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I santi del giorno del 15 giugno

15 Giu

ABRAMO di Clermont
monaco siriano o babilonese morto nel 485. Catturato e percosso da briganti mentre visitava i “solitari” in Egitto, riuscì a liberarsi solo dopo 5 anni e imbarcatosi poi su una nave diretta in Francia, si stabilì in una cittadina dell’Alvernia, chiamata poi Clermont Ferrand. Nel 473,

AMOS martire francese.

ANGELO Clareno
nato nel 1247 a Chiarino, presso Recanati, noto anche come Angelo da Fossombrone. Entrato nell’Ordine Francescano, divenne uno dei capi della corrente spirituale e come tale fu perseguitato e condannato. Per sfuggire all’Inquisizione, si rifugiò in Basilicata, dove lo seguirono molti discepoli venerandolo come santo ancora vivente. Morì a S. Maria d’Aspro nel 1337, lasciando importanti scritti, tra i quali una “Storia delle sette tribolazioni dell’Ordine dei Minori”.

BENILDE martire a Cordova, in Spagna, nell’853.

BERNARDO d’Aosta
nato da una nobile famiglia in Val d’Aosta verso il 996. Dopo aver studiato filosofia e diritto a Parigi, scelse la vita religiosa, divenne arcidiacono del vescovo di Aosta, ma sembra che non sia mai diventato sacerdote, anche se è ricordato ugualmente come notevole predicatore missionario sulle Alpi per 50 anni, chiamando alla conversione molti che, in quelle terre, erano ancora pagani. Costruì scuole e chiese, restaurò gli ospizi del Piccolo e del Gran San Bernardo e morì a Novara il 15 giugno 1081, al ritorno da un viaggio a Pavia, dove era andato per incontrare l’imperatore Enrico IV. Nel 1923, Pio XI lo ha proclamato patrono degli alpinisti e dei viaggiatori delle Alpi.

CADO
secondo una leggenda, monaco martire per non aver voluto abiurare la fede in Cristo.

CRESCENZIA martire del 4° secolo. (vedi anche Modesto e Vito).

DULA di Cilicia santa martire.

ENRICHETTA di Parigi o ENRICA
in ricordo della beata Enrichette Aymer de’la Chevalier, nata nel Poitou e morta a Parigi nel 1834. Ha fondato l’Istituto delle Zelatrici del Sacro Cuore.

EUTROPIA di Sibapoli sorella di Leonide e di Libe, martiri.

GERMANA Cousin
nata a Pibrac, presso Tolosa, nel 1579, in una famiglia di contadini. Povera, malata di scrofolosi, trascurata dal padre e maltrattata dalla matrigna, visse come pastorella nei campi, badando alle pecore. Costantemente unita a Dio nella preghiera, diceva di offrire le sofferenze per la riparazione dei peccati commessi dai protestanti. Morta nel 1601, a soli 22 anni, la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi e fu canonizzata da Pio IX, nel 1867.

IOLANDA di Polonia
nata nel 1235, figlia del re Bela IV d’Ungheria, sposò Boleslao il Pio, duca di Kalisz, in Polonia. Entrambi cristiani, nutrirono un grande amore per Dio e per i poveri. Iolanda si dedicò, oltre che all’educazione delle tre figlie, a molte attività benefiche, in favore di chiese, monasteri e ospedali. Alla morte del marito entrò in un convento di clarisse, assieme alla sorella Cunegonda, anche lei vedova. Divenne in seguito badessa del monastero di Gniezno, presso Poznam, dove morì l’11 giugno 1298.

LEONIDE di Sibapoli detta “LEONIA
martire assieme alle sorelle Eutropia e Libe.

LIBE di Sibapoli vergine martire con Eutropia e Leonide, sue sorelle.

LOTARIO di Sees martire in Normandia, nel 756.

MODESTO
martire nel 303 in Basilicata, con la moglie Crescenzia e il fanciullo Vito.

TRISTANO abate bretone, vissuto nel 7° secolo.

UBALDO di Saint-Amand
nato nell’840 a Tournai, nell’Hainaut belga. Musicologo benedettino, acquistò grande fama con il trattato: De harmonica instituzione, come progenitore della musica polifonica, inventando i segni musicali che furono poi perfezionati da Guido d’Arezzo. Morì nel 930 nell’abbazia di Saint-Amand-les-Eaux, nei pressi di Valenciennes, in Francia.

