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I santi del giorno del 2 luglio

2 Lug

ADEODATO
vescovo di Galliano, antica frazione di Eupilio in provincia di Como, tra il lago di Pusiano e quello del Segrino, vissuto nel 6° secolo.

ARISTONE
martire in Campania assieme a Egisto, Felicissimo, Giusto, Marcia, Sinforosa e Vitale.

BERNARDINO Realino
nato il 1° dicembre 1530 a Carpi, in provincia di Modena. Laureatosi in legge a Bologna, fu podestà a Felizzano, nel Monferrato e poi pretore a Castelleone in provincia di Cremona. Trasferitosi a Napoli, come fiduciario del marchese di Avalos, in seguito ad un’apparizione della Madonna nel 1564 si fece gesuita. Dieci anni dopo fu ordinato sacerdote e inviato a Lecce, dove svolse attiva opera di apostolato per 40 anni, predicatore carismatico e ricercato in Puglia e in tutta l’Italia Meridionale. Autore di alcune “Lettere Spirituali”, morì a Lecce città della quale è patrono assieme a Oronzo, il 2 luglio 1616.

EGISTO
martire in Campania assieme ad Aristone Giusto Marcia e altri compagni.

EUGENIA Joubert beata.

FELICISSIMO
martire in Campania, assieme ad Aristone e molti altri compagni.

GIUSTO martire in Campania assieme a Sinforosa e compagni.

LIDANO martire.

LONGINO di Marsiglia martire.

MARCIA
martire in Campania assieme ad Aristone, Egisto, Felicissimo, Giusto, Sinforosa e Vitale.

MARTINIANO soldato martire assieme a Processo.

OTTONE von Mistelbach
nato nel 1061, da una nobile famiglia, nel 1102 fu nominato vescovo di Bamberga, nell’Alta Franconia, dall’imperatore Enrico IV. Nella lotta per le investiture favorì la pacificazione tra l’impero e il papato contribuendo alle decisioni del concordato di Worms del 1122. Difensore della libertà ecclesiastica delle diocesi, fondò molte chiese e conventi, estendendo la sua azione anche ad altre zone, celebrò vari sinodi, promosse la riforma di Hirsau, in Germania e anche nuovi ordini religiosi. Dal 1124 al 1127, svolse un’importante opera missionaria in Pomerania, storica regione tedesca, che attualmente è incorporata quasi interamente nella Polonia, tornando poi alla sede vescovile dove morì il 30 giugno 1139. Sepolto nel monastero di San Michele è stato elevato all’onore degli altari da Clemente III nel 1189.

PROCESSO di Roma
uno dei militari che custodivano gli apostoli Pietro e Paolo, nel carcere Mamertino. Subì il martirio assieme a Martiniano.

SIMEONE Salos eremita egiziano del 6° secolo.

SINFOROSA di Campania martire assieme a Marcia.

SVITUNO di Winchester vescovo di Winchester, in Inghilterra.

VITALE martire in Campania con molti compagni.

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I santi del giorno del 7 giugno

7 Giu

ABENZIO di Cordova   
martire in Spagna nell’851 durante la dominazione musulmana con Gerezmia, Sabiniano e Satiro.. Le loro ceneri furono poi gettate nel fiume Guadalquivir.

ANTONIO MARIA Gianelli  
nato il 12 aprile 1789 a Cerreto, provincia di Alessandria. Ordinato sacerdote giovanissimo, si dedicò con ardore all’istruzione religiosa dei fedeli. Ebbe numerosi incarichi pastorali a Genova e Chiavari e nel 1838 fu consacrato vescovo di Bobbio. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e di quella dei Missionari di Sant’Alfonso, è morto a Piacenza, il 7 giugno del 1846.

COLMANO vescovo martire in Irlanda.

EUGENIA di Alsazia 
figlia del duca Adalrico, uno dei più grandi signori dell’Alsazia(v) e sorella di Odilia(v), monaca vissuta tra il 7° e l’8° secolo.

