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I santi del giorno del 9 agosto

9 Ago

ADEMARO o ADIMARO, vescovo sassone morto nell’815.

AMORE di Amorbach
monaco di Amorbach, in Germania, patrono delle acque ritenute medicinali.

BELINA di Nancy
martire francese di Lunéville presso Nancy, vissuta tra l’8° e il 9° secolo.

BENIGNO di Lanark
sacerdote nato e vissuto in Scozia, morto nel 436.

DOMIZIANO di Lione vescovo martire.

EDITH Stein
nata il 12 ottobre 1891 da una famiglia ebrea. Studiò filosofia a Gottingen e poi a Freiburg, in Germania dove divenne assistente di un celebre professore. Non era credente, ma aveva amici cristiani che le fecero leggere la biografia di santa Teresa d’Avila. Rimase così turbata che si convertì, fu battezzata il 1° gennaio 1922, ma continuò a insegnare e pubblicare articoli che la resero famosa, fino all’ottobre 1933, quando prese la decisione di farsi carmelitana a Colonia, prendendo il nome di TERESA BENEDETTA della Croce. Quando nel 1938 infuriò la persecuzione contro gli ebrei, venne fatta fuggire in Olanda, ma 4 anni dopo venne arrestata dalla polizia segreta nazista (Gestapo) e internata nel campo di concentramento di Auschwitz (Oswiecim in Polonia), assieme alla sorella Rosa. Uccisa il 9 agosto 1942 nella camera a gas, è stata canonizzata l’11 ottobre 1998, in piazza San Pietro, da Giovanni Paolo II che l’ha anche proclamata celeste patrona d’Europa assieme a Caterina da Siena e Brigida di Svezia.

ENZO di Toscana
martire assieme Marcelliano, Secondiano e Veriano.

FALCO eremita.

FAUSTINA di Roma
vergine martire assieme a Floriana, alle Acque Salvie sulla Via Laurentina, presso l’Abbazia alle Tre Fontane. È citata dallo storico della chiesa, Cesare Baronio e ricordata nel Martirologio del 5° secolo.

FERMO di Verona
martire assieme a Rustico. Una tradizione leggendaria li indica come un nobile e un contadino bergamaschi, martiri a Verona nel 303, mentre è più probabile si tratti di due martiri provenienti dal Nord-Africa. Verona ha dedicato loro la chiesa romanica di San Fermo Maggiore eretta nel 1065.

FLORIANA di Roma
è ricordata solo nel Martirologio Geronimiano, assieme a Faustina e lo storico della chiesa Cesare Baronio indica il loro sepolcro presso le Acque Salvie a Roma, sulla Via Laurentina, nei pressi dell’Abbazia Tre Fontane.

GIONATA
guerriero famoso, figlio primogenito del re Saul, amico di Davide, ucciso dai Filistei nella battaglia di Gelboè, nella Samaria. Davide compose per la sua morte uno dei più patetici cantici della Bibbia.

MARCELLIANO di Toscana
martire in Toscana, assieme ai santi Enzo, Secondiano e Veriano.

ROMANO di Roma
secondo la passio, era un soldato che, incaricato di sorvegliare la prigione dov’era rinchiuso il diacono Lorenzo, venne convertito da lui. Il Liber Pontificalis, lo dice invece ostiario martire, dopo essere stato flagellato, il 9 agosto 258, il giorno prima del martirio subito da Lorenzo.

RUSTICO di Bergamo
martire nel 303 a Verona assieme a Fermo.

SECONDIANO
martire in Toscana assieme a Enzo, Marcelliano e Veriano. A Chiusi, in provincia di Siena, nel 6° secolo è stata fondata una chiesa intitolata a lui, che poi verso la fine del 12°, il vescovo Teobaldo II fece ampliare, fino a divenire la nuova Cattedrale della città.

VARMONDO d’Ivrea
REMONDO d’Arborio, vescovo morto nel 1014. Durante il suo episcopato fece erigere la Cattedrale di Santa Maria, che poi divenne il Duomo della città.

VERIANO
martire in Toscana con i santi Enzo, Marcelliano e Secondiano.

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I santi del giorno del 31 luglio

31 Lug

CALIMERO di Milano
4° vescovo di Milano, intorno agli anni 270-280, durante l’impero di Aureliano. Una tarda leggenda dice che fu arrestato dalle autorità laiche, pugnalato e gettato in un pozzo. Fino a qualche anno fa, durante la sua festa, il 31 di luglio, veniva distribuita un’acqua benedetta, presa dal famoso pozzo, nel quale la leggenda dice sia stato gettato il corpo e dove furono ritrovate immerse le reliquie.

ELENA di Skovde
martire svedese morta nel 1160 a Skovde, nel nord della Svezia. Nata da una nobile famiglia, quando rimase vedova donò tutti i suoi beni ai poveri, ma, accusata di complicità nell’assassinio del genero venne uccisa dai parenti di questo. Sepolta nella Chiesa di Skovde, da lei stessa fatta costruire, è stata canonizzata nel 1164, dall’arcivescovo di Uppsala. Protettrice di Svedesi e Danesi.

FABIO il vessillifero
vescovo di Antiochia, chiamato “vessillifero”, perché avrebbe dovuto portare uno stendardo, durante un corteo a Cesarea di Mauretania (v). Quando seppe che il corteo era di carattere religioso, ma pagano, si rifiutò e così fu arrestato, processato, condannato a morte e decapitato verso il 304.

FERMO
vescovo martire di Tagaste, oggi Souk-Ahras in Algeria.

GERMANO d’Auxerre
nato nel 378, figlio di Rustico e Germanilla, una famiglia importante. Dopo i primi studi nella sua città, si trasferì a Roma a studiare diritto e divenuto un brillante avvocato tornò in patria, esercitò la magistratura e si sposò. Il 1° maggio 418, alla morte del vescovo Amatore, suo malgrado ne fu eletto successore dal clero e dal popolo di Auxerre. Consacratosi totalmente a questa missione, offrì i beni personali ai poveri e aprì un seminario nella casa vescovile per formare sacerdoti e missionari, con la presenza anche di il Patrizio, futuro evangelizzatore dell’Irlanda. Eccellente predicatore, protesse il popolo dagli invasori barbari e dai romani che imponevano tasse molto esose. Nel 429 per ordine di Celestino I, venne inviato in Gran Bretagna a combattere il pelagianesimo e durante uno di questi viaggi missionari consacrò a Dio Genoveffa di Nanterre. È morto a Ravenna il 31 luglio 448, dov’era andato a chiedere il perdono dell’imperatore Teodosio II, per i ribelli armoricani, abitanti della Gallia del sud. La salma venne portata ad Auxerre con un viaggio di quasi due mesi e fu sepolta in un piccolo oratorio, ma nel 545 venne traslata in una basilica fatta erigere dalla regina Clotilde e nell’858 in un’altra ancora, alla presenza del re Carlo in Calvo. Nel 1567, durante le guerre di religione, il sepolcro è stato devastato e si è salvata solo una parte delle reliquie. A Parigi gli è stata dedicata la Chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois, costruita nell’8° secolo.

GIOVANNI Colombini
nato a Siena nel 1304. Magistrato, dopo un periodo di agnosticismo si convertì al cristianesimo e si dedicò alla carità, ospitando nella sua casa ammalati e poveri. Riunì attorno a se alcuni adepti e nel 1360, fondò l’Ordine dei Gesuati, chierici apostolici di San Girolamo, che avevano il compito dell’assistenza ai suoi ospiti, approvato da Urbano V nel 1367, ma soppresso da Clemente IX, nel 1668. È morto nel 1367.

GIUSTINO de’Jacobis
nato il 9 ottobre 1800 a San Fele, provincia di Potenza, da una famiglia  numerosa. Ordinato sacerdote a Napoli nella congregazione dei  Preti della Missione, fondata da Vincenzo de Paoli, svolse opera missionaria in Puglia e poi fu inviato in Eritrea, dove visse per circa vent’anni, prima come Prefetto Apostolico e dal 1849, in qualità di vescovo di Eritrea e Abissinia. Essendosi facilmente adeguato alle abitudini e alle usanze locali, ottenne moltissime conversioni, ma proprio per questo, subì anche accanite persecuzioni, fino a morire, quasi abbandonato, nel deserto di Alighedé, in Eritrea, il 31 luglio 1860. È stato beatificato da Pio XII, il 25 giugno del 1939.

IGNAZIO di Loyola
Inigo Yanez de’Onaz y Loyola, nato nel 1491 ad Azpeitia, nel castello di Loyola, Spagna, da una nobile famiglia basca. Educato alla corte del re Ferdinando il cattolico, intraprese la carriera militare. Nel 1521 combatté valorosamente difendendo Pamplona, ma rimase ferito gravemente. Durante la convalescenza, ebbe modo di leggere le vite dei santi e di Gesù Cristo e di meditare profondamente sulla sua vita, che fino ad allora aveva condotto tra il lusso e i piaceri mondani. Si convertì e decise di dedicarsi a vita ascetica e severi studi. Pellegrino al santuario di Monistrol de’Montserrat, presso Manresa, in Catalogna, vi rimase per un anno come eremita e fu in questo tempo che, iniziate le sue esperienze mistiche, si consacrò definitivamente all’ apostolato. Nel 1523 compì un pellegrinaggio in Terrasanta e tornato in patria, oltre a studiare, insegnò catechismo ai giovani e iniziò gli studenti agli esercizi spirituali. Andò poi a Roma, Venezia e Parigi, dove dal 1528 studiò latino all’Università della Sorbona e il 15 agosto 1534, con altri 5 compagni, Alfonso Salmerone, Diego Lainer, Francesco Saverio, Pietro Favre e Nicola Alfonso Bobadilla, fondò la congregazione dei Chierici Regolari della Compagnia di Gesù nel santuario di Montmartre, la cui regola fu approvata già nel 1540 da Paolo III, con Ignazio eletto Generale perpetuo. Lo scopo di questa nuova congregazione, in un primo tempo fu quello di arginare le gravi conseguenze della riforma protestante e di mettersi, con voto di obbedienza assoluta al servizio del papa mentre, dopo il 1563, fu quello di favorire il rinnovamento della Chiesa nello spirito del Concilio di Trento mediante l’insegnamento nei collegi e seminari, la direzione spirituale e le missioni. Autore di opere esegetiche, come gli Esercizi spirituali, concepiti nel 1522 durante il ritiro nella grotta di Manresa, ai quali dette definitiva stesura nel 1548, dopo l’approvazione papa. Per formare i membri dell’Ordine, a Roma fondò il collegio romano-germanico, dove morì il 31 luglio 1556. Beatificato da Paolo V nel 1610, venne poi canonizzato da Gregorio XV, nel 1622.

I santi del giorno del 24 giugno

24 Giu

EROE di Roma
martire a Roma assieme a Fausto, Fermo, Longino e circa 30 altri compagni.

ERRICO Gaetano o ERICO
nato a Napoli nel 1791. Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1833 fondò la Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Maria e Gesù. Si distinse particolarmente con l’assistenza agli ammalati durante le epidemie di colera dal 1836 al 1854. Morto nel 1860, dichiarato venerabile nel 1884 da Leone XIII, è stato poi beatificato da Giovanni Paolo II, il 14 aprile 2002.

FARNACIO
soldato martire con Longino e 5 fratelli: Ciriaco, Eroe, Fermo, Firmino e Orenzio.

FAUSTO di Roma martire assieme ad altri 23 compagni

FERMO soldato martire con i suoi 6 fratelli.

GIOVANNI il Battista
detto anche “il precursore”, discendente della casa di Aronne, figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta. Contemporaneo di Gesù, precedette la missione del Salvatore, ritirandosi giovanissimo nel deserto della Giudea(v), dove visse da eremita nel digiuno e nella preghiera, preparandosi così alla missione di profeta messianico. Verso l’anno 28 si portò sulle rive del fiume Giordano a Ennòn, vicino a Salìm, a impartire un battesimo di penitenza, da cui l’appellativo di “battista”, predicando l’imminenza del regno di Dio. Battesimo, che anche Gesù Cristo volle ricevere, prima di iniziare la vita pubblica e fu in quell’occasione che Giovanni lo indicò ai suoi discepoli, come “l’Agnello di Dio”. Poco dopo l’inizio della predicazione missionaria di Gesù, venne arrestato per ordine del tetrarca Erode Antipa, al quale rimproverava gli illeciti amori con la cognata Erodiade, madre di Salomè e fu rinchiuso prima nella fortezza di Macheronte, in Transgiordania e poi decapitato su richiesta di Salomè, circa un anno prima della morte del Maestro, come è ricordato anche dallo storico ebreo Giuseppe Flavio. Il suo sepolcro, assieme a quelli dei profeti Eliseo e di Abdia, fu venerato fino al 4° secolo, nella città di Samaria e anche se Giuliano l’Apostata ne fece disperdere i resti, la loro venerazione è continuata in chiese costruite in epoca bizantina e nel periodo delle crociate cristiane. Le sue feste sono due, il 24 giugno la nascita e il 29 agosto, il martirio.

