Tag Archives: livio

I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

I santi del giorno del 23 febbraio

23 Feb

EUGENIO IV papa
Gabriele Condulmer, nato nel 1383 a Venezia da una ricca famiglia. Monaco degli eremitani di Sant’Agostino e nipote del papa Gregorio XII, fu scelto per il suo equilibrio e la vasta cultura, come successore di Martino V, il 3 marzo 1431, in un momento molto difficile per la Chiesa, divisa da scismi e minacciata dai Turchi. In seguito a una sollevazione popolare guidata dalla famiglia Colonna, nel 1434 fuggì da Roma e 4 anni dopo indisse un Concilio a Ferrara, trasferito poi a Firenze, che decise la riunificazione delle chiese orientali, che però non ebbe seguito. Nel 1439 esponenti ecclesiastici riuniti in un concilio a Basilea, proclamarono la loro superiorità sul papa, giungendo al punto di deporlo, sostituendolo con Amedeo VIII di Savoia, il quale prese il nome di Felice V e fu l’ultimo antipapa. Eugenio annullò allora gli atti del Concilio, scomunicò l’antipapa e con questa sua energica condotta, convinse i cardinali dissidenti a tornare all’ortodossia. Il suo pontificato viene ricordato anche per l’azione svolta in favore della riforma dei costumi, oltre che per aver aiutato e protetto artisti come il Beato Angelico, Pisanello, Leon Battista Alberti e Flavio Biondo e per l’incarico al Filarete delle porte di bronzo per la basilica di San Pietro. È morto il 23 febbraio 1447.

FELICE di Brescia
26° vescovo della città, governò la diocesi dal 617 al 656. Con l’aiuto di Teodolinda, regina dei Longobardi, fece costruire varie chiese, ma il re lo cacciò, per mettere al suo posto un vescovo ariano. Riuscì a tornare alla sua sede a furor di popolo e forse morì martire, ma il corpo è stato ritrovato solo nel 1508, sepolto nella Chiesa di Sant’Afra, a Brescia.

GIUSEPPINA Vannini
nata il 7 luglio 1859 a Roma, fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camillo, per la cura degli ammalati, nei quali vedeva le piaghe da guarire e il volto di Cristo sofferente. È morta a Roma, il 23 febbraio 1911.

LAZZARO di Costantinopoli monaco e pittore, morto a Roma nell’ 867.

LIVIO martire romano verso la fine del 2° secolo.

MARTA di Astorga
ragazza spagnola di nobili origini, martire nel 251. La tradizione racconta che viveva ad Astorga, nelle Asturie, quando il governatore Paterno obbligò il popolo a sacrificare agli dei pagani e lei, cristiana, si rifiutò. Venne allora legata e percossa, poi il governatore le promise che se avesse rinunciato al cristianesimo le avrebbe dato suo figlio per marito, altrimenti sarebbe stata condannata a morte. Marta rifiutò anche questo e perciò venne uccisa.

MILO santo di Benevento, morto nel 1070.

PASCASIO vescovo martire in Francia.

POLICARPO di Roma martire.

POLICARPO di Smirne
nato nel 69 a Smirne. Secondo Ireneo, che era un suo uditore, Policarpo, discepolo dell’evangelista Giovanni, venne educato dagli stessi apostoli e visse a contatto con dei fratelli che avevano visto il Signore Gesù. Verso il 115, nella seconda metà del regno di Traiano fu scelto come vescovo della sua città e combattè le eresie di Valentino e di Marcione. A Smirne accolse Ignazio di Antiochia mentre era in viaggio per Roma, dove doveva subire il martirio. Nel 154, come delegato della Chiesa dell’Asia, fu a Roma dal papa Aniceto per la questione della data della Pasqua, se era da celebrare secondo l’uso dei giudei; il 14 di nisan giorno del plenilunio di primavera, o la domenica successiva ma, dopo lunghe discussioni, ognuno rimase del suo parere e Policarpo tornò a Smirne. Il 23 febbraio 155, all’età di 86 anni subì il martirio sotto Antonino Pio, arso vivo nello stadio della città, per essersi rifiutato di bestemmiare Gesù dicendo:”in tutti questi anni non mi ha mai fatto nulla di male, perchè dovrei bestemmiarlo ?”. Come teologo godette di grande autorità, scrisse molte lettere, ma una sola è giunta fino a noi, quella ai cristiani di Filippi del 108, per rispondere a una lettera di quella comunità e avere ulteriori notizie sul viaggio di Ignazio di Antiochia verso il martirio, dalla quale possiamo avere utilissime indicazioni sulla fede dei primi cristiani. Qualche anno dopo la sua morte, la comunità di Smirne, volendo portare a conoscenza di tutte le Chiese cristiane l’eroico martirio del suo vescovo, incaricò Marcione di comporre una fedele relazione ed è questa una delle più importanti passio, il più antico e commovente documento sul culto dei martiri, in forma di lettera, dai membri della “Chiesa di Dio che vive in esilio a Smirne”, spedita a tutte le comunità della santa Chiesa cattolica di ogni luogo conosciuto.

PRIMIANO di Larino
vescovo greco del 4° secolo, venerato ad Ancona e in Abruzzo, compatrono di Larino in provincia di Campobasso. La cripta del 9° secolo della Cattedrale di Spoleto (Santa Maria Assunta), è intitolata a San Primiano.

RENZO
santo più volte citato nei calendari, particolarmente in Toscana, ma del quale non ci sono notizie storiche.

ROMANA o ROMINA
secondo una Vita ampiamente leggendaria, era figlia del prefetto Calpurnio e sorella di Firmina. Fuggita alla vigilia delle nozze, si sarebbe rifugiata sul monte Soratte, sulla destra del Tevere a nord di Roma che ora si chiama Monte di Sant’Oreste. In questo luogo ricevette il battesimo dal futuro papa Silvestro I e visse il resto dei suoi giorni in una grotta presso Todi. Martire verso il 324, le reliquie furono traslate nella chiesa di San Fortunato a Todi, dove è molto venerata.

SERENO di Sirmio
giardiniere martire a Sirmio, sotto l’imperatore Galerio, nel 3° secolo.

TEA martire.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: