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I santi del giorno del 6 luglio

6 Lug

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

GERMANO
nato nel 634, figlio del patrizio Giustiniano, che era stato messo a morte da Costantino IV. Eletto vescovo di Cizico (v), combatté il monotelismo e poi, quando nel 715 venne eletto patriarca di Costantinopoli, fu l’animatore della resistenza all’iconoclastia, difendendo energicamente il culto delle acre immagini. Per questa ragione, nel 730 l’imperatore d’Oriente Leone III, l’Isaurico , lo depose dalla carica. È morto il 12 maggio 732 lasciando un trattato teologico, uno scritto storico e 9 omelie. Nella Chiesa Ortodossa è celebrato il 12 maggio, in quella Cattolica, il 6 luglio.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUCIA martire in Campania.

MARIA Goretti
nata il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, presso Ancona. Trasferitasi con la famiglia a Ferriere di Conca, in provincia di Latina e rimasta orfana del padre all’età di 10 anni, dovette lavorare duramente per aiutare la madre a mantenere la numerosa famiglia. Non aveva ancora 12 anni, quando rimase vittima di una aggressione e preferì morire piuttosto che perdere la verginità. Il 6 luglio 1902, a Nettuno, nel Lazio, è stata uccisa con 14 colpi di punteruolo dal diciottenne Alessandro Serenelli, che, animato da una insana passione, l’aveva insidiata più volte venendo sempre respinto. L’omicida, dopo essersi pentito, si è dato a una vita di severa penitenza e Maria è stata canonizzata da Pio XII il 24 giugno 1950(Anno Santo), alla presenza della madre, del suo assassino completamente trasformato, al quale aveva perdonato prima di spirare e ad una immensa folla di giovani in Piazza San Pietro.

MARIA Ledochowska 
Maria Teresa, nata nel 1863, fondatrice della Società di San Pietro Claver, per l’apostolato missionario, morta nel 1922.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

ROMOLO di Fiesole
una leggenda lo dice discepolo di san Pietro e 1° vescovo di Fiesole, martire al tempo di Domiziano e che il suo culto è molto antico. Sepolto e venerato prima nella vecchia cattedrale di Fiesole fuori le mura, nel 1028 le reliquie furono traslate nella nuova cattedrale urbana.

SEVERO di Cesena vescovo martire nel 6° secolo.

TRANQUILLINO di Roma
nobile e ricchissimo cittadino romano, padre dei diaconi Marcelliano e Marco. Battezzato da Policarpo di Roma, ordinato sacerdote dal papa Caio, subì il martirio per lapidazione verso la fine del 3° secolo.

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I santi del giorno del 9 maggio

9 Mag

BEATO apostolo della Svizzera.

DUILIO martire romano.

ERMA
discepolo di san Paolo, martire a Roma alla fine del 1° secolo.

FORTE di Gubbio
vissuto nell’11° secolo, eremita sul monte Scheggia, tra Umbria e Marche. Discendente della nobile famiglia Gabrielli di Gubbio, lasciò l’eremitaggio per entrare nell’abbazia di Fonte Avellana, sotto la guida dell’abate Lodolfo. Qui è morto nel 1040 e le sue reliquie riposano nella cattedrale di Gubbio.

GERONZIO di Cervia  vescovo morto nel 501.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia (oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia, autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

GREGORIO di Ostia
monaco benedettino, nato nel 998 e morto nel 1044. Nominato cardinale-vescovo di Ostia, dal 1039 fu Legato pontificio in Navarra, Spagna. Insigne per dottrina e santità, il culto venne approvato nel 1754 da Benedetto XIV.

IRMA di Roma martire.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUMINOSA di Pavia sorella di sant’ Epifanio, martire nel 476.

MAINARDO di Urbino santo marchigiano, morto nel 1080.

NICCOLÒ Albergati
nato a Bologna nel 1375, morto a Siena nel 1443. Monaco certosino, nel 1417 divenne vescovo della sua città e 5 anni dopo fu inviato Nunzio Apostolico in Francia. Nel 1426 Martino V lo elevò alla porpora cardinalizia.

