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I santi del giorno del 15 maggio

15 Mag

ACHILLE di Larissa
vescovo della Tessaglia, antica regione della Grecia, morto nel 330.

ARIBERTO di Tortona  vescovo martire.

BENVENUTO di Recanati beato morto nel 1289

CASSIO martire in Francia nel 266, con Massimo e Vittorino.

CECILIO  vescovo spagnolo.

DIMPNA o DIMFNA
vergine martire a Gheel, presso Anversa nel 600. Figlia di un re pagano dell’Irlanda, che aveva concepito per lei una passione incestuosa fuggì per le erotiche persecuzioni del padre rifugiandosi in un monastero del Brabante, ma venne scoperta e decapitata dal padre stesso. In Belgio è chiamata la miracolosa patrona dei pazzi. Attorno alla chiesa costruita sul suo sepolcro, sorse il villaggio di Gheel, nel quale si pratica tuttora l’assistenza e la cura degli alienati.

DIONISIA
martire del 251, nell’Ellesponto, assieme ad Andrea, Paolo e Pietro.

ELLERO santo.

ESICHIO di Gibilterra soldato martire nel 1° secolo.

EUSEBIO Chini
Eusebio Francesco, detto Kino, nato nell’agosto 1645 a Segno, Val di Non, provincia di Trento. Nel 1665 entrò nella Compagnia di Gesù, studiò filosofia e teologia all’Università di Ingolstadt, in Germania e in previsione delle missioni alle quali aspirava, studiò anche scienze matematiche e astronomiche. Il 12 giugno 1678 partì missionario per il Messico ma, trattenuto in Spagna da vari contrattempi, sbarcò in America solo nel giugno di tre anni dopo. Adottò da allora il nome KINO e per circa trent’anni fu missionario, organizzatore, esploratore e cartografo. Scoprì Rio Grande, esplorò la Sierra Gigante e la bassa California, allora erroneamente ritenuta un’isola. Cavalcatore di straordinaria resistenza, visitò frequentemente sia le tribù messicane, come quelle di tutto il territorio fino alla California, facendo costruire molte chiese e “missiones”. Quando aveva gia sessant’anni, venne incaricato dell’organizzazione temporale di tutte le missioni della regione della Pimeria (attualmente Messico e Arizona), alle quali aveva dedicato il suo zelante apostolato fin dal 1687. È morto il 15 maggio 1711 a Santa Madgalena, Messico, durante la dedicazione della chiesa da lui costruita. Dai molti scritti si possono avere notizie che contribuiscono in modo notevole alla conoscenza della storia e geografia dell’America coloniale e dal suo diario, Tercera entrada en 21 de deciembre 1683, anche varie conoscenze sulla civiltà delle tribù indiane.

ISIDORO l’agricoltore
chiamato anche DORO, nato a Madrid nel 1070, in una poverissima famiglia che lasciò molto presto per guadagnarsi da vivere lavorando nei campi come dipendente di un contadino. Raro esempio di pietà e carità cristiana, ebbe il dono dei miracoli e ne operò molti sia in vita che dopo la morte. Anche sua moglie, Maria Toribia, è venerata in Spagna con il nome di “Santa Maria de la Cabeza”. Morì il 15 maggio 1130 e venne canonizzato da Gregorio XV, nel 1622.

ISIDORO di Chio
martire originario di Chio, isola dell’Egeo. Le reliquie sono conservate in una cappella intitolata a lui, nella basilica di San Marco a Venezia.

MONALDO di Ancona
abate bavarese, detto “di Ancona”, morto nel 1286.

NICOLA I
detto “il Mistico”, vescovo vissuto nel 10° secolo.

PRIMIANO di Larino
vescovo greco del 4° secolo, venerato ad Ancona e in Abruzzo, compatrono di Larino in provincia di Campobasso. La cripta del 9° secolo della Cattedrale di Spoleto(Santa Maria Assunta), è intitolata a San Primiano.

RUPERTO
santo di Bingen presso Magonza, in Germania, vissuto nel 9° secolo.

