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I santi del giorno del 1 settembre

1 Set

ADIUTORE
vescovo martire in Campania con otto compagni. È ricordato nel calendario gerominiano del 5° secolo, insieme a Prisco e nel calendario marmoreo di Napoli.

AGNESE di Venosa
badessa benedettina di Venosa, provincia di Potenza, verso il 12° secolo.

ANNA la profetessa
figlia di Fanuele, della tribù di Aser, consacrata a Dio e interprete dei suoi comandi, nel tempio di Gerusalemme. Credeva nelle profezie contenute nelle Scritture e attendeva la venuta del Messia promesso. All’età di 84 anni, presente assieme a Simeone al rito della Purificazione di Maria e della presentazione di Gesù al tempio secondo la Legge di Mosè, riconobbe che Gesù era veramente il Messia promesso dalle profezie antiche.

AUGUSTO martire in Campania con 9 compagni.

BARBARA
principessa di Baviera, martire, particolarmente venerata in una bella chiesa gotica a Merano, in Alto Adige.

DOLCELINA
religiosa francese, nata nel 1214, a Digione in Francia. Francescana, sorella di Ugo di Digne, fondò diversi conventi in Provenza. Fervente sostenitrice delle dottrine degli “spirituali”, dei quali fu una delle ispiratrici, è morta a Marsiglia nel 1274.

EGIDIO di Arles
figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo, in seguito a numerose leggende, ma dalle quali non si hanno notizie storiche sicure. Secondo una Vita leggendaria, era di origine ateniese e si insediò, alla fine del 7° secolo, nel Sud della Francia, dove, dopo aver passato due anni con Cesario di Arles, divenne eremita, raccogliendo alcuni discepoli. In seguito fondò l’abbazia di Saint-Gilles, presso Arles, della quale fu il 1° abate e dove sorse poi una città con lo stesso nome. Morto il 1° febbraio 725, nel 10° secolo la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi. È patrono dei mendicanti.

EGIDIO
santo di Borgo San Sepolcro, vissuto nell’11° secolo.

ELPIDIO
martire in Campania, assieme a Prisco e al vescovo Adiutore.

GIOSUÈ della Bibbia
nato in Egitto, figlio di Nun della tribù di Efraim, il suo nome era Osea, ma Mosè, del quale era uno dei più fedeli discepoli e al quale successe alla guida del popolo ebraico, gli cambiò il nome in Giosuè, che significa: “Jahvè salva”. Protagonista del libro omonimo, nel quale sono narrate le prodigiose imprese compiute durante la conquista della Palestina, “il paese di Canaan”, come quella di fermare il sole, per poter rendere possibile il completamento di una vittoria e quella di aver abbattuto le mura della città di Gerico(v), con il suono delle trombe. I Padri hanno riconosciuto in lui una prefigurazione di Gesù Cristo  non solo perché porta lo stesso nome salvifico, ma il suo passaggio del Giordano, che introduce nella Terra Promessa, viene indicato come il rito del Battesimo cristiano, che unisce l’uomo al popolo di Dio. Morì all’età di 110 anni e “lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serach, sulle montagne di Efraim (v)”.

GIOVANNA Soderini
beata, nata a Firenze nel 1301 e morta nel 1367.

MARCO martire in Campania con Augusto e compagni.

PRISCO di Capua
martire a Capua, ma il suo sepolcro dovrebbe essere a San Prisco, in provincia di Caserta. Una leggenda fiorita attorno a questo nome, lo dice discepolo di Gesù Cristo e accompagnatore di Pietro apostolo a Roma. Protovescovo di Capua e poi forse vescovo anche di Nocera.

REGOLO di Lucca
martire del 6° secolo, molto venerato nella sua città.

ROSIO di Capua
martire in Campania con Adiutore, Augusto, Marco e compagni.

RUBIANO di Como santo di Como, morto nel 620.

SECONDINO di Capua
martire in Campania con il vescovo Adiutore.

TAMMARO
fuggito dall’Africa al tempo delle invasioni dei Vandali di Genserico (429-439) e rifugiatosi in Campania, divenne vescovo di Benevento, dove subì il martirio, assieme a otto compagni, verso la fine del secolo. Anche se le documentazioni sono scarse la sua venerazione è sicuramente antica e nella regione ci sono varie chiese dedicate al suo nome. A Benevento è festeggiato il 15 ottobre.