PACOMIO il Grande
nato a Esneh, nella Tebaide, nel 292 e morto a Pebù il 9 maggio 347. Di famiglia pagana, soldato sotto l’imperatore Massimino II Daia, si convertì al cristianesimo nel 313 e si ritirò per sette anni nel deserto fra le rovine di un tempio, a Denderah, per condurre vita ascetica sotto la guida dell’anacoreta Palamone. Constatando di persona gli inconvenienti degli anacoreti nella loro vita, cercò di superarli attraverso una comunione di vita fra confratelli religiosi. Raccolti attorno a se numerosi discepoli, nel 318 fondò la prima comunità cenobitica a Tabennisi, villaggio abbandonato sulla riva sinistra del Nilo. Il monastero cinto da un muro, con la cappella e le sue dipendenze, comprendeva una serie di casette fatte per una ventina di monaci. Presto affiancato da altri 10 cenobi a Pebù, Panopoli, Shenesit, Thebiù, e altri, diede così origine alla grande fioritura cenobitica egiziana del 4° secolo. Pacomio organizzò la vita comune secondo una regola, che è la più antica che si conosca, suddividendo il tempo fra pratiche ascetiche, lavoro manuale, esercizi di contemplazione e preghiera. E ritenuto uno dei grandi fondatori del monachesimo cristiano antico, i cui tratti rimasero così fissati anche in occidente perché la sua regola, perduta nella copia originale, ma giunta in frammenti greci e nella traduzione latina di Girolamo del 404, ha ispirato probabilmente la regola basiliana, gli scritti monastici di Giovanni Cassiano, Cesario d’Arles e Benedetto da Norcia. L’opera di Pacomio continuò anche dopo la sua morte, perché Girolamo racconta che a Pasqua, quando i monaci di tutti i monasteri retti dalla sua regola, si recavano in pellegrinaggio a Tabennisi, se ne potevano vedere radunati fino a 5 mila !

PRISCO di Nocera
1° vescovo di Nocera dei Pagani, in provincia di Salerno.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TODINO di Landevennec
vissuto nel 5° secolo a Landevennec, piccolo porto francese sull’Atlantico, all’estremo nord della Bretagna.

I santi del giorno del 18 febbraio

18 Feb

ARTEMISIA o ARTEMIDE vergine martire di Roma.

CAMILLA martire a Civitavecchia nel 5° secolo.

CINZIA
martire durante le prime persecuzioni anticristiane, forse sotto Diocleziano. Viene rappresentata con una spada, oppure con una corona di spine e vicino a lei un giglio.

COLMANO o COMANO ricordato anche il 26 Gennaio

COSTANZA di Bitinia
figlia di Costantino il Grande e di Fausta, nata nel 318 e morta in Bitinia nel 354. Moglie di Annibaliano , re del Ponto e dell’Armenia e poi del cugino Costanzo Gallo. Fu sepolta a Roma, nel mausoleo detto di Santa Costanza sulla Via Nomentana, mentre un’altra fonte sostiene che il suo sarcofago si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano.

CUZIA di Ostia
moglie di Claudio, subì il martirio a Ostia, assieme al marito e al cognato Massimo, durante la persecuzione di Diocleziano.

ELLADIO di Toledo vescovo di Toledo, successore di Amasio, dal 615 al 633.

FLAVIANO di Costantinopoli
nato nel 390, patriarca di Costantinopoli dal 446 al 449. Nel 448 condannò l’eresia di Eutiche, ma nell’agosto successivo il patriarca di Alessandria, Dioscuro, ottenne dall’imperatore Teodosio II, la convocazione di un nuovo concilio, rimasto storicamente famoso, sotto il nome di “latrocinio di Efeso”. In soli due giorni, usando notevoli pressioni e impedendo l’intervento dei delegati papali, l’eretico Eutiche fu riabilitato e Flaviano venne deposto e condannato all’esilio in Lidia, dove morì dopo soli tre giorni, in seguito alle percosse e maltrattamenti subiti. Nel 451 il nuovo imperatore Marciano fece riportarne il corpo nella capitale dove venne onorato come martire.

GELTRUDE Comensoli
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno, Bergamo, si chiamava Caterina, ma quando fondò l’Istituto delle Suore del SS.mo Sacramento, prese il nome di Geltrude. Il suo ordine ha lo scopo principale dell’adorazione perpetua a Gesù Sacramento. È morta il 18 febbraio 1903, a Bergamo.

GREGORIO V papa
Brunone dei duchi di Carinzia, figlio di Ottone e di Liutgarda, cugino di Ottone III imperatore, salì al soglio pontificio il 3 maggio 996, all’età di 24 anni, prendendo il nome di Gregorio V. I romani però, capeggiati da un certo Crescenzio Nomentano, si ribellarono al papa straniero, lo cacciarono dalla città e si impadronirono di tutti i suoi beni. Rifugiatosi a Spoleto, fece due tentativi per tornare a Roma con un esercito, ma entrambi fallirono, mentre Crescenzio faceva eleggere Giovanni Filagato con il nome di Giovanni XVI. Nel febbraio 997, Gregorio convocò un sinodo a Pavia che si concluse con la scomunica di Crescenzio e dell’antipapa, così nel 998 potè tornare a Roma scortato dall’imperatore. Convocò subito un nuovo sinodo che fece imprigionare Giovanni Filagato, mentre Crescenzio venne decapitato sui bastioni di Castel Sant’Angelo. Nel suo pontificato è stato grande fautore della riforma cluniacense e assertore della giurisdizione pontificia su tutta la Chiesa. È morto il 18 febbraio 999, forse avvelenato.

ISAIA Boner
nato a Cracovia, entrò ancora molto giovane tra gli agostiniani, nel monastero di Santa Caterina a Cracovia dove è stato trovato un documento che attesta la sua presenza come studente, all’Università di Padova, nel 1422. Completò poi gli studi in quella di Cracovia, nella quale divenne insegnante titolare della cattedra di teologia. Morto il 18 febbraio 1471, è uno dei patroni della Polonia.

ROMANO di Kiev
martire nel 1015 a Kiev, in Russia. Patrono di Mosca.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano.

I santi del giorno del 16 febbbraio

16 Feb

DANIELE
martire egiziano, assieme a Elia, Geremia e compagni.

ELIA di Palestina
vescovo martire del 4° secolo, patrono di Peschici, in provincia di Foggia.

FILIPPA di Mareri
nata in Abruzzo verso il 1200, per un certo tempo visse da eremita su di un monte nei pressi di Mareri, in provincia di Rieti. Nel 1228 fondò, a Borgo San Pietro, un monastero di suore clarisse, del quale fu la prima badessa e dove morì nel 1236.

GEREMIA di Cesarea
martire egiziano nel 309 a Cesarea di Mauretania, assieme a Daniele, Elia, Isaia e Samuele.

GIULIANA di Nicomedia
nata in Bitinia nel 285, figlia di un pagano di nome Africano, fu promessa sposa dal padre al prefetto Evilasio, ma lei rifiutò, perchè era cristiana e il promesso sposo; pagano. Venne così denunciata, processata e condannata alla decapitazione nel 304. Le reliquie sono conservate a Napoli, anche se è molto venerata particolarmente a Verona.

GIUSEPPE Allamano
nato il 21 gennaio a Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti. Quando nel 1873 venne ordinato sacerdote, fu destinato alla formazione dei seminaristi, 7 anni dopo ebbe la nomina a Rettore del santuario della Consolata di Torino e poi diresse anche la casa di esercizi spirituali al santuario di Sant’Ignazio e il Convitto Ecclesiastico della città. Nel 1901 ha fondato l’Istituto della Consolata per le Missioni Estere e nel 1910, anche quello per le Suore Missionarie. È morto a Torino il 16 febbraio 1926.

ISAIA martire egiziano con Daniele, Geremia e Samuele.

LUCILLA martire venerata a Bassano del Grappa.

ONESIMO di Berea
originario della Frigia, schiavo di un cittadino di Colosse, di nome Filemone, venne convertito a Roma da Paolo, presso il quale si era rifugiato dopo aver derubato il suo padrone. Questa conversione è raccontata nella lettera di Paolo a Filemone, con la quale gli chiede il perdono e la liberazione del nuovo discepolo che in seguito divenne vescovo di Berea, in Macedonia. È morto nel 95 circa.

ONESTO di Tolosa
originario di Nimes, discepolo del 1° vescovo di Tolosa, Saturnino, venne inviato a evangelizzare la regione della Navarra, nella Spagna settentrionale. Nella città principale, Pamplona, riuscì a convertire il senatore Fermo e suo figlio Firmino, ma non si sa altro di questo santo, solo che forse morì martire e che le sue reliquie furono traslate a Pamplona nel 1186.

SAMUELE
martire assieme a Daniele, Elia, Geremia e Isaia, tutti egiziani.

SELEUCO legionario romano, martire in Palestina.

SIMONE di Cascia
nato a Cascia nel 1275 e morto a Firenze nel 1348. Discepolo di Angelo Clareno (v) capo degli spirituali francescani, verso il 1320 entrò fra gli eremitani di sant’Agostino. Divenuto sacerdote e predicatore di larga fama, ha fondato anche alcuni monasteri e ha lasciato importanti opere teologiche, letterarie e dottrinali. Il suo culto è stato riconosciuto “ab immemorabili”, nel 1833 dal papa Gregorio XVI.

UBERTINO da Casale
nato a Ilia di Casale Monferrato nel 1259 circa. Teologo e mistico, seguì le teorie degli spirituali francescani, dei quali in seguito divenne il capo, e si lanciò in una campagna tesa a ottenere una radicale riforma dell’Ordine e della Chiesa in generale. Per questo motivo fu costretto a uscire dal suo ordine ed entrò in quello dei Benedettini. Fra i numerosi scritti, ebbe larga risonanza l’Arbor vitae crucifixae Jesù, una infuocata critica alla mondanizzazione della chiesa ufficiale. Morì dopo il 1329.

I santi del giorno del 14 gennaio

14 Gen

BIANCA di Castiglia
nata nel 1188 a Palencia, nella Vecchia Castiglia, Spagna. Figlia di Alfonso IX, sposò il re di Francia, Luigi VIII il 23 maggio 1200 a soli 12 anni e poi divenne madre di Luigi IX, il Santo. Alla morte prematura del marito, esercitò con grande energia la reggenza durante la minore età del figlio. Dopo 10 anni gli cedette il posto, ma quando questi partì per la crociata in Terrasanta, dal 1248 al 1252 esercitò ancora la reggenza. Fondò istituzioni caritative e aiutò finanziariamente molte chiese e monasteri. È morta a Maubisson, nei pressi di Bordeaux, nel 1252.

DAZIO o DACIO di Milano  
vescovo di Milano, dal 530 al 552, appartenente alla storica famiglia degli Alciati. Durante la guerra gotica, verso la fine del 537, andò a Roma con alcuni cittadini milanesi e promise al re Belisario un appoggio, se avesse riconquistato Milano. Restò a Roma fino al 544, poi andò in Sicilia e a Costantinopoli per testimoniare circa la questione dei “tre capitoli”, in favore del papa Vigilio, contro l’imperatore d’Oriente Giustiniano I. Morto presso Calcedonia(v), mentre accompagnava il papa a Costantinopoli, il suo corpo venne traslato a Milano e deposto nella basilica di San Vittore.