GEREMIA profeta 
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combatté l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

GEREMIA di Cordova  
martire in Spagna, con Abenzio, Sabiniano e Satiro nel 9° secolo.

LANDOLFO di Asti vescovo di Asti, vissuto nel 12° secolo.

MARIA TERESA Soubiran santa morta nel 1869

PAOLO di Costantinopoli 
nato nel 300 circa a Tessalonica (Salonicco in Grecia). Successore del vescovo Alessandro nel 336, esiliato per la opposizione all’arianesimo riuscì a rientrare in patria, ma fu deposto nuovamente e ancora esiliato. Subì il martirio nel 350, strangolato dagli Ariani a Cucuso, in Armenia.

ROBERTO di Newminster
nato in Inghilterra, monaco benedettino nell’abbazia di Whitby, nella baia di Robin Hood, sul Mare del Nord. Con un gruppo di monaci come lui, nel 1132 fondò l’abbazia cistercense di Fountains, nei pressi della città di York. Dopo il 1138 fondò diversi altri monasteri a Pipewall, Sawley, Roche e anche l‘abbazia di Newminster, presso Canterbury, della quale venne eletto abate. Qui morì il 7 giugno 1159 e la tomba divenne meta di molti pellegrinaggi.

SABINIANO di Cordova  
monaco martire nell’851, assieme ad Abenzio, Geremia e Satiro. Furono decapitati, i loro corpi bruciati e le ceneri gettate nel fiume Guadalquivir.

SABINIANO papa 
nativo di Volterra, in Toscana. Nunzio Apostolico a Costantinopoli nel 593, due anni dopo fu richiamato a Roma, perchè non aveva saputo difendere con sufficiente energia il primato romano di fronte all’imperatore Maurizio e al vescovo Giovanni IV, che utilizzava il titolo di patriarca, senza averne diritto. Eletto al pontificato il 13 settembre 604, successore di Gregorio Magno, i suoi primi atti di governo furono impopolari, perché ritirò alcuni previlegi che Gregorio aveva assegnato ai monaci e perché pretese il pagamento del grano anche dai più poveri, in un tempo che i granai della chiesa erano colmi. Morì il 22 febbraio 606 e fu sepolto in San Pietro senza lasciare rimpianti, tanto che non si sa se sia stato veramente santificato. Il monaco Paolo Diacono scrisse anzi, in una cronaca polemica, che il corteo funebre dovette fare una lunga deviazione per evitare le violente proteste popolari.

SATIRO di Cordova  
martire nell’ 851 in Spagna, assieme ad Abenzio, Sabiniano e numerosi altri compagni.

I santi del giorno del 7 febbraio

7 Feb

COLETTA Boylet
Nicolette Boylet, nata il 13 gennaio 1381 a Corbie in Piccardia, nei dintorni di Amiens, da genitori anziani che l’accolsero come un miracolo per intercessione di San Nicola, al quale avevano rivolto le loro preghiere. Rimasta presto orfana di entrambi i genitori, distribuì i suoi beni ai poveri e dopo svariati cambiamenti vestì l’abito del Terz’Ordine francescano, dal 1402 al 1406 visse da eremita in stretta clausura e poi entrò nelle Clarisse. Per incarico di Martino V, dopo il 1417 iniziò una riforma che condusse alla fondazione delle Clarisse povere, o Colettine, riportando l’Ordine al rigore originario. Fondò altri 20 conventi femminili e in breve tempo aderirono alla sua riforma anche alcuni monasteri maschili. Morì a Gent (Gand), nelle Fiandre, il 6 marzo 1447. Subito venerata dai fedeli, è stata beatificata da Benedetto XIV nel 1740 e poi canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DRAUSIO di Soissons
nato al tempo di Clotario II, fu affidato ad Anserico vescovo di Soissons. Dopo aver ricevuto una solida educazione cristiana, fu ordinato sacerdote da Bottoleno, successore di Anserico e venne incaricato dell’amministrazione della diocesi. Divenuto in seguito vescovo, fece edificare diversi monasteri e un’abbazia. Morto nel 674, la sua tomba è stata meta di pellegrinaggi fino a quando le reliquie sono state bruciate e distrutte al tempo della rivoluzione francese.

