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I santi del giorno del 27 agosto

27 Ago

ANITA Cantieri beata morta nel 1942.

CARPOFORO di Capua martire assieme a Rufo.

CESARIO di Arles
nato nel 470 circa, a Chalon-sur-Saone, in Francia. Entrò nel monastero sull’isola di Lerins, dove rimase per sette anni e poi studiò ad Arles (v), dove fu ordinato sacerdote dal vescovo Eonio. Per un certo tempo resse l’abbazia di un monastero dei dintorni e poi nel 503, alla morte di Eonio, fu nominato vescovo di Arles. Esiliato a Bordeaux da Alarico II, re dei Visigoti di Spagna e della Gallia Meridionale, fu poi richiamato e così presiedette il sinodo di Agde nel 506. Ottenne dal papa Simmaco la primazia sulle Chiese di Gallia e Spagna, esercitando notevole influenza sulla vita della Chiesa medievale. Dal 524 al 529, convocò e presiedette anche i sinodi di Arles, Carpentras, Vaison e quello di Orange, che decretò la condanna del semipelagianesimo. Fece costruire l’ospedale più importante di tutta la Gallia e fondò numerosi monasteri, tra i quali uno femminile, affidato alla direzione della sorella Cesaria. Importanti sono stati sia la sua attività, che gli scritti in campo pastorale e teologico. Negli ultimi anni si ritirò in un monastero di Marsiglia, ma morì ad Arles il 27 agosto 543, dove fu sepolto nella basilica di Santa Maria.

EULALIA di Lentini
martire in Sicilia, molto venerata a Lentini e Palermo in una chiesa che porta il suo nome.

FORTUNATO di Lecce
martire con Giusto e Oronzo. Compatrono di Lecce.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GIUSTO di Lecce  martire con Oronzo di Lecce e Fortunato.

GUERRINO di Sion
nato verso il 1065, nobile signore di Pont-à-Mousson, sulla Mosella, in Francia. Discepolo di Roberto di Molesmes, si fece monaco nell’abbazia fondata dal suo maestro e nel 1113, divenne abate nel monastero di Aulps. Per l’assiduo impegno rivolto al progresso spirituale e materiale del suo monastero, ricevette molti elogi da Bernardo di Clairvaux e nel 1138, malgrado l’età avanzata, accettò di diventare vescovo di Sion, presso Nancy e anche qui fu pastore zelante e operoso. È morto il 27 agosto 1150.

LICERIO di Lerida
nato a Lerida, in Spagna e morto a Roma nel 4° secolo è molto venerato a Venezia.

MARCELLO di Costanza
tribuno romano, subì il martirio verso il 304 insieme con la moglie e i figli a Tomi, antica città della Mesia sul Ponto Eusino che corrisponde all’odierna Costanza, in Romania. Condannati “ad bestias”, cioè alle fiere dal prefetto Culciano e rimasti illesi, furono poi decapitati.

MONICA di Tagaste
madre di Agostino, nata nel 331 a Tagaste, che oggi è chiamata Souk-Ahras, in Algeria. Figlia di genitori cristiani, fu educata secondo i principi religiosi che influirono tanto sulla sua vita, sia per portare alla fede nel 370, il marito Patrizio, che aveva sposato giovanissima e al quale aveva dato diversi figli, tra i quali Agostino, sia per i suoi personali rapporti proprio con questo figlio. Agostino, infatti, ammise l’influsso dell’educazione materna, anche nel periodo dell’eresia, ma sopratutto, quando lei gli fu accanto nella crisi spirituale che lo portò al cristianesimo. Monica, che dal 371 era vedova, nel 383 seguì il figlio in Italia, prima a Roma e poi a Milano, fu con lui nel ritiro di Cassiacico, in Lombardia e assistette al suo battesimo a Milano nel 387. Morì nell’ottobre dello stesso anno a Ostia, dove venne sepolta, durante il viaggio di ritorno in Africa. Dal 1430 le sue reliquie sono conservate a Roma, nella Chiesa di Sant’Agostino. Donna di straordinarie virtù naturali e soprannaturali, arricchite di doni mistici, è stata un notevole esempio di intelligenza e di sensibilità e su di lei il figlio ha scritto pagine bellissime nelle sue “Confessioni”.

NARNO di Bergamo
viene ricordato come il 1° vescovo della città.

ORONZO od ORONZIO
sembra sia stato il 1° vescovo di Lecce, nominato proprio da Paolo di Tarso, subendo il martirio assieme ai diaconi Fortunato e Giusto, durante la persecuzione di Nerone. Compatrono e protettore di Lecce.

RUFO di Capua vescovo martire nel 420, assieme a Carpoforo.

SIAGRIO di Autun
vescovo di Autun (v) dal 560. All’età di circa 40 anni partecipò a vari concili e svolse poi molti incarichi per Gregorio Magno il quale, in riconoscenza, gli concesse l’uso del pallio. Ebbe una parte importante sia in campo religioso, che politico e godette, ancora in vita, fama di santità.

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I santi del giorno del 14 agosto

14 Ago

ALBERTO Pandoni santo morto nel 1274.

ALFREDO di Hildesheim o ALTRFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ANTONIO Primaldi santo morto nel 1480.

ATANASIA vedova, martire.

CALLISTO di Todi
vescovo di Todi, secondo la tradizione subì il martirio il 14 agosto 528, ma forse è un doppione del papa Callisto I.

ELISABETTA Renzi
nata il 19 novembre 1786 a Saludecio di Romagna. Seguì la vocazione religiosa, entrando nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nelle Marche, ma le leggi napoleoniche fecero chiudere tutti i monasteri e così dovette tornare in famiglia. In seguito al suggerimento di Maddalena Gabriella di Canossa, iniziò l’opera di fondazione del nuovo Istituto religioso delle Maestre Pie dell’Addolorata, per l’insegnamento del catechismo. È morta a Coriano, in provincia di Forlì, il 14 agosto 1859.

EZIO di Barcellona martire.

MARCELLO di Apamea
originario di Cipro, magistrato, divenne vescovo di Apamea in Siria e come tale, si adoperò per sopprimere l’idolatria. Avendo ordinato di abbattere un tempio dedicato a Giove, venne bruciato vivo dai pagani.

MASSIMILIANO M. Kolbe
nacque a Zdunska Wola, nei pressi di Lodz, in Polonia l’8 gennaio 1894. Battezzato con il nome di Raimondo, ancora molto giovane entrò nei Minori Conventuali prendendo il nome di Massimiliano e nel 1918 venne ordinato sacerdote a Roma. Ardente di devozione verso la Vergine Maria, mentre si trovava ancora a Roma, nel 1917 fondò la Milizia di Maria Immacolata, che si diffuse in patria e in varie regioni del mondo e poi, missionario in Giappone, propagò con la parola e con la stampa la fede cristiana. Rientrato dopo diversi anni in patria, continuò l’attività apostolica e mariana, ma durante la seconda guerra mondiale fu arrestato dalla polizia segreta nazista, la Gestapo e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz(nome tedesco della città di Oswiecim, nella Galizia polacca). Qui offrì la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia, morendo nel bunker della fame, il 14 agosto 1941. È stato beatificato da Paolo VI nel 1971 e poi canonizzato con il titolo di martire, il 10 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II che lo ha anche proclamato “patrono del nostro difficile secolo”.

URSICIO martire assieme a molti compagni di fede.

I santi del giorno del 1 maggio

1 Mag

ALDEBRANDO vescovo di Fossombrone, morto nel 1219.

FLORIANA o FLORINA
martire nell’Auvergne (Alvernia), nei pressi di Clermont Ferrand, in Francia.

