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I santi del giorno del 13 luglio

13 Lug

ANACLETO I papa
di origine greca, convertito dall’apostolo Pietro, divenne suo collaboratore e fu il 3° papa della storia, eletto alla morte di Lino, nel 76. Il 24 agosto del 79, durante il suo pontificato, avvenne la spaventosa eruzione del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei. Qualche anno prima anche Gerusalemme era stata distrutta, e per questo motivo i cristiani credettero che la fine del mondo fosse vicina e pertanto anche il ritorno di Gesù Cristo Per allontanare dal popolo questa prospettiva apocalittica, l’anno seguente l’imperatore Tito inaugurò il Colosseo(anfiteatro Flavio), con grandi feste e giochi spettacolari. Anacleto subì il martirio nell’88 sotto il crudele Domiziano, fratello e successore di Tito. Agostino, Eusebio e Ireneo, lo citano indifferentemente, sia come Cleto che come Anacleto. Come CLETO la festa è il 26 aprile.

CLELIA Barbieri
nata il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna. Dopo essere stata giovane catechista parrocchiale, all’età di circa vent’anni  radunò attorno a se un gruppo di ragazze che, dopo la sua morte, il 13 luglio 1870, furono chiamate Suore Minime dell’Addolorata. La sua vita di umiltà nella povertà è stata tutta dedicata all’educazione religiosa dei giovani. Giovanni Paolo II l’ha canonizzata il 9 aprile 1989 e l’anno seguente è stata anche nominata patrona dei catechisti dell’Emilia Romagna.

ENRICO II il Santo
nato il 6 maggio 973 ad Abbach, presso Ratisbona, in Baviera, nel 995 fu il successore del padre come duca di Baviera. Nel 1002, alla morte di Ottone III, venne eletto re di Germania e due anni dopo si fece incoronare anche re d’Italia a Pavia. Nel 1013 sconfisse Arduino d’Ivrea e l’anno seguente ricevette la corona imperiale a Roma da Benedetto VIII, il quale dietro la sua insistenza, prescrisse la recita del Credo nelle Messe delle domeniche e feste principali. Combatté contro Boleslao I di Polonia che gli contendeva la Boemia e promosse la cristianizzazione dell’Europa orientale. Ritenendosi responsabile della fede dei sudditi, esercitò un severo controllo sui costumi del clero e favorì il monachesimo, mantenendo però la supremazia dello Stato sulla Chiesa. Nel 1006 fondò la diocesi di Bamberga e fece costruire la cattedrale consacrata da Benedetto VIII nel 1020. Sostenne la riforma cluniacense, fondò altre diocesi, dotò di beni vari monasteri e donò alla cattedrale di Basilea un altare d’oro, che oggi si trova nel museo di Cluny. Tornò nuovamente in Italia nel 1021 per una spedizione in Puglia contro i Bizantini, ma si ammalò e sulla via del ritorno fu portato a Montecassino dove, secondo la leggenda, guarì miracolosamente pregando sulla tomba di san Benedetto. Rimase tuttavia storpio per il resto dei suoi giorni, fino alla morte che avvenne a Bamberga il 13 luglio 1024. Secondo una tradizione, prima di morire avrebbe affermato che il matrimonio con Cunegonda era stato senza figli, perché avevano fatto voto di castità, ma di questo mancano prove storiche. Forse per il suo aperto appoggio concesso al papato, secondo autorevoli fonti, fu canonizzato da Eugenio III nel 1146 e nel 1200 fu raggiunto nel canone dei santi anche dalla moglie.

ERNESTO di Hobenstein conte martire in Svevia (v).

ESDRA
sacerdote ebreo discendente di Aronne, scriba “abile nella Legge di Mosè”, incaricato degli affari giudaici alla corte di Artaserse, re di Persia. Venne inviato a Gerusalemme verso il 458 a.C. con un mandato che gli dava facoltà d’imporre la Legge di Mosè, riconosciuta come legge del re, affidando a magistrati e giudici l’amministrazione della giustizia. Fece inoltre ricostruire Gerusalemme e ristabilire la gerarchia sacerdotale. Alla Festa delle Capanne, celebrata il 1° giorno del 7° mese, che sancì la nascita del giudaismo, fu incaricato, di leggere e spiegare la Legge di Dio, che il popolo si impegnò solennemente a osservare. Per questa sua opera è considerato anche come un secondo Mosè.

EUGENIO di Cartagine
Unnerico re dei Vandali, nel 481 permise ai cristiani di Cartagine di eleggere un vescovo, essendo la sede vacante fin dal 457. La scelta cadde su Eugenio, che però venne esiliato in Mauretania (v), dopo l’assemblea dei vescovi ariani e cattolici, indetta dal re nel 484 e conclusasi senza cedimenti da parte dei cattolici all’arianesimo  Richiamato nel 487, venne nuovamente bandito dopo il 496 e definitivamente esiliato in Aquitania(v), dove fondò il monastero di Sant’Amaranto, nei pressi di Albì e dove morì nel 505.

GIOELE profeta
2° dei profeti minori dell’A.T., esercitò la missione nel regno di Giuda, prima del tempo di Alessandro Magno, nel 4° secolo a.C. Nel libro che abbiamo di lui nella Bibbia, si possono ammirare la maestà dell’espressione e la gravità delle sentenze. Nella seconda parte è annunciata la vittoria definitiva di Dio e l’effusione dello Spirito Santo, che avrà luogo all’epoca del Messia e per questo è chiamato “profeta della Pentecoste”.

JACOPO da Varagine
Giacomo da Varazze, dove è nato nel 1228. Monaco, scrittore e agiografo domenicano, arcivescovo di Genova dal 1292, riuscì con la sua grande pazienza a comporre molte discordie locali. Autore di numerose opere sacre in latino, tra le quali primeggia la famosa Legenda Aurea. È morto a Genova nel 1298.

MANNO
monaco vissuto in Umbria, tra l’11° e il 12° secolo. La sua tomba si trova a Bettona, nei dintorni di Perugia, nella cripta della chiesetta di San Manno, che in origine era una tomba etrusca.

PATERNIANO (NIANO)
fervido predicatore nella regione delle Marche e 1° vescovo certo della città di Fano, vissuto tra il 275 e il 360 circa. Dopo la sua prima sepoltura sulla Via Flaminia in una chiesa andata poi distrutta, oggi è ricordato nella cinquecentesca Basilica di San Paterniano ed è il patrono della sua città.

SARA di Libia
badessa in un monastero libico nel 4° secolo. Tentata per anni da un demonio, non pregò per esserne liberata, ma per avere la forza di vincerlo.

SILA o SILVANO
è chiamato Sila negli Atti degli Apostoli, Silvano nelle lettere di san Paolo. Compagno di missione di Paolo, Barnaba e Giuda detto Barsabba, tutti inviati dagli stessi apostoli e dagli anziani, a portare una lettera di chiarimenti e incoraggiamenti alla comunità di Antiochia. In seguito viaggiò ancora molto, sempre assieme a Paolo e fu anche in prigione con lui a Filippi, dove un miracoloso terremoto, aprì loro le porte del carcere. Ebbe problemi anche con i Giudei a Tessalonica e Berea, tanto che fu costretto a lasciare queste città. Partecipò alla fondazione della Chiesa di Corinto e infine fu a Roma, come discepolo-segretario di san Pietro.

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I santi del giorno del 18 aprile

18 Apr

ALESSANDRO
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 31, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

AMADEO o AMEDEO
Joao da Silva y Menezes, nato nel 1425 a Ceuta. Monaco, confessore di Sisto IV, fu il fondatore dell’Ordine degli Amadeiti e del convento di Oreno, vicino a Vimercate. Fece anche erigere la Chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, dove morì nel 1484.

ANZIA martire di Messina assieme a ELEUTERIO vescovo.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perchè cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo.

CALOGERO di Brescia
convertitosi al cristianesimo subì il martirio ad Albenga nel 120 circa, sotto Adriano che fu imperatore dal 117 al 138.

GALDINO di Milano
nato nel 1096, a Milano, appartenente alla nobile famiglia dei Valvassori della Sala. Ordinato sacerdote, divenne prima cancelliere e arcidiacono e poi, nel 1156, arcivescovo e cardinale di Milano, successore di Uberto dei Pirovani. Combattè contro la setta dei Catari, che a Milano aveva fatto molti proseliti e sostenne la Lega Lombarda, contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, come delegato del pontefice. Contribuì molto alla ricostruzione della città devastata, praticamente rasa al suolo dallo stesso imperatore, sostenuto e incoraggiato del papa Alessandro III, che pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1176, lo proclamò santo.

GEBUINO di Lione
di nobile famiglia, nel 1077 fu consacrato vescovo di Lione da Gregorio VII. Sostenitore della riforma ecclesiastica, nel mezzo della lotta per le investiture, si scontrò con l’imperatore Enrico IV. Gravemente ammalato, morì nel 1081 e venne sepolto nella Chiesa di Sant’Ireneo. Nonostante questa chiesa sia stata poi distrutta durante la rivoluzione francese, la sua tomba è stata ritrovata intatta, nel 1824.

GIACOMO d’Oldo o JACOPO Oldi, beato terziario francescano, morto a Lodi, nel 1404.

IGINO Giordani
nato a Tivoli il 24 settembre 1894. Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, è considerato da Chiara Lubich co-fondatore del movimento dei “focolari” e indicato anche come l’uomo delle beatitudini. È morto il 18 aprile 1980 a Rocca di Papa, Roma e il 6 giugno 2004 è iniziato a Frascati il processo per la beatificazione, alla presenza dei suoi 4 figli e di Chiara Lubich stessa.

MARIA dell’Incarnazione
Barbara Acarie Avrillot, nata a Parigi il 26 febbraio 1565. Modello di moglie e madre cristiana, dopo la morte del marito, si fece monaca carmelitana prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione ed ebbe ripetute esperienze mistiche. Dedicò gran parte della sua esistenza alla diffusione dell’Ordine in Francia. Morta il 18 aprile 1618, fu beatificata da Pio VI, nel 1791.

NICO di Besozzo eremita lombardo vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

PERFETTO di Cordoba sacerdote martire in Spagna nel 9° secolo.

PIER LUCA beato.

SAVINA o SABINA Petrilli ricordata anche il 06 Aprile.

I santi del giorno del 17 aprile

17 Apr

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17.

ANTUSA di Costantinopoli vergine martire vissuta nell’8° secolo.

ARCANGELO di Gubbio, beato.

CATERINA Tekakwitha
nata nel 1656 nei pressi di Auriensville, nella regione che oggi è lo stato di New York, figlia di indiani pellirosse di etnia Mohawks. Siccome all’età di 4 anni contrasse il vaiolo che la lasciò sfigurata quasi cieca, fu abbandonata dalla famiglia. Per qualche anno visse presso uno zio e poi fuggì in Canada, in una missione indiana, vicino a Montreal, dove si dedicò alle cure dei poveri anziani e alla preghiera. Morta il 17 aprile 1680, chiamata il “giglio di Mohawk”, è stata beatificata da Giovanni Paolo II, nel 1980.

CHIARA (Gambacorta Tora)
nata a Pisa nel 1362, venne battezzata con il nome di Teodora. Sposata a soli 12 anni, dopo tre anni le morì il marito e cercò allora di farsi suora, entrando fra le Clarisse, ma fu molto ostacolata dal padre, governatore di Pisa, il quale  si oppose energicamente all’entrata in convento tenendola prigioniera per 5 mesi, sperando di convincerla a rinunciare alla vocazione. Potè prendere i voti con il nome di Chiara, soltanto grazie all’intervento di Caterina da Siena che, nel 1385, convinse il padre anche ad aiutarla a costruire un convento dove si praticò la regola domenicana. Morta nel 1419 è stata beatificata nel 1830 da Pio VIII.

GIACOMO da Cerqueto
santo morto nel 1366, chiamato anche JACOPO da Spoleto.

INNOCENZO di Tortona
vescovo di Tortona. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse, forse si può identificare con un Innocenzo presente al concilio romano del 372. Secondo la leggenda, sarebbe stato diacono del papa Silvestro I , il quale lo avrebbe inviato a predicare a Tortona, ma le date non coincidono.

ISIDORA martire nel 236 a Lentini, in provincia di Siracusa.

ROBERTO d’Alvernia
nato nel 1001, in Francia. Divenne canonico e tesoriere della chiesa di Saint-Julien a Brioude, in Alvernia, dove fondò un ospizio per i poveri. Dopo aver passato alcuni anni a Cluny, sotto l’abate Odilone, intraprese un pellegrinaggio, a Roma e Montecassino. Al ritorno si fece eremita sui monti della regione e la sua vita di santità attirò molti seguaci. Nel 1046 nacque così una comunità di 300 monaci nell’abbazia cluniacense detta La-Chaise-Dieu, Casa di Dio, presso Brioude. Morì nel 1067 e dopo soli 3 anni è stato canonizzato da Alessandro II.

RODOLFO di Berna martire di Berna, ucciso nel 1294.

STEFANO Harding
nato nel 1060, in Inghilterra in una famiglia ricca. Monaco nell’abbazia di Sherborne e poi viaggiò in Scozia, a Parigi e Roma. Assieme a Roberto di Molesmes, fondò il monastero di Citeaux, l’antica Cistercium e nel 1109 ne divenne il 3° abate. Durante il suo governo accolse il futuro san Bernardo e poi tra il 1113 e il 1115 fondò altre 4 abbazie in Francia, che furono dette “le 4 figlie di Citeaux”, a La Ferrè, Pontigny e Clairvaux, dando impulso e sviluppo all’Ordine Cistercense. Grande riformatore della vita monastica, è morto nel 1134.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

I santi del giorno del 13 aprile

13 Apr

CARPO di Pergamo vescovo martire in Misia, assieme a ISACCO e PAPILO.

DADA
santo martire nella Mesia Inferiore, attuale Romania, assieme a QUINTILIANO, MASSIMO e compagni.

ERMENEGILDO martire
Figlio del re dei Visigoti, Leovigildo, che risiedeva in Spagna e Ingunda la cattolica figlia del re dei Franchi, Sigeberto. Causa la religione della moglie, il padre lo esiliò a Siviglia, dove, dopo essersi convertito, si mise a capo di un partito cattolic. Leovigildo prese d’assedio la città, fece prigioniero il figlio e dopo averlo prima rinchiuso nel carcere di Tarragona, lo fece decapitare il 13 aprile 585, perchè aveva rifiutato di ricevere la Comunione pasquale da un vescovo ariano.

GIACOMO da Certaldo
santo morto nel 1292, chiamato anche JACOPO, è celebrato assieme a san Michele in una chiesa a loro intitolata a Certaldo, provincia di Firenze.

IDA di Lovanio
nata nel 1211 a Lovanio, città sul fiume Dyle, in Belgio, si fece monaca cistercense nell’abbazia di Val-des-Roses. Su di lei si raccontano molti fatti straordinari avvenuti anche prima di essere suora, che leggeva nei cuori, prevedeva il futuro, aveva visioni, estasi, profezie e persino che fu segnata dalle piaghe di Gesù Cristo. Morì verso il 1290.

IDA di Toggenburg martire dell’11° secolo.

MARGHERITA santa di Città di Castello, in provincia di Perugia, morta nel 1320.

MARTINO I papa
nobile nato nel 590 a Todi, in provincia di Perugia. Già diacono della Chiesa di Roma, fu consacrato il 5 luglio 649 dai vescovi e sacerdoti romani, senza attendere la conferma dell’imperatore d’Oriente Costante II, che in effetti non arrivò mai. Nell’ottobre di quello stesso anno convocò un sinodo nella basilica del Laterano, con la partecipazione di 105 vescovi occidentali, nel quale venne condannato l’errore dei monoteliti e per questa sua posizione Costante II lo fece arrestare contestandogli la condizione di illegittimità, perché mancava la sua convalida ufficiale. Malato di gotta e sofferente di dissenteria, nel 653 venne condotto a Costantinopoli, dove arrivò il 17 settembre dopo un viaggio pieno di sofferenze. Rinviato a giudizio per tradimento, fu condannato a morte, degradato pubblicamente, privato di tutti gli ornamenti pontificali e rinchiuso nella cella dei condannati. Non venne giustiziato per l’intervento di Paolo II patriarca della città, ma dopo 3 mesi di prigionia, il 26 marzo 654 venne comunque esiliato a Cherson, in Crimea. Sottoposto a nuove dure privazioni, morì di stenti, il 13 aprile 655 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria, presso Cherson. Un’altra fonte indica invece la morte il 16 settembre, sempre del 655.

MARZIO abate.

ORSO di Ravenna
vescovo dal 402, trasferì la sede episcopale da Classe a Ravenna, dove fece edificare la grandiosa cattedrale a 5 navate Ecclesia Catholica, in seguito chiamata Basilica Ursiana, sul luogo della quale, fra il 1734 e il 1743, venne poi eretto il Duomo della città. È morto nel 425, ed è rappresentato assieme ad altri vescovi ravennati, negli splendidi mosaici della chiesa di Sant’Apollinare in Classe.

 

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