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I santi del giorno del 7 agosto

7 Ago

ABELE di Reims
monaco benedettino nato in Irlanda, seguì Bonifacio in Francia e fu eletto vescovo di Reims, ma morì nel 751 ancora prima di prendere possesso della sua sede.

AGATANGELO beato.

ALBERTO da Trapani
nato a Trapani nel 1212, della famiglia Degli Abbati. Si fece carmelitano nel convento dell’Annunziata, alle falde del monte Erice. La sua famiglia era tra le più importanti del Regno di Sicilia e la sua presenza fece si che il cenobio divenisse un vero centro di spiritualità mariana. Divenuto Provinciale di Sicilia, convertì molti ebrei in tutta l’isola. È venerato in particolare Messina, dove è morto il 7 agosto 1307, perché, 6 anni prima, l’avrebbe rifornita miracolosamente di vettovaglie, durante l’assedio di Roberto, duca di Calabria. Culto approvato da Sisto IV, a partire dal 1476.

ATTONE di Vercelli
vescovo di Vercelli alla fine del 10 secolo. Combatté la simonia, lo scandalo dei preti fanciulli e difese le libertà ecclesiastiche contro il re d’Italia Berengario II (950-961).

CARPOFORO di Como
martire a Como, assieme a Cassio e molti altri compagni di fede.

CASSIO di Como
martire assieme a Carpoforo, Esanto, Licino, Secondo e Severino.

CLAUDIA di Roma
martire romana, convertita del 1° secolo, discepola di san Paolo, citata da lui nella seconda lettera a Timoteo, al capitolo 4, versetto 21. Una leggenda più tarda dice invece che era figlia di un re della Britannia.

DOMEZIO di Persia monaco martire.

DONATO di Arezzo
nato verso il 300, vescovo della città. Quando ebbe i genitori martirizzati da Diocleziano si rifugiò ad Atene a sostituirne il vescovo, ma quando tornò in patria venne fatto decapitare da Giuliano l’Apostata il 7 agosto 362. In un catalogo episcopale aretino dell’11° secolo, occupa il 2° posto dopo Satiro. I sui resti sono custoditi in un’arca di prezioso marmo bianco posta sull’altare maggiore del Duomo. Molto venerato dai Longobardi, che ne diffusero il culto presso i loro castelli, sembra abbia fondato una chiesa nel comune di Bertinoro(Forlì). Patrono di Arezzo, Pinerolo e Mondovì, città nella quale la Cattedrale, edificata a partire dal 1743, è stata intitolata a lui.

ESANTO martire a Como, con Cassio e compagni.

GAETANO di Thiene
nato a Thiene, Vicenza nell’ottobre 1480, dopo gli studi a Padova, nel 1516 fu ordinato sacerdote ed entrò nella curia romana sotto papa Giulio II. Più tardi lasciò la corte pontificia e fece parte della Compagnia del Divino Amore, prodigandosi in opere di bene, dedicandosi in particolare alla fondazione di Monti di Pietà e ospedali. Nel 1520 diresse la Compagnia a Vicenza, Verona, Venezia e dal 1523, anche a Napoli, contribuendo alla diffusione dell’Ordine, alla riforma del clero e lo sviluppo della beneficenza. Nel 1524, rinunciando a cariche e benefici, diede vita assieme al vescovo di Chieti, Gian Piero Carafa, futuro papa Paolo IV, ai “Teatini”, Congregazione di Chierici Regolari, con il programma di vivere come la prima comunità cristiana, esercitando il ministero sacerdotale senza benefici ecclesiastici e senza chiedere l’elemosina. Dopo il 1527, in seguito al sacco di Roma da parte di Carlo V, tutti i membri della congregazione dovettero lasciare la città e si trasferirono a Venezia. Nel 1528 una terribile peste li costrinse a dividersi in altre città, dove furono, insieme con i gesuiti, uno dei punti di forza della controriforma cattolica. Per la sua illimitata fiducia in Dio, è venerato come il santo della Provvidenza e “cacciatore d’anime”, per il costante impegno dedicato alla salvezza del prossimo. Morto il 7 agosto 1547 a Napoli, che gli ha dedicato una chiesa, è stato canonizzato da Clemente X, nel 1675.

ILARINO di Arezzo
monaco martire ad Arezzo con Donato, durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata, le sue reliquie furono poi traslate a Ostia.

LICINIO o LICINO di Como
martire a Como, assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto e Severino.

MAFALDA di Savoia
nata nel 1125 e morta nel 1157 a Coimbra. Figlia di Amedeo III conte di Savoia, nel 1146 sposò Alfonso I, il Conquistatore, re del Portogallo. Svolse pie attività e fece iniziare la costruzione della cattedrale di Oporto.

POPPONE di Bressanone
di origine bavarese, arcivescovo di Bressanone, in Tirolo e poi, dal 1019 al 1042, patriarca di Aquileia. Tra il 1021 e il 1031, fece restaurare la basilica di questa città, famosa per il suo prezioso pavimento a mosaico del 4° secolo, ma scoperto interamente solo da pochi anni. Il 17 luglio 1048 alla morte di Clemente II, venne designato papa direttamente dall’imperatore Enrico III di Franconia, il Nero, e prese il nome di DAMASO II. Il suo pontificato fu brevissimo perché, non sopportando il clima afoso di Roma e gli intrighi delle fazioni sempre in lotta tra loro, si trasferì nella rocca di Palestrina a una quarantina di chilometri dalla città e qui morì per un violento attacco di malaria il 9 agosto 1048, dopo soli 24 giorni di pontificato. Il suo sepolcro si trova nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

SECONDO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio Esanto, Licino e Severino.

SEVERINO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto, Licino e Secondo.

SISTO II papa
nato ad Atene, eletto il 30 agosto 257 dopo Stefano I, dovette intervenire nei contrasti fra la chiese Romana, Orientale e Africana del vescovo Cipriano di Cartagine. La controversia principale, sostenuta con molta vivacità da Cipriano, le cui posizioni si accordavano con quelle del papa, riguardava la validità dei battesimi amministrati dagli eretici. Lo stesso Cipriano afferma che il papa venne arrestato mentre celebrava una Messa al cimitero di Callisto e che subì il martirio, assieme ai suoi 4 diaconi, il 6 agosto 258, dopo soli 11 mesi dall’elezione, durante la persecuzione di Valeriano I. Fu sepolto sulla Via Appia Antica, nelle catacombe dello stesso cimitero.

VITTRICIO di Rouen
nato nel 330 e morto nel 410, nella sua città. Soldato romano pagano, si convertì e nel 385 venne nominato vescovo di Rouen. Evangelizzò tutta la diocesi e fu anche autore di uno scritto sul culto delle reliquie: “De laude sanctorum”, del 396.

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I santi del giorno del 13 febbraio

13 Feb

AGABO
profeta del 1° secolo, citato due volte nel libro degli Atti degli Apostoli. Predisse ad Antiochia la grande carestia generale sotto l’imperatore Claudio e la prigionia di Paolo, a Cesarea di Palestina, per opera dei Giudei.

ARCANGELA Girlani beata, morta nel 1495.

BEATRICE d’Ornacieu
nata a Ornacieu, nel Delfinato verso il 1260. A 13 anni entrò nella Certosa di Parmenie e nel 1301 venne inviata, con due compagne, a fondare un monastero a Eymet, nella diocesi di Valence, dove arrivarono altre donne desiderose di vita monastica, nonostante l’estrema povertà di vita. Morta il 25 novembre 1309, le reliquie riposano nel monastero dei monaci Olivetani di Parmenie. Nelle diocesi di Valence e Grenoble è festeggiata anche il 25 novembre.

BENIGNO di Todi
sacerdote martire nel 304, durante l’ultima persecuzione di Diocleziano. Inizialmente sepolto al 3° Km della strada per Todi, dal 1904 le sue reliquie sono nella chiesa di San Silvestro in un’urna d’argento datata 1679.

CASTORE martire.

CRISTINA di Spoleto
Agostina Camozzi, figlia di un medico italiano, nata nel 1435 a Porlezza, in Svizzera. Rimasta vedova, dopo una vita di divertimenti, entrò nel monastero di Sant’Agostino a Spoleto, prendendo il nome di Cristina. Le furono donate molte grazie particolari ed ebbe fama di santità ancora vivente. È morta a Spoleto il 13 febbraio 1456.

FOSCA di Ravenna
giovane pagana di Ravenna, convertita assieme alla nutrice Maura, dal sacerdote Ermolao, che le istruì e poi battezzò. Denunciate da Siroi, padre di Fosca, al prefetto Quinziano, furono arrestate, torturate e infine decapitate un 13 febbraio, forse del 250, sotto l’imperatore Decio I. I loro corpi, gettati in mare, vennero recuperati da marinai cristiani e sepolti in una grotta sul litorale libico della Tripolitania, presso l’antica città di Sabratha. Molti anni più tardi, quando la regione fu occupata dagli Arabi, un certo Vitale, cristiano, scoprì queste reliquie e le portò in Italia, a Torcello nella laguna veneta, dove venne eretta una basilica in loro onore.

GIACOMO Capoccio
compì gli studi all’Università di Parigi e nel 1287 ottenne il baccellierato, cioè 1° grado accademico. Nel 1293 conseguì il magistero in teologia e 7 anni dopo, fu chiamato a reggere lo studio generale dell’Ordine Agostiniano a Napoli. Nel 1302 Bonifacio VIII lo nominò arcivescovo di Benevento, ma con la sede di Napoli, dove svolse notevole attività letteraria e dove morì nel 1308. Il suo culto è stato confermato da Pio X, nel 1914.

GILDA o GILDO di Ely
santo inglese vissuto tra il 7° e l’8° secolo a Ely, sul fiume Ouse, presso Cambridge.

GIORDANO di Sassonia
nato nel 1185 a Borgberge, in Germania, studiò a Parigi, dove ottenne la cattedra di docente di Sacra Scrittura. Nel 1219 entrò nei Domenican, due anni dopo fu nominato Provinciale di Lombardia e alla morte del fondatore Domenico di Guzman, divenne il suo successore come Generale della Congregazione. Con una predicazione affascinante, contribuì alla diffusione dell’Ordine, tanto che veniva detto “il terrore delle madri”, perchè i giovani, dopo averlo ascoltato, lasciavano la famiglia per seguirlo. Sotto di lui le case salirono a 300 e i membri da  900, a 4000. È morto il 13 febbraio 1237 in un naufragio, presso le coste della Siria, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

LICINIO o LUCINO
detto “di Como”, ma vescovo di Angers, in Francia dove morì nel 605.

MAURA di Ravenna
nutrice di Fosca (v.), martire assieme a lei nel 250, circa a Ravenna, sotto l’imperatore Decio I. Patrona di Torcello, isola della laguna veneta, dove esiste una chiesa romanica dell’11° secolo, dedicata alle due martiri.

POLIEUTO di Melitene
martire a Melitene verso il 250. Secondo un’antica e leggendaria passio, era un ufficiale romano convertitosi al cristianesimo sotto l’influsso dell’amico e compagno d’armi Nearco, durante la persecuzione di Decio. A seguito di questa conversione, venne arrestato, condannato e poi decapitato. In suo onore furono edificate due chiese, una nella sua città e un’altra a Costantinopoli, che è stata portata a termine dalla nipote dell’imperatore Valentiniano III, Giuliana Anicia.

VEREMONDO
santo detto “di Meda”, morto nel 790.

 

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