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I santi del giorno del 15 luglio

15 Lug

AMERIGO di Bamberga
confessore di Bamberga, città dell’Alta Franconia, in Germania.

ANGELINA da Monte Giove
nata nel 1377, nel castello di Montegiove, in provincia di Perugia, dai conti di Marsciano. Rimasta orfana della madre a 12 anni, fece voto di verginità, ma 4 anni dopo il padre la costrinse al matrimonio con Giovanni de Termis, di Civitella de Conti. Dopo un solo anno, rimasta vedova, distribuì i suoi beni ai poveri e si fece francescana. Il suo esempio, seguito anche da altre giovani, suscitò le ire dei genitori che indussero Ladislao, re di Napoli a decretarne l’esilio. Partita da Civitella con le compagne per un pellegrinaggio ai luoghi francescani di Assisi, si fermò a Foligno, dove nel 1397 emise i voti solenni. A questo primo nucleo di Terziarie Francescane Regolari nel monastero di Sant’Anna, ne seguirono altri ad Assisi, Viterbo, Firenze e Rieti, così che lei è considerata la fondatrice di quest’Ordine. Nel 1430 Martino V riunì tutti questi monasteri sotto un’unica superiora generale, Angelina, con il compito dell’educazione e istruzione della gioventù femminile. Morì a Foligno il 14 luglio 1435 e fu sepolta nella chiesa francescana della città. In seguito a un miracolo avvenuto sulla sua tomba nel 1492, la salma fu esumata e trovata incorrotta, venne messa in una preziosa urna, collocata in un altare di fronte alla tomba di Sant’Angela da Foligno. Il culto fu confermato da Leone XII, l’8 luglio 1825..

ANNA MARIA Javouhey beata morta nel 1851.

APRONIA di Troyes
monaca vissuta nel 5° secolo, sorella di Apro vescovo di Toul, in Francia.

ATANASIO di Napoli
vescovo morto nell’872. Eletto nell’849, si distinse per pietà e dottrina e fu stimato dal papa Niccolò I. Perseguitato e fatto prigioniero dal nipote, il duca Sergio II, venne confinato sull’isola di Nisida da dove fu liberato per l’intervento dell’imperatore e re d’Italia, Ludovico II.

BONAVENTURA
Giovanni Fidanza, nato verso il 1220 a Bagnorea, che dal 1922 si chiama Bagnoregio, provincia di Viterbo. Entrato nell’Ordine Francescano nel 1243, con il nome di Bonaventura, studiò a Parigi alla Sorbona, dove ebbe come maestro Alessandro di Hales e si laureò in filosofia e teologia. Dal 1248 assistente della stessa università, della quale diventò cattedratico il 23 ottobre 1257, con Tommaso d’Aquino. Discepolo di Francesco d’Assisi, nello stesso anno fu eletto Ministro Generale dei Frati Minori, carica che tenne fino al 28 maggio 1273, quando Gregorio X lo nominò cardinale-vescovo di Albano e suo Legato al Concilio di Lione. Lavorò senza stancarsi alla preparazione di questo Concilio, nel quale difese gli “ordini mendicanti” ma morì il 15 luglio 1274, durante i lavori del Concilio stesso. Canonizzato da Sisto IV nel 1482, è stato proclamato Dottore della Chiesa da Sisto V, nel 1587. È considerato il massimo rappresentante di quel movimento mistico francescano del 13° secolo, sviluppatosi sulle basi della filosofia agostiniana e per questo motivo venne chiamato Doctor seraphicus. La sua immensa opera, pubblicata in 10 volumi dal 1881 al 1903, sostiene una teoria dei gradi mistici, mediante la quale la mente ascende, dalla contemplazione della natura, alla visione di Dio guidata dalla grazia. L’opera principale è l’Itinerario della mente a Dio, mentre tra le minori sono da citare, la Legenda maior, i Commentari in 4 libri e il Breviloquim.

