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I santi del giorno del 29 giugno

29 Giu

BEATA di Sens martire nel 3° secolo a Sens(v), assieme a Benedetta.

BENEDETTA di Sens
vergine martire di Sens(v), nel 3° secolo, assieme a Beata.

CASSIO di Narni
santo vescovo della città, martire nel 4° secolo. Le reliquie sono conservate nell’oratorio di San Cassio nella Cattedrale di Narni, ricostruito nella forma attuale nel 1679, dopo la loro restituzione da parte della città di Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle del vescovo Giovenale.

DORICO martire

EMMA di Gurk
nata nel 980 in Carinzia, contessa di Freisach, in Austria, parente di Enrico II imperatore. Con il marito, conte Guglielmo di Sanngau, si dedicò a opere religiose, ma poi nel 1016 rimase vedova, perchè il marito morì di malattia sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l’assassinio del figlio Guglielmo, nel 1036 Emma rimase sola e con l’imponente patrimonio di famiglia fondò 9 parrocchie e 2 monasteri, sempre in Austria, quello dei benedettini di Admont e uno femminile a Gurk, che nel 1071 divenne sede vescovile. Visse come religiosa in questo monastero, dove morì il 29 giugno 1054. Nel 1070 la salma venne riposta nella chiesa di Gurk, in Carinzia, appena costruita. Nella primavera 1287 è stata beatificata ufficialmente da Onorio IV e infine nel 1938, canonizzata da Pio XI che ne ha riconosciuto il culto, diffuso da secoli sopratutto in Carinzia e Slovenia.

GIUDITTA di Niederalteich
nata in Inghilterra nell’11° secolo. Tornando da un pellegrinaggio si fermò in Baviera, a Niederalteich, dove fu accolta in un monastero nel quale viveva, come una reclusa, la nipote Salomè colpita dalla lebbra e qui rimase fino alla morte, assistendo la nipote.

MARIA
personaggio biblico, madre di Giovanni l’Evangelista. Nella sua casa si rifugiò anche Pietro dopo la sua miracolosa liberazione dal carcere di Gerusalemme.

