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I santi del giorno del 24 marzo

24 Mar

AGAPITO di Synnada
vescovo di Synnada, in Frigia, nella prima metà del 4° secolo.

ALDEMARO (MARO)
monaco a Montecassino, abate di San Lorenzo di Capua, abbazia creata nel 982, è stato il fondatore di parecchi monasteri nell’Italia Meridionale.

ATTILIO di Cesarea martire a Cesarea di Palestina, intorno al 303, assieme a ROMOLO, SECONDO, SELEUCO, TIMOLAO e molti altri compagni di fede.

BERTA o BETRANDA
detta “la Pia”, madre di Carlomagno e poi moglie di Pipino il Breve, regina dei Franchi. Cantata dai poemi del ciclo carolingio (Berta dai gran pié), è morta nel 783 a Choisy-le-Roi, città a sud di Parigi, sulla Senna.

CATERINA di Svezia
nata nel 1332, seconda figlia di santa Brigida, alla quale dedicò tutta la sua vita. Sposatasi ancora bambina con il nobile Edgar, quando a 12 anni rimase vedova, si fece monaca entrando nelle “Brigidine”, l’ordine fondato dalla madre e la accompagnò a Roma nel 1349 per il Giubileo del ‘50. Vivendo a lungo in Italia, ebbe modo di conoscere anche Caterina da Siena. Nel 1373 riportò in patria la salma della madre e poi dietro invito di Gregorio XI, si occupò del processo della canonizzazione. In Svezia, divenne badessa nel monastero di Vadstena, dove morì il 24 marzo 1381. È venerata come santa anche senza  la canonizzazione ufficiale.

DINO martire sconosciuto.

FLAVIO di Brescia
vescovo della città, forse nel 2° secolo. Dal 1962, la sua festa è celebrata anche il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

GABRIELE arcangelo
dall’ebraico, “forza di Dio”, nome dell’arcangelo che annunziò a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni, che sarà chiamato “il Battista”. Inviato da Dio ad annunciare a Maria Vergine il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù, il Salvatore promesso dai profeti. Nell’A.T aveva rivelato a Daniele il termine delle 70 settimane o anni, per il ritorno dei deportati da Babilonia e la restaurazione del regno di Gerusalemme, avendo dunque sempre il compito di annunciare buone notizie divine. Benedetto XV aveva fissato la celebrazione della sua festa il 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione a Maria, mentre ora è festeggiato il 29 settembre, assieme agli arcangeli Michele e Raffaele. È onorato dagli Israeliti come loro protettore e anche dai Musulmani, perchè, secondo la loro tradizione, il profeta Maometto avrebbe ricevuto da lui la rivelazione del Corano.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

PIMENIO di Roma
martire di Roma. Secondo la leggenda era un sacerdote del “titulus pastoris” e fu maestro di Donato, che divenne poi vescovo di Arezzo e di un altro martire romano di nome Crescenzio. Quando fu esiliato da Giuliano l’Apostata, che era un suo antico discepolo, andò in Persia, dove si ammalò e perdette la vista. Tornato a Roma, venne arrestato e gettato vivo nel Tevere.

SIMONINO di Trento
si chiamava Simone Unferdorben e secondo una tradizione leggendaria subì il martirio a Trento il 23 marzo 1465, Giovedì Santo, all’età di 18 mesi, ucciso dagli Ebrei. Dopo varie inchieste nei secoli, il culto è stato abrogato definitivamente il 28 ottobre 1965 dall’arcivescovo di Trento Antonio Maria Gottardi. È rimasto comunque ancora presente su alcuni calendari locali e ricordato in una cappella posta nella chiesa di San Pietro, a Trento.

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I santi del giorno del 27 febbraio

27 Feb

ABBONDIO martire assieme a Fortunato.

EULALIO d’Ivrea vescovo della città nel 4° secolo.

FORTUNATO martire assieme ad Abbondio.