FELICE di Nola
nato nel 200 circa, originario della Siria. Alla morte del padre distribuì la sua eredità ai poveri e poi, ordinato sacerdote a Nola, divenne assistente del vescovo Massimo. Allo scoppio della feroce persecuzione dell’imperatore  Decio, venne imprigionato, mentre il vescovo fu costretto all’esilio. Dopo una serie di peripezie, riuscì a fuggire e raggiunto il vescovo, lo riportò in città. Continuando però la persecuzione, dovette nascondersi e per 7 mesi si rifugiò in una cisterna diroccata. Morto il vescovo e finita temporaneamente la caccia ai cristiani, fu acclamato suo successore. La tradizione aggiunge che poco tempo dopo si dimise cedendo la carica all’anziano sacerdote Quinto ritirandosi a coltivare la terra in un piccolo podere, dividendo con i poveri quello che aveva. Morto il 14 gennaio 260, gli abitanti di Nola lo seppellirono a Cimitile, a pochi chilometri da Napoli. Siccome sulla tomba si verificarono molti miracoli, su quel luogo vennero edificate quattro piccole basiliche, delle quali, quella  che custodiva le spoglie del Santo, fu decorata a cura di papa Damaso I.

FULGENZIO di Cartagena  
fratello dei santi Isidoro e Leandro di Siviglia, è stato vescovo di Cartagena, città spagnola nella Murcia, sul Mediterraneo.

ILARIA del Carretto
figlia del marchese Del Carretto, di Finale Ligure, giovane moglie del signore di Lucca, Paolo Guinigi, morta nel 1405, sepolta nella chiesa di San Martino che è il Duomo di Lucca. Il suo famoso monumento funerario è un capolavoro di Jacopo della Quercia, che lo scolpì dopo soli due anni dalla morte della santa.

ISAIA del monte Sinai martire di Gaza(v).

ISAIA di Cesarea martire in Palestina.

MACRINA la vecchia
durante la persecuzione di Diocleziano, dovette rifugiarsi a Neocesarea del Ponto, in Grecia, dove si dedicò all’ educazione del nipote, il futuro Basilio il Grande. Morì a Neocesarea nel 4° secolo.

MALACHIA profeta
uno dei 12 profeti minori, vissuto attorno al 420 a.C. ai tempi di Neemia ed Esdra. Ha dato il nome all’ultimo libro dell’A.T. che era forse anonimo, poichè Malachia significa “il mio messaggero”. Dagli Ebrei viene chiamato “sigillo dei profeti”, perchè annuncia come imminente la venuta del Salvatore preceduta da un misterioso personaggio nel quale è possibile riconoscere Giovanni il Battista, oppure secondo altri, Elia. È veramente notevole il senso, diffuso in tutto il libro, dell’immutabile giustizia di Dio e dell’universalismo della vera religione.

ODORICO da Pordenone
Odorico Mattiuzzi, nato nel 1265 a Villanova di Pordenone. Dal 1280 frate minore francescano, ricevuta l’ordinazione al sacerdozio nel 1290, andò missionario in Estremo Oriente e predicò per ben sedici anni a Ceylon, Sumatra, Giava, Cina, Mesopotamia(v) e forse anche in Giappone. Ottimo poliglotta, infaticabile apostolo e osservatore curioso di uomini e costumi, al suo ritorno, dettò al confratello Guglielmo di Solagna, il racconto dei suoi viaggi in latino, Itinerarium terrarium, preziosa fonte di ragguagli geografici e storici sull’Asia del 14° secolo. Morto nel 1331 a Udine, dove è celebrato nella chiesa del convento di San Francesco, è stato beatificato da Benedetto XIV, nel 1755.

SABA   
figlio di Stefano re di Serbia, morto nel 1237

SERAFINO di Sarov  
nato il 19 luglio 1759 a Kursk, nei dintorni di Kijev, in Ucraina. Dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1793 si fece eremita vivendo in una capanna nel folto di un bosco, sempre in preghiera, fino al 1807. Dopo questo periodo iniziò anche un tempo di assoluto silenzio durato tre anni e poi si chiuse per molto tempo in una cella nella più stretta clausura. Dopo il 1825, la gente che già lo considerava quasi santo, cominciò ad andare da lui per consigli e aiuti spirituali e così Serafino si dedicò totalmente a questo servizio per il resto della vita. È morto a Sarov o Sarny il 14 gennaio 1833.

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