PAOLO di Tarso
nato in Cilicia(v) verso l’anno 10, da una famiglia discendente dalla tribù di Beniamino che aveva dato il primo re a Israele, fu chiamato Saulo e pur essendo giudeo, come tutti gli abitanti della città era anche cittadino romano. A Gerusalemme in giovinezza ricevette dal rabbi Gamaliele una profonda educazione religiosa secondo le dottrine della setta dei Farisei e così, in principio, fu un accanito persecutore degli ebrei credenti in Gesù in difesa della sua religione. Venne infatti coinvolto nella lapidazione di Stefano, il primo martire cristiano:”Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione”, come è scritto negli Atti degli Apostoli di Luca, al capitolo 8. Nell’anno 35, improvvisamente folgorato da una visione celeste sulla via di Damasco, mentre andava ad  arrestare alcuni cristiani, si convertì e da persecutore, divenne prima discepolo e poi apostolo. Battezzato da un certo Anania, si ritirò per 3 anni in preghiera e solitudine e poi tornò a Damasco, incontrando l’ostilità dei giudei tanto che fu costretto a fuggire di notte calandosi dalle mura della città in un cesta.Si preparò poi con anni di studio e meditazione, all’opera di conversione dei Gentili(non ebrei) e verso il 45, con il compagno Barnaba, iniziò il 1° dei suoi 3 viaggi missionari. Dopo aver ricevuto il titolo di vescovo ad Antiochia, andò a Cipro, in Panfilia, Pisidia e Licaonia, conquistando moltissimi discepoli e fondando ovunque diverse Chiese ed è da allora che, secondo Luca, cominciò a portare il nome greco Paolo a preferenza di quello ebreo, Saulo. Nel Concilio Apostolico di Gerusalemme del 48, in merito alla questione della circoncisione ebraica, sostenne che il cristianesimo era indipendente dalla legge di Mosè. Tra il 49 e il 52, intraprese la seconda missione portando il Vangelo in Frigia e Galazia, fondando altre chiese a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene e Corinto. Qui si fermò per 10 mesi, scrivendo le 2 Lettere ai Tessalonicesi e passando da Efeso, Cesarea di Palestina e Gerusalemme, ritornò poi ad Antiochia. Durante il 3° viaggio, il più lungo, iniziato forse nella primavera del 54, visitò le comunità che aveva fondato in precedenza, si fermò 3 anni a Efeso, da dove però fu costretto a ripartire da una sommossa, andò in Macedonia, ad Atene, ancora a Corinto e dopo aver visitato le coste asiatiche, nel 58 tornò infine a Gerusalemme, dove fu arrestatato mentre consegnava le offerte ricevute. In questo tempo di prigionia scrisse le Lettere ai Corinzi, Galati e Romani. Per sottrarlo alla furia dei giudei, i romani lo trasferirono in una prigione di Cesarea, dove iniziò l’istruttoria contro di lui, sotto la reiterata accusa di agitatore del popolo. La procedura si protrasse per due anni e alla fine Paolo, stanco e desideroso di sottrarsi alle persecuzioni dei suoi ex-correligionari, si appellò all’imperatore di Roma, dove arrivò nel 61, dopo un viaggio pieno di peripezie attraverso Sidone, Creta, Malta e Pozzuoli, durante il quale scrisse lettere ai Filippesi, Colossesi ed Efesini A Roma gli fu permesso di soggiornare in una casa privata, in libertà vigilata fino al 63 e così poté continuare a svolgere la sua opera di organizzazione e di evangelizzazione, ammonendo, spronando e insegnando. Sembra sia stato trovato innocente e liberato tra il 63 e il 64, perché le lettere pastorali lo presentano ancora a Efeso, Creta e Macedonia, da dove scrisse la prima lettera a Timoteo e poi quella a Tito. Compì quasi certamente viaggi in Spagna e in Oriente, fu arrestato di nuovo, forse a Troade(oggi in Turchia), denunciato da falsi fratelli, condotto a Roma e incarcerato. Questa seconda prigionia romana, ben diversa e più dura della prima, iniziata alla fine del 66, si concluse con il martirio, nel 67; secondo la tradizione fu decapitato appena fuori città, sulla Via Ostiense, nel campo detto delle Tre Fontane e provvisoriamente sepolto nelle catacombe della chiesa che oggi è intitolata a San Sebastiano sull’Appia Antica. Secondo una leggenda, il nome Tre Fontane, deriva dal fatto che 3 fontane zampillarono miracolosamente dove la testa del Santo era rimbalzata dopo la decapitazione. Paolo, oltre che apostolo, fu scrittore, pensatore e teologo profondo, così che può essere considerato il creatore della teologia cattolica e i suoi scritti, in primo luogo le “lettere”, hanno esercitato una grande influenza sulla storia di tutto il pensiero cristiano. Festa anche il 25 gennaio per la Conversione di San Paolo.

