Tag Archives: giulio

I santi del giorno del 1 luglio

1 Lug

ARONNE della Bibbia
fratello e portavoce di Mosè che era balbuziente. Aveva 83 anni, quando fu chiamato a parlare al Faraone, al quale denunciò le crudeltà degli Egiziani contro il popolo d’Israele. Appartenente alla tribù di Levi, fu il primo sommo sacerdote degli Ebrei. Morì all’età di 123 anni, sul monte Cor, all’estremità del paese di Edom(v).

ARONNE vescovo martire in Gran Bretagna assieme a Giulio.

CAIO sacerdote martire con il suddiacono Leone.

CAROLINA di Denain detta “REGINA”, vissuta nell’8° secolo.

CASTO di Palestrina
detto di “Sinoessa”, subì martirio sulla Via Prenestina assieme a Secondino, nel 5° secolo. Le spoglie sono conservate nella cripta del Duomo di Gaeta, assieme a quelle di Secondino e dei protettori della città, Erasmo e Marciano.

ESTER
giovane donna ebrea, nata da genitori deportati in Babilonia, quando rimase orfana venne adottata dallo zio Mardocheo. Di straordinaria bellezza, nel 5° secolo a.C. venne scelta in sposa dal re di Persia, Assuero(Serse I) e in qualità di regina, ebbe un influsso notevole sulla storia ebraica del periodo, riuscendo a impedire lo sterminio degli Ebrei di Persia, preparato dal ministro Aman. In Israele la Festa di Purim viene celebrata anche oggi per commemorare questa salvezza. Tutta la storia è narrata nel biblico “Libro di Ester”. Per i cristiani copti la festa è il 20 dicembre.

GALLO di Clermont
nato a Clermont-Ferrand nel 486. Cappellano di Teodorico re di Austrasia, nel 527 venne acclamato vescovo dalla volontà popolare e in questa veste fu chiamato a partecipare al 5° Concilio di Orleans, dal 541 al 549. Suo nipote, Gregorio di Tours ne ha scritto la “Vita”.

GIULIO martire in Gran Bretagna con Aronne.

LEONE suddiacono martire con il sacerdote Caio.

LEONORIO di Armorica
nato in Gran Bretagna da una illustre famiglia, andò in Francia e vi fondò un monastero in Armorica (Bretagna francese). Venne anche chiamato a Parigi, dove morì nel 570, dal re Childeberto I. Da lui prende il nome la città di Saint-Lunaire, presso Saint-Malo, dove fu sepolto.

RUMOLDO di Dublino
figlio di un re scozzese, divenne vescovo di Dublino, in Irlanda. Dopo un viaggio a Roma, fu inviato a evangelizzare il Brabante, ma nel 775 venne assassinato per motivi misteriosi, nei pressi di Malines, in Belgio. Gli Atti, in gran parte leggendari, sono stati pubblicati da Ugo Ward nel 1634.

SECONDINO di Palestrina
vescovo martire assieme a Casto, sulla Via Prenestina nel 5° secolo. Annoverato tra i primi vescovi di Palestrina, sembra si tratti di uno dei 12 religiosi espulsi dall’Africa durante le persecuzioni dei Vandali, ma la notizia non ha alcun fondamento storico. Le reliquie sono custodite nella cripta del Duomo di Gaeta assieme a quelle di Casto, Erasmo, Innocenzo, Marciano e Probo.

TEOBALDO di Provins
nato nel 1033, nella regione della Champagne, in Francia. Di nobile famiglia abbracciò la vita eremitica e dopo un viaggio a Roma, si ritirò a Salanica, presso Vicenza, dove visse nella più stretta austerità e penitenza, fino alla morte nel 1066.

TEODORICO martire.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perché le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

Annunci

I santi del giorno del 2 giugno

2 Giu

ADALGISO (GISO) 32° vescovo di Novara, dall’830 all’849.

ALBA o ALBINA santa martire a Lione nel 177.  

ATTALO di Pergamo
originario di Pergamo città della Misia, andò a predicare il Vangelo del cristianesimo, “la buona novella”, a Lione, dove subì il martirio con Potino e moltissimi altri compagni nel 177.

BIBLIS o BIBLIDE
santo martire a Lione nel 177, sotto Marco Aurelio. Dopo un primo momento di debolezza di fronte alla tortura, professò con coraggio la propria fede e fu ucciso con il vescovo Potino e molti altri compagni, nell’anfiteatro cittadino.  

