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I santi del giorno del 3 agosto

3 Ago

AMPELIA
martire con Flavia di Vercelli, Leonzia e Licinia, nel 5° secolo.

BARTOLO o BARTOLOMEO, martire a Nicomedia (v).

CIRA di Berea
martire nel 5° secolo con Mara, o Marana a Berea di Siria, sulle cui rovine oggi sorge Aleppo.

DALMAZIO
nato verso il 350, archimandrita(v) di Costantinopoli, trascorse quasi tutta vita in un monastero. Fiero avversario dell’eresia di Nestorio, riuscì a far trionfare la causa di Cirillo d’Alessandria, durante il Concilio Ecumenico di Efeso del 431. È morto nel 437.

EUFRONIO di Autun vescovo di Autun (v), dal 452. Fu in corrispondenza con Sidonio Apollinare e morì verso il 490.

FLAVIA di Vercelli
martire nel 5° secolo, assieme alle sue coetanee, Ampelia, Leonzia e Licinia.

GAMALIELE
caposcuola dei farisei, dottore della Legge ebraica, maestro per 3 anni di Saulo di Tarso(Paolo apostolo). È considerato come il più autorevole rappresentante della tendenza più larga nell’interpretazione della Legge stessa. Difese gli apostoli Giovanni e Pietro, davanti al Sinedrio, del quale era membro, come è raccontato negli Atti degli Apostoli, capitolo 5, dal versetto 34 fino al termine. Una tradizione leggendaria gli attribuisce un vangelo apocrifo.

LEONZIA di Vercelli
martire assieme a Flavia e Licinia, nel 5° secolo.

LICINIA di Vercelli
vergine martire nel 5° secolo, con Flavia e Leonzia.

LIDIA di Tiatira
è conosciuta solo attraverso il libro di San Luca, Atti degli Apostoli, al capitolo 16, dove viene presentata come una commerciante di porpora a Tiatira, città sul fiume Lico, in Macedonia(v). Fu battezzata con tutta la sua famiglia da Paolo di Tarso, al quale diede ospitalità, durante il suo soggiorno a Filippi(v. Credette al Vangelo prima fra tutti gli abitanti della città e anche dopo la prigionia che Paolo e il suo collaboratore Sila dovettero subire a Filippi, la casa di Lidia rimase sempre aperta, divenendo una specie di chiesa domestica dove i cristiani si riunivano in preghiera.

MARA o MARANA martire in Siria, assieme a Cira.

NICODEMO del Sinedrio
fariseo e maestro della Legge. Secondo il Vangelo di Giovanni, dopo avere avuto un segreto incontro notturno con Gesù, divenne suo discepolo e ne prese le difese di fronte al Sinedrio, del quale era membro autorevole, appellandosi alla legalità. Dopo la morte del Maestro, assieme a Giuseppe d’Arimatea, con il quale viene festeggiato anche il 31 agosto, ne depose il corpo dalla croce e gli diede onorata sepoltura. La tradizione narra che dovette soffrire molto da parte degli Ebrei e che le sue reliquie furono scoperte solo nel 415. Gli viene attribuito un vangelo apocrifo, detto anche “Atti di Pilato, edito però solo all’inizio del 4° secolo: nella prima parte, dove è egli stesso il protagonista, difende l’innocenza di Pilato e nella seconda narra la discesa di Gesù agli inferi. In una leggenda è raccontato che Nicodemo scolpì un Crocifisso in legno di cedro del Libano, denominato “Il Volto Santo”, il quale dopo molte peripezie, sarebbe giunto a Lucca dove è custodito nella cattedrale di San Martino.

PIETRO di Anagni
dopo essere stato consacrato vescovo di Anagni, nel Lazio, da Alessandro II, fu inviato papale a Costantinopoli. Nel 1097 lasciò la diocesi per unirsi ai Crociati, tornando in patria solo 5 anni dopo. Il suo episcopato, durato 43 anni, venne caratterizzato da un intenso rinnovamento nello spirito della riforma gregoriana. Morì ad Anagni nel 1105 e venne proclamato santo dopo soli 5 anni, da Pasquale II.

VALTENA di Melrose santo monaco in Scozia, martire nel 1160.

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I santi del giorno del 27 marzo

27 Mar

ADELPRETO di Trento
chiamato anche Alberto, proveniente da una famiglia germanica di alta nobiltà, collegata alla famiglia imperiale degli Hohenstaufen, ebbe ottima formazione culturale nell’ambiente ecclesiastico di Bamberga. Nominato vescovo di Trento nel 1156, prima del 17 settembre, data nella quale era presente alla dieta di Ratisbona. Nell’esercizio del suo incarico dovette affrontare gravi controversie, anche militari, tra le grandi famiglie feudali del tempo, per poter garantire la pace sociale e la difesa dei più deboli e indifesi. Nel 1158 mentre scortava, attraverso il territorio trentino, il futuro papa Celestino III e un vescovo di nome Giacinto, nel viaggio verso la Germania, dov’erano inviati come Legati di Adriano IV per riprendere le trattative con Federico Barbarossa, fu aggredito e catturato assieme ai due legati dai fratelli Federico ed Enrico dei conti di Appiano e solo a stento riuscì a sottrarsi alla loro violenza. Tra il 1162 e il 1164, consacrò molte nuove chiese, tra le quali quella di San Valerio nei pressi di Cavalese e di San Vigilio a Moena. Fondò anche il monastero dei canonici regolari di Sant’Agostino ad Augia, presso Bolzano. Tradito da feudatari ribelli, fu ucciso nei pressi di Arco di Trento, il 20 settembre 1172, da Aldrighetto di Castelbarco, il quale poi chiuse i suoi giorni nel monastero di San Giorgio in Braida a Verona, dove si era ritirato a fare penitenza dei suoi peccati. Sul luogo del martirio  in suo onore venne eretta una chiesetta, che nel 1333 fu intitolata a Santa Caterina. La Chiesa Tridentina tributò subito ad Adelpreto il culto dei martiri e i suoi resti furono posti in un sarcofago nell’aula sotterranea della basilica di San Vigilio in Trento. Come Alberto è festeggiato il 27 marzo.

AUGUSTA da Ceneda
detta anche da Serravalle, figlia di Matruco, capo alemanno che aveva conquistato il Friuli. Quando il padre venne a sapere che si era segretamente convertita al cristianesimo la fece arrestare e dopo molte torture, poiché la giovane rimaneva salda nella sua fede, la fece decapitare a Treviso, nel 5° secolo. Anche se gli Atti del suo martirio sembrano un po’ leggendari, è certo comunque che il culto è molto antico, sopratutto nel Santuario che porta il suo nome, su di un monte a Serravalle.

FILETO senatore romano, martire con la moglie LIDIA e i suoi figli MACEDONE e TEOPREPIO.

FRANCESCO Faa di Bruno
nato ad Alessandria, in Piemonte nel 1825. Laureato in matematica, divenne docente all’Università di Torino, dando notevole impulso allo studio dell’algebra. Eclettico scienziato, progettò il campanile della chiesa di santa Zita, alto 83 metri Ufficiale di artiglieria, nel 1876 abbandonò la carriera per farsi sacerdote, dedicandosi completamente al prossimo e dando vita a molte istituzioni benefiche. È morto a Torino il 27 marzo 1888 e recentemente è stato proclamato beato.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

LAZZARO di Persia
secondo una passio pervenuta con una documentazione siriaca, venne fatto prigioniero nella città persiana di Hubaham, assieme ad altri 8 cristiani. Torturato, affrontò il supplizio finale e il martirio nel 327, per il rifiuto di abiurare la fede cristiana, assieme a MARUTA, NARSETE, ZEBINA e altri fedeli.

MATTEO di Beauvais
nato a Beauvais, in Francia. Soldato, partecipò alla terza crociata ma, caduto prigioniero dai Saraceni, rifiutò di rinunciare al cristianesimo e dopo alcuni anni di prigionia, verso il 1198, subì il martirio.

PELLEGRINO da Falerno santo della Campania morto nel 1232.

RUPERTO di Salisburgo
nato nei dintorni di Worms, città tedesca sulle rive del Reno. Discendente di una famiglia nobile franco-renana, fu educato da monaci irlandesi. Dopo l’ordinazione sacerdotale, verso il 690 venne chiamato a evangelizzare la Baviera. Con l’aiuto di un conte locale riuscì a far costruire una chiesa a Seekirchen, per adibirla a sede vescovile, ma il luogo si rivelò inadatto. Si trasferì allora nella valle del fiume Salzach, che scorre lungo il confine tra la Germania e l’Austria. Qui nel 696, fondò il monastero di San Pietro sulle rovine dell’antica città romana di Juvavum, il primo nucleo dell’odierna città di Salisburgo. Divenuto il 1° abate-vescovo della diocesi, si dedicò con tutte le sue forze alla predicazione e alla fondazione di altre chiese e monasteri. Morto il 27 marzo 718, Domenica di Pasqua, le sue reliquie sono conservate nella cattedrale della citta di cui è patrono..

ZEBINA
detta “Zanithas della Persia”, vergine martire assieme a Lazzaro e compagni, nel 327 nella città di Hubaham.

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