PIETRO apostolo
Simone, figlio di Giona, originario di Betsaida(v). Pescatore come il fratello Andrea sulle rive del lago di Tiberiade, era sposato e viveva a Cafarnao, quando nel 31 fu invitato da Gesù a seguirlo. Il Salvatore, nello scegliere i primi discepoli conferì a lui il primato, gli cambiò il nome in Kéfhà(roccia pietra), cioè Pietro, affidandogli la costruzione della sua Chiesa e per questo motivo, nei Vangeli, viene messo sempre a capo dei 12 apostoli. Dopo essere stato uno dei testimoni dell’Ascensione al cielo, tornò a Gerusalemme dove presiedette all’elezione di Mattia, in sostituzione del “traditore”, Giuda Iscariota. Perseguitato dai sacerdoti per la sua intrepida predicazione, venne imprigionato due volte, ma fu sempre rilasciato, non trovandosi contro di lui validi capi d’accusa. Andò a Samaria, dove predicò il Vangelo assieme al diacono Filippo, combattendo le dottrine eretiche di Simon Mago e poi si fermò 3 anni a Gerusalemme, guidando gli apostoli. Lasciato il compito di dirigere la comunità a Giacomo il Minore, andò a predicare ad Antiochia, dove nel 35 fissò la sua sede e da dove iniziò l’evangelizzazione del Ponto, Galazia, Cappadocia e Bitinia(v), compiendo numerosi miracoli. Nel 42, dopo l’incontro con Paolo, lasciò Evodio a reggere la Chiesa di Antiochia e trasportò la sede pontificia a Roma, ma dopo poco tempo dovette tornare a Gerusalemme per infondere fiducia a quella comunità, perseguitata da Erode Agrippa. Ancora incarcerato nel 43 e condannato a morte, fu liberato da un angelo e poté tornare a Roma, da dove scrisse la sua prima Lettera diretta ai fedeli dell’Asia Minore, sicuramente autentica, vigorosa nelle sostanza e semplice nella forma. Scritta in greco, sembra però di troppo buona qualità per un pescatore di Galilea, è stata forse dettata a Silvano, un suo discepolo-segretario. Quando venne cacciato da Roma, assieme a tutti i Giudei, tornò ancora una volta a Gerusalemme, assieme a Paolo fu ancora a Roma nel 65 e poi evangelizzò la Sicilia, le Gallie e l’Africa Settentrionale. Indirizzò ai fedeli di tutto il mondo conosciuto la sua seconda Lettera, avente lo scopo di inculcare nei credenti la necessità delle buone opere, di combattere gli eretici e rammentare la seconda venuta di Gesù per il giudizio finale Essendo stata scritta nel 67, può dirsi il suo vero testamento. Colpito dalla persecuzione di Nerone iniziata nel 64, riuscì a sottrarsi temporaneamente alla morte, facendo anzi nuovi proseliti, confutando i simoniti, ma, denunciato da falsi fratelli, fu arrestato assieme a Paolo, imprigionato nel carcere Mamertino e crocifisso a testa in giù, negli orti del colle vaticano, il 29 giugno dello stesso anno. Le ricerche intraprese tra il 1939 e il 1949 hanno portato alla scoperta della sua tomba sotto la basilica di San Pietro in Vaticano, dove era stata posta nel 120, mentre in precedenza le spoglie erano conservate nelle catacombe di San Sebastiano sull’Appia Antica.

SALOME’ di Baviera
ammalata di lebbra, visse in un monastero bavarese curata dalla zia, Giuditta di Niederaltaich.

SIRO di Genova
discepolo di Ermagora di Aquileia, secondo una tradizione leggendaria, dopo aver svolto attività attività sacerdotale a Sanremo, venne acclamato vescovo di Genova, alla morte di Felice. Morì nel 340 e fu sepolto nella prima cattedrale della città, che venne intitolata a lui.

I santi del giorno del 16 giugno

16 Giu

AURELIANO di Arles
vescovo della città dal 546. Fondò alcuni monasteri dettandone le regole di vita e partecipò al Concilio di Orleans nel 549. Morì a Lione, verso il 553

AUREO di Magonza martire con la sorella Giustina

BENNO o BENNONE
nato in Germania nel 1010, dalla nobile famiglia dei conti Woldenberg di Meissen. Amico dei re Enrico III e IV, nel 1066, venne nominato vescovo di Meissen, città presso Dresda e partecipò alla lotta per le investiture sostenendo la riforma gregoriana. Morto nel 1106, fu canonizzato nel 1523 da Clemente VII. Patrono della Baviera, le reliquie sono a Monaco.

CIRO
martire abruzzese del 4° secolo, ricordato in una chiesetta di Penne, in provincia di Pescara.

CUNEGONDA di Costanza
vergine pellegrina di Costanza (Svizzera), patrona dei non vedenti.

FERREOLO e FERRUCCIO
sacerdote e diacono, martiri verso il 211 a Besancon, nella Francia sud-orientale, dove erano stati inviati da Ireneo vescovo di Lione, a predicare il Vangelo tra i Sequani, antica tribù della Gallia celtica. Furono atrocemente martirizzati per ordine di Claudio, prefetto della provincia, sotto l’imperatore Caracalla. Il loro culto, specialmente in Francia, è molto diffuso fin dal 6° secolo.

FRANCESCHINO
detto“di Casale”, canonico regolare, profeta e guaritore, patrono dei pranoterapisti.

GIANFRANCO santo non identificato.

GIULITTA di Tarso o GIUDITTA
martire assieme al figlio Quirico, in Cilicia, durante la feroce persecuzione di Diocleziano. Le loro reliquie sono conservate a Roma, ma esiste anche una chiesa intitolata a questi martiri a Serra San Quirico, in provincia di Ancona.

GIUSTINA di Magonza
martire, assieme al fratello Aureo, vescovo della città.

MARIA TERESA Scherer santa del 19° secolo.

QUIRICO (CIRO)
e Giulitta martiri, ma le circostanze concrete e il luogo della loro morte, Antiochia o Tarso, non sono chiaramente identificabili, essendo numerose le leggende fiorite intorno ai loro nomi, forse erano figlio e madre.

TICONE di Cipro vescovo patrono dei panettieri.

I santi del giorno del 6 maggio

6 Mag

ANNA ROSA Gattorno
nata a Genova il 14 ottobre 1831 da un’agiata famiglia cristiana, venne battezzata nella parrocchia di San Donato con i nomi di Rosa Maria Benedetta. A 21 anni sposò il cugino Gerolamo Custo e con lui si trasferì a Marsiglia, ma un improvviso dissesto finanziario, li costrinse a tornare a Genova in povertà. Rimasta vedova nel 1858, dopo dolori e sacrifici che segnarono il matrimonio e la maternità, attratta dall’amore di Gesù crocifisso, si fece terziaria francescana e trasformò la sua vita in una continua opera di conversione dei peccatori e per la santificazione del genere umano. Nel 1862 ricevette il dono delle stigmate occulte, che percepiva più intensamente nei giorni di venerdì. Volle essere “portavoce” di Gesù, per far giungere ovunque il suo messaggio di salvezza e affidatasi totalmente alla Divina Provvidenza, animata da un coraggioso slancio di carità, nel gennaio 1866 su suggerimento di Pio IX, fondò l’istituto delle Figlie di Sant’Anna, madre di Maria Immacolata. L’anno seguente vestì l’abito religioso e l’8 aprile 1870 fece la professione religiosa assieme a 12 consorelle. Iniziò la sua opera a Roma con scuole per i poveri, asili nido e case per ex prostitute, donne di servizio e infermiere. Nel 1878 le prime Figlie di Sant’Anna partirono per la Bolivia, Brasile, Cile, Perù, Eritrea e Francia. Alla sua morte, il 6 maggio 1900, esistevano già 368 case, nelle quali svolgevano la loro missione 3500 suore, sparse in tutto il mondo.

AVIA martire della Gallia.

BARBARO martire.

BENEDETTA
vergine romana martire nel 362 sotto Giuliano l’Apostata, assieme a santa Galla.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EVODIO di Antiochia
vescovo siriano del 1° secolo, pare sia stato nominato da Pietro apostolo. Subì il martirio sotto l’imperatore Galba, verso il 68.

GAVINO martire a Milano.

GIUDITTA di Betulia
giovane vedova ebrea bellissima, saggia e risoluta. È celebrata nella Bibbia, perché  per liberare Betulia, leggendaria città della Palestina assediata dall’esercito di Nabucodonosor II, nel 7° secolo a.C., vista l’inerzia dei suoi compatrioti, prese decisamente in mano la difficile situazione. Dopo aver rimproverato ai capi della città la loro mancanza di fiducia in Dio, si preparò pregando a lungo e poi si fece condurre alla tenda del generale assiro Oloferne, dove, rimasta sola con lui, dopo averlo ubriacato, lo sedusse e decapitò nel sonno, portandone la testa in città. Rimasti senza il loro generale, presi dal panico gli assedianti fuggirono e la città fu salva. È una storia religiosa per esaltare la potenza della fiduciosa preghiera a Dio, il quale realizza il suo trionfo anche usando le deboli mani di una donna.

IOLANDA o JOLANDA
monaca portoghese dell’Ordine Cistercense.

LUCIO di Cirene
giudeo ellenista della comunità di Antiochia di Siria, forse vescovo, martire assieme a Barnaba, Simeone detto Niger, Manaem e Saulo, nel 1° secolo.

PRUDENZIA martire.

VENUSTO di Cartagine martire in Tunisia, nel 3° secolo.

VILLANO di Gubbio beato morto nel 1230.

VIOLANTE Pelletta monaca clarissa di Asti.

 

I santi del giorno del 5 maggio

5 Mag

ANGELO di Licata
nato a Gerusalemme nel 1185, da ebrei convertiti al cristianesimo. Fattosi eremita sul monte Carmelo, si trasferì poi in Sicilia, dove ottenne molte conversioni, in particolare tra gli ebrei di Palermo e Licata. Venne ucciso da Berengario, un eretico, il 5 maggio del 1220, a Licata, Agrigento.

