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I santi del giorno del 22 luglio

22 Lug

AMORE di Amorbach 
monaco di Amorbach, in Germania, patrono delle acque ritenute medicinali.

CIRILLO vescovo martire nel 4° secolo.

GIROLAMO di Pavia vescovo.

GUALTIERO di Lodi  
nato verso il 1184. Dopo la morte del padre e l’entrata in convento della madre, vendette tutti i suoi beni e andò a prestare la sua opera in un ospedale di Piacenza. Sotto la giurisdizione del vescovo e aiutato da molti amici, fondò un proprio ospedale a Lodi, città che gli ha intitolato una chiesa, nella parrocchia omonima. È morto il 22 luglio 1224.

MADDALENA (MAGDA)  
Maria, personaggio del N.T. ricordata nei vangeli, nativa di Magdala, pochi chilometri a nord di Tiberiade (v). Era una delle donne che, con gli Apostoli, seguivano Gesù nelle sue peregrinazioni in Galilea e dal quale era stata liberata da sette demoni. Presente alla crocifissione e alla deposizione dalla croce, fu anche la prima testimone della risurrezione, ricevendo l’incarico di annunciarlo ai discepoli. Da alcuni Padri viene impropriamente identificata anche con l’anonima peccatrice pentita, della quale parla l’evangelista Luca, colei che nella casa di Simone il lebbroso profumò i piedi di Gesù, li bagnò di lacrime e li asciugò con i suoi capelli. Per l’umanità cristiana la sua figura rappresenta il simbolo della penitente e la liturgia latina la identifica anche con Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, celebrandole con un’unica festa tutte e tre. Morta forse a Efeso usato anche per MILENA).

MENELAO abate in Alvernia, regione di Clermont Ferrand.

PLATONE di Ankara martire.

SINTICHE santa martire in Macedonia (v).

I santi del giorno del 4 giugno

4 Giu

CLATEO di Brescia vescovo di Brescia, martire a Milano.

FRANCESCO Caracciolo
nato il 13 ottobre 1563 a Villa Santa Maria, in Abruzzo di famiglia nobile. Ordinato sacerdote a 22 anni, svolse il ministero a Napoli e fu il principale collaboratore di Agostino Adorno nella redazione delle costituzioni dell’ordine dei Chierici Regolari Minori, dediti a vita attiva, con l’assistenza agli infermi, carcerati e condannati a morte, che fu approvato da Sisto V, nel 1588. Nel 1591 divenne superiore generale dell’Ordine e fondò diverse case religiose in Spagna. Morì ad Agnone, Campobasso, il 4 giugno 1608 e fu canonizzato da Pio VII nel 1807.

GUALTIERO di Ascoli abate nel Piceno, vissuto nel 12° secolo, martire.

ISABELLA di Sicilia
suora clarissa, figlia del marchese siciliano di Gibellina, morta nel 1530.

METROFANE vescovo di Costantinopoli.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia, nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

QUIRINO martire a Roma nel 309.

QUIRINO di Siszeck
vescovo di Siszeck, oggi Sisak, in Croazia. Una antica passio, confortata anche da una testimonianza di S.Girolamo, racconta che fu arrestato dal console Massimo perché si rifiutava di sacrificare agli dei romani, sotto Diocleziano. In prigione riuscì a convertire il suo carceriere Marcello e allora venne trasferito a Savaria, città dell’odierna Ungheria, ma nemmeno qui riuscirono a farlo apostatare. Fu così, riportato nella sua città dove subì il martirio, gettato nella Sava con una pietra al collo.

ROBERTO d’Uzès
nato nel 13° secolo a Uzès, presso Avignone, in Francia. Era un sacerdote che predicava la penitenza e nel 1292, entrato nei Domenicani di Avignone, venne assegnato al convento di Carcassonne. Più tardi fu inviato a predicare in tutta la Francia e poi anche in Germania e Italia. È morto a Metz, nel 1296, tornando dal Capitolo del suo Ordine, che si era tenuto a Strasburgo.

RUTILO martire in Ungheria.

SATURNINA di Hersee
vergine martire, leggendaria patrona del monastero di Hersee, nei pressi di Paderborn in Germania.

SATURNINA martire in Africa, sotto Settimio Severo.

SOFIA martire egiziana.

I santi del giorno del 28 febbraio

28 Feb

ANTONIA o ANTONIETTA da Firenze  (28  e  29 Febbraio)
nata a Firenze nel 1401, nel 1447 fondò a L’Aquila il monastero delle Clarisse del Corpus Domini. Dovette soffrire gravi pene sia fisiche che spirituali, ma la sua pazienza fu di grande esempio per tutti quelli che la circondavano. È morta a L’Aquila il 29 febbraio 1472.

ANTONIETTA d’Orleans
figlia di Maria di Borbone, fondatrice dell’Ordine delle Figlie del Calvario, morta nel 1618.

