Tag Archives: ezio

I santi del giorno del 14 agosto

14 Ago

ALBERTO Pandoni santo morto nel 1274.

ALFREDO di Hildesheim o ALTRFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ANTONIO Primaldi santo morto nel 1480.

ATANASIA vedova, martire.

CALLISTO di Todi
vescovo di Todi, secondo la tradizione subì il martirio il 14 agosto 528, ma forse è un doppione del papa Callisto I.

ELISABETTA Renzi
nata il 19 novembre 1786 a Saludecio di Romagna. Seguì la vocazione religiosa, entrando nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nelle Marche, ma le leggi napoleoniche fecero chiudere tutti i monasteri e così dovette tornare in famiglia. In seguito al suggerimento di Maddalena Gabriella di Canossa, iniziò l’opera di fondazione del nuovo Istituto religioso delle Maestre Pie dell’Addolorata, per l’insegnamento del catechismo. È morta a Coriano, in provincia di Forlì, il 14 agosto 1859.

EZIO di Barcellona martire.

MARCELLO di Apamea
originario di Cipro, magistrato, divenne vescovo di Apamea in Siria e come tale, si adoperò per sopprimere l’idolatria. Avendo ordinato di abbattere un tempio dedicato a Giove, venne bruciato vivo dai pagani.

MASSIMILIANO M. Kolbe
nacque a Zdunska Wola, nei pressi di Lodz, in Polonia l’8 gennaio 1894. Battezzato con il nome di Raimondo, ancora molto giovane entrò nei Minori Conventuali prendendo il nome di Massimiliano e nel 1918 venne ordinato sacerdote a Roma. Ardente di devozione verso la Vergine Maria, mentre si trovava ancora a Roma, nel 1917 fondò la Milizia di Maria Immacolata, che si diffuse in patria e in varie regioni del mondo e poi, missionario in Giappone, propagò con la parola e con la stampa la fede cristiana. Rientrato dopo diversi anni in patria, continuò l’attività apostolica e mariana, ma durante la seconda guerra mondiale fu arrestato dalla polizia segreta nazista, la Gestapo e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz(nome tedesco della città di Oswiecim, nella Galizia polacca). Qui offrì la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia, morendo nel bunker della fame, il 14 agosto 1941. È stato beatificato da Paolo VI nel 1971 e poi canonizzato con il titolo di martire, il 10 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II che lo ha anche proclamato “patrono del nostro difficile secolo”.

URSICIO martire assieme a molti compagni di fede.

I santi del giorno del 9 marzo

9 Mar

CANDIDO di Sebaste martire in Armenia a Sebaste, assieme a CIRIONE.

CATERINA de’ Vigri
detta da Bologna, dove è nata l’8 settembre 1413. Allevata alla corte di Margherita d’Este a Ferrara, a 14 anni, quando le morì il padre e la madre passò a nuove nozze, abbandonò la corte per entrare fra le “povere donne” di santa Chiara, nel Monastero del Corpus Domini della città. Al principio fece molti lavori, fornaia, cuoca, lavandaia e ricamatrice, ma dotata di grande talento educativo, fu scelta poi come maestra delle novizie. Nel 1456 fondò a Bologna, il convento del Santo Sacramento, del quale fu badessa fino alla morte. Autrice di vari scritti mistici nei quali ha narrato le sue visioni celesti, ha scritto anche il trattato “Le 7 armi spirituali”. Si è occupata di poesia, musica e pittura, nella quale ha lasciato dei bellissimi quadri di Madonne. È morta il 9 marzo 1463 e il corpo, rimasto incorrotto, si trova nel Santuario del Corpus Domini a Ferrara. Canonizzata nel 1712 da Clemente XI.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EZIO di Melitene
uno dei 40 martiri di Sebaste, durante la persecuzione dell’imperatore romano Licinio Valerio. Arrestati e portati a Melitene, essendosi rifiutati di rinnegare la fede cristiana, nel 320 furono esposti nudi ai rigori dell’inverno, finché morirono ad uno ad uno.

FRANCESCA Romana
Franceschella di Paolo de’ Buscis, nata a Roma nel 1384 in una famiglia nobile che le potè dare un’ottima educazione cristiana. Per volontà del padre si dovette sposare a 12 anni con Lorenzo dei Ponziani, nobile ricco, con il quale ebbe tre figli. Nel 1425, il marito divenuto invalido di guerra, le diede il permesso di fondare un ritiro di religiose libere e nel 1436, quando rimase vedova, entrò nell’Istituto che fu detto delle “Oblate o Collatine”, posto sotto la regola di San Benedetto, approvato da Eugenio IV l’anno seguente. Il suo esempio indusse molte nobildonne romane ad abbandonare “il mondo” e farsi religiose. Nel monastero, però, volle essere trattata come la più umile delle sorelle, prodigandosi particolarmente in opere di carità e nell’assistenza degli ammalati durante le epidemie di peste degli anni seguenti. Godette di doni mistici e morì nel ritiro di Monte Oliveto, in provincia di Siena, il 9 marzo 1440. È stata canonizzata da Paolo V nel 1608.

GIUSEPPE Pignatelli
Giuseppe Maria, nato nel 1737 a Saragozza. Entrò nella Compagnia di Gesù dove, nel 1753 venne ordinato sacerdote e all’inizio svolse apostolato nella sua città. Quando i Gesuiti furono cacciati dalla Spagna, venne mandato in Corsica e di qui in Italia, a Ferrara, ma dopo l’avvenuta soppressione della Compagnia, si ritirò a Bologna come prete secolare. Pur restando ancora in Italia si aggregò ai Gesuiti che sopravvivevano in Russia ed ebbe una parte di rilievo nel ristabilimento della Compagnia, lavorando per la rinascita dell’Ordine, come provinciale d’Italia, dal 1803. Sotto di lui risorsero così i collegi di Roma, Orvieto e Tivoli. Morto a Roma nel 1811, è stato beatificato da Pio XI, nel 1933 e poi canonizzato da Pio XII, nel 1934.

GREGORIO di Nissa
nato verso il 335 a Cesarea di Cappadocia, figlio di Basilio il Vecchio e di Emmelia, ebbe anche 3 fratelli santi, Basilio, Pietro di Sebaste e Macrina. La sua vita all’inizio sembra una catena di fallimenti perché, dopo aver esitato a lungo tra la vita secolare (diventò maestro di retorica e si sposò con Teosebia) e quella ecclesiastica, fu condotto alla vita ascetica da Gregorio Nazianzeno. Rimpianse la condotta giovanile ed entrò nel monastero di Annesi, fondato dal fratello minore Basilio, il quale nel 371 lo nominò vescovo di Nissa. Costretto a fuggire nel 376 per le persecuzioni degli Ariani, poté tornare in sede tre anni dopo per opera dell’imperatore Graziano. Nel 380, nominato metropolita di Sebaste, partecipò al Concilio di Antiochia, al 2° di Nicea e anche a quelli di Costantinopoli, tra il 381 e il 394, acquistando grande fama per la sua oratoria. Mantenne sempre un particolare legame spirituale con la sorella Macrina, della quale scrisse una biografia. Ricco di dottrina biblica è stato tra i massimi ispiratori delle teologia cristiano-orientale, lasciando molte opere ascetiche e apologetiche, un libro sulla verginità, commenti alle Sacre Scritture, 5 omelie sul Padre Nostro, una Vita di Mosè e trattati dogmatici. Negli scritti mistici è considerato un autentico precursore di san Giovanni della Croce. Morto a Nissa nel 395, è stato proclamato Dottore della Chiesa Greca.

PACIANO di Barcellona
nato verso il 320, è conosciuto attraverso una breve biografia scritta da Girolamo di Stridone. Vescovo di Barcellona dal 373, viene annoverato tra i migliori teologi latini del suo secolo, ma fra le sue opere ci sono giunte solo 3 lettere e un trattato sul battesimo. Morì nel 390 circa.

TAURINA di Vercelli vergine martire.

VITALE abate benedettino francese dell’11° secolo.

I santi del giorno del 6 marzo

6 Mar

AGNESE di Boemia ricordata anche il 02 Marzo.

BASILIO di Bologna vescovo.

COLETTA Boylet ricordata anche il 07 Febbraio

CRODEGANGO di Metz
vescovo di Metz, nato nel 712 nel Brabante(Paesi Bassi). Parente di Pipino il Breve, divenne referendario del re Carlo Martello e così potè contribuire notevolmente alla riorganizzazione della Chiesa di Francia, dando al suo clero una regola che servì di modello ai canonici regolari. Fondò una scuola di canto liturgico e numerosi monasteri, tra i quali è da ricordare quello di Gorze, presso Magonza. Morì nel 766.