VITO di Lucania
nato verso il 297, in Sicilia, figlio di un pagano. Martire nel 304, assieme al pedagogo Modesto e alla nutrice Crescenzia. Secondo il Martirologio geronimiano invece, visse in Lucania e una leggenda dice che da bambino guarì il figlio di Diocleziano, suo coetaneo, ammalato di epilessia. Il culto si diffuse rapidamente, nell’Italia Meridionale e poi anche in Germania. Veniva invocato per scongiurare la letargia, il morso di bestie velenose o idrofobe e l’epilessia. Patrono di Udine, Loreto e Recanati.

I santi del giorno del 6 maggio

6 Mag

ANNA ROSA Gattorno
nata a Genova il 14 ottobre 1831 da un’agiata famiglia cristiana, venne battezzata nella parrocchia di San Donato con i nomi di Rosa Maria Benedetta. A 21 anni sposò il cugino Gerolamo Custo e con lui si trasferì a Marsiglia, ma un improvviso dissesto finanziario, li costrinse a tornare a Genova in povertà. Rimasta vedova nel 1858, dopo dolori e sacrifici che segnarono il matrimonio e la maternità, attratta dall’amore di Gesù crocifisso, si fece terziaria francescana e trasformò la sua vita in una continua opera di conversione dei peccatori e per la santificazione del genere umano. Nel 1862 ricevette il dono delle stigmate occulte, che percepiva più intensamente nei giorni di venerdì. Volle essere “portavoce” di Gesù, per far giungere ovunque il suo messaggio di salvezza e affidatasi totalmente alla Divina Provvidenza, animata da un coraggioso slancio di carità, nel gennaio 1866 su suggerimento di Pio IX, fondò l’istituto delle Figlie di Sant’Anna, madre di Maria Immacolata. L’anno seguente vestì l’abito religioso e l’8 aprile 1870 fece la professione religiosa assieme a 12 consorelle. Iniziò la sua opera a Roma con scuole per i poveri, asili nido e case per ex prostitute, donne di servizio e infermiere. Nel 1878 le prime Figlie di Sant’Anna partirono per la Bolivia, Brasile, Cile, Perù, Eritrea e Francia. Alla sua morte, il 6 maggio 1900, esistevano già 368 case, nelle quali svolgevano la loro missione 3500 suore, sparse in tutto il mondo.

AVIA martire della Gallia.

BARBARO martire.

BENEDETTA
vergine romana martire nel 362 sotto Giuliano l’Apostata, assieme a santa Galla.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EVODIO di Antiochia
vescovo siriano del 1° secolo, pare sia stato nominato da Pietro apostolo. Subì il martirio sotto l’imperatore Galba, verso il 68.

GAVINO martire a Milano.

GIUDITTA di Betulia
giovane vedova ebrea bellissima, saggia e risoluta. È celebrata nella Bibbia, perché  per liberare Betulia, leggendaria città della Palestina assediata dall’esercito di Nabucodonosor II, nel 7° secolo a.C., vista l’inerzia dei suoi compatrioti, prese decisamente in mano la difficile situazione. Dopo aver rimproverato ai capi della città la loro mancanza di fiducia in Dio, si preparò pregando a lungo e poi si fece condurre alla tenda del generale assiro Oloferne, dove, rimasta sola con lui, dopo averlo ubriacato, lo sedusse e decapitò nel sonno, portandone la testa in città. Rimasti senza il loro generale, presi dal panico gli assedianti fuggirono e la città fu salva. È una storia religiosa per esaltare la potenza della fiduciosa preghiera a Dio, il quale realizza il suo trionfo anche usando le deboli mani di una donna.

IOLANDA o JOLANDA
monaca portoghese dell’Ordine Cistercense.

LUCIO di Cirene
giudeo ellenista della comunità di Antiochia di Siria, forse vescovo, martire assieme a Barnaba, Simeone detto Niger, Manaem e Saulo, nel 1° secolo.

PRUDENZIA martire.

VENUSTO di Cartagine martire in Tunisia, nel 3° secolo.

VILLANO di Gubbio beato morto nel 1230.

VIOLANTE Pelletta monaca clarissa di Asti.

 

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