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I santi del giorno del 23 agosto

23 Ago

ARCHELAO
diacono martire nei pressi di Ostia, assieme al sacerdote Massimo e al compagno Quiriaco.

ASCELINA vergine martire del 12° secolo.

ASTERIO di Egea
martire sotto Diocleziano a Egea o Ege, in Cilicia (v), con i fratelli Claudio e Leone nel 3° secolo

BENITO martire spagnolo.

BERNARDO d’Offida
Domenico Peroni, nato il 7 novembre 1604, a Villa d’Appignano, nei pressi di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, 3° di 8 figli. All’età di 22 anni entrò nei Frati Minori Cappuccini a Corinaldo e dopo la professione di fede venne inviato a Fermo dove per una ventina d’anni esercitò gli umili uffici di cuoco, infermiere, questuante, ortolano e portinaio. Nel 1650, dopo essere passato da un convento all’altro, tornò a Offida, dove morì il 22 agosto 1694. È stato beatificato da Pio VI, il 25 maggio 1795.

CLAUDIO di Egea
patrono degli scultori, martire nel 285 assieme ad Asterio e Neone, a Egea o Ege, in Cilicia (v.)

ELEAZARO di Lione martire assieme a Minervo.

FLAVIO di Rouen vescovo francese, martire nel 544.

GIUSTINIANO di Ramsey
eremita sull’isola di Man, in Gran Bretagna, morto nel 530, è molto venerato a Piombino.

ILARINO di Digione
martire nel 732 a Saint-Seine l’Abbaye, nei pressi di Digione in Francia.

MINERVA martire.

MINERVO di Lione martire assieme a Eleazaro.

MODERATO martire vissuto a Verona nel 7° secolo.

NEONE di Egea
martire in Cilicia, con i fratelli Asterio e Claudio, al tempo di Diocleziano.

NILLA (TEONILLA)
martire in Cilicia, con Asterio, Claudio e Neone, durante le persecuzioni di Galerio, fra il 303 e il 311.

QUIRIACO di Ostia
martire assieme ad Archelao e al sacerdote Massimo.

ROSA da Lima
nata nel 1586 a Santa Maria di Lima, in Perù, figlia di un indigeno e di una spagnola, fu battezzata Isabel. Nata ricca, fu costretta da rovesci di fortuna ad andare a servizio per un certo tempo. All’età di vent’anni entrò nel Terz’Ordine Domenicano, dove fu chiamata Rosa per la bellezza del suo volto. Si consacrò a una vita di penitenza e mortificazioni, vivendo nella propria casa, dove nel giardino, aveva creato un oratorio per ritiri spirituali. Ebbe doni soprannaturali, visioni ed estasi, giungendo ad un alto grado di ascetismo. Si interessò delle donne abbandonate, specialmente indiane o nere, e di molte opere di carità. Morì a soli 31 anni, il 24 agosto 1617. Alla sua intercessione vennero attribuiti miracoli e guarigioni, tanto che poco dopo la morte i fedeli ne chiesero la canonizzazione. Beatificata da Clemente IX nel 1668, 4 anni dopo fu canonizzata da Clemente X, prima santa del continente americano, proclamata patrona delle Americhe.

SIDONIA martire in Cilicia, nel 2° secolo.

SIDONIO Apollinare
nato a Lione nel 430 circa, morto verso il 487 a Clermont-Ferrand(l’antica Augustonemetum). Eletto vescovo di Arver, presso Clemont, dal 471 eseguì il suo apostolato con serietà e zelo, cooperando attivamente alla difesa contro i Visigoti invasori, imponendosi con la sua integrità a false accuse che gli causarono anche una breve prigionia nella fortezza di Carcassonne. Scrittore latino molto erudito, le sue opere letterarie sono una miniera di informazioni storiche. Compose 24 Carmina, lettere poetiche familiari e vari panegirici imperiali. Le 147 Epistulae, redatte quasi tutte durante l’episcopato, erano destinate a essere lette in pubblico. Venne proclamato santo poco dopo la morte.

TEONA di Alessandria
vescovo di Alessandria d’Egitto dal 281 fino al 300 circa. Riorganizzò la diocesi e con le sue catechesi popolari ottenne molte conversioni.

ZACCHEO vescovo di Gerusalemme.

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I santi del giorno del 22 giugno

22 Giu

ALBANO di Magonza
nato verso il 400 nel nord-Italia, venne inviato a esercitare il ministero sacerdotale a Magonza (v). Martire, decapitato durante un’invasione dei Vandali.