VERENA di Zurigo
di origine egiziana, cuoca e vivandiera aggregata alle truppe della celebre Legione Tebea, composta da soldati cristiani comandati da Maurizio. Seguendo la truppa, giunse anche in Italia e si fermò a Milano. Quando verso il 288 raggiunse la Legione ad Agaune, in Svizzera, scoprì che i soldati erano stati sterminati. Dopo essere stata a Soletta e a Coblenza, trovò una comunità cristiana a Zurigo, dove trascorse il resto della vita, regalando il pane a poveri e lebbrosi.

VIBIANA vergine martire alla fine del 1° secolo.

VINDONIO
martire in Campania, con Augusto, Marco e molti altri compagni.

VITTORIO di Brixia
originario del Maine (Francia), vescovo dei Cenomani, antica popolazione gallica stanziatasi nella zona di Brixia (Brescia).

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 25 aprile

25 Apr

ANIANO di Alessandria
calzolaio di Alessandria d’Egitto che, secondo una tradizione, convertito e battezzato dall’Evangelista Marco, divenne vescovo della sua città. Morto nell’ 85, le reliquie sono conservate a Venezia, assieme a quelle di S. Marco.

BALDASSARRE frate francescano di Mondovì.

BATTISTA Piamarta
Giovanni Battista, nato a Brescia il 26 novembre 1841, di famiglia modesta. Orfano della madre a soli 9 anni, ebbe comunque buoni educatori cristiani nell’oratorio parrocchiale dedicato ai santi Faustino e Giovita, che lo portarono a interessarsi dell’educazione dei giovani attraverso la formazione al lavoro. Ordinato sacerdote nel 1865, dopo varie esperienze pastorali, la sua opera di promozione umana iniziò il 3 dicembre 1886 con 4 ragazzi di famiglie povere, dando vita all’Istituto Artigianelli per l’apprendimento professionale dei giovani, specialmente orfani e poveri. Con questo scopo fondò la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth, oggi diffusa in Italia, Brasile, Cile e Angola. Assieme a padre Monsignori aprì una colonia agricola per i giovani contadini, a Remedello nella campagna di Brescia e poi, con Elisa Baldo, fondò anche la Congregazione delle Umili Serve del Signore, per l’assistenza agli ammalati e l’educazione della gioventù femminile. La sua forza era l’unione con il Signore, sostenuta da una preghiera intensa, fedele e prolungata dalla quale riceveva il dono di poter lavorare senza risparmio di energie in tutte le sue opere. Morto il 25 aprile 1913, è stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 12 ottobre 1997. Alcuni dei suoi “figli”, dal 1992 operano a Milano nel Centro Padre Piamarta e nella Parrocchia di San Girolamo Emiliani.

CALLISTA di Siracusa martire nel 304 in Sicilia, assieme al fratello ERMOGENE ed EVODIO.

ERMINIO di Lobbes
nativo di Laon, nella Francia Settentrionale, entrò nel monastero benedettino di Lobbes, dove divenne abate e poi vescovo itinerante. Nel 713 fu il successore del vescovo Ursmaro di Noyon, del quale era stato discepolo. Morì il 25 aprile 737.

FRANCA Visalta
nata a Piacenza nel 1173. Entrata  giovanissima in un convento benedettino, a 14 anni pronunciò i voti e fece la professione religiosa. Nel 1206 fu mediatrice tra Piacenza e papa Innocenzo III, riuscendo a riportare la pace. Modello di preghiera e di mortificazione, qualche anno più tardi si trasferì nel monastero cistercense di San Siro a Pittolo, Piacenza, del quale divenne badessa. Morì il 25 aprile 1218 e alle sue intercessioni furono attribuiti diversi miracoli .