EUGENIA Smet
Eugenia Maria Giuseppina, nata a Lilla, in Francia, il 25 marzo 1825. Studiò presso le monache del Sacro Cuore e poi, a 17 anni, in un primo tempo volle restare con le suore, ma poi tornò in famiglia, fece voto privato di castità e si dedicò all’apostolato nella sua parrocchia. Verso i trent’anni, dopo aver chiesto consiglio al curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, andò a Parigi a fondare la congregazione delle Suore Ausiliatrici del Purgatorio, prendendo il nome di Maria della Provvidenza. L’espansione della congregazione, che prese le regole e la spiritualità di sant’Ignazio di Loyola, fu lenta ma continua e dopo una prima casa a Nantes nel 1865, ne aprì una anche a Shanghai. Alla fine del 20° secolo le suore erano circa 1500, sparse in tutto il mondo, in una sessantina di case. È morta a Parigi il 7 febbraio 1871, sotto il tiro dei cannoni, tre settimane prima della grave sconfitta dell’esercito francese nella guerra franco-prussiana ed è stata proclamata beata da Pio XII, nel 1957.

GIULIANA di Bologna
o di Firenze, vedova martire nel 5° secolo.

LORENZO di Siponto
vescovo di Siponto, morto nel 546. Le notizie sulla sua vita sono piuttosto incerte, consacrato nel 492 dal papa Gelasio I, salvò la città dalla distruzione da parte degli Ostrogoti, intervenendo presso il loro re Totila. Patrono di Manfredonia.

LUCA il Giovane
originario della Tessaglia (oggi Grecia), semplice pastore, visse da eremita su di un monte presso Corinto e nel deserto di Soterio, nell’Attica, regione peninsulare della Grecia.

MOSE’ monaco
chiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

NIVARDO di Citeaux
nato nel 1100 fu il minore dei 5 fratelli di san Bernardo. Fece il noviziato a Citeaux in Borgogna, poi entrò nell’abbazia di Clairvaux, nel dipartimento dell’Aube e venne incaricato dal famoso fratello di varie mansioni e compiti di responsabilità nei diversi monasteri dell’Ordine. È morto nel 1153.

PIO IX papa
Giovanni Maria Mastai Ferretti, nato a Senigallia, nelle Marche il 13 maggio 1792. Di famiglia nobile, pur sofferente di epilessia, studiò a Viterbo e poi a Roma. A 39 anni venne inviato Nunzio Apostolico in Cile, e poi nel 1827 fu creato arcivescovo prima di Spoleto e poi di Imola. Nel 1840 Gregorio XVI lo nominò cardinale e il 16 luglio 1846, dopo soli 4 scrutini, i cardinali riuniti in conclave lo elessero al soglio pontificio consacrandolo 5 giorni dopo. Il primo atto del suo pontificato fu un’amnistia a prigionieri ed esiliati politici, poi la sua opera pastorale fu immensa, in totale eresse 29 archidiocesi e 132 diocesi, in conseguenza del grande sviluppo della Chiesa nel mondo. Nell’aprile 1848 concesse la costituzione e si oppose alla guerra contro gli austriaci, affermando di essere il vicario di “colui che è autore di pace e abbraccia tutte le genti”. In seguito all’assassinio di Pellegrino Rossi, il governo del Regno di Sardegna entrò in crisi, cambiò diversi presidenti e si creò una situazione tanto difficile che costrinse il papa a fuggire a Gaeta travestito da prete, ospite di Ferdinando II di Borbone e durante questa sua assenza fu proclamata la Repubblica Romana. Il 12 aprile 1850, facendo appello alle potenze cattoliche e con l’aiuto delle truppe francesi, potè fare ritorno, ma l’accoglienza che trovò fu piuttosto fredda e poi scomunicò il governo piemontese con il quale era entrato in conflitto. Nel suo lungo pontificato, durato quasi 32 anni, per protesta non celebrò il giubileo del 1850, mentre il 24 dicembre 1874 indisse il successivo, senza apertura delle porte e indulgenze, anche se molti pellegrini giunsero a Roma per solidarietà con lui. L’8 dicembre 1854 aveva proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine, che nel 1917, con le apparizioni di Lourdes, venne confermato. Per riaffermare la sua autorità di sovrano dello Stato Pontificio, convocò il Concilio Vaticano I, 300 anni dopo quello di Trento, che il 18 luglio 1870, definì l’infallibilita pontificia, suscitando nuove polemiche. Il 20 settembre successivo però i piemontesi entrarono in Roma, il 9 ottobre fu proclamato il Regno d’Italia e così i lavori del Concilio furono interrotti e tutte le altre questioni rimasero aperte. Cosciente dei cambiamenti in atto, ma incapace di adeguarvisi a causa anche dell’età avanzata, morì il 7 febbraio 1878 e fu sepolto in San Pietro.

