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I santi del giorno del 21 luglio

21 Lug

AGOSTINO Fangi beato, morto nel 1493.

ALBERICO Criscitelli beato morto nel 1900.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles (v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

COSTANTINO abate
discepolo successore di Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, morto verso il 560.

DANIELE profeta
il 4° dei profeti maggiori ebrei, vissuto nel 6° secolo a.C., citato tra i deportati in Babilonia nel 606. La sua vita è documentata dal libro biblico detto Libro di Daniele, la cui stesura gli è attribuita, ma risulta invece, scritto tra il 167 e il 164 a.C., durante la persecuzione di Antioco IV Epifane e la rivolta dei Maccabei. Trascorse la giovinezza presso il re Nabucodonosor, durante l’esilio babilonese dove, per non contaminarsi con le vivande e i vini del re, si cibò solo di legumi e acqua e in cambio ebbe da Dio sapienza, intelligenza e capacità di interpretare visioni e sogni. Tenuto in grande considerazione per queste facoltà profetiche che ebbe modo di manifestare interpretando i misteriosi sogni del re, riuscì anche a uscire illeso per due volte dalla fossa dei leoni, dove era stato gettato per istigazione dei suoi nemici. Il popolo allora riconobbe che possedeva lo spirito di Dio, fu rivestito con abiti di porpora, gli venne messa al collo una catena d’oro e tenuto in gran conto anche dal re persiano Ciro, che lo nominò suo ministro. Questo libro, comunque, non rappresenta più la vera corrente profetica, non contiene cioè la predicazione di un profeta mandato da Dio in missione presso i suoi contemporanei, ma è stato scritto e composto da un autore che inaugura il genere apocalittico preparato dal profeta Ezechiele. Alla sua morte fu sepolto nella città di Susa, capitale della storica regione di Elam.

ELIO martire nel 310.

GIULIA di Troyes
ancora molto giovane, venne fatta prigioniera a Troyes (v) da Claudio, un ufficiale barbaro, che la fece sua schiava. Quando però costui venne a sapere che era cristiana, la trattò con rispetto e prima di partire per la guerra, le chiese di pregare per lui, perché tutto gli andasse bene. Tornato vittorioso, fu molto gentile e premuroso e quando Giulia, in seguito a una visione di Cristo in sogno, decise di tornare a Troyes, volle accompagnarla per proteggerla. Appena arrivati, l’imperatore Aureliano li fece arrestare perché cristiani, torturare e poi decapitare, nel 272.

LORENZO da Brindisi
nato a Brindisi il 22 luglio 1559, battezzato Giulio Cesare, quando a 16 anni rimase orfano, si fece frate cappuccino prendendo il nome di Lorenzo. Molto intelligente e dotato di una straordinaria attitudine per lo studio delle lingue e delle Sacre Scritture, nel 1602 venne nominato Provinciale del suo ordine e poi Superiore generale. Grande predicatore, iniziò il suo apostolato in Italia, predicando per la conversione degli Ebrei e percorse poi tutta l’Europa, difendendo la dottrina cattolica contro eretici, musulmani e protestanti, poi il papa Clemente VIII lo inviò in Germania per attuare la riforma dell’ordine. Fondatore di diversi monasteri, a Praga, Vienna e Gorizia, è morto il 22 luglio 1619 a Belem, presso Lisbona, durante una delle numerose missioni diplomatiche. Tra gli scritti sono da ricordare la Explanatio in Genesium, una delle migliori opere esegetiche del tempo, e Oratoria, una raccolta di 658 sermoni. Canonizzato da Leone XIII nel 1881, è stato poi proclamato dottore della Chiesa, nel 1959 da Giovanni XXIII.

NILDE martire vissuta nel 7° secolo.

PRASSEDE
la leggenda la dice figlia del nobile Pudente e sorella di Pudenziana. Consacratasi a Dio e ai poveri, morì martire a Roma nel 164 e venne sepolta in “spelunca”, nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria. All’antica chiesa di Santa Prassede già ricordata fin dal 5° secolo, edificata sull’alto colle Esquilino, fu legato un titolo cardinalizio. In questa chiesa, ricostruita nell’822 da Pasquale I sono conservate le reliquie delle due sorelle e nella navata centrale esiste un disco di porfido che indica dove si trovava la cisterna nella quale Prassede nascondeva i corpi dei martiri. La chiesa è nota anche per la cappella di San Zenone, in stile bizantino e per i mosaici del 9° secolo.

PUDENZIANA di Roma o PUDENZIA
sorella di Prassede, martire a Roma nel 164, fu sepolta “in spelunca”, nelle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria, assieme alla sorella. A Roma esiste una chiesa dedicata a Santa Prassede, adornata da celebri mosaici, nella quale sono conservate le presunte reliquie delle due sorelle.

VITTORE di Marsiglia
secondo una tradizione consolidata, era un ufficiale romano di guarnigione a Marsiglia, che subì il martirio perché si rifiutò di fare sacrifici e di offrire incenso agli dei pagani. Decapitato nel 290, il corpo fu gettato in mare, ma tornato a riva, venne raccolto e sepolto cristianamente. Nel 5° secolo, Cassiano, patriarca di Costantinopoli espulso dalla città, approdò a Marsiglia ed eresse un monastero sul sepolcro di Vittore, in seguito però sembra che le reliquie siano state trasferite a Parigi nell’abbazia di Saint-Victor.

I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

I santi del giorno del 16 aprile

16 Apr

BENEDETTO Labre
Benedetto Giuseppe Labre, nato il 26 marzo 1748, ad Amettes, in Francia. Appassionato delle cose di chiesa, desiderò diventare sacerdote, ma i suoi tentativi di studio furono un fallimento. Provò a entrare in un convento ma non riuscì a resistere alla disciplina e non avendo così potuto prendere gli ordini religiosi, andò girovagando tra santuari e monasteri di tutta Europa, come pellegrino penitente e mendicante, conducendo una vita di estrema mortificazione, divenuta leggendaria. Ebbe visioni ed esperienze mistiche e visse sempre in completa povertà vestito di stracci e deriso dalla gente. Si stabilì infine a Roma nel 1774, dormendo in un angolo del Colosseo. Morì il 16 aprile del 1783 e subito sulla sua tomba arrivarono molti pellegrini e ci furono anche molte guarigioni ritenute miracolose.

BERNADETTE Soubirous
Marie-Bernarde, nata Lourdes il 7 gennaio 1844. Figlia di un mugnaio povero, aveva solo 14 anni, quando in una grotta presso Massabielle le apparve, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, per diciotto volte, una figura di donna, giovane e bella, che le rivolse la parola. Il 25 di febbraio, quando già molte persone andavano con lei nella speranza di assistere all’apparizione di questa misteriosa Signora o per pura curiosità, su invito dell’apparizione, scavò con le mani nella terra circostante, facendo così scaturire una sorgente che si ingrossò rapidamente e le sue acque rivelarono fin dal giorno seguente i loro effetti miracolosi, restituendo l’uso della vista a un minatore che se ne era bagnato gli occhi. Il mese successivo l’apparizione si manifestò come l’Immacolata Concezione. Dopo varie inchieste protrattesi per più di 4 anni, ordinate dal locale vescovo Laurence, furono riconosciute autentiche, cioé che a Bernadetta era veramente apparsa Maria Vergine e la zona della grotta fu subito acquistata dalla Chiesa che vi fece costruire un santuario. Nel 1866 la giovane è poi entrata nell’Ordine delle Suore della Carità di Nevers, dove è morta il 16 aprile 1879 a 35 anni. È stata canonizzata nel 1933 da Pio XI.

CALLISTO di Corinto  martire in Grecia, assieme a CARISIO.

CONTARDO pellegrino
appartenente forse alla famiglia degli Estensi, si dedicò ad opere di pietà. È morto nel 1249 a Broni, in provincia di Pavia, mentre stava andando in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

DROGONE di Valenciennes
nato nel 1102, eremita fiammingo di Valenciennes, città francese situata vicino al confine con il Belgio. Dopo aver donato tutti i suoi beni, compì alcuni pellegrinaggi a Roma e terminò la sua vita nel 1189 a Sebourg, dove era stato pastore.

EVENZIO di Saragozza martire a Saragozza nel 304 circa, assieme a 15 compagni tra i quali GIULIA, LAMBERTO, MARZIALE, OTTATO, PRIMITIVO, PUBLIO, QUINTILIANO, SUCCESSO 

FRUTTUOSO di Braga
spagnolo, discendente di una nobile famiglia visigota, fondò molti monasteri dalle regole rigide guadagnandosi il nome di “padre del monachesimo di Spagna”. Anche dopo l’elezione ad arcivescovo di Braga nel 656, non rinunciò alla vita monastica. Morì nel 665.

GIOACCHINO Piccolomini da Siena,
dell’Ordine dei Servi di Maria, morto nel 1303.

GUGLIELMO Gnoffi santo morto nel 1318.

LANDONE papa o LANDO,
figlio di un conte lombardo di nome Taino o Raino della Sabina. Pontefice per soli sei mesi, successore di Anastasio III, dal luglio 913 al febbraio 914.

TURIBIO di Astorga
di origine torinese, vescovo di Astorga, nella regione di Leon, in Spagna, nel 5° secolo.