SEVERINO di Settempeda
dopo avere distribuito ai poveri le grandi ricchezze ereditate dalla famiglia, si fece eremita insieme con il fratello Vittorino. Papa Vigilio, nella primavera del 545, lo nominò 1° vescovo di Settempeda, oggi San Severino Marche. Morto nel 550, le reliquie sono oggi conservate nel Duomo vecchio della città che, secondo una tradizione storiografica, sorge sul luogo nel quale gli abitanti, fuggiti dopo il saccheggio ad opera di Totila, portarono su di un carro trainato da buoi le spoglie del loro vescovo, erigendo una chiesetta.

SOFIA di Roma
giovane martire sotto Diocleziano nel 305. Le reliquie si trovano nella chiesa romana di San Martino ai Monti.

TORQUATO di Cadice
vescovo di Guadix (Cadice), dove morì martire. Erroneamente considerato uno dei primi 7 diaconi nominati dagli Apostoli, è stato comunque un evangelizzatore della Spagna nel 1° secolo.

VITTORINO
martire in Francia nel 266, assieme a Cassio e Massimo. Uno dei patroni della città di L’Aquila.

VITTORINO di Camerino
eremita assieme al fratello Severino, nel 545 il pontefice Vigilio lo nominò vescovo di Camerino, in provincia di Macerata.

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I santi del giorno del 4 aprile

4 Apr

ALETTA martire in Gallia nel 12° secolo.

BENEDETTO il Moro
nato a San Fratello, in provincia di Messina, nel 1526. Discendente da schiavi negri portati in Sicilia dall’Africa  entrò tra gli eremiti francescani di Girolamo di Lanza e quando nel 1562 questo istituto venne soppresso, passò a Palermo tra i frati minori dove, anche senza entrare nell’Ordine  divenne guardiano, maestro dei novizi e infine superiore. Morì a Palermo nel 1589 e fu canonizzato da Pio VII, nel 1807.

DOMENICA di Capriana
Maria Domenica Lazzeri, chiamata la “beata meneghina”, nata il 16 marzo 1815, sesta figlia di Bortolo e Margherita, a Capriana, in Valle di Cembra, provincia di Trento. Mentre frequentava con profitto la scuola elementare, aiutava il padre al mulino della famiglia, lavorava nei campi, portava gli animali al pascolo, leggeva e meditava in particolare la passione di Gesù Cristo. Mandata anche a servizio presso un famiglia di Fadana di Cembra, nel 1828, quando rimase orfana del padre, dovette occuparsi soprattutto del piccolo mulino. Nel 1832 due fatti straordinari segnarono la sua vita: una notte di terrore al mulino causatale da due “misteriose figure” e qualche giorno dopo, una strana apparizione, mentre era al lavoro in un campo. Da allora rimase colpita da una dolorosa malattia che la costrinse a letto provocandole febbri intermittenti. Durante il lungo calvario che si concluse con la morte, Venerdì Santo 4 aprile 1848, accaddero eventi straordinari: per 14 anni visse con le stigmate che le erano apparse il 10 gennaio 1835 e una corona di ferite sul capo che sanguinavano ogni venerdì e in tutti questi anni si nutrì solo della comunione eucaristica, una volta alla settimana, come era allora permesso. Nel piccolo paese trentino erano arrivati nel frattempo, alcuni personaggi di rilievo attratti dalla fama di santità della “beata”: vescovi stranieri, uno dei quali addirittura dall’Australia  altri dal Regno Unito, il filosofo cattolico Antonio Rosmini e tanti altri. Tutti hanno lasciato una relazione scritta di quello che avevano visto e sentito, mentre il principe vescovo di Trento, anche se informato costantemente dal parroco del luogo, non arrivò mai a Capriana. Dal 1927 al 1943, sono stati fatti vari tentativi per avviare un processo canonico di beatificazione, ma senza risultati positivi. Nel dopo guerra nessuno si è più preso la cura di riprovare, e così Domenica è rimasta la “beata meneghina”, solo per la gente di Capriana e pochi altri a conoscenza della sua breve vita di dolore, fino al 4 aprile 1995. In questa data, l’arcivescovo di Trento, Giovanni Maria Sartori, celebrando una Messa in suffragio della Serva di Dio Domenica Lazzeri, nel 147° anniversario della morte, ha aperto ufficialmente un nuovo processo di canonizzazione, rispondendo positivamente alla richiesta antica e rinnovata il 22 agosto 1944, di dare inizio al processo sulla vita, virtù e fama di santità di colei chiamata affettuosamente “meneghina”, cioè piccola Domenica. L’arcivescovo ha detto nell’omelia  che spetta ora alla Chiesa pronunciarsi sull’eroismo delle virtù esercitate da lei, confidando che l’inizio di questo processo possa risvegliare in tutti gli alti ideali di amore a Dio e di offerta generosa al Signore di questa umile creatura.

