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I santi del giorno del 28 luglio

28 Lug

ACACIO o ACAZIO
vescovo di Mileto in Asia Minore, martire nel 4° secolo sotto l’imperatore Licinio Valerio Liciniano.

ADA o ADREILDE
badessa benedettina di Le Mans, vissuta nel 7° secolo.

ADA o ADREILDE
badessa benedettina di Le Mans, vissuta nel 7° secolo.

CAMELIANO vescovo martire del 6° secolo.

CELSO di Cimiez
figlio di una cristiana di Cimiez, presso Nizza, affidato a Nazario, loro ospite, perché lo educasse alla fede. Nazario e Celso furono arrestati a Milano e decapitati nel 304, dalle parti di Porta Romana, durante la persecuzione di Diocleziano. Verso il 395, come dice il famoso cronista Paolino, il vescovo Ambrogio ne ritrovò i resti in un orto, li fece trasportare entro le mura e sulle reliquie di Celso, venne costruita la basilica ambrosiana che porta il suo nome.

INNOCENZO
martire assieme a Lazzaro, nell’anno 68, sotto Nerone.

INNOCENZO I papa
nato ad Albano, forse figlio del suo predecessore Anastasio I, del quale era stato diacono, fu eletto il 22 dicembre 401. Cercò di farsi amico l’imperatore Onorio contro i donatisti e tentò invano di arginare l’invasione dell’esercito di Alarico I, re dei Visigoti, che nel 410 entrò in Roma, mettendola a “ferro e fuoco”. Compilò l’elenco dei libri della Sacra Scrittura e nel 407 intervenne nel conflitto tra il vescovo di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo e quello di Alessandria, Teofilo, in favore del primo nel Sinodo della Quercia, ma non riuscì a impedire che il suo protetto fosse deposto ed esiliato dall’imperatrice Eudossia. Nella disputa sulla grazia, tra Pelagio e Agostino d’Ippona, fu a favore di quest’ultimo. Prima di morire eresse una basilica intitolata ai SS Gervasio e Protasio. Morì a Roma il 12 marzo 417 e fu sepolto nel cimitero di Ponziano.

LAZZARO martire nel 68 sotto Nerone, assieme a Innocenzo.

NAZARIO di Milano
annunciatore del Vangelo in Italia, Germania e in Gallia, dove fu accolto da una cristiana di Cimiez, presso Nizza, che gli affidò il figlio Celso, perché lo educasse alla fede. Infuriando ovunque la persecuzione di Diocleziano, venne arrestato assieme al ragazzo e portato a Roma, ma riuscì a fuggire prima a Genova e poi arrivò a Milano. Qui fu nuovamente arrestato e decapitato assieme a Celso, poco fuori le mura di Porta Romana, nel 304. Altre voci sostengono sia avvenuto sotto Nerone, nel 1° secolo. Nel 395, comunque, il suo corpo ancora incorrotto secondo la tradizione, con accanto le ossa di Celso, venne ritrovato in un orto da Ambrogio, vescovo di Milano, riportato in città con grandi onori e sepolto nella basilica che ancora oggi porta il suo nome. Esiste anche una tradizione leggendaria, secondo la quale, il martirio sarebbe invece avvenuto sempre nel 304, ma a Verona, dove sul luogo di un antichissimo sacello(v), sorto per custodire le reliquie dei due santi, nel 1464 i Benedettini avrebbero costruito la chiesa dei SS. Celso e Nazario.

PELLEGRINO di Lione sacerdote di Lione detto “pellegro”.

ROGGERO o ROGGIERO beato, confessore della fede.

SANSONE di Dol
condiscepolo negli studi di Gildas di Rhuys, nel 6° secolo. In seguito venne eletto vescovo di Dol-de-Bretagne, in Francia.

VITTORE II papa
Gebeardo dei conti di Dollnstein, nato a Hirschberg, in Germania. Vescovo di Eichstàtt dal 1042 e poi, dal 1050, consigliere dell’imperatore Enrico III. Il 16 aprile 1055 fu l’ultimo dei 4 papi nominati dall’imperatore stesso, dopo quasi un anno di sede vacante e molte consultazioni. Salì al pontificato con il nome di Vittore II e trovandosi di fronte al problema dell’avvenuta rottura tra Roma e Costantinopoli, cercò di far valere la sua autorità per ricomporre i numerosi contrasti esistenti, ottenendo anche qualche buon risultato. Per riorganizzare la Chiesa universale si impegnò a convocare diversi concili, a Lione, Firenze e Roma, con il proposito di eliminare le piaghe della simonia e del concubinato dei sacerdoti. Nell’autunno del 1056 andò in Germania per assistere Enrico III che stava morendo e accettò la tutela della vedova Agnese con il figlio Enrico IV, erede al trono. Morì improvvisamente, colpito da una fulminante febbre malarica, il 28 luglio 1057 e fu sepolto a Roma, nella basilica di Santa Maria in Cosmedin.

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I santi del giorno del 27 marzo

27 Mar

ADELPRETO di Trento
chiamato anche Alberto, proveniente da una famiglia germanica di alta nobiltà, collegata alla famiglia imperiale degli Hohenstaufen, ebbe ottima formazione culturale nell’ambiente ecclesiastico di Bamberga. Nominato vescovo di Trento nel 1156, prima del 17 settembre, data nella quale era presente alla dieta di Ratisbona. Nell’esercizio del suo incarico dovette affrontare gravi controversie, anche militari, tra le grandi famiglie feudali del tempo, per poter garantire la pace sociale e la difesa dei più deboli e indifesi. Nel 1158 mentre scortava, attraverso il territorio trentino, il futuro papa Celestino III e un vescovo di nome Giacinto, nel viaggio verso la Germania, dov’erano inviati come Legati di Adriano IV per riprendere le trattative con Federico Barbarossa, fu aggredito e catturato assieme ai due legati dai fratelli Federico ed Enrico dei conti di Appiano e solo a stento riuscì a sottrarsi alla loro violenza. Tra il 1162 e il 1164, consacrò molte nuove chiese, tra le quali quella di San Valerio nei pressi di Cavalese e di San Vigilio a Moena. Fondò anche il monastero dei canonici regolari di Sant’Agostino ad Augia, presso Bolzano. Tradito da feudatari ribelli, fu ucciso nei pressi di Arco di Trento, il 20 settembre 1172, da Aldrighetto di Castelbarco, il quale poi chiuse i suoi giorni nel monastero di San Giorgio in Braida a Verona, dove si era ritirato a fare penitenza dei suoi peccati. Sul luogo del martirio  in suo onore venne eretta una chiesetta, che nel 1333 fu intitolata a Santa Caterina. La Chiesa Tridentina tributò subito ad Adelpreto il culto dei martiri e i suoi resti furono posti in un sarcofago nell’aula sotterranea della basilica di San Vigilio in Trento. Come Alberto è festeggiato il 27 marzo.

AUGUSTA da Ceneda
detta anche da Serravalle, figlia di Matruco, capo alemanno che aveva conquistato il Friuli. Quando il padre venne a sapere che si era segretamente convertita al cristianesimo la fece arrestare e dopo molte torture, poiché la giovane rimaneva salda nella sua fede, la fece decapitare a Treviso, nel 5° secolo. Anche se gli Atti del suo martirio sembrano un po’ leggendari, è certo comunque che il culto è molto antico, sopratutto nel Santuario che porta il suo nome, su di un monte a Serravalle.

FILETO senatore romano, martire con la moglie LIDIA e i suoi figli MACEDONE e TEOPREPIO.

FRANCESCO Faa di Bruno
nato ad Alessandria, in Piemonte nel 1825. Laureato in matematica, divenne docente all’Università di Torino, dando notevole impulso allo studio dell’algebra. Eclettico scienziato, progettò il campanile della chiesa di santa Zita, alto 83 metri Ufficiale di artiglieria, nel 1876 abbandonò la carriera per farsi sacerdote, dedicandosi completamente al prossimo e dando vita a molte istituzioni benefiche. È morto a Torino il 27 marzo 1888 e recentemente è stato proclamato beato.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

LAZZARO di Persia
secondo una passio pervenuta con una documentazione siriaca, venne fatto prigioniero nella città persiana di Hubaham, assieme ad altri 8 cristiani. Torturato, affrontò il supplizio finale e il martirio nel 327, per il rifiuto di abiurare la fede cristiana, assieme a MARUTA, NARSETE, ZEBINA e altri fedeli.

MATTEO di Beauvais
nato a Beauvais, in Francia. Soldato, partecipò alla terza crociata ma, caduto prigioniero dai Saraceni, rifiutò di rinunciare al cristianesimo e dopo alcuni anni di prigionia, verso il 1198, subì il martirio.

PELLEGRINO da Falerno santo della Campania morto nel 1232.

RUPERTO di Salisburgo
nato nei dintorni di Worms, città tedesca sulle rive del Reno. Discendente di una famiglia nobile franco-renana, fu educato da monaci irlandesi. Dopo l’ordinazione sacerdotale, verso il 690 venne chiamato a evangelizzare la Baviera. Con l’aiuto di un conte locale riuscì a far costruire una chiesa a Seekirchen, per adibirla a sede vescovile, ma il luogo si rivelò inadatto. Si trasferì allora nella valle del fiume Salzach, che scorre lungo il confine tra la Germania e l’Austria. Qui nel 696, fondò il monastero di San Pietro sulle rovine dell’antica città romana di Juvavum, il primo nucleo dell’odierna città di Salisburgo. Divenuto il 1° abate-vescovo della diocesi, si dedicò con tutte le sue forze alla predicazione e alla fondazione di altre chiese e monasteri. Morto il 27 marzo 718, Domenica di Pasqua, le sue reliquie sono conservate nella cattedrale della citta di cui è patrono..

ZEBINA
detta “Zanithas della Persia”, vergine martire assieme a Lazzaro e compagni, nel 327 nella città di Hubaham.

I santi del giorno del 23 febbraio

23 Feb

EUGENIO IV papa
Gabriele Condulmer, nato nel 1383 a Venezia da una ricca famiglia. Monaco degli eremitani di Sant’Agostino e nipote del papa Gregorio XII, fu scelto per il suo equilibrio e la vasta cultura, come successore di Martino V, il 3 marzo 1431, in un momento molto difficile per la Chiesa, divisa da scismi e minacciata dai Turchi. In seguito a una sollevazione popolare guidata dalla famiglia Colonna, nel 1434 fuggì da Roma e 4 anni dopo indisse un Concilio a Ferrara, trasferito poi a Firenze, che decise la riunificazione delle chiese orientali, che però non ebbe seguito. Nel 1439 esponenti ecclesiastici riuniti in un concilio a Basilea, proclamarono la loro superiorità sul papa, giungendo al punto di deporlo, sostituendolo con Amedeo VIII di Savoia, il quale prese il nome di Felice V e fu l’ultimo antipapa. Eugenio annullò allora gli atti del Concilio, scomunicò l’antipapa e con questa sua energica condotta, convinse i cardinali dissidenti a tornare all’ortodossia. Il suo pontificato viene ricordato anche per l’azione svolta in favore della riforma dei costumi, oltre che per aver aiutato e protetto artisti come il Beato Angelico, Pisanello, Leon Battista Alberti e Flavio Biondo e per l’incarico al Filarete delle porte di bronzo per la basilica di San Pietro. È morto il 23 febbraio 1447.

FELICE di Brescia
26° vescovo della città, governò la diocesi dal 617 al 656. Con l’aiuto di Teodolinda, regina dei Longobardi, fece costruire varie chiese, ma il re lo cacciò, per mettere al suo posto un vescovo ariano. Riuscì a tornare alla sua sede a furor di popolo e forse morì martire, ma il corpo è stato ritrovato solo nel 1508, sepolto nella Chiesa di Sant’Afra, a Brescia.

GIUSEPPINA Vannini
nata il 7 luglio 1859 a Roma, fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camillo, per la cura degli ammalati, nei quali vedeva le piaghe da guarire e il volto di Cristo sofferente. È morta a Roma, il 23 febbraio 1911.

LAZZARO di Costantinopoli monaco e pittore, morto a Roma nell’ 867.

LIVIO martire romano verso la fine del 2° secolo.

MARTA di Astorga
ragazza spagnola di nobili origini, martire nel 251. La tradizione racconta che viveva ad Astorga, nelle Asturie, quando il governatore Paterno obbligò il popolo a sacrificare agli dei pagani e lei, cristiana, si rifiutò. Venne allora legata e percossa, poi il governatore le promise che se avesse rinunciato al cristianesimo le avrebbe dato suo figlio per marito, altrimenti sarebbe stata condannata a morte. Marta rifiutò anche questo e perciò venne uccisa.

MILO santo di Benevento, morto nel 1070.

PASCASIO vescovo martire in Francia.

POLICARPO di Roma martire.

POLICARPO di Smirne
nato nel 69 a Smirne. Secondo Ireneo, che era un suo uditore, Policarpo, discepolo dell’evangelista Giovanni, venne educato dagli stessi apostoli e visse a contatto con dei fratelli che avevano visto il Signore Gesù. Verso il 115, nella seconda metà del regno di Traiano fu scelto come vescovo della sua città e combattè le eresie di Valentino e di Marcione. A Smirne accolse Ignazio di Antiochia mentre era in viaggio per Roma, dove doveva subire il martirio. Nel 154, come delegato della Chiesa dell’Asia, fu a Roma dal papa Aniceto per la questione della data della Pasqua, se era da celebrare secondo l’uso dei giudei; il 14 di nisan giorno del plenilunio di primavera, o la domenica successiva ma, dopo lunghe discussioni, ognuno rimase del suo parere e Policarpo tornò a Smirne. Il 23 febbraio 155, all’età di 86 anni subì il martirio sotto Antonino Pio, arso vivo nello stadio della città, per essersi rifiutato di bestemmiare Gesù dicendo:”in tutti questi anni non mi ha mai fatto nulla di male, perchè dovrei bestemmiarlo ?”. Come teologo godette di grande autorità, scrisse molte lettere, ma una sola è giunta fino a noi, quella ai cristiani di Filippi del 108, per rispondere a una lettera di quella comunità e avere ulteriori notizie sul viaggio di Ignazio di Antiochia verso il martirio, dalla quale possiamo avere utilissime indicazioni sulla fede dei primi cristiani. Qualche anno dopo la sua morte, la comunità di Smirne, volendo portare a conoscenza di tutte le Chiese cristiane l’eroico martirio del suo vescovo, incaricò Marcione di comporre una fedele relazione ed è questa una delle più importanti passio, il più antico e commovente documento sul culto dei martiri, in forma di lettera, dai membri della “Chiesa di Dio che vive in esilio a Smirne”, spedita a tutte le comunità della santa Chiesa cattolica di ogni luogo conosciuto.

PRIMIANO di Larino
vescovo greco del 4° secolo, venerato ad Ancona e in Abruzzo, compatrono di Larino in provincia di Campobasso. La cripta del 9° secolo della Cattedrale di Spoleto (Santa Maria Assunta), è intitolata a San Primiano.

RENZO
santo più volte citato nei calendari, particolarmente in Toscana, ma del quale non ci sono notizie storiche.

ROMANA o ROMINA
secondo una Vita ampiamente leggendaria, era figlia del prefetto Calpurnio e sorella di Firmina. Fuggita alla vigilia delle nozze, si sarebbe rifugiata sul monte Soratte, sulla destra del Tevere a nord di Roma che ora si chiama Monte di Sant’Oreste. In questo luogo ricevette il battesimo dal futuro papa Silvestro I e visse il resto dei suoi giorni in una grotta presso Todi. Martire verso il 324, le reliquie furono traslate nella chiesa di San Fortunato a Todi, dove è molto venerata.