I santi del giorno del 8 aprile

8 Apr

ALBERTO di Vercelli
nato nel 1150 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. Carmelitano dei canonici regolari di Santa Croce in Mantova, dove, verso il 1180 fu eletto priore. Quattro anni dopo venne consacrato vescovo di Bobbio e nel 1185, anche di Vercelli. Esercitò così, per quasi vent’anni, una intensa attività pastorale e politica, concludendo la pace tra Milano e Pavia nel 1194 e tra Parma e Piacenza nel 1199. Nominato patriarca latino di Gerusalemme da Innocenzo III nel 1205, essendo questa città occupata dai musulmani, risedette a San Giovanni d’Acri, in Palestina, dove fu ucciso a pugnalate, durante una processione il 14 settembre 1214, da un chierico che era stato destituito da lui per indegnità. Colto, equilibrato e caritatevole, durante il periodo del patriarcato redasse la regola Carmelitana che è tuttora in vigore.

AMANZIO di Como
3° vescovo della città nel 5° secolo. Fece costruire la basilica degli Apostoli, sulla quale, nel 1095 sorse poi la chiesa in stile romanico di Sant’Abbondio.

CLEMENTE di Osimo
nato nel 1220 è detto anche da sant’Elpidio. È considerato il 2° fondatore degli Eremiti di sant’Agostino, perché dal 1270, quando divenne superiore generale dell’Ordine, riformò o corresse le loro costituzioni. Morì nel 1291 in un convento nei dintorni di Osimo, in provincia di Ancona.

CONCESSA santa martire.

COSTANTINO papa
nato a Tiro, eletto successore di Sisinnio di Siria, il 25 marzo 708. Nel 710 fu chiamato a Costantinopoli, dove si trattenne per un anno, dall’imperatore d’Oriente Giustiniano II. Costretto a rifiutare il monoteismo come religione ufficiale, ottene però la conferma del primato della Chiesa di Roma. Quando tornò a Roma, trovò una situazione piuttosto difficile per le intromissioni negli affari religiosi dell’esarca di Ravenna, che aveva perfino fatto imprigionare dei preti ed ebbe anche gravi controversie con gli arcivescovi Felice di Ravenna e Benedetto di Milano. Riuscì a riportare un po’ di pace solo dopo il 713, quando Anastasio II divenne imperatore. Morto il 9 aprile 715, fu sepolto in San Pietro.

DIONIGI di Corinto
vescovo in Grecia dal 166 al 174. Grande risonanza ebbero le sue “epistole cattoliche” indirizzate a diverse chiese asiatiche: Amastri, Atene, Cnosso, Lacedemone, Gortina, Nicomedia e poi anche a Roma, contro le eresie di Marcione e Montano. Di queste sono rimasti solo pochi frammenti, più le analisi fatte da Girolamo e dallo storico Eusebio di Cesarea di Palestina. Le reliquie furono trasferite a Roma, all’inizio del 13° secolo, durante il pontificato di Innocenzo III. In Oriente è venerato come martire, il 29 novembre.

EDESIO di Alessandria
nato nel 250 in Licia. Filosofo pagano, convertitosi al cristianesimo, subì il martirio nel 306, ad Alessandria d’Egitto.

GENNARO martire in Africa, assieme a MACARIA e MASSIMA.

GIULIA Billiart
nata il 12 giugno 1751 a Cuvilly, in Piccardia, Francia, a 14 anni fece voto di castità e si dedicò all’ istruzione dei poveri. Dopo una malattia restò invalida per molti anni, ma in seguito a una apparizione di Gesù durante questo suo travaglio, sentì nel cuore il vivo desiderio di farsi suora. Nel 1794, mentre infuriava la rivoluzione francese, incontrò la baronessa di Bourdon e con lei, nel 1804, l’anno in cui miracolosamente guarì dalla sua infermità, fondò a Namur, sulla Mosa in Belgio, l’istituto delle Suore di Notre-Dame. È morta a Namur l’8 aprile 1816.

PERPETUO di Tours vescovo martire.

REDENTO di Ferentino vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire nel 4° secolo.

WALTER di Pontoise
Galterius o Walterius (GUALTIERO), nato nel 1030. Docente di retorica e filosofia, lasciò l’insegnamento per farsi monaco tra i benedettini. Nominato abate di Saint-Martin, a Pontoise, dal re di Francia Filippo I, dopo poco tempo fuggì ed entrò come semplice monaco nell’abbazia di Cluny, dove però venne raggiunto dai suoi monaci che lo costrinsero a tornare. Fuggì nuovamente per vivere da eremita presso la Loira, ma anche questa volta fu costretto a riprendere il suo incarico. Chiese allora al papa Gregorio VII il permesso di dimettersi da abate, ma gli fu imposto di restare dov’era e così governò l’abbazia fino al termine dei suoi giorni, combattendo la simonia e denunciando il lassismo del clero secolare. Morì nel 1095.

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