EUFRASIA Pelletier
Maria Eufrasia, nata nel 1796. Monaca nel monastero di Nostra Signora del Rifugio di Tours, nel 1829 fondò ad Angers, un “Rifugio” del quale divenne superiora. Questa congregazione, approvata da Gregorio XVI, nel 1835, con la denominazione di Istituto delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, con il compito di provvedere alla rieducazione delle ragazze “perdute”, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, sotto il governo di Maria Eufrasia nominata superiora generale a vita. Morta nel 1868, è stata canonizzata nel 1940 da Pio XII.

FORMOSO papa
nato a Ostia nell’816. Vescovo di Porto Romano, nell’864, per incarico del papa Niccolò I, svolse delicati incarichi diplomatici presso i bulgari, ma poi fu ridotto allo stato laicale da Giovanni VIII. Riabilitato da Marino I, divenne pontefice il 6 ottobre 891, successore di Stefano VI. Nell’892 incoronò imperatore Lamberto di Spoleto ma po di fronte ai suoi comportamenti poco corretti, chiamò in aiuto Arnolfo duca di Carinzia, ricompensandolo con la corona nell’896. Morto l’11 aprile dello stesso anno, il suo successore Stefano VII, amico di Lamberto di Spoleto, nel gennaio del 897 ne fece riesumare e mutilare il cadavere per processarlo in un concilio detto cadaverico, che dichiarò nulla l’elezione e illegittimi gli atti. Dopo questa macabra messa in scena, spogliata degli abiti pontificali la salma fu gettata nel Tevere. La sua memoria è stata poi riabilitata, dal papa Teodoro II e poi da Giovanni IX, nell’898.

FRANCESCO Marto
nato nel 1909. Uno dei veggenti di Fatima, assieme alla sorella Giacinta e a Lucia Dos Santos. È stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 2003.

GAIANO martire in Tracia, molto venerato a Roma.

ISIDORO di Pelusio
monaco e scrittore ecclesiastico greco, nato nel 370 ad Alessandria d’Egitto. Si ritirò in un monastero presso Pelusio, città portuale del basso Egitto, divenendone abate. Uno degli uomini più eruditi del 5° secolo, intervenne presso Cirillo patriarca d’Alessandria in difesa del suo maestro Giovanni Crisostomo e durante la crisi nestoriana, disapprovò ancora i metodi di Cirillo. Delle sue opere è rimasto soltanto “l’Epistolario”, comprendente però più di 2 mila lettere, che costituiscono un prezioso documento per lo studio della Chiesa Greca del periodo. Morì nel 450 circa.

PLATONE di Costantinopoli
nato nel 735, monaco eremita morto a Costantinopoli nell’814, chiamato “San Platone dei simboli dell’Olimpo”.

TEODOLO lettore martire con Agatopode.

TEODORA di Tessalonica
nata nell’812 su di un’isola dell’Egeo, causa frequenti scorrerie di pirati fu costretta a fuggire, assieme al marito, rifugiandosi in Macedonia. Quando rimase vedova, entrò con la figlia in un monastero a Tessalonica (Salonicco in Grecia), dove diede esempio di grande virtù e dopo la morte si dice che, per sua intercessione, siano avvenuti molti miracoli.

ZOSIMO di Giordania
anacoreta vissuto nel deserto giordano, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 4 marzo

4 Mar

BASILIO vescovo,  EFREM,  NESTORE, CAPITONE vescovo, ELPIDIO ed ETERIO martiri a Sebastopoli in Crimea, nel  5° secolo.

CAIO santo detto “Palatino”.

