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I santi del giorno del 18 maggio

18 Mag

ALESSANDRA di Ankara
martire in Turchia, assieme al vescovo Teodoto, Claudia e altri 6 compagni.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CLAUDIA di Ankara
martire in Turchia assieme al vescovo Teodoto e 6 compagne.

DIOSCORO di Alessandria
lettore martire, decapitato ad Alessandria d’Egitto, tra il 2° e il 3° secolo. Per i Greci, la festa è il 13 ottobre.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

EUFRASIA di  Ankara martire assieme a Giulitta.

FELICE da Cantalice
nato a Cantalice, presso Rieti, nel 1515. Contadino e pastore per diversi anni, nel 1543 entrò come fratello cooperatore nel convento dei minori cappuccini di San Francesco a Città Ducale, Rieti e per vent’anni venne inviato a Roma a fare la questua. Svolse un’intensa opera di carità con sereno ottimismo e gentilezza, tanto che rispondeva “Deo gratias”, anche a chi lo scherniva o insultava ed è per questo che fu soprannominato, fra deogratias. Amico di Filippo Neri e Carlo Borromeo, è morto il 18 maggio 1587. Beatificato da Urbano VIII, nel 1625 e poi canonizzato da Clemente XI, nel 1712.

GIOVANNI I papa
nato nel 470, in provincia di Siena. Creato cardinale da Gelasio I, venne eletto al pontificato il 13 agosto 523. Nonostante fosse malato, il re ostrogoto Teodorico il Grande, lo incaricò di chiedere all’imperatore d’Oriente, alcune concessioni per gli ariani. Andò così a Costantinopoli, dove però difese i diritti della Chiesa Cattolica e incoronò imperatore Giustiniano, nella basilica di santa Sofia. Quando tornò in Italia, causa il cattivo esito della missione, Teodorico lo fece imprigionare a Ravenna, dove morì di fame il 18 maggio 526, dopo lunghe sofferenze e umiliazioni. Nel 530 la salma, sepolta fuori le mura della città, fu trasportata a Roma e collocata nell’atrio della basilica vaticana.

GIULITTA di Ankara
vergine martire con Teodoto e altri compagni di fede.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

LUCIANA di Bisanzio martire

POTAMONE vescovo di Eraclea Pontica, martire nel 341.

RAFFAELLA beata.

TEODOTO di Ankara
martire sotto Diocleziano. Oste e albergatore di fede cristiana diede ospitalità e prestò molte opere di soccorso ai compagni di fede. Per queste colpe venne condannato a morte e decapitato assieme a un gruppo di donne: Alessandra, Claudia, Eufrasia, Faina, Giulitta, Matrona e Tecusa.

VENANZIO di Camerino
nato nel 235, a Camerino, in provincia di Macerata. Secondo la passio, morì per la fede a soli 15 anni e le spoglie vennero traslate a Roma da Bonifacio IV, all’inizio del 7° secolo. È patrono di Camerino che gli ha dedicato una grande chiesa, ricostruita quasi integralmente, dopo il terremoto del 1799. Viene spesso confuso con l’omonimo martire, 1° vescovo di Duvno, che però è celebrato il 1° aprile.

VINCENZA Gerosa
nata il 29 ottobre 1784, a Lovere, Bergamo, si dedicò con grande umiltà  all’apostolato laico tra la gioventù. Il 21 novembre 1832, fondò, assieme Bartolomea Capitanio, la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, dette Suore della Carità, divenendone la prima superiora. L’anno dopo, quando Bartolomea morì a soli 26 anni, continuò quest’opera che venne approvata nel 1840 da Gregorio XVI e si diffuse presto anche in molte missioni estere. È morta il 28 giugno 1847, ma nella sua congregazione è ricordata assieme a Bartolomea il 18 maggio, giorno della canonizzazione di entrambe da parte di Pio XII, nel 1950.