EDITH di Polesworth
vedova di un re del Wessex, uno dei 7 reami della Gran Bretagna, che dopo l’827 prevalse sugli altri e divenne Inghilterra. Si fece monaca benedettina nel monastero di Polesworth, dove morì nel 925.

EGINO di Augusta
nacque nel 1065 ad Augsburg, in Baviera, dove fu educato nel monastero benedettino locale e, divenuto poi abate, sostenne con energia il suo vescovo nella lotta per le investiture.. Morì a Pisa il 15 luglio 1120, tornando da Roma, dove era andato a chiedere consiglio al papa Callisto II.

EUTROPIO martire a Porto Romano, assieme a Bonosa e Zosima.

GIACOMO o GIACOBBE
nato nel 270 a Nisibi in Iran (oggi Turchia), eremita e poi vescovo, assistette al Concilio di Nicea del 325. Fu il conforto del popolo durante i vari assedi subiti da parte dei Persiani e morì nel 338, proprio durante uno di questi. Anche se delle sue numerose opere in siriaco, è rimasta solo una raccolta di Sermoni, è chiamato “Dottore della Chiesa Siriaca” ma dai contemporanei era soprannominato “il Mosè di Mesopotamia”.

POMPILIO Maria Pirrotti
nato nel 1710 circa, a Montecalvo Irpino, Avellino, da una famiglia nobile. A 16 anni lasciò la famiglia ed entrò nelle Scuole Pie di Benevento, dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1732 e aver insegnato per 8 anni, divenne predicatore, seguito ovunque da folle di fedeli che desideravano ricevere i Sacramenti da lui chiamandolo “padre santo”. Pur tra difficoltà e ostacoli di ogni genere, la sua predicazione pellegrinante in molte città: Ancona, Chieti, Lanciano, Ortona, Manfredonia e altre ancora, durò circa 25 anni. Nel 1765 fu mandato a dirigere una comunità religiosa in crisi a Campi Salentina, a pochi chilometri da Lecce, e riuscì a migliorarne l’ambiente, la chiesa, l’oratorio e il noviziato. Qui morì il 15 luglio 1766, dove sono custodite le spoglie nel santuario a lui dedicato. È stato dichiarato beato per le sue virtù eroiche da Leone XIII il 26 gennaio 1890 e poi, il 19 marzo 1934, Pio XII ne ha incluso il nome nel Calendario universale della Chiesa.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana(il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

ROLANDO di Chezery
monaco cistercense di Chézery, sulle coste del nord della Francia, nel 12° secolo.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

TERENZIO di Sarzana
di origine scozzese, 5° vescovo di Luni, in Liguria, vissuto nel 9° secolo. Patrono di Sarzana.

TERESINA infanta di Spagna, martire.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

VLADIMIRO I, il Santo
gran principe di Kiev nato nel 956, figlio di Svjatoslav, dal quale nel 970 ereditò il principato della città di Novgorod. Venne coinvolto nelle contese tra i suoi fratelli, Jaropolk e Oleg, alla fine delle quali, nel 980 rimase unico signore della Russia, ponendo la sede a Kiev. Particolarmente importanti i rapporti con gli imperatori bizantini, culminati nel 989 con la conversione al cristianesimo, quando ricevette il battesimo, e poi con il matrimonio con la principessa Anna, sorella di Basilio II e Costantino VIII. Dichiarò la fede cristiana religione di stato, proibì il paganesimo e fondò scuole, chiese e ospedali. Morto a Kiev, in Ucraina, il 15 luglio 1015 è stato proclamato patrono principale della nazione russa.

ZOSIMA
martire a Porto Romano assieme alla sorella Bonosa ed Eutropio.

I santi del giorno del 5 febbraio

5 Feb

ABRAMO
vescovo martire in Mesopotamia, nel 5° secolo.

ADELAIDE o ALICE
figlia di un conte olandese, si fece monaca benedettina e divenne badessa in un monastero fondato da suo padre a Willich in Germania, succedendo poi nella stessa carica, a una sua sorella in quello di Julich, presso Colonia. è morta nel 1015.