GEREMIA profeta
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combattè l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

MARCELLO II papa
Marcello Cervini, nato a Montepulciano nel 1501. Ricopriva l’alta carica di co-presidente del Concilio di Trento, aveva svolto missioni diplomatiche e riorganizzato la Biblioteca Vaticana, quando fu eletto il 9 aprile 1555. Ridusse al minimo le spese della Curia, obbligò addirittura i parenti a tenersi lontani da Roma e aveva intenzione di attuare una riforma della Chiesa cominciando a lavorare sui documenti del suo predecessore Giulio II, ma morì il 1° maggio dopo soli 22 giorni di pontificato e fu sepolto nelle grotte vaticane. Pier Luigi da Palestrina gli aveva dedicato una famosa Messa, eseguita alla sua presenza durante la solenne celebrazione eucaristica della Santa Pasqua.

MARCOLFO di Corbeny
vissuto in Normandia tra il 490 e il 558. Fondò un monastero a Nanteuil-Le-Haudoin, nei pressi di Parigi, su di un terreno donatogli dal re di Francia Clotario I, divenendone il 1° abate. Nel 9° secolo le sue reliquie furono trasportate a Corbeny, che diventò meta di pellegrinaggi, sopratutto da parte di persone affette da scrofolosi, che si immergevano nelle acque, ritenute miracolose, di un pozzo accanto alla chiesa costruita sulla sua tomba.

NELLA di Moncel
Petronilla, chiamata popolarmente “Nella”, morta nel 1355.

ORENZIO martire in Spagna assieme a santa PAZIENZA.

PANACEA Muzio
vergine martire nel 1383 a soli 15 anni. Venne fatta uccidere dalla matrigna a Quarona, piccolo comune della Valsesia, in provincia di Vercelli. Patrona dei pastori, è venerata sopratutto nella sua valle.

PELLEGRINO Laziosi ricordato anche il 26 aprile

RICCARDO Pampuri
Erminio Filippo nato il 2 agosto 1897 a Trivolzio, paese tra Milano e Pavia. Tre anni dopo, la madre Angela Campari, morì di tubercolosi e il padre Innocente, poco più tardi in un incidente stradale, lasciando 11 figli orfani e così il piccolo venne affidato agli zii Carlo e Maria. Studente liceale a Pavia, nel 1915 si iscrisse alla facoltà di medicina, laureandosi a pieni voti il 6 luglio 1921. Nel frattempo aveva fatto il servizio militare in zona di guerra in un ospedale da campo, occupandosi dell’assistenza ai soldati feriti. Il 28 aprile 1922 fece la professione di fede e indossò l’abito francescano, ma continuò a fare il medico a tempo pieno. Nel giugno del 1927 entrò fra i Fatenefratelli di Milano e nel mese di ottobre cominciò l’anno di noviziato, prendendo il nome di fra Riccardo, nell’Ospedale Sant’Orsola di Brescia. Il 24 ottobre dell’anno dopo emise i voti e fu incaricato della direzione di un ambulatorio dentistico. Nel 1929, una infiammazione polmonare con febbri alte lo costrinse a letto per tre mesi curato, in un primo tempo a Gorizia e poi a Brescia. Aggravatosi, fu portato a Milano, alla Casa di Cura San Giuseppe, dove è morì il 1° maggio 1930, all’età di 33 anni. In seguito a notizie sempre più frequenti di grazie prodigiose ottenute per sua intercessione, nel 1949 il cardinale Ildefonso Schuster fece aprire un processo di canonizzazione che si concluse il 4 ottobre 1981, quando Riccardo venne dichiarato beato. Il 1° novembre 1989 è stato canonizzato e proclamato santo, da papa Giovanni Paolo II.