CASIMIRO di Lituania
nato a Cracovia il 5 ottobre 1458, terzo dei 13 figli di Casimiro IV, re di Polonia e Lituania e di Elisabetta d’Asburgo. Re d’Ungheria a soli 13 anni, fu messo a capo di una spedizione contro Mattia Corvino, fallita la quale, l’anno dopo ritornò a Cracovia e si dedicò alla vita religiosa, le virtù cristiane e la misericordia verso i poveri. Ebbe una grande venerazione per la Vergine Maria e l’Eucaristia ed è ricordato anche per essere stato un poeta delicato. Distrutto dalla tubercolosi, morì a soli 26 anni il 4 marzo 1484, a Grodno, città sul fiume Niemen, in Lituania presso il confine con la Polonia e venne sepolto a Vilna (oggi Vilnius) in una cappella dedicata alla Madonna. Canonizzato nel 1521 da Leone X, è stato proclamato patrono di Polonia e Lituania.

ISIDORO di Pelusio ricordato anche il 04 Febbraio

LUCIO I papa
romano, appena eletto il 25 luglio 253, fu arrestato ed esiliato da Trebonio Gallo, a Centumcellae, come era accaduto al suo predecessore Cornelio. Nello stesso anno il nuovo imperatore Valeriano I gli consentì di tornare a Roma, da dove confermò le misure di clemenza prese nei confronti dei lapsi. Morto il 5 marzo 254, sepolto nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica e onorato martire perché, nel Liber Pontificalis era scritto che fu decapitato sotto Valeriano I. Questo solo fino al 4° secolo quando, mancando prove certe del suo martirio, perchè le persecuzioni di Valeriano erano iniziate 3 anni dopo la sua morte, venne ricordato come confessore della fede. Gli sono state attribuite alcune lettere dogmatiche.

PLACIDO Viel santo morto nel 1877.

UMBERTO III di Savoia
detto il Beato, nato nel 1136 nel castello di Avigliana, in provincia di Torino. Ereditò la contea a soli 12 anni, come successore del padre Amedeo III conte di Savoia, sotto la tutela del vescovo di Losanna, Amedeo de’Hauterive. Quando raggiunse la maggiore età, dovette impegnarsi a fondo contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, alleandosi ai comuni padani con la Lega Lombarda, contro i vescovi ariani di Torino e Sitten. Dopo il 4° matrimonio, si fece monaco cistercense e fondò una chiesa, con annesso ospedale per i pellegrini, a Buttigliera Alta, nei dintorni di Torino. Morì a Chambery, nella Savoia francese, il 4 marzo 1189.

 

I santi del giorno del 5 gennaio

5 Gen

ABACUC profeta biblico (uno dei 12 minori).

AMATA e AMELIA martiri nel 6° secolo.

APOLLINARE vergine martire.

ASTOLFO di Magonza vescovo.

BARNABA da San Nicola  Giovanni Del Vit, nato il 7 aprile 1746 a Grumes, in provincia di Trento. Dopo aver frequentato la scuola popolare, a 16 anni fu mandato a Lavis come apprendista sarto, presso la casa Clauser. Nel marzo 1768 partì per Roma deciso a farsi religioso e fu accolto come laico nel monastero degli Agostiniani Scalzi. Due anni dopo emise i voti, prese il nome di fra Barnaba, servì nel convento con il suo mestiere di sarto e si dedicò anche alla “cerca” per le strade di Roma. Tornò a Grumes una sola volta, nel 1780, a pregare sulla tomba di suo padre. Ha speso tutta la vita nel servizio di Dio e del prossimo. È morto il 5 gennaio 1790 e il suo corpo riposa nella chiesa di Gesù Maria al Corso, nel centro di Roma. Di lui si disse che era un frate di soavi maniere, di innocenza, carissimo ai confratelli, ardente di carità, umile, povero e obbediente. Dopo la morte la voce popolare lo venera come santo e si narrano diversi prodigi a lui attribuiti quando era ancora in vita. A Grumes, dove sono conservati alcuni oggetti che gli erano appartenuti, è ricordato con venerazione.