AGATA di Catania
nata a Palermo, ma figlia di nobili catanesi, sembra intorno al 231, subì il martirio sotto Decio ed è venerata come protettrice della città di Catania. Gli Atti relativi alla sua vita e la Passio, che risale al 5° secolo; sono in parte leggendari e raccontano che, verso i vent’anni, per aver rifiutato di sposare il console Quinziano, le vennero recisi i seni. Guarita miracolosamente perchè le era apparso in sogno san Pietro, fu di nuovo martirizzata, denudata e rotolata sui carboni ardenti. Mentre moriva, l’intera città venne scossa da un violentissimo terremoto, che fece crollare un’intera ala del tribunale. L‘anno dopo la morte il velo che ricopriva la sua tomba avrebbe salvato Catania da una spaventosa eruzione dell’Etna. La sua morte viene fatta risalire al 251, forse il 5 febbraio. Verso il 5° secolo, in suo onore, fu costruita una chiesa in Roma e il papa Simmaco ne introdusse il culto inserendo il nome nel Canone Romano della Messa. Nell’11° secolo il corpo fu rubato e portato a Costantinopoli, ma nel 1126 due soldati di guarnigione lo riportarono a Catania con una nave che approdò vicino alla città nel mese di agosto. Oggi i resti della santa martire sono conservati nel Tesoro del Duomo di Catania, in una cassa rivestita da lamine d’argento, con una lavorazione a traforo che impegnò molti artefici per più di un secolo.

 ALBUINO o ALBOINO
nato in Carinzia(Austria) dalla potente famiglia degli Ariboni, il padre lo fece studiare a Bressanone. Ordinato sacerdote, nel 975 fu nominato vescovo di Sabiona, presso Chiusa, in tedesco Klausen, in Alto Adige. Dopo il 10° secolo, quando si furono placate le incursioni barbariche, trasferì la sede diocesana alla corte regia di Prichsna, che l’imperatore Lodovico IV aveva donata al suo predecessore, il vescovo Zaccaria. Qui sorse poi la città di Bressanone e Albuino ne divenne così il 1° vescovo. Buon amico degli imperatori di Germania, ottenne da loro molte donazioni per la sua diocesi. Morì il 5 febbraio del 1015

AVITO Alcimo Ecdicio
nato da una nobile famiglia verso il 450. Vescovo di Vienne dal 490, prese parte attiva agli avvenimenti del tempo. Convertì Sigismondo re di Borgogna dall’arianesimo al cattolicesimo e inviò anche una lettera, divenuta famosa, al re Clodoveo I per felicitarsi della sua conversione. Autore di poemi d’ispirazione biblica e religiosa, come: De spiritualis historiae gestis, è morto nel 518.

COSIMO
missionario martire a Nagasaki, in Giappone, nel 16° secolo.

ELISABETTA Canori Mora
nata a Roma il 21 novembre 1774 da una famiglia cristiana benestante. Si sposò con un giovane avvocato ed ebbe 4 figlie, ma le prime due morirono presto. Fu sempre molto vicina al marito, anche quando scoprì che le era platealmente e palesemente infedele e aveva abbandonato lei e i figli. Dovette lavorare per potersi mantenere, ma trovò il tempo anche per la preghiera e per i poveri, ai quali aprì la propria casa. Offrì le sofferenze della sua vita per la pace, la santità della Chiesa e la conversione del marito, il quale dopo la morte di Elisabetta si fece addirittura sacerdote. Morta il 5 febbraio 1825, è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 4 aprile 1995, per la sua totale dedizione al sacramento del matrimonio, nonostante le traversie coniugali

GENUINO del Tirolo
vescovo di Sabiona, presso Chiusa, Bressanone. Nel 590, partecipò al sinodo di Marano e con gli altri vescovi della diocesi di Aquileia, protestò contro l’imperatore Maurizio Flavio Tiberio, avverso la condanna dello scisma detto dei “Tre capitoli”. Nel tempo del suo episcopato, Sabiona fu invasa da Longobardi ariani e Bajuvari pagani, così fu costretto a fuggire, trovando accoglienza prima presso il vescovo di Trento, Agnello e poi da quello di Aquileia, Severo. Tornato infine a Sabiona, vi è morto nel 605. Nell’11° secolo, il vescovo Albuino, ha fatto portare le reliquie del santo vescovo nella nuova sede episcopale, a Bressanone.