SIGISMONDO (GISMONDO)
figlio del re Gundobaldo e suo successore nel regno di Borgogna dal 516. In seguito alle predicazioni di Avito di Vienne, dall’arianesimo passò al cattolicesimo, favorendone la diffusione nei suoi territori. Per fronteggiare la minaccia dei Franchi si alleò con Teodorico re degli Ostrogoti, sposandone la figlia Amalberga. Passato a seconde nozze, la nuova moglie Costanza gli fece uccidere il figlio di primo letto, Sigerico, in base a false accuse. Quando ne fu riconosciuta l’innocenza, oppresso dai rimorsi, Sigismondo si ritirò in penitenza nel monastero di Saint-Maurice, da lui stesso fondato, ma preso prigioniero dal re dei Franchi Clodomiro nel 523, venne fatto morire in un pozzo presso Orleans, insieme con la moglie e i figli. Questa atroce morte lo trasformò in martire nella devozione popolare e il suo culto si diffuse in tutta la Gallia. Dal 1366 le sue reliquie dovrebbero essere conservate a Praga.

VALPURGA di Eichstàtt o VALBURGA,
nata nel 710 nel Sussex, in Gran Bretagna e morta nel 779, in Germania. Figlia di Riccardo re del Wessex e sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo, nel 761 divenne badessa del monastero di Heidenheim, in Germania, succedendo al fratello Vunibaldo e fu così di molto aiuto a san Bonifacio nell’evangelizzazione. Nell’871 le sue reliquie furono traslate a Eichstàtt, dove venne fondata l’abbazia di Santa Valpurga e la tomba nella chiesa di Santa Croce divenne meta incessante di pellegrinaggi, perchè dalle pietre sgorgava periodicamente, da ottobre a febbraio, un liquido ritenuto miracoloso, chiamato “l’olio di santa Valpurga”. Santificata per volere dei fedeli, in suo onore vennero fissate due festività, il 25 febbraio, presunta data della morte, che dal fervore popolare fu associato ad antiche leggende folkloristiche germaniche sul ritorno della primavera e il 1° maggio, giorno della traslazione, nella notte della cui vigilia si svolgeva il sabba delle streghe.

VIVALDO o UBALDO di Montajone, in provincia di Firenze, morto nel 1300 circa.

I santi del giorno del 19 marzo

19 Mar

AMANZIO diacono martire di Gand, in Belgio.

APOLLONIO vescovo.

GIUSEPPE
sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Appartenente alla stirpe di Davide, il padre si chiamava Giacobbe o Eli e la famiglia proveniva da Betlemme. Si era però trasferito a Nazareth, dove secondo la tradizione, esercitava la professione di falegname o carpentiere. Durante il fidanzamento con Maria, accortosi della sua prossima maternità, pensò di ridarle con discrezione la libertà, ma quando fu avvisato da un angelo del concepimento verginale, acconsentì al matrimonio. Accompagnò la moglie a Betlemme per il censimento, assistette alla nascita di Gesù e lo portò poi in Egitto con Maria, per sfuggire alla persecuzione di Erode il Grande. Dopo la morte di costui, si stabilì a Nazareth e quando Gesù compì i 12 anni, la famiglia andò a Gerusalemme per la Pasqua dei Giudei e in quell’occasione i genitori smarrirono il Figlio ritrovandolo solo dopo tre giorni di ricerche, nel tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge, mentre li ascoltava e interrogava ed è questa l’ultima volta che appare accanto a Lui. Dai Vangeli non si sa nulla della morte, tanto che è indicato come il “santo più silenzioso della Chiesa”, forse morì prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù, o ancora prima delle nozze di Cana, perché la tradizione sulla sua vita è in gran parte ricavata dai racconti degli apocrifi. L’8 dicembre 1870 Pio IX lo ha proclamato patrono di tutta la Chiesa Universale e nel 1955, Pio XII ha istituito la festa di San Giuseppe Artigiano, fissandola al 1° Maggio, festa dei lavoratori.

ISNARDO da Chiampo
nato a Chiampo, provincia di Vicenza, nel 1218 entrò nei Domenicani a Bologna, poi fu a Milano e dal 1230 a Pavia, dove gli venne affidata la Chiesa di Santa Maria di Nazareth. Fondò il primo monastero domenicano della città, divenendovi priore e qui morì nel 1244.

LANDO o LANDOALDO sacerdote di Gand.

LEONZIO di Frejus vescovo di Frejus, morto nel 361.