RICCARDO re del Wessex
nato in Gran Bretagna, nello Hampshire. Stava andando in pellegrinaggio a Roma, accompagnato dai figli Villibaldo e Vunibaldo quando, dalle parti di Lucca, morì improvvisamente, dopo il 720. Sepolto nella chiesa di San Frediano, fu molto venerato dagli abitanti di Lucca, perchè si sparse la voce che sulla sua tomba avvenivano miracoli.

ROMUALDO degli Onesti
nato a Ravenna nel 952, figlio del duca Sergio, fino a vent’anni trascorse vita mondana. Poi, sconvolto dalla vista di un omicidio, si rinchiuse per 40 giorni nel monastero benedettino di Sant’Apollinare in Classe dove ottenne di restare come monaco. Dopo alcuni anni conobbe Pietro Orseolo, doge di Venezia deposto dalla carica, con il quale andò sui Pirenei a fondare una comunità di eremiti. Tornato in Italia fu nominato abate di Sant’Apollinare, ma nel 999 abbandonò tale dignità per darsi alla fondazione di eremitaggi e monasteri, dei quali i più famosi sono quelli di Fonte Avellana, di Val di Castro presso Poggio San Romualdo in comune di Fabriano e di Camaldoli. In particolare, quest’ultimo, situato nel comune di Poppi, Arezzo a 1098 metri di altezza, in mezzo a una selva di giganteschi abeti, è il luogo dove il santo fondò nel 1012 circa, la congregazione dei Camaldolesi, ramo dell’Ordine benedettino, ma con maggiore austerità. Si tratta di una antica badia costruita nel castello di Fontebuono su di un terreno donatogli dall’amico conte Maldolo, ed è costituita da un eremo con 20 celle isolate, una chiesa che conserva dipinti del Vasari e un po’ più in alto, il convento, che nel Medioevo era un importante centro di studi. Romualdo visse con grande coerenza il suo ideale monastico, prima il cenobio a Fonte Avellana, poi l’eremo a Camaldoli e infine l’evangelizzazione missionaria in terre lontane. Si interessò così dei pellegrinaggi in Terrasanra, delle missioni in Polonia e Boemia e della riforma del clero e dei monaci. Quando sentì di essere vicino alla morte, si ritirò in una cella solitaria in Val di Castro, dove morì il 19 giugno 1027. La storia della sua vita è stata scritta da un suo discepolo, il cardinale Pier Damiani.

TEODORO di Eraclea
martire a Eraclea, comune in provincia di Venezia

VEDASTO di Vercelli vescovo martire.

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