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I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

I santi del giorno del 14 gennaio

14 Gen

BIANCA di Castiglia
nata nel 1188 a Palencia, nella Vecchia Castiglia, Spagna. Figlia di Alfonso IX, sposò il re di Francia, Luigi VIII il 23 maggio 1200 a soli 12 anni e poi divenne madre di Luigi IX, il Santo. Alla morte prematura del marito, esercitò con grande energia la reggenza durante la minore età del figlio. Dopo 10 anni gli cedette il posto, ma quando questi partì per la crociata in Terrasanta, dal 1248 al 1252 esercitò ancora la reggenza. Fondò istituzioni caritative e aiutò finanziariamente molte chiese e monasteri. È morta a Maubisson, nei pressi di Bordeaux, nel 1252.

DAZIO o DACIO di Milano  
vescovo di Milano, dal 530 al 552, appartenente alla storica famiglia degli Alciati. Durante la guerra gotica, verso la fine del 537, andò a Roma con alcuni cittadini milanesi e promise al re Belisario un appoggio, se avesse riconquistato Milano. Restò a Roma fino al 544, poi andò in Sicilia e a Costantinopoli per testimoniare circa la questione dei “tre capitoli”, in favore del papa Vigilio, contro l’imperatore d’Oriente Giustiniano I. Morto presso Calcedonia(v), mentre accompagnava il papa a Costantinopoli, il suo corpo venne traslato a Milano e deposto nella basilica di San Vittore.

FELICE di Nola
nato nel 200 circa, originario della Siria. Alla morte del padre distribuì la sua eredità ai poveri e poi, ordinato sacerdote a Nola, divenne assistente del vescovo Massimo. Allo scoppio della feroce persecuzione dell’imperatore  Decio, venne imprigionato, mentre il vescovo fu costretto all’esilio. Dopo una serie di peripezie, riuscì a fuggire e raggiunto il vescovo, lo riportò in città. Continuando però la persecuzione, dovette nascondersi e per 7 mesi si rifugiò in una cisterna diroccata. Morto il vescovo e finita temporaneamente la caccia ai cristiani, fu acclamato suo successore. La tradizione aggiunge che poco tempo dopo si dimise cedendo la carica all’anziano sacerdote Quinto ritirandosi a coltivare la terra in un piccolo podere, dividendo con i poveri quello che aveva. Morto il 14 gennaio 260, gli abitanti di Nola lo seppellirono a Cimitile, a pochi chilometri da Napoli. Siccome sulla tomba si verificarono molti miracoli, su quel luogo vennero edificate quattro piccole basiliche, delle quali, quella  che custodiva le spoglie del Santo, fu decorata a cura di papa Damaso I.

FULGENZIO di Cartagena  
fratello dei santi Isidoro e Leandro di Siviglia, è stato vescovo di Cartagena, città spagnola nella Murcia, sul Mediterraneo.

ILARIA del Carretto
figlia del marchese Del Carretto, di Finale Ligure, giovane moglie del signore di Lucca, Paolo Guinigi, morta nel 1405, sepolta nella chiesa di San Martino che è il Duomo di Lucca. Il suo famoso monumento funerario è un capolavoro di Jacopo della Quercia, che lo scolpì dopo soli due anni dalla morte della santa.

ISAIA del monte Sinai martire di Gaza(v).

ISAIA di Cesarea martire in Palestina.

MACRINA la vecchia
durante la persecuzione di Diocleziano, dovette rifugiarsi a Neocesarea del Ponto, in Grecia, dove si dedicò all’ educazione del nipote, il futuro Basilio il Grande. Morì a Neocesarea nel 4° secolo.

MALACHIA profeta
uno dei 12 profeti minori, vissuto attorno al 420 a.C. ai tempi di Neemia ed Esdra. Ha dato il nome all’ultimo libro dell’A.T. che era forse anonimo, poichè Malachia significa “il mio messaggero”. Dagli Ebrei viene chiamato “sigillo dei profeti”, perchè annuncia come imminente la venuta del Salvatore preceduta da un misterioso personaggio nel quale è possibile riconoscere Giovanni il Battista, oppure secondo altri, Elia. È veramente notevole il senso, diffuso in tutto il libro, dell’immutabile giustizia di Dio e dell’universalismo della vera religione.

ODORICO da Pordenone
Odorico Mattiuzzi, nato nel 1265 a Villanova di Pordenone. Dal 1280 frate minore francescano, ricevuta l’ordinazione al sacerdozio nel 1290, andò missionario in Estremo Oriente e predicò per ben sedici anni a Ceylon, Sumatra, Giava, Cina, Mesopotamia(v) e forse anche in Giappone. Ottimo poliglotta, infaticabile apostolo e osservatore curioso di uomini e costumi, al suo ritorno, dettò al confratello Guglielmo di Solagna, il racconto dei suoi viaggi in latino, Itinerarium terrarium, preziosa fonte di ragguagli geografici e storici sull’Asia del 14° secolo. Morto nel 1331 a Udine, dove è celebrato nella chiesa del convento di San Francesco, è stato beatificato da Benedetto XIV, nel 1755.

SABA   
figlio di Stefano re di Serbia, morto nel 1237

SERAFINO di Sarov  
nato il 19 luglio 1759 a Kursk, nei dintorni di Kijev, in Ucraina. Dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1793 si fece eremita vivendo in una capanna nel folto di un bosco, sempre in preghiera, fino al 1807. Dopo questo periodo iniziò anche un tempo di assoluto silenzio durato tre anni e poi si chiuse per molto tempo in una cella nella più stretta clausura. Dopo il 1825, la gente che già lo considerava quasi santo, cominciò ad andare da lui per consigli e aiuti spirituali e così Serafino si dedicò totalmente a questo servizio per il resto della vita. È morto a Sarov o Sarny il 14 gennaio 1833.

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