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I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

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I santi del giorno del 16 aprile

16 Apr

BENEDETTO Labre
Benedetto Giuseppe Labre, nato il 26 marzo 1748, ad Amettes, in Francia. Appassionato delle cose di chiesa, desiderò diventare sacerdote, ma i suoi tentativi di studio furono un fallimento. Provò a entrare in un convento ma non riuscì a resistere alla disciplina e non avendo così potuto prendere gli ordini religiosi, andò girovagando tra santuari e monasteri di tutta Europa, come pellegrino penitente e mendicante, conducendo una vita di estrema mortificazione, divenuta leggendaria. Ebbe visioni ed esperienze mistiche e visse sempre in completa povertà vestito di stracci e deriso dalla gente. Si stabilì infine a Roma nel 1774, dormendo in un angolo del Colosseo. Morì il 16 aprile del 1783 e subito sulla sua tomba arrivarono molti pellegrini e ci furono anche molte guarigioni ritenute miracolose.

BERNADETTE Soubirous
Marie-Bernarde, nata Lourdes il 7 gennaio 1844. Figlia di un mugnaio povero, aveva solo 14 anni, quando in una grotta presso Massabielle le apparve, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, per diciotto volte, una figura di donna, giovane e bella, che le rivolse la parola. Il 25 di febbraio, quando già molte persone andavano con lei nella speranza di assistere all’apparizione di questa misteriosa Signora o per pura curiosità, su invito dell’apparizione, scavò con le mani nella terra circostante, facendo così scaturire una sorgente che si ingrossò rapidamente e le sue acque rivelarono fin dal giorno seguente i loro effetti miracolosi, restituendo l’uso della vista a un minatore che se ne era bagnato gli occhi. Il mese successivo l’apparizione si manifestò come l’Immacolata Concezione. Dopo varie inchieste protrattesi per più di 4 anni, ordinate dal locale vescovo Laurence, furono riconosciute autentiche, cioé che a Bernadetta era veramente apparsa Maria Vergine e la zona della grotta fu subito acquistata dalla Chiesa che vi fece costruire un santuario. Nel 1866 la giovane è poi entrata nell’Ordine delle Suore della Carità di Nevers, dove è morta il 16 aprile 1879 a 35 anni. È stata canonizzata nel 1933 da Pio XI.

CALLISTO di Corinto  martire in Grecia, assieme a CARISIO.

CONTARDO pellegrino
appartenente forse alla famiglia degli Estensi, si dedicò ad opere di pietà. È morto nel 1249 a Broni, in provincia di Pavia, mentre stava andando in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

DROGONE di Valenciennes
nato nel 1102, eremita fiammingo di Valenciennes, città francese situata vicino al confine con il Belgio. Dopo aver donato tutti i suoi beni, compì alcuni pellegrinaggi a Roma e terminò la sua vita nel 1189 a Sebourg, dove era stato pastore.

EVENZIO di Saragozza martire a Saragozza nel 304 circa, assieme a 15 compagni tra i quali GIULIA, LAMBERTO, MARZIALE, OTTATO, PRIMITIVO, PUBLIO, QUINTILIANO, SUCCESSO 

FRUTTUOSO di Braga
spagnolo, discendente di una nobile famiglia visigota, fondò molti monasteri dalle regole rigide guadagnandosi il nome di “padre del monachesimo di Spagna”. Anche dopo l’elezione ad arcivescovo di Braga nel 656, non rinunciò alla vita monastica. Morì nel 665.

GIOACCHINO Piccolomini da Siena,
dell’Ordine dei Servi di Maria, morto nel 1303.

GUGLIELMO Gnoffi santo morto nel 1318.

LANDONE papa o LANDO,
figlio di un conte lombardo di nome Taino o Raino della Sabina. Pontefice per soli sei mesi, successore di Anastasio III, dal luglio 913 al febbraio 914.

TURIBIO di Astorga
di origine torinese, vescovo di Astorga, nella regione di Leon, in Spagna, nel 5° secolo.

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