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I santi del giorno del 31 luglio

31 Lug

CALIMERO di Milano
4° vescovo di Milano, intorno agli anni 270-280, durante l’impero di Aureliano. Una tarda leggenda dice che fu arrestato dalle autorità laiche, pugnalato e gettato in un pozzo. Fino a qualche anno fa, durante la sua festa, il 31 di luglio, veniva distribuita un’acqua benedetta, presa dal famoso pozzo, nel quale la leggenda dice sia stato gettato il corpo e dove furono ritrovate immerse le reliquie.

ELENA di Skovde
martire svedese morta nel 1160 a Skovde, nel nord della Svezia. Nata da una nobile famiglia, quando rimase vedova donò tutti i suoi beni ai poveri, ma, accusata di complicità nell’assassinio del genero venne uccisa dai parenti di questo. Sepolta nella Chiesa di Skovde, da lei stessa fatta costruire, è stata canonizzata nel 1164, dall’arcivescovo di Uppsala. Protettrice di Svedesi e Danesi.

FABIO il vessillifero
vescovo di Antiochia, chiamato “vessillifero”, perché avrebbe dovuto portare uno stendardo, durante un corteo a Cesarea di Mauretania (v). Quando seppe che il corteo era di carattere religioso, ma pagano, si rifiutò e così fu arrestato, processato, condannato a morte e decapitato verso il 304.

FERMO
vescovo martire di Tagaste, oggi Souk-Ahras in Algeria.

GERMANO d’Auxerre
nato nel 378, figlio di Rustico e Germanilla, una famiglia importante. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Roma a studiare diritto e divenuto un brillante avvocato tornò in patria, esercitò la magistratura e si sposò. Il 1° maggio 418, alla morte del vescovo Amatore, suo malgrado ne fu eletto successore dal clero e dal popolo di Auxerre. Consacratosi totalmente a questa missione, offrì i beni personali ai poveri e aprì un seminario nella casa vescovile per formare sacerdoti e missionari, con la presenza anche di il Patrizio, futuro evangelizzatore dell’Irlanda. Eccellente predicatore, protesse il popolo dagli invasori barbari e dai romani che imponevano tasse molto esose. Nel 429 per ordine di Celestino I, venne inviato in Gran Bretagna a combattere il pelagianesimo e durante uno di questi viaggi missionari consacrò a Dio Genoveffa di Nanterre. È morto a Ravenna il 31 luglio 448, dov’era andato a chiedere il perdono dell’imperatore Teodosio II, per i ribelli armoricani, abitanti della Gallia del sud. La salma venne portata ad Auxerre con un viaggio di quasi due mesi e fu sepolta in un piccolo oratorio, ma nel 545 venne traslata in una basilica fatta erigere dalla regina Clotilde e nell’858 in un’altra ancora, alla presenza del re Carlo in Calvo. Nel 1567, durante le guerre di religione, il sepolcro è stato devastato e si è salvata solo una parte delle reliquie. A Parigi gli è stata dedicata la Chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois, costruita nell’8° secolo.

GIOVANNI Colombini
nato a Siena nel 1304. Magistrato, dopo un periodo di agnosticismo si convertì al cristianesimo e si dedicò alla carità, ospitando nella sua casa ammalati e poveri. Riunì attorno a se alcuni adepti e nel 1360, fondò l’Ordine dei Gesuati, chierici apostolici di San Girolamo, che avevano il compito dell’assistenza ai suoi ospiti, approvato da Urbano V nel 1367, ma soppresso da Clemente IX, nel 1668. È morto nel 1367.

GIUSTINO de’Jacobis
nato il 9 ottobre 1800 a San Fele, provincia di Potenza, da una famiglia  numerosa. Ordinato sacerdote a Napoli nella congregazione dei  Preti della Missione, fondata da Vincenzo de Paoli, svolse opera missionaria in Puglia e poi fu inviato in Eritrea, dove visse per circa vent’anni, prima come Prefetto Apostolico e dal 1849, in qualità di vescovo di Eritrea e Abissinia. Essendosi facilmente adeguato alle abitudini e alle usanze locali, ottenne moltissime conversioni, ma proprio per questo, subì anche accanite persecuzioni, fino a morire, quasi abbandonato, nel deserto di Alighedé, in Eritrea, il 31 luglio 1860. È stato beatificato da Pio XII, il 25 giugno del 1939.