GIACOBBE
il 3° dei 4 grandi patriarchi ebrei, figlio di Isacco e Rebecca, fratello gemello di Esaù, ma secondogenito. La sua è una storia popolare che si sofferma su aneddoti personali e tratti pittoreschi, ma è comunque una storia religiosa, perchè tutti i momenti decisivi sono contrassegnati da un intervento divino. Acquistata la primogenitura grazie a un inganno materno, per sottrarsi alla vendetta del fratello, fuggì in Mesopotamia presso lo zio Labano, del quale sposò le figlie Lia e Rachele, dalle quali e da due schiave, in totale ebbe una figlia e dodici figli, capostipiti, con i nipoti Efraim e Manasse, delle tribù d’Israele. Tornando in patria, sostenne una misteriosa lotta notturna con un angelo, che alla fine lo benedì e da questo fatto gli è derivato il soprannome di “Israele”, cioè, forte con Dio. Abitava Betel, in Palestina, ma venne chiamato in Egitto dal figlio Giuseppe, ministro del Faraone, che gli donò la terra di Gessen, dove si stabilì definitivamente. Morì circa 1600 anni prima di Cristo, all’età di 137 anni.

LAURA Sabès
figlia di un notaio e di una commerciante, nata il 21 luglio 1841, sull’isola Martinica, nei Caraibi. Trascorse la gioventù in un ambiente frivolo, il suo maggior divertimento era quello di fare gioiose cavalcate fra le colline dell’isola, ma verso i vent’anni, cedendo alle insistenti preghiere della madre, per festeggiare degnamente la nascita del Salvatore, accettò di partecipare a una liturgia di riconciliazione. La confessione con padre Dufrien, le cambiò totalmente la vita, perché lasciò gli abiti di lusso, le amicizie mondane e le sue origini, per dedicarsi ai poveri e assieme alla sorella Hermance si occupò di malati, schiavi e persone anziane sole che abitavano lontano che visitava dopo lunghe cavalcate. Il 2 febbraio 1868 fondò la Congregazione delle Suore Domenicane missionarie di Nostra Signora della Delivrande, a Morne-Rouge in Martinica, congregazione di religiose indigene, il cui fine principale sarà quello di servire poveri, malati e anziani abbandonati. Ancora novizia, fu eletta superiora prendendo il nome di Maria della Provvidenza. Nel 1884 le arrivò la richiesta del vescovo di Grenoble monsignor Fava, di avviare in Francia opere di assistenza come le sue ed allora fece costruire nella periferia di Grenoble il convento di Croix-Rouge, inaugurato 3 anni dopo. Accanto furono costruiti poi una scuola e un ambulatorio per gli ammalati, lavori che la occuparono per altri 3 anni, prima di poter tornare in Martinica. I danni subiti per l’eruzione del vulcano Pelée nel 1902 e certe leggi francesi contro le congregazioni, la costrinsero a chiedere asilo in Italia, dove le religiose furono accolte nel 1906, a Milano dall’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari. La fondatrice è morta il 5 febbraio 1911, ma la congregazione si è diffusa sempre più e attualmente conta circa 200 suore, presenti, oltre che in Italia e Francia, in Egitto, Svizzera, Haiti, Siria, Libano Algeria e altre ancora. Per celebrare il centenario della loro presenza a Milano in viale Vigliani 51, il 22 gennaio 2006 il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha celebrato una Santa Messa nella loro parrocchia di Santa Maria Matrona.

LEONE Carasumo santo morto nel 1597.

MARTINO santo detto “dell’Assunta”, morto nel 1597.

POLIEUTO detto “il Giovane”.

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