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I santi del giorno del 24 aprile

24 Apr

BENEDETTO Menni
Angelo Ercole Menni, 5° dei 15 figli di Luigi e Luigia Figini, nato a Milano l’11 marzo 1841, battezzato lo stesso giorno nella parrocchia di Santa Maria alla Fontana. Dopo aver frequentato il ginnasio-liceo a Porta Nuova, si impiegò in una banca milanese, ma presto si licenziò per contrasti su certe operazioni irregolari che si pretendevano da lui. Dopo la battaglia di Magenta del 1859, si offrì come barelliere volontario per il trasporto dei feriti negli ospedali e così, conoscendo l’opera dei Fatebenefratelli, abbracciò la missione ospedaliera per il sollievo del prossimo sofferente. Entrato come postulante nel convento-ospedale di Milano, con il nome di Benedetto, dopo il noviziato venne mandato nel seminario diocesano di Lodi e il 14 ottobre 1866 fu ordinato sacerdote. Il 14 gennaio dell’anno seguente, Pio IX lo inviò in Spagna con il compito di restaurare l’Ordine, che era in crisi di estinzione, in seguito a diverse leggi anticlericali. La missione ebbe grande successo, nonostante le difficoltà frappostegli dal governo spagnolo, tanto che nel 1884, l’Ordine aveva già 70 nuovi religiosi professi, 25 novizi e 5 case. Nel 1873 fu arrestato ed espulso dalla Spagna con false accuse, denunciate al Sant’Uffizio e solo dopo un lunghissimo calvario, nel 1902, il tribunale condannò i suoi calunniatori. Nel 1881 aveva fondato l’ordine delle “Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù”, che ottenne dalla Santa Sede il decreto di approvazione definitiva nel 1901. Nominato Visitatore Apostolico da Pio X, all’età di 68 anni, è stato poi chiamato dal Capitolo Generale, a capo della Congregazione, ma il 20 giugno 1912 dovette dimettersi. Morto a Dinan, presso Saint Malo, in Francia, il 24 aprile 1914, è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 23 giugno 1985.

BONA beata cartaginese, martire in Tunisia nel 2° secolo.

BOVA di Reims
figlia, forse solo adottiva, di Sigeberto, re d’Austrasia (oggi regione francese). Badessa a Reims nel 7° secolo, martire assieme a DODA.

EGBERTO di Scozia
nato in Scozia nel 632, fu monaco a Iona e forse vescovo. Introdusse nel monastero gli usi romani circa la celebrazione della Pasqua. È morto verso il 730.

ERMINIO di Perugia
martire in epoca imprecisata, è venerato particolarmente a Perugia, dove il suo “corpo santo”, proveniente dalle catacombe romane, il 23 aprile 1662, con una grande e imponente processione, fu posto, in un’urna di legno intagliato e dorato, sotto l’altare maggiore della chiesa di San Benedetto fuori le mura. Nonostante la mancanza di prove del martirio, Clemente XIII, nel 18° secolo, concesse la celebrazione della Messa votiva in suo onore e la festa fu fissata al 24 aprile.

EUFRASIA Pelletier
Maria Eufrasia, nata nel 1796. Monaca nel monastero di Nostra Signora del Rifugio di Tours, nel 1829 fondò ad Angers, un “Rifugio” del quale divenne superiora. Questa congregazione, approvata da Gregorio XVI, nel 1835, con la denominazione di Istituto delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, con il compito di provvedere alla rieducazione delle ragazze “perdute”, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, sotto il governo di Maria Eufrasia nominata superiora generale a vita. Morta nel 1868, è stata canonizzata nel 1940 da Pio XII. Ricordata anche il 4 aprile.

FEDELE da Sigmaringen
nato nel 1578 a Sigmaringen sul Danubio, in Germania, chiamato Markus. Molto dotato, conseguì il titolo di dottore in diritto e filosofia a Friburgo. Ottimo magistrato, consigliere giudiziario sempre disponibile verso i poveri come loro avvocato, deluso dal modo di amministrare la giustizia, si fece religioso cappuccino, prendendo il nome di Fedele. Ordinato sacerdote nel 1612, esercitò la sua missione pastorale in un primo tempo come padre guardiano a Feldkirch e Friburgo, poi venne inviato dalla Congregazione di Propaganda Fide, missionario nei Grigioni, in Svizzera, a predicare tra i calvinisti protestanti. Fu assalito e trucidato dai riformati il 24 aprile 1622, quando questi si ribellarono alle autorità austriache, a Seewiesen, in Austria. È stato canonizzato da Benedetto IV, nel 1746.