GABRIELE dell’Addolorata
Francesco Possenti, nato ad Assisi il 1° marzo 1838, figlio di un governatore dello Stato Pontificio. Orfano di madre all’età di 8 anni, venne affidato ai Fratelli delle Scuole Cristiane e a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti. Nel 1856, contemplando un’immagine di Maria Vergine, sentì una forte chiamata alla vocazione religiosa e l’anno dopo entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle, in provincia di Macerata, prendendo il nome di Gabriele dell’Addolorata. Inviato nel monastero di Isola, alle pendici del Gran Sasso, per quasi 6 anni fu di edificazione ai confratelli, ispirandosi a Luigi Gonzaga, Stanislao Kostka e Giovanni Berchmans, per lo spirito di devozione a Maria Santissima Addolorata. È morto a Isola del Gran Sasso d’Italia, provincia di Teramo il 27 febbraio 1862, quando aveva ricevuto solo gli ordini minori. La causa di beatificazione, avviata nel 1891, è stata conclusa da Pio X il 31 maggio 1908 e poi Benedetto XV lo ha canonizzato il 13 maggio 1920, proclamandolo compatrono della gioventù cattolica italiana. La sua tomba, attorno alla quale si sono registrati molti fatti prodigiosi, è meta di numerosi pellegrinaggi anche ai nostri tempi.

LEANDRO di Siviglia
nato in Spagna nel 540 da una famiglia romana, fratello di Fulgenzio, il vescovo di Cartagena e di Isidoro, che fu il suo successore nel vescovado di Siviglia. Verso il 580 fu inviato ambasciatore a Costantinopoli, dove conobbe Gregorio Magno, del quale divenne amico e quando tornò in patria, si fece monaco nel convento benedettino di Siviglia. Nel 584, eletto vescovo della città, fu un implacabile persecutore dell’eresia ariana, contro la quale scrisse due libri e si adoperò per l’evangelizzazione di Svevi e Visigoti di Spagna, riuscendo a convertire anche il loro re Recaredo (Riccardo). Morto il 13 marzo 601, è stato insignito del titolo di “Dottore della Chiesa”.

LUCA di Messina archimandrita, morto nel 1149.

ONORINA di Normandia martire a Caux in Francia, nel 4° secolo.

PROCOPIO di Costantinopoli ricordato anche il 17 Febbraio.

I santi del giorno del 6 febbraio

6 Feb

AMANDO di Maastricht o ARMANDO,
nato nel 589 circa in Aquitania. Monaco a vent’anni, prima su un’isoletta in Vandea e poi a Tours, fu due volte pellegrino a Roma e quando tornò in patria si diede alla predicazione per evangelizzare le Fiandre, la Frisia e l’Hainaut. Consacrato vescovo itinerante nel 629, decise che il suo compito particolare doveva essere la moralizzazione del clero, particolarmente da quando, nel 646, fu nominato arcivescovo di Maastricht. Due anni più tardi però, con il consenso del papa Teodoro I, decise di rinunciare al vescovado e tornò all’evangelizzazione itinerante e quando tornò in Gallia, fece accettare al re Sigeberto III i canoni del sinodo lateranense del 649. Nel 675 dettò il suo testamento ed è questa l’ultima data in cui è ricordato. Sembra sia morto nel monastero di Einon, nel 679 a Tournai, nell’Hainaut belga e per questo è chiamato Apostolo dei Belgi.

ANGELO
da Furci, Chieti, beato morto nel 1327.

BARTOLOMEO Laurel
francescano di origine messicana, medico martire in Giappone il 6 febbraio 1627, beatificato da Pio IX, nel 1867.