CRESCENZIANA martire di Roma assieme a SILVANO.

DRADA di Metz da VALDRADA santa martire in Gallia, nel 6° secolo.

GERONZIO
martire in Africa assieme a Pia, Saturnino, Successo e altri compagni.

GIOVINIANO (NIANO) lettore, martire ad Auxerre verso il 260.

GIUDITTA di Prussia vergine martire nel 1260. 

GOTTARDO di Sassonia
nato nel 960 a Reichersdorf, in Germania, frequentò la scuola del monastero benedettino di Niederalteich, dove fu monaco, priore e infine abate incaricato di riformare diverse abbazie. Nel 1022, nominato vescovo di Hildesheim, presso Hannover, si dedicò all’assistenza di poveri e ammalati. Sostenitore della riforma di Cluny, fece costruire ospedali, monasteri e chiese, tra le quali il Duomo di Hildesheim, con annessa scuola e il convento del San Gottardo. Morto in Sassonia il 5 maggio 1038, fu canonizzato nel 1131, da Innocenzo II. È venerato anche in Italia, in particolare a Bressanone nella chiesa dei Santi Erardo e Gottardo. Una piccola chiesetta dedicata a lui si trova anche nel paesino di Gòbbera, nel Primiero in Trentino, con una lapide posta all’esterno: “Adì 27 7/bre 1682 MS Giacomo F. q. Nicolò Gober fece fare questa Capella per sua devotione”. Ampliata nel 1892 e benedetta l’anno seguente.

ILARIO di Arles
allievo di Onorato nel monastero sull’isola di Lerins, in Francia, dal 429 gli successe sul seggio episcopale di Arles e come tale, presiedette molti concili. Entrato in polemica con la Chiesa di Roma, circa l’esercizio dei suoi poteri di giurisdizione, venne destituito da Leone Magno e solo dopo la morte, verso il 450, lo stesso papa ne riconobbe i meriti e rese omaggio alla sua memoria. Di lui è rimasto solo uno scritto, Elogio di sant’Onorato.

IRENE di Lecce
figlia di un “signore” di nome Licinio, martire nel 300 circa a Salonicco assieme a PELLEGRINO e IRENEO. Quando il padre scoprì che si era convertita alla religione cristiana con il battesimo, tentò in tutti i modi di convincerla a rinnegare la nuova fede, ma siccome persisteva nel suo proposito, anzi lo propagandava, venne arrestata, torturata e infine decapitata. Nel 13° secolo le reliquie pervennero a Lecce che la fece sua patrona, edificandole una chiesa.

LANDO di Vasanello
originario di Vasanello, cittadina in provincia di Viterbo, sulla destra del Tevere. Subì il martirio a Orte nel 296.

LEO da Montefeltro o LEONE
cristiano originario della Dalmazia, compagno di Marino. Le sue ossa riposarono a San Leo, che dal 6° secolo è il nuovo nome di Montefeltro, nel luogo dove Leone avrebbe edificato un luogo di culto nel 4° secolo, fino al 1014, quando l’imperatore Enrico II le asportò per portarle in Germania, dove sembra però che non siano mai arrivate

MASSIMO di Gerusalemme
vescovo successore di Macario nel 333, prese parte al Concilio di Nicea e a quello di Tiro, dove difese l’ortodossia di Atanasio contro gli Ariani. Nel 349 convocò un sinodo di vescovi palestinesi che dichiarò la validità delle sue decisioni, ma irritato per questo comportamento, il metropolita ariano, Acacio di Cesarea di Palestina, lo fece deporre dalla carica, seviziato e condannato “ad methalla”, cioè ai lavori forzati nelle miniere, morì nel 350 circa.

NUNZIO Sulprizio
nato il 13 aprile 1817 in un paese dell’Abruzzo. Rimasto orfano dei genitori, fu maltrattato da tutti e obbligato a lavori pesanti, finché un parente riuscì a farlo ricoverare in ospedale a Napoli. Costretto a letto da una malattia, cercò di studiare il latino, perché voleva farsi sacerdote, ma morì a soli 19 anni, a Napoli il 5 maggio 1836.

PENELOPE di Lecce martire nel 4° secolo.

TOSCA di Verona
santa vissuta tra il 7° e l’8° secolo, molto venerata nella sua città.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

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