SERENO di Sirmio
giardiniere martire a Sirmio, sotto l’imperatore Galerio, nel 3° secolo.

TEA martire.

I santi del giorno del 2 febbraio

2 Feb

CANDIDO di Roma
vescovo martire, nel 5° secolo, assieme a Feliciano, Fortunato e Fermo.

CATERINA de’Ricci
nata a Firenze il 23 aprile 1522, fu battezzata Sandrina. Orfana a 14 anni, entrò tra le Suore Domenicane di Prato, prendendo il nome di Caterina. Ricevette le stigmate in giovane età e per la fama di santità, divenne priora del convento, consultata da grandi personalità del tempo, tra le quali, Carlo Borromeo, Filippo Neri e Pio V. Devotissima della Passione di Gesù, fu ammirata per le doti di umanità, ma anche per una certa fama di preveggente, perchè ebbe estasi e carismi straordinari. Ha lasciato 800 lettere familiari, dettate in stile semplice ed elegante. Morì a Prato il 2 febbraio 1590 dove i resti sono conservati nel monastero di San Vincenzo. Canonizzata nel 1746 da Benedetto XIV.

CORNELIO di Cesarea
centurione romano che, secondo gli Atti degli Apostoli, al capitolo 10, fu il primo gentile a convertirsi al cristianesimo e venne battezzato dall’apostolo Pietro, assieme a tutta la sua famiglia. Una tradizione dice che fu il 1° vescovo di Cesarea di Palestina, un’altra lo ricorda invece come vescovo in Misia.

DAGO martire

FELICIANO di Roma
martire con Candido vescovo, Fermo e Fortunato, nel 5° secolo.

FERMO di Roma
martire assieme a Feliciano, Fortunato e Candido.

FORTUNATO di Roma martire con Candido, Feliciano e Fermo

GIOVANNA di Lestonnac
nipote del famoso scrittore Michel Eyquem de’Montaigne, nata nel 1556 a Bordeaux, figlia di un cattolico e una calvinista, ebbe il permesso di studiare dai gesuiti. Nonostante l’inclinazione alla vita religiosa, nel 1573 dovette accettare il matrimonio con Gaston Barche e ne ebbe 7 figli, dei quali però ne sopravvissero solo 5. Rimasta vedova nel 1597, si fece monaca e qualche anno dopo, dietro suggerimento del gesuita padre De’Bordes, fondò la Compagnia delle Figlie di Maria Nostra Signora, per educare e istruire le ragazze del popolo, con l’apertura di una trentina di case dalla regola ispirata a Sant’Ignazio di Loyola che, nel 1607, ottenne l’approvazione pontificia da Paolo V. Per motivi rimasti sconosciuti fu deposta dalla carica e trascorse il resto della vita in un triste isolamento, perché fu completamente riabilitata solo pochi anni prima della morte, il 2 febbraio 1640. Beatificata da Leone XIII nel 1900 e stata proclamata santa nel 1949 da Pio XII.

LAZZARO di Milano
vescovo successore di Glicerio dal 438, martire nel 449

LORENZO di Canterbury
compagno di Agostino nel monastero di Sant’Andrea, in Roma, nel 596 andò con lui in Gran Bretagna a predicare il Vangelo e nell’autunno 605 fu il suo successore nella sede episcopale di Canterbury. Si adoperò per promuovere la pace, convertì al cristianesimo il re del Kent e morì nel 619.

SABATINO vescovo martire.

SALLUSTIO
martire alla fine del 1° secolo, sotto Domiziano

SEVERINO di San Maurizio
abate di San Maurizio d’Agauno sul Rodano, in Svizzera.

TEODORICO di Minden
altro nome di
TEODORO, morto nell’880.

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