EDOARDO il Confessore nato a Islip, nell’Oxfordshire nel 1002, figlio di Eteldredo II re d’Inghilterra e di Emma di Normandia. Nel 1042, alla morte dell’ultimo sovrano danese Canuto III e con l’appoggio di Godwin conte del Wessex, venne consacrato re con il nome di Edoardo III. Di educazione normanna però, non seppe accattivarsi i favori del popolo e quando si venne a sapere che la corona inglese era stata da lui promessa a Guglielmo di Normandia, il sentimento nazionale sassone prevalse e permise a Godwin di regnare di fatto. Alcune imprese di pace illustrano il nome di Edoardo: rimise in vigore le leggi del suo antenato Edgar e trasferì la capitale a Westminster, nell’Anglia Orientale. Si dice anche che ebbe visioni e che curava i malati con il semplice tocco delle mani, ma in complesso fu un re debole, amato soltanto per la sua mitezza. Riuscì comunque a rafforzare i legami tra la Chiesa inglese e il papato, fece costruire l’abbazia di San Pietro a Londra, che oggi si chiama Winchester Abbey, consacrata il 28 dicembre 1065. Gravemente ammalato, non poté assistere alla cerimonia inaugurale perché morì a Westminster, il 5 gennaio 1066. Venerato subito come santo dalla volontà popolare, è stato poi canonizzato nel 1161, da Alessandro III. Festa anche il 13 ottobre, anniversario della traslazione della salma nella nuova cattedrale.

EMILIANA di Roma  vergine romana, vissuta nel 6° secolo. Sorella di Tarsilla, zia di Gregorio Magno, il quale ci ha lasciato il racconto della sua vita e delle visioni. Condusse vita austera nella casa del senatore Gordiano poi trasformata nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio dal nipote Gregorio. È stata un grande esempio di purezza e di edificante virtù.

GERLACO di Maastricht Militare di Valkenburg, in Olanda. Sposato, ma di carattere irascibile, rissoso, violento e bestemmiatore, rese infelice la giovane moglie, ma quando lei morì, il rimorso lo fece piombare nella disperazione. Lasciate le armi, divenne pellegrino, prima a Roma e poi a Gerusalemme. Fece sette anni di penitenza, durante i quali, servì gli ammalati negli ospizi. Alla fine entrò nell’Ordine fondato da Norberto di Xanten (premonstratensi), vivendo come eremita nel cavo di una vecchia quercia, presso Maastricht, in Olanda.

ISIDORO di Roma soldato romano, martire ad Alessandria d’Egitto.

PIETRO Bonilli nato il 15 marzo 1841 a San Lorenzo di Trevi, Perugia, in una famiglia di contadini. Nella sua giovinezza incontrò un sacerdote, Lodovico Pieri, che gli fece da guida spirituale nel cammino verso il sacerdozio. Fu ordinato nel 1863 e per 35 anni esercitò il suo apostolato come parroco di Cannaiola, una frazione di Trevi, dedicandosi all’istruzione religiosa. Fondò un orfanotrofio per ragazzi abbandonati, aprì un asilo per ragazze sordomute e cieche e riuscì anche a far funzionare una tipografia. Nel 1888, fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia per l’assistenza a tutti questi giovani in difficoltà. È morto a Spoleto il 5 gennaio 1935.

RUGGERO di Todi  nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237.

SIMEONE stilita  il vecchio, asceta siriano nato verso il 390 a Sis o Sisi in Cilicia(v), morto nel 459. Pastore attirato dalla vita monastica, in un primo tempo si ritirò in un convento, ma poi si fece eremita. Dopo aver sperimentato varie forme di ascetismo, andò a vivere su di una piattaforma posta alla sommità di una colonna, dove rimase, sembra, per 40 anni, alternando la predicazione alla preghiera, ascoltato e venerato anche da re e imperatori. Gli sono stati attribuiti numerosi scritti apologetici.

TELESFORO papa  di famiglia greca, ma nato a Terranova, in Calabria, dove visse da eremita. Eletto nel 125, successore di Sisto I, perché ritenuto estraneo alle eresie che già dilagavano in Roma e pertanto in grado di combatterle. Secondo lo storico Ireneo di Lione, resse le sorti della Chiesa per 11 anni, 3 mesi e 22 giorni. Condannò l’eresia degli gnostici, secondo la quale Dio è ineffabile, infinitamente superiore, ma separato dall’uomo  Introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli (per il clero doveva durare 7 settimane) ed è famoso per aver istituito la Messa della Notte di Natale, con il canto del Gloria in excelsis Deo all’annuncio della nascita di Gesù. Subì il martirio nel 136 sotto l’imperatore Adriano, ma risulta priva di fondamento la notizia che sia stato sepolto in Vaticano accanto a san Pietro.

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