MARCELLO Callo
di origine contadina, nato il 6 dicembre 1921, a Rennes, entrò nella Gioventù Operaia Cattolica di Francia, assumendo la direzione di un gruppo. Durante la seconda guerra mondiale, svolse apostolato laico, seguendo in Germania alcuni deportati francesi. Arrestato dalla polizia segreta nazista, fu internato nel campo di concentramento di Mauthausen, sul Danubio presso Linz, in Austria, dove morì il 19 marzo 1945, in seguito a maltrattamenti e torture subiti. È stato beatificato, come martire, nel 1987 da Giovanni Paolo II.

QUARTILLA di Sorrento martire assieme a MARCO, QUINTO e QUINTILLA.

SIBILLA Biscossi beata morta nel 1367.

UGONE di Barcellona cardinale di Barcellona, beato.

I santi del giorno del 19 febbraio

19 Feb

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

BARBATO
nato a Cerreto in provincia di Avellino. Eletto vescovo di Benevento nel 633, evangelizzatore dei Longobardi, partecipò al Concilio di Roma del 680 indetto da papa Agatone e forse anche a quello di Costantinopoli dell’anno seguente. Il seggio di San Barbato, un rarissimo lavoro in ferro battuto, è custodito nel tesoro della Biblioteca Capitolare della città.

BEATO di Vendòme
confessore ed eremita di origine italiana, che si ritirò in una grotta nei pressi di Vendòme nella zona di Le Mans, in Francia, nel 5° secolo.

CORRADO di Baviera
nato nel 1105, figlio di Enrico il Nero duca di Baviera. Studiò a Bologna, dove conobbe Bernardo di Chiaravalle e lo seguì come monaco nell’abbazia di Clairvaux. Morì presso Molfetta, in Puglia, nel 1154, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

CORRADO da Piacenza
nato verso il 1290, dalla nobile famiglia Confalonieri. Soldato di ventura e gran cacciatore, un giorno provocò un incendio per snidare la selvaggina, devastando raccolti e casolari. Quando un innocente fu ingiustamente accusato e condannato a morte, Corrado si denunciò spontaneamente e spese il suo intero patrimonio per ripagare tutti i danni. Ridottosi in povertà, nel 1315 si fece religioso assieme alla moglie e mentre lei entrava tra le Clarisse, lui entrò nel Terz’Ordine Francescano di Calendasco, in provincia di Piacenza. Per poter poi sfuggire alla gente e dedicarsi pienamente alla preghiera e all’espiazione, divenne eremita rifugiandosi in una grotta in Sicilia, dove trascorse gli ultimi trent’anni della vita come un recluso. Morto il 19 febbraio nel 1354, dal 1544 la sua venerazione è stata estesa a tutta la Sicilia ed è chiamato compatrono dei cacciatori.

GABINO di Roma sacerdote martire nel 296.

MANSUETO dei Savelli
40° vescovo di Milano. Incerta è la data dell’elezione, forse nel 672, ma si sa comunque che nel 680 convocò un concilio provinciale, nel corso del quale venne dato a Damiano, più tardi vescovo di Pavia, l’incarico di scrivere una lettera all’imperatore Costantino IV Pogonato contro il monotelismo. L’anno seguente, invece, non intervenne al sinodo romano presieduto dal papa Agatone. Morto intorno al 690, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Santo Stefano Maggiore, in Via della Signora, a Milano.

MARCELLO martire in Africa con Giuliano e Publio.

PUBLIO martire in Africa assieme a Giuliano e Marcello.

TULLIO martire in Africa nel 2° secolo, assieme ad altri compagni di fede.

I santi del giorno del 16 gennaio

16 Gen

ADIUTO    
francescano dell’Ordine dei Minori, protomartire in Marocco.

BERARDO di Coimbra
frate minore francescano, martire. Venne inviato missionario in Africa da Francesco d’Assisi, accompagnato da altri 4 religiosi: Accursio, Adiuto, Ottone e Pietro, per tentare l‘evangelizzazione dei Musulmani. Partì da Siviglia con molte speranze, ma appena sbarcato in Marocco, il 16 gennaio 1220, venne arrestato e decapitato assieme ai confratelli. Le salme furono trasportate e sepolte a Coimbra, in Portogallo. Canonizzati da Sisto IV nel 1481.

DANA di Aulona    
chierico e lettore di Aulona, città dell’Illirico. In seguito a una feroce persecuzione fuggì per mare portandosi dietro gli arredi sacri della chiesa, ma venne raggiunto da una folla di fanatici adoratori di Dionisio, che lo uccisero e gettarono il corpo in mare. Nella diocesi di Ugento in Puglia, esiste una cittadina chiamata San Dana, dove questo martire è venerato nella chiesa parrocchiale.

ENRICO eremita  
nato in Danimarca, visse da eremita sull’isola di Coquet in Inghilterra e si guadagnò da vivere facendo il giardiniere. Quando gli chiesero di tornare in patria, si ritirò per una notte in preghiera, e poi decise di restare dov’era. Acquisì fama di santità, per il dono della profezia e la capacità di leggere nel pensiero della gente che lo andava a trovare. Morì nel 1127.

FURSEO   
abate irlandese fondatore del monastero di Lagny-sur-Marne, presso Parigi, morto verso il 648.

GIACOMO di Tarantasia
discepolo di Onorato di Arles, secondo la tradizione fu il 1° vescovo di Tarantasia, nella Savoia francese, morto nel 429.

GIOVANNA di Santa Lucia
nata in Toscana, prima sorella laica e poi monaca camaldolese nel convento di Santa Lucia, presso Bagno di Romagna. Una leggenda dice che alla sua morte, nel 1105, le campane si misero a suonare da sole.

MARCELLO I papa    
eletto solo il 27 maggio 308, perchè la sede pontificia rimase vacante per ben 4 anni, riorganizzò la Chiesa, ma fu subito implicato nella controversia dei “lapsi”, cioè di coloro che per paura della persecuzione avevano fatto apostasia. Il papa insisteva sul fatto che, dopo aver fatto penitenza pubblica, potevano essere riammessi ai sacramenti, ma il suo decreto suscitò grandi disordini, tanto che l’imperatore Massenzio lo mandò in esilio. Secondo il Liber pontificalis avrebbe ordinato 25 presbiteri con rispettive parrocchie romane ed è da questo che si può dedurre la prima costituzione dei “titoli”. Un’incerta tradizione lo dice morto il 16 gennaio 309, lavorando come stalliere in una scuderia imperiale, ma è più probabile sia stato vittima in esilio, della persecuzione di Massenzio e sepolto poi nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria.

ONORATO di Arles    
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

ONORATO di Gaeta  
martire a Fondi, Gaeta, nel 6° secolo.

ORLANDO o ROLANDO monaco cistercense.

OTTONE  
protomartire francescano in Marocco, nel 13° secolo assieme a Berardo, Accursio e compagni

PRISCILLA di Roma
vissuta nel 1° secolo, moglie di Manlio Acilio Glabrio, madre del senatore Pudente e nonna di Prassede, secondo la tradizione ospitò l’apostolo Pietro nella sua villa romana, situata vicino alle catacombe che portano il suo nome, sulla Via Salaria.

TIZIANO di Oderzo
nato a Eraclea, in provincia di Venezia, da una famiglia nobile, fu discepolo del vescovo Floriano che lo ordinò sacerdote. In seguito, eletto vescovo di Oderzo, divenne famoso per la predicazione e la difesa dell’ortodossia contro l’eresia degli ariani. Morì il 16 gennaio 632 e fu sepolto a Oderzo, dove venne eletto patrono. Il suo corpo, però, verso la fine del 7° secolo, venne trafugato e portato a Ceneda (oggi Vittorio Veneto), che era la sede vescovile, in una chiesa intitolata a lui.

VALERIO di Sorrento
vescovo di Sorrento nella seconda metà del 5° secolo.

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