MARCO Evangelista
notizie sicure della sua vita ci sono date dagli Atti degli Apostoli e dalle lettere di Paolo. Il vero nome era Giovanni, mentre Marco era il soprannome. Cugino di Barnaba, missionario e compagno di Paolo nel suo primo viaggio, era nato a Gerusalemme figlio di una certa Maria, in una casa dove fedeli e discepoli della Chiesa si radunavano e dove si rifugiò anche Pietro dopo la liberazione dal carcere. Forse ricevette il battesimo dallo stesso Pietro, che lo chiamava “figlio” e del quale fu discepolo e interprete, tanto che dalla loro collaborazione è nato il Vangelo che porta il suo nome, scritto tra il 54 e il 61. Interprete e portavoce del suo maestro, ci ha tramandato la catechesi del capo del collegio apostolico, usando un linguaggio scarno, semplice e immediato come quello della lingua parlata, ma presentando molti latinismi, forse è stato scritto a Roma. La sua derivazione da Pietro è rivelata anche dal silenzio che vi si osserva su tutto ciò che è in lode dell’apostolo e dall’umile esposizione della sua fragilità. Lo scopo di questo Vangelo è quello di dimostrare la divinità di Cristo con prove concrete dei più strepitosi miracoli e del dominio assoluto sulle forze demoniache e naturali, rappresentando  anche il tipo di insegnamento popolare che si dava a chi chiedeva di essere iniziato ai misteri cristiani. È una raccolta di detti e fatti per esprimere, a grandi linee la missione di Cristo Salvatore e che potrebbe servire da vademecum a un catechista anche ai giorni nostri. Sembra che dopo aver evangelizzato l’Egitto, vi abbia fondato la Chiesa di Alessandria, dove morì martire nel 68. Nell’828, secondo una tradizione, due veneziani, Bruno da Malamocco e Rustico da Torcello, si fecero consegnare le spoglie del Santo e le trasportarono a Venezia. San Marco divenne da allora il protettore della città e in suo onore,  nell’829 il Doge Giustiniano, iniziò la costruzione della celebre basilica a lui intitolata, nella quale i resti sono conservati nell’altare maggiore in marmo verde antico. I suoi attributi sono: il Libro, la penna e il Leone. La Repubblica di Venezia prese come emblema il Leone alato che, nell’Apocalisse di Giovanni, simboleggia San Marco.

MELLA vedova martire nell’8° secolo.

I santi del giorno del 19 marzo

19 Mar

AMANZIO diacono martire di Gand, in Belgio.

APOLLONIO vescovo.

GIUSEPPE
sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Appartenente alla stirpe di Davide, il padre si chiamava Giacobbe o Eli e la famiglia proveniva da Betlemme. Si era però trasferito a Nazareth, dove secondo la tradizione, esercitava la professione di falegname o carpentiere. Durante il fidanzamento con Maria, accortosi della sua prossima maternità, pensò di ridarle con discrezione la libertà, ma quando fu avvisato da un angelo del concepimento verginale, acconsentì al matrimonio. Accompagnò la moglie a Betlemme per il censimento, assistette alla nascita di Gesù e lo portò poi in Egitto con Maria, per sfuggire alla persecuzione di Erode il Grande. Dopo la morte di costui, si stabilì a Nazareth e quando Gesù compì i 12 anni, la famiglia andò a Gerusalemme per la Pasqua dei Giudei e in quell’occasione i genitori smarrirono il Figlio ritrovandolo solo dopo tre giorni di ricerche, nel tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge, mentre li ascoltava e interrogava ed è questa l’ultima volta che appare accanto a Lui. Dai Vangeli non si sa nulla della morte, tanto che è indicato come il “santo più silenzioso della Chiesa”, forse morì prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù, o ancora prima delle nozze di Cana, perché la tradizione sulla sua vita è in gran parte ricavata dai racconti degli apocrifi. L’8 dicembre 1870 Pio IX lo ha proclamato patrono di tutta la Chiesa Universale e nel 1955, Pio XII ha istituito la festa di San Giuseppe Artigiano, fissandola al 1° Maggio, festa dei lavoratori.

ISNARDO da Chiampo
nato a Chiampo, provincia di Vicenza, nel 1218 entrò nei Domenicani a Bologna, poi fu a Milano e dal 1230 a Pavia, dove gli venne affidata la Chiesa di Santa Maria di Nazareth. Fondò il primo monastero domenicano della città, divenendovi priore e qui morì nel 1244.

LANDO o LANDOALDO sacerdote di Gand.

LEONZIO di Frejus vescovo di Frejus, morto nel 361.