ALBINO di Colonia
nativo di Roma, dove fu martirizzato in epoca imprecisata. Dal 990 le sue reliquie si trovano a Colonia, venerate nella cattedrale della città.

ARONNE di Saint-Malo
eremita su di un’isoletta nei pressi di Saint-Malo, in Bretagna(Francia), vi fondò poi un monastero del quale divenne abate. Con la sua illuminata direzione attirò numerosi discepoli, tra i quali il futuro san Macuto. Morì verso il 552.

EBERARDO di Bethune
vescovo nei pressi di Lilla, in Francia, vissuto nel 13° secolo.

FLAVIO Clemente
nobile romano, figlio di un fratello dell’imperatore Vespasiano, console nel 95. Subì il martirio nel 96, condannato perché cristiano assieme alla moglie Flavia Domitilla, da suo cugino, l’imperatore Domiziano, come è narrato in un libro della “Storia romana”, dello storico greco Dione Cassio Cocceiano.

GIOVANNI Fisher
nato nel 1469 a Beverley, nello Yorkshire. Dopo gli studi di teologia a Cambridge, fu ordinato sacerdote e poi, nel 1504, venne eletto vescovo di Rochester, nel Kent e come ottimo pastore, visitò spesso i suoi fedeli. Amico di Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro, insegnante all’Univesità di Cambridge, confessore della regina e precettore di Enrico VIII, rifiutò però aspramente di riconoscere con giuramento la supremazia religiosa del re, ed essendosi opposto al suo divorzio da Caterina d’Aragona, nel maggio del 1535, venne imprigionato nella torre di Londra. Qui ricevette la notizia della sua elevazione alla porpora cardinalizia, ma il re adirato per tale onore, fece istruire un processo contro di lui, lo fece condannare per lesa maestà e il 22 giugno dello stesso anno fu decapitato, testimoniando così con il suo sacrificio, l’indissolubilità del matrimonio cristiano e l’unità della Chiesa. Ha lasciato molte opere, tra le quali i “Sermoni” contro la dottrina di Martin Lutero. Beatificato nel 1866 da Pio IX, è stato poi canonizzato nel 1935, da Pio XI.

INNOCENZO V papa
Pietro de’ Champigny, o di Tarantasia nato nel 1225 nella Savoia francese. Entrato giovanissimo nei domenicani, studiò teologia a Parigi assieme a Tommaso d’Aquino, dove ebbe per maestro Alberto Magno. Conseguì il dottorato nel 1259, fu un insigne teologo e Reggente dell’Università di Parigi, diventò Provinciale dei domenicani di Francia e nel 1272, arcivescovo di Lione e primate delle Gallie. Nel 1273, venne nominato cardinale vescovo di Ostia-Velletri e fu presente al Concilio di Lione dell’anno dopo, dove ebbe un ruolo notevole. Decano del Sacro Collegio, stretto collaboratore di Gregorio X, alla sua morte fu eletto papa, il primo dell’Ordine Domenicano, il 21 gennaio 1276, con il nome di Innocenzo V e fu consacrato un mese dopo. Durante il breve pontificato cercò di riportare la pace fra Pisa e le altre città toscane e difese i cristiani di Spagna contro i Saraceni. Morto dopo soli 5 mesi, il 22 giugno, è stato beatificato da Leone XIII, nel 1898.

PAOLINO di Nola
Paolino Meropio Ponzio, nato nel 355 a Bordeaux, in Francia. Studiò lettere ed ottenne cariche civili, fu membro della corte dell’imperatore romano d’Occidente, Valentiniano II, senatore, console e infine governatore della Campania dal 379. Si sposò con Therasia ed ebbe un figlio ma, animato dal desiderio di una vita ascetica, nel 389 ricevette il battesimo dal suo maestro, Delfino di Bordeaux, rinunciò ai beni terreni e si fece monaco. Ordinato sacerdote nel 393, l’anno dopo arrivò a Cimitile, presso Nola, fondò un monastero e formò un cenacolo spirituale dove rimase fino al 409, quando fu eletto vescovo di Nola. Promosse il culto di San Felice, che sembra abbia subito il martirio proprio a Nola e fu anche un poeta fine ed elegante; le “Lettere” sono molto interessanti, in quanto tracciano un quadro culturale dell’epoca, anche se la sua fama è affidata principalmente ai “35 Carmina”. È morto a Nola il 22 giugno 431.

TOMMASO Moro
Thomas More, nato a Londra il 7 febbraio 1477. Laureatosi all’Università di Oxford in lettere classiche e diritto, entrò nella vita politica, rivestì importanti cariche sotto il re Enrico VIII, si sposò ed ebbe 4 figli. Nel 1529 divenne cancelliere d’Inghilterra, ma animato da una profonda fede religiosa e fedele alla Chiesa di Roma, quando nel 1532 il re provocò lo scisma della Chiesa Anglicana, per la questione riguardante il suo divorzio e nel 1534, con l’editto “Atto di maestà”, si autoproclamò capo supremo anche della chiesa inglese, ripudiando l’autorità del papa di Roma, Tommaso si ribellò e rifiutò di approvarne l’operato. Per questo suo inflessibile atteggiamento venne rinchiuso nella Torre di Londra, condannato a morte e decapitato il 6 luglio 1535. Umanista e filosofo profondo, ha scritto molte opere, tra le quali: Epigramma, Storia di Riccardo III e Vita di Edoardo VI, ma la sua fama universale è legata al trattato filosofico-sociale “Utopia” del 1516, nel quale egli sostiene arditamente la necessità di una riforma religiosa, che non vede però possibile, se non affiancata anche da una sociale. Canonizzato come martire da Pio XI, nel 1935.

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 24 marzo

24 Mar

AGAPITO di Synnada
vescovo di Synnada, in Frigia, nella prima metà del 4° secolo.

ALDEMARO (MARO)
monaco a Montecassino, abate di San Lorenzo di Capua, abbazia creata nel 982, è stato il fondatore di parecchi monasteri nell’Italia Meridionale.

ATTILIO di Cesarea martire a Cesarea di Palestina, intorno al 303, assieme a ROMOLO, SECONDO, SELEUCO, TIMOLAO e molti altri compagni di fede.

BERTA o BETRANDA
detta “la Pia”, madre di Carlomagno e poi moglie di Pipino il Breve, regina dei Franchi. Cantata dai poemi del ciclo carolingio (Berta dai gran pié), è morta nel 783 a Choisy-le-Roi, città a sud di Parigi, sulla Senna.

CATERINA di Svezia
nata nel 1332, seconda figlia di santa Brigida, alla quale dedicò tutta la sua vita. Sposatasi ancora bambina con il nobile Edgar, quando a 12 anni rimase vedova, si fece monaca entrando nelle “Brigidine”, l’ordine fondato dalla madre e la accompagnò a Roma nel 1349 per il Giubileo del ‘50. Vivendo a lungo in Italia, ebbe modo di conoscere anche Caterina da Siena. Nel 1373 riportò in patria la salma della madre e poi dietro invito di Gregorio XI, si occupò del processo della canonizzazione. In Svezia, divenne badessa nel monastero di Vadstena, dove morì il 24 marzo 1381. È venerata come santa anche senza  la canonizzazione ufficiale.

DINO martire sconosciuto.

FLAVIO di Brescia
vescovo della città, forse nel 2° secolo. Dal 1962, la sua festa è celebrata anche il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

GABRIELE arcangelo
dall’ebraico, “forza di Dio”, nome dell’arcangelo che annunziò a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni, che sarà chiamato “il Battista”. Inviato da Dio ad annunciare a Maria Vergine il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù, il Salvatore promesso dai profeti. Nell’A.T aveva rivelato a Daniele il termine delle 70 settimane o anni, per il ritorno dei deportati da Babilonia e la restaurazione del regno di Gerusalemme, avendo dunque sempre il compito di annunciare buone notizie divine. Benedetto XV aveva fissato la celebrazione della sua festa il 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione a Maria, mentre ora è festeggiato il 29 settembre, assieme agli arcangeli Michele e Raffaele. È onorato dagli Israeliti come loro protettore e anche dai Musulmani, perchè, secondo la loro tradizione, il profeta Maometto avrebbe ricevuto da lui la rivelazione del Corano.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

PIMENIO di Roma
martire di Roma. Secondo la leggenda era un sacerdote del “titulus pastoris” e fu maestro di Donato, che divenne poi vescovo di Arezzo e di un altro martire romano di nome Crescenzio. Quando fu esiliato da Giuliano l’Apostata, che era un suo antico discepolo, andò in Persia, dove si ammalò e perdette la vista. Tornato a Roma, venne arrestato e gettato vivo nel Tevere.