IGNAZIO di Loyola
Inigo Yanez de’Onaz y Loyola, nato nel 1491 ad Azpeitia, nel castello di Loyola, Spagna, da una nobile famiglia basca. Educato alla corte del re Ferdinando il cattolico, intraprese la carriera militare. Nel 1521 combatté valorosamente difendendo Pamplona, ma rimase ferito gravemente. Durante la convalescenza, ebbe modo di leggere le vite dei santi e di Gesù Cristo e di meditare profondamente sulla sua vita, che fino ad allora aveva condotto tra il lusso e i piaceri mondani. Si convertì e decise di dedicarsi a vita ascetica e severi studi. Pellegrino al santuario di Monistrol de’Montserrat, presso Manresa, in Catalogna, vi rimase per un anno come eremita e fu in questo tempo che, iniziate le sue esperienze mistiche, si consacrò definitivamente all’ apostolato. Nel 1523 compì un pellegrinaggio in Terrasanta e tornato in patria, oltre a studiare, insegnò catechismo ai giovani e iniziò gli studenti agli esercizi spirituali. Andò poi a Roma, Venezia e Parigi, dove dal 1528 studiò latino all’Università della Sorbona e il 15 agosto 1534, con altri 5 compagni, Alfonso Salmerone, Diego Lainer, Francesco Saverio, Pietro Favre e Nicola Alfonso Bobadilla, fondò la congregazione dei Chierici Regolari della Compagnia di Gesù nel santuario di Montmartre, la cui regola fu approvata già nel 1540 da Paolo III, con Ignazio eletto Generale perpetuo. Lo scopo di questa nuova congregazione, in un primo tempo fu quello di arginare le gravi conseguenze della riforma protestante e di mettersi, con voto di obbedienza assoluta al servizio del papa mentre, dopo il 1563, fu quello di favorire il rinnovamento della Chiesa nello spirito del Concilio di Trento mediante l’insegnamento nei collegi e seminari, la direzione spirituale e le missioni. Autore di opere esegetiche, come gli Esercizi spirituali, concepiti nel 1522 durante il ritiro nella grotta di Manresa, ai quali dette definitiva stesura nel 1548, dopo l’approvazione papa. Per formare i membri dell’Ordine, a Roma fondò il collegio romano-germanico, dove morì il 31 luglio 1556. Beatificato da Paolo V nel 1610, venne poi canonizzato da Gregorio XV, nel 1622.

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I santi del giorno del 1 giugno

1 Giu

ANNIBALE Maria Di Francia
nato a Messina il 5 luglio 1851, rimasto orfano di padre a 17 anni, sentì forte la necessità della preghiera per le vocazioni al sacerdozio. Nel 1878, dopo il diploma di maestro, fu ordinato sacerdote e si occupò dell’assistenza agli orfani, fondando a Messina diversi orfanotrofi e nel settembre 1882, due congregazioni religiose:Le Figlie del Divino Zelo per le ragazze, e quella dei Rogazionisti del Cuore di Gesù per le vocazioni. Il 30 agosto 1889 fece la sua prima professione di fede come terziario domenicano nella chiesa di Santa Teresa, a Napoli. Il 26 giugno 1908, festa del Sacro Cuore, pubblicò la rivista Dio e il Prossimo, poi la Sacra Alleanza Sacerdotale, e per i laici, la Pia Unione della Rogazione Evangelica. Morto a Messina il 1° giugno 1927, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004, in Piazza San Pietro, davanti a oltre 15.000 confratelli.

BERNARDO di Alzira
si chiamava Achmed ed era figlio di un califfo musulmano di Lerida, città della Catalogna, in Spagna. Allevato alla corte di Valencia fu educato alla fede musulmana. Durante un viaggio si fermò nel monastero cistercense di Poblet, pressoTarragona e decise di farsi monaco con il nome di Bernardo. Un suo fratello, divenuto emiro, lo fece arrestare per apostasia e così subì il martirio, era il 1180.

CAPRASIO di Lerins
monaco dell’abbazia benedettina della Sacra di San Michele, in Val di Susa, provincia di Torino. Secondo la tradizione fu eletto vescovo di Agen, città francese sulla Garonna, dove era nato. Nel 5° secolo fondò con sant’Onorato un monastero sull’isola di Lerins, presso Cannes, del quale divenne abate.

