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I santi del giorno del 7 luglio

7 Lug

APOLLONIO
4° vescovo di Brescia, vissuto nella prima metà del 4° secolo. Le sue spoglie sono conservate, assieme a quelle di san Filastrio, in un’arca nel Duomo Nuovo di Brescia.

BENEDETTO XI papa
Niccolò Boccasini, nato a Treviso nel 1240. Nel 1286, eletto Provinciale dell’Ordine Domenicano, nel 1296 ne fu nominato Generale e due anni dopo cardinale-vescovo di Ostia, da Bonifacio VIII, che lo inviò Legato pontificio in Ungheria. Eletto al pontificato il 22 ottobre 1303, assolse i cardinali Pietro e Giacomo Colonna, ma senza offrire loro nuovi incarichi, scomunicò invece Guglielmo di Nogaret, Sciarra Colonna e tutti gli altri responsabili dello “schiaffo” di Anagni al suo predecessore. Cercò invano di pacificare Firenze e fece appello al mondo cristiano per una crociata. Solo per qualche tempo risiedette a Roma, dominata dai Colonna e morì, colpito da una violenta dissenteria, o forse da un avvelenamento a Perugia, dove si era trasferito da tempo, il 7 luglio del 1304. Un cronista del tempo, Giovanni Villani racconta: “ stando egli a mensa a mangiare, gli venne uno giovane velato vestito di femmina con uno bacino d’argento, iv’entro molti belli fichi fiori, offerti da badessa devota, che egli ne mangiò assai senza farne saggio, onde incontanente cadde malato, et in pochi dì dopo moriò”. La morte sarebbe stata causata da polvere di diamanti iniettata nei fichi e anche se lo storico Ferdinando Gregorovius sostiene che si tratta di un’invenzione, non ci sono però motivi concreti per escludere la responsabilità di quelli che aveva scomunicato un mese prima. Sepolto nella chiesa di San Domenico e poi beatificato da Clemente XII nel 1736, è il solo papa del tempo di Dante, sul quale il poeta non abbia pronunciato giudizi negativi.

CASTORIO
pagano convertito da san Sebastiano, martire a Roma assieme a Claudio, Nicostrato, Sinforiano e Vittorino, nel 288.

CLAUDIO discepolo di san Sebastiano, martire a Roma, nel 3° secolo.

EDDA o EDDO vescovo sassone, morto in Gran Bretagna nel 705.

GIOCONDA di Nola martire assieme a Giulia.

LUCIANO di Durazzo
fuggito dalla Macedonia(v) assieme ad altri cristiani italiani durante una feroce persecuzione, venne scoperto, catturato e gettato in mare a Durazzo (oggi Durres), in Albania verso il 177, assieme a Pompeo.

NICOSTRATO discepolo di Sebastiano di Narbonne, martire a Roma.

PANTENO di Alessandria
nato in Sicilia nel 140, martire ad Alessandria d’Egitto, verso il 210, durante la persecuzione di Settimio Severo. Filosofo stoico e apologista, convertitosi al cristianesimo, dopo un viaggio missionario, forse in Arabia, nel 180 fondò la scuola catechetica di Alessandria, diventandone il direttore, ed ebbe come discepolo Clemente Alessandrino, che fu poi il suo successore. Predicò il Vangelo anche in Etiopia e senza un valido fondamento storico, gli è stata attribuita la Lettera a Diogneto e proclamato dottore della Chiesa.

POMPEO di Durazzo
martire di Durazzo, l‘antica Dyrrachium, oggi Durres, Albania.

RODOLFO Milner
laico sposato, martire nel 16° secolo, canonizzato da Paolo VI il 25 ottobre 1970.

VILLIBALDO di Eichstàtt
nato in Gran Bretagna nel 700, figlio del re Riccardo del Wessex, parente e collaboratore di Bonifacio apostolo della Germania. Evangelizzò la Baviera e la Franconia germanica, nella quale fu nominato 1° vescovo della città di Eichstàtt, dove morì nel 787.

VITTORINO
martire di Roma, convertito da san Sebastiano.

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I santi del giorno del 28 maggio

28 Mag

BERNARDO di Mentone
nato nel 923 a Mentone, sulla Costa Azzurra, in Francia. Fondatore degli ospizi del Grande e del Piccolo San Bernardo, per ospitare e dare rifugio ai pellegrini che attraversavano le Alpi, è morto nel 1009.