MARCELLO Callo
di origine contadina, nato il 6 dicembre 1921, a Rennes, entrò nella Gioventù Operaia Cattolica di Francia, assumendo la direzione di un gruppo. Durante la seconda guerra mondiale, svolse apostolato laico, seguendo in Germania alcuni deportati francesi. Arrestato dalla polizia segreta nazista, fu internato nel campo di concentramento di Mauthausen, sul Danubio presso Linz, in Austria, dove morì il 19 marzo 1945, in seguito a maltrattamenti e torture subiti. È stato beatificato, come martire, nel 1987 da Giovanni Paolo II.

QUARTILLA di Sorrento martire assieme a MARCO, QUINTO e QUINTILLA.

SIBILLA Biscossi beata morta nel 1367.

UGONE di Barcellona cardinale di Barcellona, beato.

I santi del giorno del 24 febbraio

24 Feb

ADELE di Blois
nata nel 1062 a Blois sulla Loira, presso Orleans. Figlia di Guglielmo il Conquistatore, sposò Stefano di Blois e divenne madre di 7 figli. Venne chiamata “l’eroina della prima crociata”, svoltasi dal 1096 al 1099, perché fu una delle prime donne francesi ad ascoltare le esortazioni di papa Urbano II che incitava tutti i cristiani a unirsi per liberare i Luoghi Santi dai musulmani. Morì nel 1137.

AURELIO di Nicomedia martire in Bitinia.

BETTONE vescovo del 9° secolo, martire.

CELSO di Treviri 2° vescovo di Treviri, nel 4° secolo.

DEMETRIADE
figlia del console Olibrio, rifugiatasi in Africa, si convertì alla vita religiosa per opera di Agostino e di Alipio di Tagaste e rinunciò così al matrimonio per consacrarsi a Dio. Fu in rapporti epistolari con Girolamo di Stridone, Prospero d’Aquitania e Pelagio. Una lettera di quest’ultimo, conteneva già spunti eterodossi, confutati in un’altra missiva inviata a lei da Agostino d’Ippona e così le due lettere costituirono il primo episodio della controversia pelagiana. Tornata a Roma, fece costruire la basilica di Santo Stefano, sulla Via Latina.

EDILBERTO del Kent o ETELBERTO,
nato nel 552 circa, re del Kent dal 560. Riconosciuto capo supremo alla fine del secolo, estese il suo potere su quasi tutta la Gran Bretagna. Sposò Berta, figlia di Cariberto, re di Aquitania, che lo convertì e favorì l’evangelizzazione iniziata da Agostino di Canterbury, che gli fu di prezioso aiuto per organizzare una Chiesa Anglosassone, dipendente da Roma. Poco fuori Canterbury fece costruire un monastero intitolato ai santi Pietro e Paolo, che poi porterà il nome di Sant’Agostino. Verso il 604 fondò due vescovadi, a Rochester e Londra dove eresse la primitiva cattedrale di San Paolo, nominando Mellito 1° vescovo della città. Dette al popolo un corpo di leggi che fu il primo codice scritto promulgato nel paese. Morto dopo 56 anni di regno, è stato sepolto nella cappella di San Martino nel monastero di Canterbury accanto alla moglie Berta.

FLAVIANO o FLAVIO
detto “di Montefiascone”, martire in Africa nel 259, assieme a Giuliano, Lucio, Montano e Vittorico, durante la persecuzione di Valeriano I.

MAFFEO martire in Giudea.

MARCO de’ Marconi beato morto nel 1510.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MODESTO
confessore della fede, vescovo di Treviri, in Germania.

MONTANO
martire in Africa nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Vittorico.

OMERO di Lione
nato nella regione dei monti del Forez, nel massiccio centrale, in Francia, per molti anni fece il fabbro a Lione e poi entrò nel monastero di San Giusto, agli ordini dell’abate Vivenzo, che avrebbe voluto fare di lui un sacerdote, ma rifiutò, perchè non se ne sentiva degno. Morì nel 630 e fu sepolto nel monastero, dove le sue reliquie rimasero fino a quando gli Ugonotti non le profanarono e dispersero circa mille anni più tardi.

PRIMITIVA martire.

PRIMOLO di Cartagine martire in Tunisia nel 259.

SERGIO di Cesarea
martire di Cesarea di Cappadocia. Secondo una passio latina forse era un magistrato imperiale il quale, divenuto monaco eremita, fu condannato alla decapitazione per aver disturbato i riti pagani al tempo degli imperatori Diocleziano e Massimiano Erculeo.

VITTORICO
martire in Africa, nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Montano, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano.

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