SIMONINO di Trento
si chiamava Simone Unferdorben e secondo una tradizione leggendaria subì il martirio a Trento il 23 marzo 1465, Giovedì Santo, all’età di 18 mesi, ucciso dagli Ebrei. Dopo varie inchieste nei secoli, il culto è stato abrogato definitivamente il 28 ottobre 1965 dall’arcivescovo di Trento Antonio Maria Gottardi. È rimasto comunque ancora presente su alcuni calendari locali e ricordato in una cappella posta nella chiesa di San Pietro, a Trento.

I santi del giorno del 24 febbraio

24 Feb

ADELE di Blois
nata nel 1062 a Blois sulla Loira, presso Orleans. Figlia di Guglielmo il Conquistatore, sposò Stefano di Blois e divenne madre di 7 figli. Venne chiamata “l’eroina della prima crociata”, svoltasi dal 1096 al 1099, perché fu una delle prime donne francesi ad ascoltare le esortazioni di papa Urbano II che incitava tutti i cristiani a unirsi per liberare i Luoghi Santi dai musulmani. Morì nel 1137.

AURELIO di Nicomedia martire in Bitinia.

BETTONE vescovo del 9° secolo, martire.

CELSO di Treviri 2° vescovo di Treviri, nel 4° secolo.

DEMETRIADE
figlia del console Olibrio, rifugiatasi in Africa, si convertì alla vita religiosa per opera di Agostino e di Alipio di Tagaste e rinunciò così al matrimonio per consacrarsi a Dio. Fu in rapporti epistolari con Girolamo di Stridone, Prospero d’Aquitania e Pelagio. Una lettera di quest’ultimo, conteneva già spunti eterodossi, confutati in un’altra missiva inviata a lei da Agostino d’Ippona e così le due lettere costituirono il primo episodio della controversia pelagiana. Tornata a Roma, fece costruire la basilica di Santo Stefano, sulla Via Latina.

EDILBERTO del Kent o ETELBERTO,
nato nel 552 circa, re del Kent dal 560. Riconosciuto capo supremo alla fine del secolo, estese il suo potere su quasi tutta la Gran Bretagna. Sposò Berta, figlia di Cariberto, re di Aquitania, che lo convertì e favorì l’evangelizzazione iniziata da Agostino di Canterbury, che gli fu di prezioso aiuto per organizzare una Chiesa Anglosassone, dipendente da Roma. Poco fuori Canterbury fece costruire un monastero intitolato ai santi Pietro e Paolo, che poi porterà il nome di Sant’Agostino. Verso il 604 fondò due vescovadi, a Rochester e Londra dove eresse la primitiva cattedrale di San Paolo, nominando Mellito 1° vescovo della città. Dette al popolo un corpo di leggi che fu il primo codice scritto promulgato nel paese. Morto dopo 56 anni di regno, è stato sepolto nella cappella di San Martino nel monastero di Canterbury accanto alla moglie Berta.

FLAVIANO o FLAVIO
detto “di Montefiascone”, martire in Africa nel 259, assieme a Giuliano, Lucio, Montano e Vittorico, durante la persecuzione di Valeriano I.

MAFFEO martire in Giudea.

MARCO de’ Marconi beato morto nel 1510.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MODESTO
confessore della fede, vescovo di Treviri, in Germania.

MONTANO
martire in Africa nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Vittorico.

OMERO di Lione
nato nella regione dei monti del Forez, nel massiccio centrale, in Francia, per molti anni fece il fabbro a Lione e poi entrò nel monastero di San Giusto, agli ordini dell’abate Vivenzo, che avrebbe voluto fare di lui un sacerdote, ma rifiutò, perchè non se ne sentiva degno. Morì nel 630 e fu sepolto nel monastero, dove le sue reliquie rimasero fino a quando gli Ugonotti non le profanarono e dispersero circa mille anni più tardi.

PRIMITIVA martire.

PRIMOLO di Cartagine martire in Tunisia nel 259.

SERGIO di Cesarea
martire di Cesarea di Cappadocia. Secondo una passio latina forse era un magistrato imperiale il quale, divenuto monaco eremita, fu condannato alla decapitazione per aver disturbato i riti pagani al tempo degli imperatori Diocleziano e Massimiano Erculeo.

VITTORICO
martire in Africa, nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Montano, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano.

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