EMILIO di Sardegna
secondo la tradizione, martire in Sardegna dove è molto venerato, assieme a Felice, Luciano e Priamo. Non si conosce comunque nulla di storicamente preciso della sua vita.

GERMANO di Parigi
nato nel 496 ad Autun. Trascorsa la giovinezza come eremita, nel 530 fu ordinato sacerdote e nel 540 divenne abate di San Sinforiano, nella sua città. Nel 552, nominato vescovo di Parigi, si dedicò alla restaurazione della disciplina del clero collaborando con il re Childeberto I alla costruzione di delle grandi basiliche, di Santo Stefano e di San Vincenzo. Morì a Parigi il 28 maggio 576 e fu sepolto proprio nella Chiesa di San Vincenzo, da lui consacrata nel 558 e che, più tardi, gli fu dedicata con il nome di Saint-Germain-des-Pres. Gli vengono attribuite anche due lettere molto importanti per lo studio della liturgia gallica.

GUGLIELMO I, d’Aquitania
nato nel 755, conte di Narbonne, nipote del re Carlo Martello. Nominato duca di Tolosa nel 790, tre anni dopo fu mandato da Carlo Magno in Spagna a fronteggiare l’invasione dei Musulmani. Dopo qualche iniziale sconfitta come a Villedaigne, nell’801 costrinse Barcellona alla resa. Tornato dalla guerra, legato da sincera amicizia a Benedetto di Aniane, nell’804 lasciò la vita militare per quella religiosa e fondò un’abbazia benedettina a Gellone, diocesi di Lodève in Linguadoca. Due anni dopo vi si ritirò e condusse una vita semplice, dedicandosi ai lavori più umili, dalla cucina al giardinaggio. Morì il 28 maggio 812 e fu canonizzato nel 1066, da Alessandro II. Questa abbazia, nel 12° secolo, ha preso il nome di San Guglielmo d’Orange o San Guglielmo del deserto.

GUGLIELMO di Como santo eremita della Torre di Como, morto nel 1226.

IVO o IVONE di Chartres
nato nel 1040, nei pressi di Beauvais, in Francia. Discepolo di Lanfranco di Pavia, nell’abbazia di Le-Bec-Hellouin, nel 1090 fu il successore del vescovo di Chartres, Goffredo, destituito perché accusato di simonia. Durante il suo episcopato, intervenne nelle gravi controversie del tempo con prudenza e competenza, meritandosi il titolo di “vescovo più santo e sapiente del secolo”, ma fu anche imprigionato per essersi opposto al re Filippo I, che aveva ripudiato la prima moglie per sposarne un’altra. Viaggiò molto, sono ricordati due suoi viaggi presso la curia romana tra il 1090 e il 1093 ed è noto anche per i sermoni e le lettere, chiaramente di natura pacifista. Morto a Chartres il 23 dicembre 1116 la sua opera, solo in parte edita, ebbe grande importanza per la compilazione del Diritto Canonico della Chiesa, a opera di Graziano, monaco camaldolese del convento di San Felice a Bologna.

LANFRANCO di Canterbury
nato a Pavia nel 1005 ca. Dopo aver studiato diritto nella sua città, andò a vivere, prima in Francia e poi in Inghilterra. Priore dell’abbazia benedettina di Le Bec Hellouin dal 1045, fu poi il fondatore della celebre scuola di Avranches, in Normandia. Amico del re d’Inghilterra Guglielmo I, il conquistatore, nel 1070 venne eletto arcivescovo di Canterbury e nominato primate d’Inghilterra. Filosofo e teologo illustre, anticipò la dottrina della transustanziazione, il dogma che riguarda la trasformazione delle sostanze del pane e del vino dell’Eucaristia, nel corpo e sangue di Cristo, con il trattato De corpore et sanguine Domini. Si dedicò anche alla riforma gregoriana in Gran Bretagna e morì a Canterbury, nel 1089.

LUCIANO di Sardegna martire con Emilio e compagni.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

PODIO di Firenze santo toscano, vissuto nel 10° secolo.

PRIAMO martire della Sardegna.

SENATORE di Milano
21° vescovo della città, resse la diocesi dal 472 al 475. Nel 450 era stato inviato a Costantinopoli da Leone I, come legato pontificio, per notificare la condanna dell’eretico Eutiche. Gli viene attribuita la costruzione della basilica di sant’Eufemia, dove fu sepolto.

UBALDA Taccini o UBALDESCA
suora dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nata a Pisa nel 1136 e morta nel 1206.

I santi del giorno del 7 gennaio

7 Gen

BENIAMINO di Brescia martire.

CANUTO Lavard
nato nel 1096, duca di Schleswig, in Danimarca, assassinato il 7 gennaio 1131 a Cipro, durante un pellegrinaggio in Terrasanta e canonizzato come martire da Alessandro III, nel 1169. La sua morte aveva scatenato una guerra civile.

CARLO da Sezze
francescano laico, nato a Sezze, Latina, il 10 ottobre 1613. Visse per un trentennio in vari conventi, da Palestrina a Castelgandolfo, conducendo una santa vita, con visioni e rivelazioni mistiche, facendo il questuante e il cuoco. Ha lasciato vari scritti ascetici, editi e inediti, tra i quali è noto il “Trattato delle tre vie della meditazione”, del 1654. Morto a Roma il 6 gennaio 1670 nel convento di San Francesco a Ripa, è stato proclamato santo nel 1959 da Giovanni XXIII.

CLERO diacono martire.

CRISPINO di Pavia vescovo morto nel 466.

GIULIANO martire 
solo nel 1615 le sue ossa furono scoperte e vennero traslate a Cagliari, dove è molto venerato.

LUCIANO di Antiochia
sacerdote nato a Edessa di Siria, nel 235. Studiò retorica e filosofia e poi fondò una scuola cristiana ad Antiochia, nella quale insegnò esegesi biblica. Sembra abbia subito l’influsso dell’eretico Paolo di Samosata e per motivo sia stato privato della Comunione Eucaristica, ma si sarebbe riscattato con il martirio subito a Nicomedia il 7 gennaio 312, sotto Massimino II Daia, dopo un lungo periodo in carcere. Ha scritto un’apologia del cristianesimo ed è anche l’autore di un’accurata versione in greco dell’antico e nuovo Testamento, in seguito utilizzata anche da Girolamo di Stridone per la sua Vulgata(v).

NICETA 
nato nel 336 in Dacia(oggi Romania) e morto nel 415. Divenne vescovo di Remesiana, nell’odierna Serbia, fu amico di Paolino di Nola ed evangelizzò gran parte della regione danubiana centrale. Scrisse sei opuscoli di Istruzione ai catecumeni, opere di generi diversi e gli è attribuita anche la composizione del “Te Deum laudamus”.

RAIMONDO di Penafort
nato a Monjos, nel castello di Penafort, in Spagna nel 1175. Dopo aver studiato retorica e logica in patria e diritto a Bologna, dove fu anche insegnante, accettò l’invito del suo vescovo e si stabilì a Barcellona. Qui venne ordinato sacerdote e nel 1220 fu nominato canonico penitenziere e preposto del capitolo. Collaborò con Pietro Nolasco alla fondazione dell’Ordine della Beata Maria della Mercede e poi, all’età di 47 anni, entrò fra i Domenicani. Scelto dal papa Gregorio IX, che lo chiamò a Roma come confessore e cappellano penitenziere, nel 1238 venne eletto Generale dell’Ordine, ma dopo soli due anni rinunciò alla carica ritirandosi nel convento di Barcellona. È stato il più grande canonista del tempo e tra i suoi scritti è nota la Summa casuum, per l’amministrazione fruttuosa del Sacramento della penitenza, pubblicata nel 1234. Redasse nuove regole e fondò anche una scuola di lingue orientali, fu il promotore del dialogo con ebrei e maomettani, mettendo le sue capacità al servizio della conversione degli abitanti della Mauretania(v) e su incarico di Gregorio IX, compilò la raccolta delle fondamentali collezioni legislative chiamate Decretali. Morto a Barcellona il 6 gennaio 1275, i suoi funerali furono seguiti anche dai re di Castiglia e di Aragona. Chiamato anche MONDO.

RINALDO di Colonia
monaco nell’ abbazia benedettina di San Pantaleone a Colonia, dove svolse il lavoro di scalpellino. Morì verso il 960.

VALENTINO di Passau
vescovo di Passau in Baviera, nel 5° secolo. Grande evangelizzatore, è molto venerato nel Tirolo e a Termeno, in provincia di Bolzano, che gli ha dedicato una chiesa romanica con interno affrescato con storie della vita del Cristo, di san Valentino e di sant’Orsola.

VIRGINIA di Poitiers
pastorella della regione del Poitou, in Francia, patrona di Saint-Verge, nella diocesi di Poitiers, dove le è stata dedicata una chiesa.

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