AUGUSTO Chapdelaine (28  e  29 Febbraio)
nato in Francia nel 1814. Entrò nel seminario di Mortain dopo una vocazione contrastata dalla famiglia e nel 1843 fu ordinato sacerdote a Parigi nell’Istituto delle Missioni Estere. Nel 1851, inviato missionario in Cina, si imbarcò ad Anversa per andare alla missione di Kwang-Si, ma si fermò prima in un’altra località per imparare meglio la lingua. Poco tempo dopo essere arrivato alla missione fu denunciato e arrestato il 25 febbraio 1856. Dopo l’interrogatorio ricevette centinaia di colpi di bambu che resero il suo corpo tutta una piaga, fu incatenato e appeso in una gabbia per tre giorni, quando morì praticamente impiccato. È stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

CAIO martire assieme a Cereale.

CARLO Gnocchi
nato a San Colombano al Lambro, Milano, il 25 ottobre 1902, figlio di Enrico, di professione marmista, morto nel 1904 e di Clementina Pasta, sarta. Ordinato sacerdote, celebrò la prima Messa il 6 giugno 1925, a Besana Brianza e fino al 1935 fu responsabile dell’oratorio parrocchiale della chiesa di San Pietro in Sala a Milano. In seguito il cardinale Ildefonso Schuster gli assegnò l’importante incarico di direttore spirituale degli alunni dell’Istituto Gonzaga. Nel 1940 si arruolò volontario in qualità di cappellano militare degli alpini nel Battaglione Val Tagliamento e nel 1943, con la Divisione Tridentina, partecipò alle campagne di Albania, Grecia e Russia meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Rientrato in patria, passò molti mesi viaggiando per le valli da cui provenivano gli alpini e qui entrando nelle loro case, scoprì gli orfani e i grandi disastri prodotti dalla guerra. Eccezionale esempio di carità cristiana e umana, nel 1947 fondò la Pro Infanzia Mutilata, per raccogliere, assistere, riabilitare e avviare al lavoro i bambini mutilati vittime di guerra, utilizzando in un primo tempo il centro per grandi invalidi di Arosio, e poi il primo vero centro tutto suo, aperto a Cassano Magnago. L’Opera, che nel 1952 diventò la Fondazione Pro Juventute raccogliendo unanimi consensi, attualmente conta ben 28 centri attivi in 9 regioni nelle principali città d’Italia, assistendo o curando circa 8000 persone al giorno. Si occupa di tutte le patologie invalidanti e assiste più di 25mila disabili con oltre 3mila operatori più molti volontari. Sono stati curati e riabilitati anche centinaia di bambini vietnamiti vittime di guerra, come anche di tanti altri del Terzo Mondo con interventi in Kosovo, Zimbabwe, Ruànda, Ecuador, Tibet e altri ancora. Nell’aprile 2003 Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la Fondazione della medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Attraverso convenzioni con l’Università Statale di Milano, il Centro per lo studio e la Terapia delle Malformazioni congenite e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma sopratutto con il Politecnico di Milano, dove opera il Centro di Bioingegneria, ha sviluppato anche una forte componente scientifica e di ricerca. Gravemente ammalato, il fondatore è morto il 28 febbraio 1956, nella Clinica Columbus di Milano, donando le cornee degli occhi per un trapianto su due giovani, Silvio e Amabile che così hanno potuto riacquistare la vista. Solenne beatificazione in piazza del Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, alla presenza di 50mila persone, tra le quali più di 200 sacerdoti e 1500 alpini.

CEREALE martire assieme a Caio e altri compagni.

DANIELE Brottier
nacque il 7 novembre 1876, a Fertè-Saint-Cyr, in Francia. Si fece sacerdote nella congregazione dei Padri dello Spirito Santo e partì missionario per il Senegal al servizio dei giovani della comunità cristiana di Saint-Louis, ma nel 1911 fu costretto a tornare in patria per motivi di salute. Durante la prima guerra mondiale formò un gruppo di cappellani volontari che condivisero la vita con i soldati. In seguito l’arcivescovo di Parigi gli affidò la direzione di un grande orfanotrofio, dove impegnò tutte le sue forze, ispirate dalla preghiera costante, a grande carità e cuore pieno di tenerezza. È morto ad Auteuil, sobborgo di Parigi, il 28 febbraio 1936.

GUALTIERO santo monaco francese, abate dell’11° secolo.