BLANDINA di Lione
giovane schiava cristiana, martire a Lione nel 177, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Esposta alle fiere e al fuoco della graticola nell’anfiteatro, fu infine avvolta in una rete e abbandonata a un toro furioso che con le corna la gettò in aria più volte, mentre lei sembrava non sentire nulla, tutta assorta nella preghiera, ma alla fine venne sgozzata. Anche gli stessi persecutori riconobbero che mai una donna aveva saputo sopportare tali atroci tormenti. Il martirio è narrato in una celebre lettera dei cristiani di Lione e di Vienne alle Chiese d’Oriente.

EMILIA di Lione martire nel 177 con circa 40 compagni.

ERASMO o ELMO di Siria
una tradizione lo ricorda come vescovo in Siria, crudelmente torturato nel 303 sotto Diocleziano, gli sarebbero state strappate le viscere e per questo una tradizione popolare lo dice patrono delle partorienti. Un’altra versione invece lo ricorda come vescovo di Formia, arrivato miracolosamente in Italia. I suoi presunti resti, comunque, furono ritrovati nel 917 a Gaeta, in provincia di Latina ed ora sono nella cripta del Duomo della città, consacrato nel 1106, assieme a quelli dei santi Marciano, Innocenzo Probo, Secondino e Casto. I marinai chiamano Fuochi di Sant’Erasmo o Sant’Elmo, le scintille elettriche che sprizzano all’estremità degli alberi delle navi, durante gli uragani. Protettore dei naviganti, assieme a Marciano è anche patrono di Gaeta.

EUGENIO I, papa
il clero e il popolo romano lo elessero il 10 agosto 654, prima della morte del suo predecessore Martino I, che in quel tempo era esiliato a Costantinopoli e che, per il bene della Chiesa, accettò la nuova situazione. Nel suo pontificato incontrò molte difficoltà causa l’appoggio dato dall’imperatore d’Oriente Costante II all’eresia dei monoteliti, aveva pubblicamente condannata. Morì il 2 giugno 657 e fu sepolto nella basilica vaticana.

FOSCO martire di Lione, nel 177.

GIULIO di Lione
martire nel 177 assieme a Potino vescovo, a Lione e molti altri compagni.

MARCELLINO di Roma
il suo martirio avvenuto verso il 303 assieme a Pietro, è testimoniato da Damaso I, che ne fu informato dallo stesso carnefice. Decapitato in un bosco, in località Torpignattara sulla Via Casilina, venne sepolto sulla Via Labicana, dove, secondo l’editto di Costantino, fu edificata una basilica in suo onore.

MATURO di Lione martire a Lione con 40 compagni, nell’ anno 177.

NICOLA il pellegrino
nato in Grecia dove, per un certo tempo visse, da eremita., Si trasferì poi in Puglia e morì a Trani nel 1094. Canonizzato da Urbano II dopo soli 4 anni dalla morte, le spoglie sono conservate nella Cripta di San Nicola all’interno della Cattedrale di Trani dedicata a lui.

PIETRO
la leggenda dice che Pietro era un esorcista il quale subì il martirio a Roma, assieme al compagno Marcellino, verso la fine del 3° secolo, durante la persecuzione di Diocleziano. Furono sepolti da Lucilla, pia matrona romana, nel cimitero “Ad duas lauros”, sulla Via Labicana, dove poi l’imperatore Costantino edificò una basilica in loro onore. Papa Vigilio (537-555), inserì i loro nomi nel canone della Messa.

POMPEA di Lione martire.

PONTICO di Lione
martire nel 178, assieme a Pompea e moltissimi compagni di fede.

POTINO di Lione o FOTINO
discepolo di Policarpo di Smirne, fu il 1° vescovo di Lione. Arrestato durante la persecuzione di Marco Aurelio assieme molti altri cristiani, benchè fosse molto anziano, venne imprigionato e torturato. Subito il martirio nel 177, è commemorato assieme ai martiri di Lione.

SANTO di Lione diacono di Vienne, martire a Lione nel 2° secolo.

SILVIO di Lione martire a Lione nel 177.

VEZIO Epagato martire a Lione, nel 2° secolo, assieme ad Alessandro.

I santi del giorno del 27 maggio

27 Mag

AGOSTINO di Canterbury
apostolo della Gran Bretagna, dove venne inviato nel 596, dal monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma dov’era priore, da Gregorio Magno assieme ai suoi 40 monaci, per portare il Vangelo agli Angli e ai Sassoni. Convertì Etelberto re del Kent e nel 601, quando venne nominato vescovo di Canterbury, avuto l’incarico di organizzare la Chiesa Britannica, fece costruire una cattedrale e un monastero. Fissò il vescovado a Canterbury, limitò la sua azione al regno del Kent ma non riuscì a riunire i vecchi bretoni ai nuovi convertiti, divisi da questioni liturgiche secondarie, per il rifiuto posto dal clero locale. Oggi però è riconosciuto da cattolici e anglicani come il 1° vescovo e padre della Chiesa inglese. Morì il 26 maggio del 605 e fu canonizzato verso la fine del secolo.