CHIARO vescovo. 

CRESCENTINO di Gubbio
soldato romano, martire a Città di Castello, patrono di Gubbio e di Urbino.

ERMENGARDA santa martire in Gallia.

FELINO di Perugia martire assieme a Gratiniano.

FLORO di Amelia martire in Umbria, assieme a Secondo.

FORTUNATO
presbitero martire di Turrita Tiberina, vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

GRAZIA di Alzira
si chiamava Zaida ed era figlia di Almanzor, califfo musulmano di Lerida, in Spagna. Tornando da un viaggio in Catalogna si fermò nel monastero cistercense di Poblet, presso Tarragona dove si convertì al cristianesimo, prendendo il nome di Grazia. Un fratello, divenuto emiro, la fece arrestare  e condannare per apostasia. Subì il martirio nel 1180. Patrona di Alzira.

GRAZIANO di Perugia o GRATINIANO, martire assieme a Felino.

LIA di Basilicata
martire, uccisa in Basilicata dai Saraceni, assieme al marito Stefano e i figli.

PANFILO di Cesarea
nato a Berito. Ordinato sacerdote a Cesarea di Palestina, vi aprì una scuola e curò, con lo storico Eusebio, la biblioteca cristiana fondata da Origene, del quale rivide e corresse il testo dell’Esapia. Perseguitato sotto Massimino II Daia, venne imprigionato e mentre era in carcere scrisse una Apologia per Origene. Il suo martirio si compì a Cesarea nel 309, dove venne decapitato.

PROCOLO di Bologna
soldato martire, nato in Illiria o Illirico, l’attuale Dalmazia (v). Decapitato a Bologna nel 303, è uno dei patroni della città.

SECONDO di Amelia  martire nel Lazio.

I santi del giorno del 14 aprile

14 Apr

ABBONDIO mansionario nella Chiesa di San Pietro a Roma.

BERNARDO di Tiron
detto anche di Abbeville nato in Francia, nel 1046. Datosi per qualche tempo a vita eremitica, si fece poi monaco benedettino. Deciso riformatore, abate di San Cipriano di Poitiers, fondò a Tiron l’abbazia della Santissima Trinità, che assunse grande importanza per le sue scuole monastiche Morì nel 1117.

DONNINA di Terni martire.

ERNESTINA di Neuburg
duchessa di Baviera. Quando rimase vedova, si fece carmelitana a Neuburg, nei pressi di Ingolstadt, in Germania.

GIUSTINO di Padova martire.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

LAMBERTO di Lione
appartenente a una ricca famiglia, fu educato alla corte di Clotario III, re di Francia. Invece di scegliere la carriera laica, preferì quella religiosa ed entrò nell’abbazia-monastero di Fontenelle presso Rouen, della quale divenne abate verso il 670, alla morte del fondatore, Vandregisilo. Nel 678 fu eletto vescovo di Lione e morì circa 10 anni più tardi.

LICIA di Rotterdam martire con Liduina o Lidwina.

LIDUINA o LIDWINA
mistica olandese, nata a Rotterdam nel 1380. Tormentata da gravissime malattie, sopportò serenamente un martirio durato più di trent’anni, con l‘aggiunta di volontarie mortificazioni. Le sue meditazioni sulla Passione di Cristo, erano accompagnate da frequenti estasi, rapimenti e visioni. Morì a Schiedam, sobborgo di Rotterdam nel 1433, ma le sue reliquie si trovano a Bruxelles.

MASSIMO di Roma
decapitato nel 3° secolo assieme Tiburzio e Valeriano.

PROCULO di Terni
secondo la passio, era originario di Antiochia di Siria e venne in Italia, verso la fine del 3° secolo, eremita, prima a Verona e poi a Terni. Ammirato per santità di vita e venerato per i prodigi che operava, acclamato dal popolo vescovo di Terni, venne poi confermato nel suo episcopato dal santo papa Marcellino (296-304). Subì il martirio nella sua città nel 305.

SIMPLICIA di Nizza martire del 4° secolo.

TIBURZIO di Roma
martire nel 229, commemorato con il fratello Valeriano e Massimo, suoi compagni. Le reliquie sono venerate nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

VALERIANO di Roma
fratello di Tiburzio e sposo di Cecilia, martire nel 229. Pagano convertito al cristianesimo, assieme al fratello venne incriminato e decapitato per aver dato sepoltura a dei martiri ed essersi rifiutato di sacrificare al dio romano Giove. Il corpo, sepolto nella catacomba di Pretestato, venne poi traslato nella basilica di Santa Cecilia. Alcuni sostengono sia il patrono di Forlì.

 

I santi del giorno del 1 gennaio

1 Gen

CONCORDIO di Spoleto
sacerdote martire nel 178. Patrono di Spoleto.

FULGENZIO di Ruspe.
Nato nel 467 a Telepte, in Tunisia. Funzionario imperiale, procuratore delle imposte, dopo la lettura delle opere di Agostino d’Ippona, decise di darsi alla vita monastica nella regione di Cartagine. Dopo una permanenza di qualche anno a Roma, nel 507 i fedeli lo elessero vescovo di Ruspe, presso Sfax, nel golfo di Gabès, sempre in Tunisia, ma fu esiliato in Sardegna con altri 60 vescovi da Trasamondo, re ariano dei Vandali. Trascorse così molti anni in un monastero di Cagliari, punto di riferimento di presbiteri e monaci dell’isola. Richiamato in patria nel 523 dal nuovo re Ilderico, scrisse diversi trattati antiariani, epistole e sermoni. Riprendendo e accentuando gran parte degli insegnamenti della dottrina agostiniana, scrisse anche contro le eresie dei nestoriani e semipelagiani. Morto a Ruspe nel 533 circa, è compatrono di Cagliari.

GIUSEPPE Maria Tommasi.
Nato nel 1649 a Licata, in Sicilia e morto a Roma nel 1713. Sacerdote nell’Ordine dei Teatini.

GIUSTINO di Chieti.
Vescovo morto nel 9° secolo venerato nell’Italia Centrale.

GREGORIO, il vecchio.
“il Vecchio”, marito di santa Nonna, padre di Cesario, Gorgonia e Gregorio di Nazianzo. Ex magistrato, venne consacrato vescovo di Nazianzo nel 329 e diede molte prove di santità, più che di conoscenze dottrinali.

GUGLIELMO da Volpiano.
nato nel 962 sull’isola di San Giulio d’Orta, provincia di Novara, figlio del conte Roberto di Volpiano. Entrò molto giovane in un monastero benedettino presso Vercelli e poi nel 985, nell’abbazia di Cluny. Riformò il monastero di Saint Bènigne, pressi Digione ed esercitò molta influenza su circa 40 conventi della Lorena, Francia e Italia, promuovendone la riforma secondo l’osservanza di regole severe. Aprì scuole di ogni grado, curando particolarmente quelle popolari e nel 1003 fondò l’abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese e quella di Fecamp, in Normandia, che divennero importanti centri di riforma. È morto in Normandia, nel 1031.

TELEMACO, martire a Roma.
monaco di origine asiatica, detto ALMACHIO. Con l’Editto di Milano del 312, Costantino aveva proibito anche i combattimenti dei gladiatori, ma Onorio Flavio(395-423), li aveva reintrodotti. Nel 404, durante uno di questi crudeli spettacoli, Telemaco entrò nell’arena per dividere i contendenti e far cessare il massacro, ma gli spettatori infuriati lo lapidarono. La Chiesa cattolica lo venera come martire.

VINCENZO Maria Strambi.
nato a Civitavecchia nel 1745. Fece gli studi in seminario e dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, nel 1768 entrò nella Congregazione dei Passionisti dove divenne un brillante predicatore, percorrendo quasi tutta l’Italia. Quando Pio VII lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, promosse la riforma del clero e del popolo, dimostrandosi ottimo pastore. Nel 1808 rifiutò di prestare giuramento di fedeltà a Napoleone e così subì l’esilio a Milano e Novara fino al 1814. Rinunciò all’episcopato nel 1823, quando venne chiamato alla sede apostolica come consigliere di Leone XII. È morto a Roma il 1° gennaio 1824, lasciando scritti teologici, agiografici e ascetici ed è stato canonizzato nell’anno giubilare 1950, da Pio XII. È ricordato anche il 24 settembre.

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