ILARIO o ILARO papa
originario della Sardegna, figlio di Crispino, eletto il 19 novembre 461. Arcidiacono, successore del grande Leone I Magno, del quale era stato Legato al Concilio di Efeso del 449, quello noto come “latrocinio”, da dove era riuscito a fuggire portando la testimonianza delle irregolarità che vi erano state compiute. Confermò i concili ecumenici di Nicea, Calcedonia ed Efeso, presiedette il sinodo di Roma del 16 novembre 465 e lottò instancabilmente contro l’arianesimo, particolarmente diffuso tra i Germani installati in Italia, ma fu costretto a tollerare la costruzione di una chiesa per quelli residenti a Roma, chiamata di Sant’Agata dei Goti. Scomunicò gli eresiarchi Eutiche e Nestorio, fece restaurare le chiese danneggiate dai Vandali, ampliare il Laterano e proibì ai vescovi la designazione dei loro successori. Morì il 29 febbraio 468 e il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

MACARIO martire.

NINFA di Colosse
discepola dell’apostolo Paolo. Nella sua casa a Colosse si radunava una comunità di cristiani.

OSVALDO di Worcester
nato nel 930 in Inghilterra, da genitori danesi. Divenne monaco benedettino nell’abbazia di Fleury, a Saint-Benoit-sur-Loire, presso Orleans. Ordinato sacerdote nel 959, tornò in patria e poi, su raccomandazione di Dunstano arcivescovo di Canterbury, fu nominato vescovo di Worcester sul fiume Severn, presso Birmingham e nel 973, pur conservando questa diocesi, divenne anche arcivescovo di York. Fondò vari monasteri e conventi, fra i quali uno a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più importante di Ramsey, sull’isola di Man nel quale fu docente Abbone, proveniente da Fleury. La sua opera pastorale, tesa alla rinascita monastica, diede all’Inghilterra nuovi vescovi, centri di studio e molti missionari nel Nord Europa. Morì a Worcester il 28 febbraio 992, dopo aver lavato i piedi a 12 poveri e aver cenato con loro.

PALLADIO di Limoges
abate di Condat, sui monti dell’Alvernia, compagno del primo abate Romano (400-465).

PUPOLO martire assieme a Caio e Cereale.

ROCCO di Anversa martire romano, molto venerato ad Anversa, nel Belgio.

ROMANO di Condat
nato in Francia verso il 400. Eremita sulle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, fu seguito dal fratello Lupicino, da una sorella e da molti altri. Assieme costruirono due monasteri a Condat, sulle montagne dell’Alvernia, uno maschile del quale Romano divenne il primo abate e uno femminile, dove fu badessa la sorella. Ordinato sacerdote nel 444 da Ilario di Arles, acquisì grande fama per aver guarito due lebbrosi mentre si recava in pellegrinaggio a Saint-Maurice, in Svizzera. È ritenuto il fondatore anche della badia di Saint-Claude, in Francia ed è morto verso il 465.

RUFINO di Roma martire con Giusto e Teofilo.

SILVANA martire verso il 304.

TEOFILO di Roma martire assieme a Giusto e Rufino.

TERESIO abate boemo del 13° secolo.

VILLANA de’Bottis
nata a Firenze nel 1332 da una agiata famiglia di commercianti, fuggì di casa per diventare monaca, ma venne ripresa dai parenti e nel 1351 fu costretta al matrimonio con Rosso Benintendi, dal quale ebbe un figlio. Dopo un breve periodo di feste e mondanità, tornò in lei il desiderio della vita religiosa e così si iscrisse alle Terziarie Domenicane. Divenuta famosa in tutta Firenze per i carismi, specialmente quello della profezia, quando morì nel 1361, una grande folla di fiorentini accorse a venerare il suo corpo, tanto che lo si dovette lasciare esposto per più di un mese, e in tutto questo tempo rimase incorrotto. Il suo sepolcro è conservato nella chiesa di Santa Maria Novella.

I santi del giorno del 22 gennaio

22 Gen

ANASTASIO Magundat
monaco persiano martire nel 628. Figlio di un famoso mago, si convertì al cristianesimo in seguito alla notizia del trasporto della Santa Croce in Persia nel 614, per opera del re Cosroe. Questo eretico re dei Persiani, aveva rubato la Croce insieme con altri segni della Passione di Gesù e ne aveva fatto oggetto di riti pagani e superstiziosi. Eraclio, imperatore d’Oriente, gliela tolse in battaglia e la fece trasportare solennemente a Gerusalemme. Le reliquie di Anastasio furono portate a Roma durante l’impero di Eraclio e custodite nella basilica dei santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane, fondata dal papa Onorio I verso il 625.

DOMENICO di Sora
monaco benedettino, nato a Foligno nel 951. Fondò il monastero di Santa Maria di Sora, presso Scandriglia e alcuni conventi in Abruzzo e Lazio. È morto a Sora, provincia di Frosinone, nel 1031.