EZIO di Amorio
il 24 settembre 838 la città di Amorio, in Frigia(v), cadde per colpa di un cristiano apostata, nelle mani dei Musulmani, che, dopo aver ucciso di spada gran parte della popolazione, compresi donne e bambini, imprigioniarono una quarantina di funzionari e ufficiali, tra i quali Ezio. Dopo 7 anni di reclusione durissima, in prigioni oscure e luride, nutriti solo a pane e acqua, nel marzo 845, furono tutti decapitati sulle rive dell’Eufrate, per essersi rifiutati di abiurare la religione cristiana.

FRIDOLINO di Seckingen
monaco irlandese del 5° secolo, trasferitosi sul continente, divenne abate di Saint-Hilaire, a Poitiers(v). Viaggiò molto in Germania, Francia e Svizzera, svolgendo opera di evangelizzazione e fondando diversi monasteri.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perchè nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

MARZIANO o MARCIANO vescovo di Tortona, martire nel 120 circa.

OLLEGARIO di Tarragona arcivescovo in Spagna.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi potè tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

SATURNO di Nicomedia martire in Bitinia.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perchè le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

I santi del giorno del 12 febbraio

12 Feb

BENEDETTO da Aniano
nobile visigoto Vitizia di Aniane, nato nel 750 circa, conosciuto come il secondo fondatore dei Benedettini. Venuto in Italia con Carlomagno, del quale fu anche consigliere, ma chiamato dalla vocazione alla vita monastica, si fece monaco prendendo il nome di Benedetto in un monastero presso Digione. Dopo aver inutilmente tentato di riportarvi la disciplina, l’abbandonò e si ritirò ad Aniane, presso Montpellier, in un modesto convento adottando la regola benedettina. Ludovico il Pio lo volle come suo consigliere e lo pose a capo di tutti i monasteri di Aquitania e di Francia. Nel sinodo dell’816, stabilì le regole dei monasteri regi e apportò le prime concessioni alla regola benedettina riguardo l’accentramento della gerarchia. Morì nell’abbazia di Aniane, in Linguadoca, l’11 febbraio 821.

COSTANZO di Mantova martire nell’11° secolo.

DAMIANO soldato martire nel 3° secolo.

EULALIA di Barcellona
vergine martire nel 304. Si hanno poche notizie, tranne che si tratta di un culto antichissimo, che è una delle sante più popolari di Spagna e il suo martirio ha ispirato il più antico poema in lingua d’oil che sia conservato. È rappresentata in un bellissimo mosaico nella Chiesa di Sant’Agata Maggiore a Ravenna, proprio accanto a sant’Agata stessa.

GAUDENZIO di Verona vescovo martire 

GOSCELINO o GOSLINO
abate del monastero di San Solutore, presso Torino, ricevette donazioni da Cuniberto, vescovo della città e si dedicò all’assistenza dei poveri e degli infermi. Morto nel 1061, nel 1575, le reliquie furono trasferite nella Chiesa della Compagnia di Gesù, a Torino.

LUDANO
santo pellegrino di origine scozzese, morto nel1202 nella regione francese dell’Alsazia.

MELEZIO di Sebaste (EZIO)
nato a Melitene(v). Vescovo di Sebaste nel 358, due anni dopo venne elevato alla sede patriarcale di Antiochia ma fu esiliato più volte per le sue battaglie contro gli Ariani e solo nel 378 venne riconosciuto, dal potere civile, come legittimo rappresentante dei seguaci dell’ortodossia nicena. È morto nel 381 mentre presiedeva il 2° Concilio Ecumenico di Costantinopoli.

MODESTO di Benevento
detto “Modestino”, ucciso a Cartagine(v), assieme ad Ammonio e Giuliano. Patrono di Avellino.

NICOLA detto dei “Longobardi”, morto nel 1709.

PAMELA

REGINALDO d’Orleans
nato nel 1180 e morto a Parigi nel 1220. Professore di diritto canonico all’università di Parigi, nel 1218 si trasferì a Roma, dove entrò in contatto con Domenico di Guzman che lo convinse ad entrare nell’ordine fondato da lui. Fu quindi a Bologna, in qualità di vicario e poi a Parigi per risollevare le sorti dell’Ordine dei Predicatori Domenicani, scarsamente organizzato. Il culto è stato riconosciuto da Pio IX, nel 1875.

SALVIO di Amiens ricordato anche il 11 Gennaio.

VELIO vescovo.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: