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I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

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I santi del giorno del 8 marzo

8 Mar

APOLLONIO di Antino
martire nel 311, ad Antino, antica città dei Marsi, oggi Civita d’Antino, in provincia di L’Aquila.

BEATA martire in Africa assieme a FELICITA

CATALDO
martire di Palermo, città che gli ha dedicato la chiesa omonima, fin dal 1160.

FELICE di Dunwich
vescovo di Dunwich, nel Suffolkshire, convertì Sigeberto re di East Anglia e con lui molti pagani della contea, nella capitale Ipswich. Morì nel 646.

GERARDO di Chiaravalle
cistercense, fratello di san Bernardo che seguì nel chiostro. È stato per molti anni dispensiere, a Clairvaux, in Francia, dove è morto nel 1138.

GIOVANNI di Dio
nato a Montemor-o-Novo, in Portogallo, l’8 marzo 1495. Si chiamava Joào Ciudad Duarte e dopo una vita varia e avventurosa, nella quale era stato di volta in volta, pastore, soldato, contadino e venditore ambulante, si convertì, affascinato dalle parole di Giovanni d’Avila. Prendendo il nome di Giovanni di Dio, ma senza essere né frate né prete consacrò la sua vita alla cura degli ammalati, creando un dormitorio per i più poveri. Nel 1537 fondò un ospedale a Granada, in Spagna, gettando così le basi dell’Ordine dei Frati Ospedalieri, chiamati in Italia, Fatebenefratelli, perchè il fondatore andava per le città, chiedendo l’elemosina per gli infermi, esclamando ad alta voce: “fate bene fratelli, per l’amor di Dio”. Nel 1540 fondò anche una piccola congregazione: i Fratelli della Misericordia, poi fece costruire un ospedale a Toledo e il 3 luglio 1549, rischiò la vita per salvare i degenti di quello reale, devastato da un incendio. Morto a Granada l’8 marzo 1550, beatificato l’8 marzo 1632 da Urbano VIII, fu poi canonizzato da Alessandro VIII il 16 ottobre 1690. Attualmente quest’ordine, diffuso in gran parte del mondo, è composto da religiosi che non prendono gli ordini sacri, ma sono tutti al servizio dell’umanità sofferente.

GIULIANO di Toledo
nato a Toledo dopo il 620 e morto nel 690. Forse di origine ebraica, letterato ed eminente teologo, creato arcivescovo di Toledo nel 680, vi presiedette ben 4 concili. Fu anche consigliere del re visigoto Ervige o Ervigio che lo aiutò molto nella lotta al monotelismo. Autore di scritti teologici di notevole importanza.

MONDO abate.

PONZIO di Cartagine
diacono in Tunisia, martire verso il 260. Discepolo del vescovo Cipriano, lo seguì nell’esilio e gli fu sempre vicino, specialmente durante la prigionia, assistendolo anche nel supplizio. Autore di un’opera apologetica intitolata “Vita di san Cipriano”, dal battesimo al vescovato, all’attività di pastore fino alla passione e morte.

QUINTILIO di Nicomedia vescovo martire nel 2° secolo.

ROGATO martire in Africa.

I santi del giorno del 7 marzo

7 Mar

FELICITA di Cartagine
giovane schiava rinchiusa in carcere dal governatore d’Africa, Flaviano, subì il martirio a Tuburbi, circa 50 Km da Cartagine, il 7 marzo 211, durante le feste per l’incoronazione dell’imperatore Geta, assieme alla nobile Perpetua. Della sua morte resta una bellissima narrazione negli Atti del martirio, in parte scritti dai suoi confessori e in parte dallo storico Tertulliano. Secondo questa versione Felicita, incinta di 8 mesi, partorì in carcere e ricevette il battesimo solo nell’imminenza del martirio, perchè era ancora catecumena. Andò incontro alla morte come a una festa: condannata alle fiere, denudata e chiusa in una rete, subì le furie di un toro, infine venne decapitata.

GAUDIOSO
confessore della fede, vescovo di Brescia, morto nel 455.

PAOLO il Semplice martire nel 340 circa.

PERPETUA Vibia
nobildonna di Tuburbi, presso Cartagine, martire il 7 marzo 211 (altre fonti parlano del 202). La sua storia è conosciuta attraverso la passio che, nella parte principale, è stata scritta da lei stessa, con delle aggiunte all’inizio e alla fine, attribuite all’apologeta cristiano Tertulliano. Aveva 22 anni, sposata e con un figlio lattante, ancora catecumena si stava preparando a ricevere il battesimo cristiano, quando venne arrestata e incarcerata assieme alla schiava Felicita in stato di gravidanza, e di alcuni compagni catecumeni, tra i quali Revocato, Saturnino e Saturo, che furono poi battezzati in carcere. Visti inutili i vari tentativi del padre, pagano, di dissuadere la figlia dall’affermarsi cristiana, il procuratore Ilariano li condannò tutti alle fiere del circo (ad bestias). Denudate e chiuse in una rete, le donne furono straziate da un toro e poi finite con un colpo di lama alla gola.

REVOCATO di Cartagine
martire in Tunisia, nel 3° secolo assieme a Perpetua, Saturnino e Saturo.

SATURO di Tuburbi
martire in Africa a Tuburbi, presso Cartagine, assieme a Felicita, Perpetua, Revocato e Saturnino.

SECONDOLO
martire a Cartagine assieme ai compagni Felicita, Perpetua, Revocato, Saturo e Saturnino

TERESA di Firenze
Teresa Margherita Redi, nata ad Arezzo il 1° settembre 1747. Entrata nel monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze, nel marzo del 1766 fece la professione di fede e diventò suor Margherita Teresa del Cuore di Gesù. La sua vita è stata tutta spesa nell’umiltà del premuroso e costante servizio verso le sorelle e nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, perché il suo motto era “rendere amore per amore”. È morta di peritonite a soli 23 anni, il 7 marzo 1770, ed è stata proclamata santa nel marzo 1934 da Pio XI.

TOMMASO d’Aquino ricordato anche il 28 Gennaio.

 

 

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