GABRIELLA Sagheddu
Maria Gabriella, nata il 17 marzo 1914 a Dorgali, provincia di Nuoro, in Sardegna. A 21 anni entrò nel monastero trappista (cistercensi riformati) di Grottaferrata e tutta la sua vita di preghiera è stata offerta al Signore per implorare l’unità dei cristiani. È morta il 23 aprile 1939, a Grottaferrata.

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790. Ricordato anche il 6 febbraio.

LEONZIO martire con LONGINO e NEONE

MELLITO di Canterbury
abate nel monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma, nel 601 Gregorio Magno lo inviò, con altri missionari, in Gran Bretagna, per aiutare Agostino di Canterbury nell’evangelizzazione. Nel 604 fu nominato 1° vescovo di Londra, fondò la Chiesa di San Paolo e il monastero di Westminster. Nel 616, alla morte del re Etelberto venne esiliato, ma 3 anni dopo fu richiamato dal re Eadbaldo che si era convertito e che, alla morte del vescovo Lorenzo, lo nominò 3° arcivescovo di Canterbury, dove morì nel 624.

ONORIO di Brescia vescovo di Brescia nel 6° secolo.

SABA condottiero martire sotto Aureliano tra il 270 e il 275.

STEFANIA martire.

TIBERIO di Pinerolo martire della Legione Tebea, a Pinerolo, nel 3° secolo.

VILFRIDO di York o Wilfrido, nato nel 634. Monaco anglosassone, introdusse la regola benedettina in Northumbria (antico regno della Britannia) e si adoperò per l’adozione degli usi romani che riuscì a far approvare nel sinodo tenuto a Whitby, sul Mare del Nord, nel 664. Nominato vescovo di York, dovette lottare contro molti oppositori, venendo anche cacciato dalla sua sede e imprigionato. Quando nel 700 fu riabilitato e confermato dal papa Sergio I, si dedicò all’evangelizzazione degli altri regni Britannici e morì nel 709.

I santi del giorno del 4 aprile

4 Apr

ALETTA martire in Gallia nel 12° secolo.

BENEDETTO il Moro
nato a San Fratello, in provincia di Messina, nel 1526. Discendente da schiavi negri portati in Sicilia dall’Africa  entrò tra gli eremiti francescani di Girolamo di Lanza e quando nel 1562 questo istituto venne soppresso, passò a Palermo tra i frati minori dove, anche senza entrare nell’Ordine  divenne guardiano, maestro dei novizi e infine superiore. Morì a Palermo nel 1589 e fu canonizzato da Pio VII, nel 1807.

DOMENICA di Capriana
Maria Domenica Lazzeri, chiamata la “beata meneghina”, nata il 16 marzo 1815, sesta figlia di Bortolo e Margherita, a Capriana, in Valle di Cembra, provincia di Trento. Mentre frequentava con profitto la scuola elementare, aiutava il padre al mulino della famiglia, lavorava nei campi, portava gli animali al pascolo, leggeva e meditava in particolare la passione di Gesù Cristo. Mandata anche a servizio presso un famiglia di Fadana di Cembra, nel 1828, quando rimase orfana del padre, dovette occuparsi soprattutto del piccolo mulino. Nel 1832 due fatti straordinari segnarono la sua vita: una notte di terrore al mulino causatale da due “misteriose figure” e qualche giorno dopo, una strana apparizione, mentre era al lavoro in un campo. Da allora rimase colpita da una dolorosa malattia che la costrinse a letto provocandole febbri intermittenti. Durante il lungo calvario che si concluse con la morte, Venerdì Santo 4 aprile 1848, accaddero eventi straordinari: per 14 anni visse con le stigmate che le erano apparse il 10 gennaio 1835 e una corona di ferite sul capo che sanguinavano ogni venerdì e in tutti questi anni si nutrì solo della comunione eucaristica, una volta alla settimana, come era allora permesso. Nel piccolo paese trentino erano arrivati nel frattempo, alcuni personaggi di rilievo attratti dalla fama di santità della “beata”: vescovi stranieri, uno dei quali addirittura dall’Australia  altri dal Regno Unito, il filosofo cattolico Antonio Rosmini e tanti altri. Tutti hanno lasciato una relazione scritta di quello che avevano visto e sentito, mentre il principe vescovo di Trento, anche se informato costantemente dal parroco del luogo, non arrivò mai a Capriana. Dal 1927 al 1943, sono stati fatti vari tentativi per avviare un processo canonico di beatificazione, ma senza risultati positivi. Nel dopo guerra nessuno si è più preso la cura di riprovare, e così Domenica è rimasta la “beata meneghina”, solo per la gente di Capriana e pochi altri a conoscenza della sua breve vita di dolore, fino al 4 aprile 1995. In questa data, l’arcivescovo di Trento, Giovanni Maria Sartori, celebrando una Messa in suffragio della Serva di Dio Domenica Lazzeri, nel 147° anniversario della morte, ha aperto ufficialmente un nuovo processo di canonizzazione, rispondendo positivamente alla richiesta antica e rinnovata il 22 agosto 1944, di dare inizio al processo sulla vita, virtù e fama di santità di colei chiamata affettuosamente “meneghina”, cioè piccola Domenica. L’arcivescovo ha detto nell’omelia  che spetta ora alla Chiesa pronunciarsi sull’eroismo delle virtù esercitate da lei, confidando che l’inizio di questo processo possa risvegliare in tutti gli alti ideali di amore a Dio e di offerta generosa al Signore di questa umile creatura.

EUFRASIA Pelletier
Maria Eufrasia, nata nel 1796. Monaca nel monastero di Nostra Signora del Rifugio di Tours, nel 1829 fondò ad Angers, un “Rifugio” del quale divenne superiora. Questa congregazione, approvata da Gregorio XVI, nel 1835, con la denominazione di Istituto delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, con il compito di provvedere alla rieducazione delle ragazze “perdute”, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, sotto il governo di Maria Eufrasia nominata superiora generale a vita. Morta nel 1868, è stata canonizzata nel 1940 da Pio XII.

FORMOSO papa
nato a Ostia nell’816. Vescovo di Porto Romano, nell’864, per incarico del papa Niccolò I, svolse delicati incarichi diplomatici presso i bulgari, ma poi fu ridotto allo stato laicale da Giovanni VIII. Riabilitato da Marino I, divenne pontefice il 6 ottobre 891, successore di Stefano VI. Nell’892 incoronò imperatore Lamberto di Spoleto ma po di fronte ai suoi comportamenti poco corretti, chiamò in aiuto Arnolfo duca di Carinzia, ricompensandolo con la corona nell’896. Morto l’11 aprile dello stesso anno, il suo successore Stefano VII, amico di Lamberto di Spoleto, nel gennaio del 897 ne fece riesumare e mutilare il cadavere per processarlo in un concilio detto cadaverico, che dichiarò nulla l’elezione e illegittimi gli atti. Dopo questa macabra messa in scena, spogliata degli abiti pontificali la salma fu gettata nel Tevere. La sua memoria è stata poi riabilitata, dal papa Teodoro II e poi da Giovanni IX, nell’898.

FRANCESCO Marto
nato nel 1909. Uno dei veggenti di Fatima, assieme alla sorella Giacinta e a Lucia Dos Santos. È stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 2003.

GAIANO martire in Tracia, molto venerato a Roma.

ISIDORO di Pelusio
monaco e scrittore ecclesiastico greco, nato nel 370 ad Alessandria d’Egitto. Si ritirò in un monastero presso Pelusio, città portuale del basso Egitto, divenendone abate. Uno degli uomini più eruditi del 5° secolo, intervenne presso Cirillo patriarca d’Alessandria in difesa del suo maestro Giovanni Crisostomo e durante la crisi nestoriana, disapprovò ancora i metodi di Cirillo. Delle sue opere è rimasto soltanto “l’Epistolario”, comprendente però più di 2 mila lettere, che costituiscono un prezioso documento per lo studio della Chiesa Greca del periodo. Morì nel 450 circa.

PLATONE di Costantinopoli
nato nel 735, monaco eremita morto a Costantinopoli nell’814, chiamato “San Platone dei simboli dell’Olimpo”.

TEODOLO lettore martire con Agatopode.

TEODORA di Tessalonica
nata nell’812 su di un’isola dell’Egeo, causa frequenti scorrerie di pirati fu costretta a fuggire, assieme al marito, rifugiandosi in Macedonia. Quando rimase vedova, entrò con la figlia in un monastero a Tessalonica (Salonicco in Grecia), dove diede esempio di grande virtù e dopo la morte si dice che, per sua intercessione, siano avvenuti molti miracoli.

ZOSIMO di Giordania
anacoreta vissuto nel deserto giordano, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 13 marzo

13 Mar

AGNELLO da Pisa
francescano, nato a Pisa nel 1194 e morto a Oxford nel 1232. Nel 1217 venne inviato in Francia da Francesco d’Assisi come custode dei conventi della regione parigina e fu fondatore e poi superiore dell’abbazia di San Dionigi. Nel 1224 introdusse in Inghilterra l’Ordine dei Frati Minori, fondò numerose chiese e una scuola teologica a Oxford, che fu diretta da Roberto Grossatesta. Beatificato dal papa Leone XIII, nel 1892.

ANSOVINO
consigliere del re d’Italia Ludovico II il Germanico, dall’843 all’861 fu vescovo di Camerino, provincia di Macerata. Le reliquie si trovano in un’arca gotica del 14° secolo, nella cripta della cattedrale della città, della quale è patrono.

ARRIGO d’Ungheria figlio di santo Stefano d’Ungheria, martire.

CRISTINA
martire in Persia assieme a Patrizia, come è ricordata nel Martirologio Romano.

EUFRASIA di Costantinopoli
nata nel 380. Figlia di un governatore della Licia, perduto il padre in giovane età, si ritirò in un convento della Tebaide, dove morì nel 420 circa. Eufrasia significa “gioia, letizia” e così, in questa data, viene festeggiata anche come santa LETIZIA.

FEDELE Carpoforo patrono di Arona.

GRAZIOSO martire.

LEANDRO di Siviglia ricordato anche il 27 febbraio

MACEDONIO di Nicomedia martire con le sante Patrizia e Modesta.

MODESTA di Nicomedia vergine martire in Bitinia, assieme a Patrizia.

NICEFORO
nato a Costantinopoli nel 758 e morto verso l’829, a Scutari in Albania. Nominato Patriarca di Costantinopoli nell’806 dall’imperatore Niceforo I di Seleucia, venne con lui in contrasto a causa del culto delle immagini e poi essendosi opposto anche alla politica iconoclasta di Leone V, l’Armeno, nell’815 venne deposto ed esiliato a Scutari. Ha lasciato opere teologiche, una importante Storia dell’Impero Greco dal 602 al 769 e una “Cronaca”, che va da Adamo fino all’829.

PATRIZIA di Nicomedia martire assieme al marito Macedonio e alla figlia Modesta, verso il 304.

PATRIZIA di Persia martire assieme a Cristina. 

RODRIGO di Cordova sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

RUGGERO Le Fort
nato nel 1298, nel castello di Ternes, in Francia, si laureò in utroque jure, cioè sia in diritto civile che canonico e nel 1323 fu eletto vescovo di Orleans. Cinque anni dopo fu trasferito alla diocesi di Limoges e nel 1343, a quella di Bourges. È morto il 13 marzo 1367.

SABINO del Nilo
visse a Ermopili (oggi El-Ashmunein), sul Nilo, al tempo della persecuzione di Diocleziano. Come altri cristiani era costretto a vivere nascosto fuori città, aspettando tempi migliori. Denunciato come cristiano, accusato di aver dato l’elemosina a un mendicante, fu arrestato e condotto davanti al governatore Arriano, il quale, dopo averlo fatto torturare, lo condannò a morte, gettato nel fiume legato a una pietra. Dopo tre giorni, il corpo venne ripescato ed ebbe onorata sepoltura.

SALOMONE di Cordova
martire nell’837, a Cordova, in Spagna, assieme a Rodrigo. Il corpo che era stato gettato nel Guadalquivir, venne recuperato e sepolto nella chiesa dei santi Cosma e Damiano.

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