BRUNONE di Wùrzburg o BRUNO
figlio del duca di Franconia Corrado I e di Matilde di Svevia, cancelliere imperiale in Italia dal 1027 al 1034, anno in cui l’imperatore Corrado II, il Salico, lo designò vescovo di Wurzburg, sulla destra del fiume Meno, in Baviera. Ardente di zelo pastorale, fondò chiese e monasteri nella sua diocesi e ricostruì a sue spese la cattedrale della città. Accompagnò il nuovo imperatore Enrico III, in alcuni viaggi, ma nel 1045, seguendolo in una spedizione contro l’Ungheria, trovò la morte in un incidente molto particolare. Arrivati a Persenberg, sul Danubio, alloggiati in un castello, mentre stavano pranzando, il pavimento sprofondò. Mentre Enrico III se la cavò con qualche ferita, Bruno morì il 27 maggio 1045, dopo molti giorni di sofferenza. A Wùrzburg è festeggiato il 17 maggio.

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

EUTROPIO di Orange
nato a Marsiglia da famiglia nobile. Alla morte della moglie, dopo una vita dissipata, decise di dedicarsi alla religione e nel 446, divenne vescovo di Orange, dove morì nel 475.

FEDERICO di Liegi vescovo belga, morto nel 1121.

FLAVIANO di Roma
di origine spagnola, divenuto prefetto di Roma, si fece battezzare con la moglie Dafrosa e le figlie Bibiana e Demetria. Durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata del 362, venne processato come cristiano, condannato all’esilio, marchiato a fuoco sul viso come uno schiavo, costretto a lavorare nelle cave di arenaria sulla Via Clodia, verso il 60° chilometro. Non si hanno notizie sulla morte, anche se taluni lo ritengono martire.

GIULIO di Silistria
soldato martire nel 303 a Durostoro, in Mesia.

LIBERIO o LIBERO santo molto venerato ad Ancona.

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

OLIVIERO di Bristol
benedettino inglese, nato nell’anno 1000. Morì nel 1060 a Malmesbury, presso Bristol, mentre provava una “macchina volante”, costruita da lui.

RESTITUTA di Sora martire nei pressi di Sora, Frosinone.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZACCARIA di Vienne vescovo martire in Francia.

I santi del giorno del 12 aprile

12 Apr

ALFERIO o ALFIERO
nato a Salerno nel 951. Per molti anni fu al servizio del principe della città, Guaimaro, poi nel 1002, mentre era in viaggio verso la Francia per incontrare il re d’Inghilterra Enrico II, si ammalò gravemente e fu ospitato nel monastero di San Michele della Chiusa, in Piemonte. Mentre i compagni proseguivano, fece voto di farsi monaco se fosse guarito. Ristabilitosi vestì l’abito benedettino nell’abbazia di Cluny dove in seguito divenne abate. Fu richiamato in patria dal principe Guaimaro, con l’incarico di riformare i monasteri attorno a Salerno, ma per le opposizioni incontrate, si ritirò a vita eremitica. Fondò l’abbazia della Santissima Trinità a Cava dei Tirreni, morì il 12 aprile 1050 e nel 1893 Leone XIII ne confermò il culto pubblico con la canonizzazione.

ANGELO Carletti
nato a Chivasso nel 1411, si laureò in legge a Bologna e nel 1441 entrò nell’Ordine Francescano dei Minori Osservanti. Provinciale di Genova nel 1462, fu vicario generale di tutti gli Osservanti della famiglia cismontana e fondò i Monti di Pietà di Genova e Savona. Sisto IV lo incaricò della raccolta di fondi per intraprendere la lotta contro i Turchi e Innocenzo III, di combattere i Valdesi. Autore di una pregevole Summa casuum conscientiae, morì a Cuneo nel 1495 e il culto fu confermato da Benedetto XIV nel 1753.

DAMIANO di Pavia
vescovo di Pavia, morto nel 710. Al Concilio di Milano del 680 redasse la professione di fede antimonotelita e poi andò a Costantinopoli per tentare di ricondurre il patriarca Giorgio all’ortodossia.

GIULIO I papa
eletto il 6 febbraio 337, tre mesi dopo morì l’imperatore Costantino e la sua successione fu piuttosto drammatica e complicata, anche se l’autorità del papa non fu mai in discussione e Giulio poté svolgere un’efficace azione pastorale e disciplinare a vantaggio della Chiesa. Nel 340 difese con forza il vescovo di Alessandria, Atanasio dalle accuse degli ariani e dei seguaci di Eusebio, convocando un sinodo a Roma con la partecipazione di circa 50 vescovi d’Italia, Africa e delle Gallie, che dichiarò Atanasio legittimo vescovo di Alessandria, anche se la controversia fu definitivamente risolta solo nel 343 dal Concilio di Sardica. Giulio stabilì per primo la festa del Natale al 25 dicembre, fece raccogliere dai “notari”, gli Atti della Chiesa e fu un tenace assertore del primato romano, rispetto a tutte le altre chiese cristiane. Fece costruire la Basilica dei Dodici Apostoli, la Basilica Giulia, la Chiesa di Santa Maria in Trastevere e altre 3 nei cimiteri dei santi Valentino, Felice e Callisto. È morto il 12 aprile 352.

GIUSEPPE Moscati
nato il 25 luglio a Benevento, da giovane fece voto di castità. Laureato in medicina e chirurgia, vinse il concorso per un posto negli Ospedali Riuniti di Napoli, dei quali divenne primario chirurgo e docente all’Università. Svolse la sua attività professionale beneficando i poveri e si prodigò con tutte le forze, sia durante la disastrosa eruzione del Vesuvio del 1906, che durante la terribile epidemia di colera del 1911. Morto a Napoli il 12 aprile 1927, è stato beatificato da Paolo VI, il 16 novembre 1975, durante l’Anno Santo e poi proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1987.

SABA detto il “Goto”, martire nel 372.

VENUSTO martire.

VISSIA di Fermo
vergine martire nel 250 a Fermo, provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche.

ZENO o ZENONE di Verona  12 Aprile

forse africano di nascita, scrittore ecclesiastico, divenne vescovo di Verona tra il 356 e il 363. Famoso predicatore, ha lasciato una novantina di omelie, particolarmente contro le eresie e il paganesimo del tempo. Morì a Verona il 12 aprile 380 e fu proclamato patrono della città che gli ha dedicato la basilica di San Zeno Maggiore, sorta sul sacello del Santo. In altri luoghi viene festeggiato anche l’8 dicembre.

I santi del giorno del 31 gennaio

31 Gen

CIRO e GIOVANNI 
secondo una passio leggendaria, Ciro, medico di Alessandria, fu ucciso insieme al soldato Giovanni, durante la persecuzione di Diocleziano. Le reliquie dei due martiri furono trasportate a Roma, in una chiesa di Via Portuense, che oggi è chiamata di “Santa Passera”.

DOMENICO Sarraceno
martire a Cordova, in Spagna alla fine del 10° secolo.

GAUDO  
nato in Francia nel 2° secolo, morì in Oriente, dove era stato mandato come evangelizzatore.

GEMINIANO di Modena o GIMIGNANO,
di lui si hanno solo notizie leggendarie, derivate da una “Vita”  attribuita a Zeno o Zenone. Nativo di Modena, sembra ne sia divenuto vescovo, acclamato dai concittadini, verso il 344 e abbia partecipato al sinodo di Milano del 391, che confermava la condanna dell’eretico Gioviniano. Con lui avvenne la conversione totale della città e la consacrazione di molti templi pagani al culto cristiano. Patrono anche di Ferrara, Pontremoli e San Gimignano, il Duomo di Modena è stato costruito sulle rovine di una basilica del 4° secolo, eretta sulla sua tomba

GIOVANNI Bosco 
nato il 16 agosto 1815, a Castelnuovo d’Asti, di modeste condizioni, intraprese gli studi ecclesiastici con molti sacrifici e nel 1841, venne ordinato sacerdote a Torino. Discepolo di Giuseppe Cafasso, cominciò subito a occuparsi dei ragazzi poveri e stabilitosi nel sobborgo di Valdocco, fondò il primo “oratorio”, con una ventina di ragazzi, che 4 anni dopo erano già più di 300. Nel 1846 fondò l’oratorio di San Francesco di Sales, o Pia società Salesiana, ottenendo l’approvazione della Chiesa, come società religiosa a voti semplici, il 3 aprile 1874. Seguendo il principio pedagogico per il quale, si appoggia tutto sopra la ragione, l’amore e la religione, fondò laboratori, ospizi, vere e proprie scuole professionali, collegi e pensionati. Nel 1871, aiutato da Maria Domenica Mazzarello, diede vita anche alla Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice e istituì le Missioni Salesiane, che ebbero rapido e largo sviluppo, tanto che oggi sono sparse in tutto il mondo e già alla morte del fondatore, i Salesiani, contavano ben 250 case. Morto a Torino il 31 gennaio del 1888, è stato beatificato il 19 marzo 1929 da Pio XI, che lo ha poi canonizzato il 1° aprile 1934, Domenica di Pasqua.