DOROTEA di Cesarea
nata verso il 290 a Cesarea di Cappadocia, da genitori cristiani martiri sotto Diocleziano. Secondo una passio molto leggendaria, venne arrestata anche lei, torturata e condannata alla decapitazione, perchè aveva respinto le offerte amorose del governatore pagano Apricio. Mentre veniva portata al luogo del supplizio, incontrò un giovane avvocato pagano di nome Teofilo che, schernendola, le chiese dei fiori e dei frutti del giardino di quello sposo celeste che lei diceva di andare a trovare. Dorotea glieli promise e un angelo nelle sembianze di un fanciullo, portò un cesto di fiori e di frutti a Teofilo che si convertì. Il corpo della santa fu portato a Roma, dove le venne dedicata una chiesa. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo e fu chiamata patrona delle spose e dei giardinieri.

FILIPPO Las Casas santo morto nel 1597.

FRANCESCO di San Michele santo morto nel 1597.

GABRIELE di Duisco
laico giapponese, terziario francescano martire. Crocifisso a Nagasaki nel 1597, assieme a Paolo Miki e tanti altri compagni di fede

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790.

GERALDO di Ostia monaco a Cluny, dove ricoprì la carica di priore. Nel 1072 Alessandro II lo creò cardinale-vescovo di Ostia, inviandolo come Legato Apostolico in Francia. Due anni dopo, il nuovo papa Gregorio VII lo mandò in Germania per tentare una riconciliazione con l’imperatore Enrico IV e promuovere la riforma. In seguito fu a Poitiers con l’incarico di presiedere un concilio nel quale fu condannato Berengario di Tours. Era anche a Canossa nell’inverno del 1077 e così fu presente al celebre incontro tra il papa e l’imperatore, ma morì a Velletri, che è la culla del suo culto, il 6 dicembre sempre del 1077. Nel 1694 a Velletri è stata costruita una bella cappella in suo onore, dove il cardinale Cibo trasferì le reliquie e stabilì la festa al 7 dicembre, che poi un altro cardinale spostò al 6 febbraio come è ancora oggi.

GIACOMO Kisai, GIOACCHINO, GONSALVO Garcia, LUIGI Ibaraki, MICHELE Cosaki, TOMMASO Cosaki 
martiri nel 1597 a Nagasaki. (vedi Paolo Miki)

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MATTEO Correa  
presbitero martire nel 1927 a Durango in Messico, durante una violenta campagna anticattolica del governo locale.

PAOLO Miki
nato a Kyoto in Giappone nel 1565. Battezzato a 5 anni, a 22 entrò come novizio nella Compagnia di Gesù e dopo l’ordinazione sacerdotale iniziò a predicare il Vangelo ai suoi connazionali, circa trent’anni dopo l’inizio dell’opera missionaria di Francesco Saverio. Nel 1596 però, divenendo la persecuzione contro i cristiani cattolici sempre più crudele, fu catturato con altri 25 compagni, tra i quali PAOLO Suzuki, un altro gesuita, 17 laici giapponesi e 6 francescani spagnoli. Dopo aver sofferto gravi maltrattamenti, alla fine furono tutti condotti a Nagasaki, dove, il 5 febbraio 1597, vennero appesi alle croci, prima di essere finiti a colpi di spada. Sono i primi martiri dell’Estremo Oriente, canonizzati da Pio IX nel 1862.

PIER BATTISTA di Avila
nato ad Avila, nella Vecchia Castiglia, nel 1542. Entrato nell’Ordine dei Francescani Osservanti, si consacrò alle missioni e nel 1580 fu scelto e inviato a evangelizzare il Messico. Tre anni dopo venne mandato anche nelle Filippine, dove continuò a esercitare una benefica missione. Nel 1590 ottenne di trasferirsi in Giappone per sostituirvi i Gesuiti che erano stati espulsi e avuto il permesso dalle autorità nipponiche di predicare il Vangelo, svolse per 6 anni un intenso apostolato a Kyoto, Osaka e Nagasaki. Caduto però in sospetto, nel 1596 venne imprigionato, sottoposto alla tortura e infine crocifisso. Martire per la fede, è stato canonizzato da Pio IX, nel 1862.

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

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