difendere Roma con successo e mantenne una certa indipendenza nei suoi rapporti con l’Impero, sia d’Oriente che d’Occidente. Nell’853 convocò un sinodo che scomunicò il cardinale Anastasio, futuro antipapa, che si era rifugiato alla corte imperiale. Restaurò le Mura Aureliane e anche molte chiese, tra le quali quella di San Martino, che era del suo monastero di origine. Contribuì all’affermazione del canto gregoriano. Morto il 17 luglio 855, venne sepolto in San Pietro.

MARCELLINA di Treviri
sorella maggiore di Satiro e Ambrogio, nata nel 330, Dopo essersi occupata dell’educazione dei fratelli, nel Natale 353, si consacrò a Dio ricevendo il velo verginale dalle mani del papa Liberio, in San Pietro. Quando Ambrogio venne inviato a Milano, lo seguì e fu una sua valida collaboratrice. Morì nel 398 un anno dopo Ambrogio, il quale le aveva dedicato il trattato “De virginibus”. Le reliquie sono conservate in un sarcofago nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

MARINA di Venezia
esiste una leggenda che narra la storia di una ragazza-monaco. Secondo una Vita, scritta da L.Clugnet, sulla scorta di diverse recensioni latine, arabe, siriane e germaniche, si tratterebbe di una ragazza che, per non abbandonare il vecchio padre, entrò assieme a lui sotto il falso nome di Marino, in un monastero maschile presso Tripoli di Siria e divenuta così frate, restò nel monastero anche dopo la morte del padre. Soffrì ingiuste accuse e castighi, venne cacciata dal convento perché ritenuta padre di un bambino illegittimo, ma poi vi fu riammessa come penitente e solo dopo la morte se ne scoprì la vera identità.

NARZALE di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Generosa, Gennara e Vestina.

SPERATO di Scilio
martire del 2° secolo, in Numidia(v), assieme a Veturio.

VESTINA di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Gennara, Seconda e altri compagni.

VETURIO o VITULIO martire a Scilio di Numidia (v), nel 2° secolo.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

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