GIULIANO e GIULIO
secondo una leggendaria Vita dell’8° secolo, erano due fratelli nati in Grecia dopo il 330. Ricevettero la loro formazione studiando a Roma e poi Giulio fu ordinato presbitero e Giuliano diacono. Causa le continue persecuzioni nelle loro regioni, tornarono in Italia e si fermarono per un po’ di tempo alle Aque Salvie, presso Roma. Da qui poi si diressero verso il Nord, predicando il Vangelo ed erigendo “chiese”, costruzioni povere fatte di pietre, legno e paglia, che divenivano però punti d’incontro per i neo convertiti. Le ultime 2 furono costruite, a Gozzano in provincia di Novara, dedicata a San Lorenzo e l’altra sul lago d’Orta, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Nella prima rimase Giuliano fino alla morte e nella seconda il fratello Giulio, che morì un 31 gennaio verso la fine del 4° secolo. Sono entrambi venerati come “Apostoli dell’Alto Novarese”. Le reliquie di Giulio  sono conservate nella basilica di San Giulio, fondata dal santo stesso, nel 390 circa, sull’isola omonima, del lago d’Orta, in provincia di Novara.

LUDOVICA Albertoni
nata a Roma nel 1474. A vent’anni venne data in sposa a un nobile che lei amò devotamente e dal quale ebbe tre figlie. Rimasta vedova nel 1506, entrò nel Terz’Ordine Francescano, rivolgendo ogni cura ed energia all’assistenza delle ragazze più povere, che istruiva e avviava al lavoro, spendendo tutto il suo patrimonio. Per questo motivo ebbe forti contrasti con i parenti, che rifiutarono di aiutarla in queste necessità. Ricevette il dono della profezia e quello di poter operare miracoli. È morta il 31 gennaio 1533 e il grande scultore Lorenzo Bernini, autore del colonnato di San Pietro e del famoso Baldacchino, posto sulla tomba di San Pietro, le ha dedicato un meraviglioso monumento funebre nella chiesa romana di San Francesco a Ripa.

MARCELLA di Roma
nata nel 330 a Roma, nobile. Rimasta orfana di padre, si sposò molto giovane, ma dopo soli 7 mesi rimase vedova e quest’avvenimento la spinse verso la vita ascetica. Rifiutando un secondo vantaggioso matrimonio con il console Cereale, nonostante le pressioni della madre Albina, trasformò il suo palazzo sull’Aventino in un cenacolo di preghiera dove confluirono altre nobili, Sofronia, Marcellina, Lea e anche la stessa madre Albina. Penitenza, digiuno e preghiera, furono i principi della sua vita, secondo quanto risulta dalle lettere di Girolamo che, nel 382, era divenuto il direttore spirituale del gruppo. Nonostante gli inviti delle amiche Paola ed Eustochio, che avevano fondato un monastero a Betlemme, rifiutò il trasferimento in Terrasanta e verso la fine del secolo, assieme alla vergine Principia, si trasferì in un luogo più isolato nelle vicinanze di Roma. Rientrò nel 410, per paura dei Visigoti, ma durante il sacco di Roma ad opera di Alarico I, subì percosse e maltrattamenti e solo a stento riuscì a salvare Principia dalle mani dei barbari, rifugiandosi nella basilica di San Paolo. Morì poco tempo dopo, in seguito alle ferite subite. San Girolamo scrisse un discorso di lode in suo onore.

NICO vescovo in Dalmazia.

SAVERIO  
Francesco Saverio Maria Bianchi, nato nel 1743 ad Arpino, in provincia di Frosinone. Entrato nella Società dei Chierici di San Paolo(Barnabiti), visse molti anni a Napoli dove si dedicò alla direzione spirituale, avendo tra i suoi penitenti molti cardinali, vescovi e anche il re Carlo Emanuele IV di Savoia con la consorte, Maria Clotilde. Specialmente in Campania, svolse un’attiva opera di carità, motivo per cui venne chiamato l’Apostolo di Napoli, città nella quale è morto nel 1815. La sua tomba si trova nella chiesa cittadina di Santa Maria di Caravaggio ed è stato santificato dal papa Pio XII nel 1951.

TIRSO  
martire assieme a Saturnino e Vittore.

TRIFENA           
santa martire del 1° secolo, discepola dell’apostolo Paolo.

ULFA di Amiens
martire in Francia nel 750 circa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: