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I santi del giorno del 19 luglio

19 Lug

AMBROGIO Autperto
nato in Gallia all’inizio dell’8° secolo. Venuto in Italia, divenne monaco di San Vincenzo al Volturno dove fu ordinato sacerdote verso il 761. Eletto abate nel 777, l’anno seguente si dimise per dissidi sorti nel monastero. La critica moderna gli attribuisce un “Commento” all’Apocalisse di Giovanni e altre opere di esegesi biblica, omelie, scritti agiografici e preghiere.

ARSENIO di Sceti
nato a Roma nel 353 da famiglia senatoria. Diacono del papa Damaso I, fu precettore di Arcadio e Onorio, figli dell’imperatore romano Teodosio I. Ritiratosi a vita eremitica nel deserto di Sceti, in Egitto, in seguito alle irruzioni dei Barbari dalla Libia, si rifugiò a Troe, presso Menfi, dove morì nel 450 circa. È considerato uno dei più importanti “Padri del deserto”, per alcuni scritti che ha lasciato, tra i quali “Dottrina ed esortazione”.

AUREA da Siviglia
figlia di un nobile musulmano e di Artemia, cristiana. Originaria di Siviglia, entrò in un monastero di Cordova, assieme alla madre e subì il martirio nell’856 per opera dei Saraceni invasori. Sorella di sant’Adolfo di Cordova.

BERNOLDO vescovo martire.

EPAFRA di Colosse
o Epafrodito martire del 1° secolo. Dopo aver predicato il Vangelo ai Colossesi, condivise la prigionia di Paolo a Roma. Secondo la tradizione, fu consacrato vescovo di Colosse, proprio da Paolo stesso. Tornato in Asia, evangelizzò le città di Gerapoli e di Laodicea di Siria(oggi Latakia) Le sue reliquie sono conservate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore.

GIUSTA di Siviglia martire nel 287, con la sorella Rufina.

LIBERIO papa
nato a Roma nel 300 circa. Diacono di Giulio I, fu eletto il 17 maggio 352, ma dopo soli 3 anni, l’imperatore Costanzo II lo esiliò a Berea di Tracia, per essersi rifiutato di condannare il patriarca di Alessandria, Atanasio e i suoi seguaci. Al suo posto fu messo l’arcidiacono Felice II, che divenne perciò il 3° antipapa, ma la reazione del clero e del popolo romano costrinsero costui ad abbandonare la città. Liberio riuscì a tornare a Roma solo nel 358, dopo aver accettato un gravoso compromesso con l’imperatore. La tradizione gli attribuisce, senza motivo la costruzione della basilica di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, perché in realtà fu edificata circa 100 anni dopo. Morì il 24 settembre 366 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla, al 3° miglio della Via Salaria, che oggi porta il numero civico 430.

MACRINA la giovane
nata nel 327 a Cesarea di Cappadocia, da una famiglia cristiana, sorella di Basilio, Gregorio e Pietro, tutti santificati. Dopo la morte del fidanzato, fece voto di verginità, si ritirò in un convento e con il suo esempio contribuì alla conversione del fratello Basilio, fondando poi due monasteri nel Ponto. Un altro, fratello Gregorio di Nissa, che assistette alla sua morte nel 379, ne ha scritto la “Vita”.

RUFINA di Siviglia martire in Spagna nel 301, assieme a Giusta.

SIMMACO papa
nato nel 450, di origine sarda, fu eletto il 22 novembre 498, 3 giorni dopo la morte di Anastasio II, dalla maggioranza del clero riunitasi nella basilica del Laterano. Dovette sedare lo scisma provocato dall’arciprete Lorenzo, eletto anche lui al soglio pontificio dalla fazione filo-bizantina riunitasi in Santa Maria Maggiore e solo dopo un anno ottenne il riconoscimento ufficiale da Teodorico, re degli Ostrogoti. Il suo pontificato fu assai agitato a causa della turbolenza del popolo romano e dovette combattere le eresie dei manichei ed eutichiani. Il 1° marzo 499 convocò un sinodo che approvò uno statuto, in base al quale, furono proibite le trattative elettorali nel tempo che il papa era ancora vivente. Fu deciso inoltre che il pontefice avesse la facoltà di indicare il successore e che solamente nei casi di morte improvvisa, si doveva procedere all’elezione sulla base del maggior numero di voti, in opposizione alla precedente normativa che richiedeva l’unanimità. Venne anche stabilita l’esclusione dei laici dal voto, anche se tutte queste risoluzioni non furono mai attuate. L’antipapa Lorenzo accettò le decisioni del sinodo e venne nominato vescovo di Nocera, in Campania. Simmaco viene inoltre ricordato per aver introdotto il “Gloria” nelle messe domenicali e in quelle dei martiri, per aver promosso molte iniziative a favore dei poveri e dei pellegrini che giungevano a Roma. Fece costruire ospedali, ricoveri per gli anziani e le chiese di Sant’Agata sull’Aurelia e di Sant’Andrea. Morì il 19 luglio 514.

TORQUATO di Antiochia martire.

VINCENZO de’Paoli
Vincent de’ Paul, di origine contadina, nato il 24 aprile 1581 a Pouy, presso Dax in Aquitania(v), che oggi in suo onore si chiama Saint-Vincent-les-Dax. Studiò presso i francescani del luogo e poi dal 1597 all’università di Tolosa, dove tre anni più tardi, fu ordinato sacerdote. Dopo essere stato catturato da pirati di Tunisi, che razziavano le coste dell’Atlantico, divenne prima abate di Saint-Leonard-de-Chaumes e poi, dal 1612, curato di Clichy, a nord-ovest di Parigi. Nel 1617 fondò la sua prima Confraternita della Carità per suore laiche e nel 1620, un’altra per laici di sesso maschile. Divenuto cappellano generale delle carceri, quando conobbe Francesco di Sales, ne accolse l’insegnamento spirituale, intraprendendo la formazione di un gruppo di preti specializzati nell’apostolato fra i contadini. Nel 1625, nacque così la Congregazione della Missione, i cui membri furono detti anche “lazzaristi”, quando si stabilirono nel priorato di Saint-Lazaire. Creò molte opere per l’assistenza ai poveri e nel 1634, con l’aiuto determinante di Louise de’Marillac, diede origine anche alla Compagnia delle Figlie della Carità, prima congregazione femminile non di clausura. Aprì ospedali e orfanotrofi ed ebbe modo di esercitare la sua azione di apostolato anche attraverso la Compagnia del Santo Sacramento, per l’assistenza ai malati dell’Hotel-Dieu. Dal 1638 si dedicò alla fondazione del Seminario della Missione e all’Opera dei Trovatelli. Durante le guerre fratricide nella regione francese della Lorena, si adoperò ad alleviare le sofferenze della popolazione organizzando aiuti per le vittime. Morì a Parigi il 27 settembre 1660, fu canonizzato da Clemente XII nel 1737 e poi, nel 1885, venne proclamato patrono delle opere di carità da Leone XIII.

I santi del giorno del 14 gennaio

14 Gen

BIANCA di Castiglia
nata nel 1188 a Palencia, nella Vecchia Castiglia, Spagna. Figlia di Alfonso IX, sposò il re di Francia, Luigi VIII il 23 maggio 1200 a soli 12 anni e poi divenne madre di Luigi IX, il Santo. Alla morte prematura del marito, esercitò con grande energia la reggenza durante la minore età del figlio. Dopo 10 anni gli cedette il posto, ma quando questi partì per la crociata in Terrasanta, dal 1248 al 1252 esercitò ancora la reggenza. Fondò istituzioni caritative e aiutò finanziariamente molte chiese e monasteri. È morta a Maubisson, nei pressi di Bordeaux, nel 1252.

DAZIO o DACIO di Milano  
vescovo di Milano, dal 530 al 552, appartenente alla storica famiglia degli Alciati. Durante la guerra gotica, verso la fine del 537, andò a Roma con alcuni cittadini milanesi e promise al re Belisario un appoggio, se avesse riconquistato Milano. Restò a Roma fino al 544, poi andò in Sicilia e a Costantinopoli per testimoniare circa la questione dei “tre capitoli”, in favore del papa Vigilio, contro l’imperatore d’Oriente Giustiniano I. Morto presso Calcedonia(v), mentre accompagnava il papa a Costantinopoli, il suo corpo venne traslato a Milano e deposto nella basilica di San Vittore.

FELICE di Nola
nato nel 200 circa, originario della Siria. Alla morte del padre distribuì la sua eredità ai poveri e poi, ordinato sacerdote a Nola, divenne assistente del vescovo Massimo. Allo scoppio della feroce persecuzione dell’imperatore  Decio, venne imprigionato, mentre il vescovo fu costretto all’esilio. Dopo una serie di peripezie, riuscì a fuggire e raggiunto il vescovo, lo riportò in città. Continuando però la persecuzione, dovette nascondersi e per 7 mesi si rifugiò in una cisterna diroccata. Morto il vescovo e finita temporaneamente la caccia ai cristiani, fu acclamato suo successore. La tradizione aggiunge che poco tempo dopo si dimise cedendo la carica all’anziano sacerdote Quinto ritirandosi a coltivare la terra in un piccolo podere, dividendo con i poveri quello che aveva. Morto il 14 gennaio 260, gli abitanti di Nola lo seppellirono a Cimitile, a pochi chilometri da Napoli. Siccome sulla tomba si verificarono molti miracoli, su quel luogo vennero edificate quattro piccole basiliche, delle quali, quella  che custodiva le spoglie del Santo, fu decorata a cura di papa Damaso I.

FULGENZIO di Cartagena  
fratello dei santi Isidoro e Leandro di Siviglia, è stato vescovo di Cartagena, città spagnola nella Murcia, sul Mediterraneo.

ILARIA del Carretto
figlia del marchese Del Carretto, di Finale Ligure, giovane moglie del signore di Lucca, Paolo Guinigi, morta nel 1405, sepolta nella chiesa di San Martino che è il Duomo di Lucca. Il suo famoso monumento funerario è un capolavoro di Jacopo della Quercia, che lo scolpì dopo soli due anni dalla morte della santa.

ISAIA del monte Sinai martire di Gaza(v).

ISAIA di Cesarea martire in Palestina.

MACRINA la vecchia
durante la persecuzione di Diocleziano, dovette rifugiarsi a Neocesarea del Ponto, in Grecia, dove si dedicò all’ educazione del nipote, il futuro Basilio il Grande. Morì a Neocesarea nel 4° secolo.

MALACHIA profeta
uno dei 12 profeti minori, vissuto attorno al 420 a.C. ai tempi di Neemia ed Esdra. Ha dato il nome all’ultimo libro dell’A.T. che era forse anonimo, poichè Malachia significa “il mio messaggero”. Dagli Ebrei viene chiamato “sigillo dei profeti”, perchè annuncia come imminente la venuta del Salvatore preceduta da un misterioso personaggio nel quale è possibile riconoscere Giovanni il Battista, oppure secondo altri, Elia. È veramente notevole il senso, diffuso in tutto il libro, dell’immutabile giustizia di Dio e dell’universalismo della vera religione.

ODORICO da Pordenone
Odorico Mattiuzzi, nato nel 1265 a Villanova di Pordenone. Dal 1280 frate minore francescano, ricevuta l’ordinazione al sacerdozio nel 1290, andò missionario in Estremo Oriente e predicò per ben sedici anni a Ceylon, Sumatra, Giava, Cina, Mesopotamia(v) e forse anche in Giappone. Ottimo poliglotta, infaticabile apostolo e osservatore curioso di uomini e costumi, al suo ritorno, dettò al confratello Guglielmo di Solagna, il racconto dei suoi viaggi in latino, Itinerarium terrarium, preziosa fonte di ragguagli geografici e storici sull’Asia del 14° secolo. Morto nel 1331 a Udine, dove è celebrato nella chiesa del convento di San Francesco, è stato beatificato da Benedetto XIV, nel 1755.

SABA   
figlio di Stefano re di Serbia, morto nel 1237

SERAFINO di Sarov  
nato il 19 luglio 1759 a Kursk, nei dintorni di Kijev, in Ucraina. Dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1793 si fece eremita vivendo in una capanna nel folto di un bosco, sempre in preghiera, fino al 1807. Dopo questo periodo iniziò anche un tempo di assoluto silenzio durato tre anni e poi si chiuse per molto tempo in una cella nella più stretta clausura. Dopo il 1825, la gente che già lo considerava quasi santo, cominciò ad andare da lui per consigli e aiuti spirituali e così Serafino si dedicò totalmente a questo servizio per il resto della vita. È morto a Sarov o Sarny il 14 gennaio 1833.

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