GAUDENZIO di Novara
nato a Ivrea nel 337. A Novara fu allievo di un predicatore di nome Lorenzo, morto martire. Dopo l’ordinazione sacerdotale si fermò per qualche tempo, a Vercelli, presso il vescovo Eusebio e quando questi fu esiliato a Scitopoli, in Cappadocia, andò con lui. Tornato a Novara per sostituire un presbitero assassinato, ne fu invece consacrato vescovo da Simpliciano di Milano e resse la diocesi fino alla morte, il 22 gennaio 418. In precedenza era stato in relazione anche con Martino di Tours e Ambrogio di Milano. Gli è attribuita la costruzione della primitiva cattedrale di Novara, dedicata alla Vergine, nella quale i sui resti sono conservati in una cassa d’argento e di cristallo su di un altare di marmo nero.

GUALTIERO di Bierbeck
monaco cistercense, passato alla storia come il monaco di Maria, per la profonda devozione per la Madonna. Morto verso il 1206, nel monastero di Himmerod, in Germania, una leggenda dice che partecipò alla terza crociata.

LAURA Vicuna
nata il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile. Suo padre morì quando lei aveva solo 3 anni e la madre emigrò in Argentina dove, anche per assicurare la vita alle sue due bambine, che nel frattempo aveva messo in un collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, accettò di convivere con un certo Manuel Mora. Durante pochi giorni di vacanza, la piccola Laura si rese conto che il rapporto di sua madre con quest’uomo non era buono anzi il Mora tentò di sedurla e la picchiò, per cui la bambina fuggì e tornò in collegio. Qui offrì la sua vita a Dio pregando a lungo perchè la mamma potesse lasciare quell’uomo e il Signore esaudì il suo desiderio. Consunta dai sacrifici e da una malattia, è morta il 22 gennaio 1904, a soli 13 anni, con la gioia di aver offerto la vita per la mamma, che per suo merito cambiò vita. Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1988, riconoscendola come martire.

LINDA (HERLINDA)  
santa di Maaseyk, città belga nei pressi del confine con l’Olanda, martire nel 745, assieme a Nilde.

NILDE di Maaseyk
martire assieme a Linda di Maaseyk, in Belgio

ORONZO di Embrun
originario di Embrun, sulle Alte Alpi, nei pressi di Gap in Francia. Martire nel 304 a Gerona, in Catalogna, Spagna, assieme ai compagni Vincenzo e Vittore

TEODOLINDA di Baviera 
figlia del cattolico Garibaldo I, duca di Baviera, nel 589 sposò Autari, re dei Longobardi e alla sua morte, dopo un solo anno di matrimonio, si risposò con Agilulfo, duca di Torino, che nel 591 fu incoronato re a Milano con la Corona Ferrea, oggi conservata nel Tesoro del Duomo di Monza, nella cappella intitolata a Teodolinda. Quando Agilulfo morì nel 616, governò come reggente a nome del figlio Adaloaldo e gli ottimi rapporti con il papa Gregorio Magno, più l’amore del quale era fatta segno dalle popolazioni, favorirono la conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Nel 590 aveva dato inizio ai lavori di costruzione della basilica di San Giovanni Battista, divenuta poi il Duomo di Monza. Morta nel 625, il sarcofago che custodisce i suoi resti mortali è collocato dietro l’altare di questa chiesa.

VINCENZO di Saragozza
nato a Heusca, in Spagna, da una famiglia romana cristiana. Da giovane fu affidato al vescovo Valerio, perchè ne curasse l’educazione, divenendo arcidiacono e suo braccio destro, incaricato della predicazione del Vangelo. Durante le persecuzioni di Massimiano Erculeo, fu deportato in catene a Valencia assieme al vescovo e mentre Valerio venne mandato in esilio, Vincenzo fu il 1° martire spagnolo, il 22 gennaio 304, dopo numerose e atroci torture per indurlo all’apostasia. Il suo culto, molto popolare in Spagna, si è diffuso anche in Francia dove è il patrono dei viticultori.

VINCENZO Pallotti
nato a Roma il 21 aprile 1795. Dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1818, si impegnò particolarmente nell’assistenza ai carcerati e fu anche uno dei confessori più ricercati sia da laici che da religiosi. Nel 1835 fondò la Società missionaria dell’Apostolato Cattolico, approvata da Gregorio XVI, un istituto religioso di preti secolari detti “Pallottini”, con il compito della propagazione della fede nell’unità e per associare sacerdoti, religiosi e laici di ogni età, sesso e condizione sociale, nei vari campi dell’apostolato. Nello stesso anno venne celebrata la prima ottava di preghiera per l’unità della fede, che trovò in lui un forte propagatore. Nel 1838 diede anche vita a opere di carità e di educazione, come la Pia casa di carità per le ragazze abbandonate. Con le sue opere è ritenuto un precursore dell’Azione Cattolica e dell’ecumenismo. È morto a Roma il 22 gennaio 1850 ed è stato canonizzato nel 1963 da Giovanni XXIII.

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