IVANO di Boemia
nato in Boemia (v), da una nobile famiglia. Vissuto al tempo dei santi Cirillo e Metodio, dai quali fu convertito al cristianesimo, rinunciò a una brillante posizione a corte, per vivere da eremita.

LONGINO soldato martire con i compagni, Fermo, Firmino e Orenzio.

ORENZIO di Roma
martire assieme ai soldati, Ciriaco, Eroe, Farnacio, Fermo e Longino.

ROMBALDO di Malines
monaco irlandese, discepolo di san Colombano, morto a Malines, in Belgio.

RUMOLDO di Dublino
figlio di un re scozzese, divenne vescovo di Dublino, in Irlanda. Dopo un viaggio a Roma, fu inviato a evangelizzare il Brabante, ma nel 775 venne assassinato per motivi misteriosi, nei pressi di Malines, in Belgio. Gli Atti, in gran parte leggendari, sono stati pubblicati da Ugo Ward nel 1634.

ZOILO di Cordova martire in Spagna, nel 9° secolo.

I santi del giorno del 2 febbraio

2 Feb

CANDIDO di Roma
vescovo martire, nel 5° secolo, assieme a Feliciano, Fortunato e Fermo.

CATERINA de’Ricci
nata a Firenze il 23 aprile 1522, fu battezzata Sandrina. Orfana a 14 anni, entrò tra le Suore Domenicane di Prato, prendendo il nome di Caterina. Ricevette le stigmate in giovane età e per la fama di santità, divenne priora del convento, consultata da grandi personalità del tempo, tra le quali, Carlo Borromeo, Filippo Neri e Pio V. Devotissima della Passione di Gesù, fu ammirata per le doti di umanità, ma anche per una certa fama di preveggente, perchè ebbe estasi e carismi straordinari. Ha lasciato 800 lettere familiari, dettate in stile semplice ed elegante. Morì a Prato il 2 febbraio 1590 dove i resti sono conservati nel monastero di San Vincenzo. Canonizzata nel 1746 da Benedetto XIV.

CORNELIO di Cesarea
centurione romano che, secondo gli Atti degli Apostoli, al capitolo 10, fu il primo gentile a convertirsi al cristianesimo e venne battezzato dall’apostolo Pietro, assieme a tutta la sua famiglia. Una tradizione dice che fu il 1° vescovo di Cesarea di Palestina, un’altra lo ricorda invece come vescovo in Misia.

DAGO martire

FELICIANO di Roma
martire con Candido vescovo, Fermo e Fortunato, nel 5° secolo.

FERMO di Roma
martire assieme a Feliciano, Fortunato e Candido.

FORTUNATO di Roma martire con Candido, Feliciano e Fermo

GIOVANNA di Lestonnac
nipote del famoso scrittore Michel Eyquem de’Montaigne, nata nel 1556 a Bordeaux, figlia di un cattolico e una calvinista, ebbe il permesso di studiare dai gesuiti. Nonostante l’inclinazione alla vita religiosa, nel 1573 dovette accettare il matrimonio con Gaston Barche e ne ebbe 7 figli, dei quali però ne sopravvissero solo 5. Rimasta vedova nel 1597, si fece monaca e qualche anno dopo, dietro suggerimento del gesuita padre De’Bordes, fondò la Compagnia delle Figlie di Maria Nostra Signora, per educare e istruire le ragazze del popolo, con l’apertura di una trentina di case dalla regola ispirata a Sant’Ignazio di Loyola che, nel 1607, ottenne l’approvazione pontificia da Paolo V. Per motivi rimasti sconosciuti fu deposta dalla carica e trascorse il resto della vita in un triste isolamento, perché fu completamente riabilitata solo pochi anni prima della morte, il 2 febbraio 1640. Beatificata da Leone XIII nel 1900 e stata proclamata santa nel 1949 da Pio XII.

LAZZARO di Milano
vescovo successore di Glicerio dal 438, martire nel 449

LORENZO di Canterbury
compagno di Agostino nel monastero di Sant’Andrea, in Roma, nel 596 andò con lui in Gran Bretagna a predicare il Vangelo e nell’autunno 605 fu il suo successore nella sede episcopale di Canterbury. Si adoperò per promuovere la pace, convertì al cristianesimo il re del Kent e morì nel 619.

SABATINO vescovo martire.

SALLUSTIO
martire alla fine del 1° secolo, sotto Domiziano

SEVERINO di San Maurizio
abate di San Maurizio d’Agauno sul Rodano, in Svizzera.

TEODORICO di Minden
altro nome di
TEODORO, morto nell’880.

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