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I santi del giorno del 28 maggio

28 Mag

BERNARDO di Mentone
nato nel 923 a Mentone, sulla Costa Azzurra, in Francia. Fondatore degli ospizi del Grande e del Piccolo San Bernardo, per ospitare e dare rifugio ai pellegrini che attraversavano le Alpi, è morto nel 1009.

EMILIO di Sardegna
secondo la tradizione, martire in Sardegna dove è molto venerato, assieme a Felice, Luciano e Priamo. Non si conosce comunque nulla di storicamente preciso della sua vita.

GERMANO di Parigi
nato nel 496 ad Autun. Trascorsa la giovinezza come eremita, nel 530 fu ordinato sacerdote e nel 540 divenne abate di San Sinforiano, nella sua città. Nel 552, nominato vescovo di Parigi, si dedicò alla restaurazione della disciplina del clero collaborando con il re Childeberto I alla costruzione di delle grandi basiliche, di Santo Stefano e di San Vincenzo. Morì a Parigi il 28 maggio 576 e fu sepolto proprio nella Chiesa di San Vincenzo, da lui consacrata nel 558 e che, più tardi, gli fu dedicata con il nome di Saint-Germain-des-Pres. Gli vengono attribuite anche due lettere molto importanti per lo studio della liturgia gallica.

GUGLIELMO I, d’Aquitania
nato nel 755, conte di Narbonne, nipote del re Carlo Martello. Nominato duca di Tolosa nel 790, tre anni dopo fu mandato da Carlo Magno in Spagna a fronteggiare l’invasione dei Musulmani. Dopo qualche iniziale sconfitta come a Villedaigne, nell’801 costrinse Barcellona alla resa. Tornato dalla guerra, legato da sincera amicizia a Benedetto di Aniane, nell’804 lasciò la vita militare per quella religiosa e fondò un’abbazia benedettina a Gellone, diocesi di Lodève in Linguadoca. Due anni dopo vi si ritirò e condusse una vita semplice, dedicandosi ai lavori più umili, dalla cucina al giardinaggio. Morì il 28 maggio 812 e fu canonizzato nel 1066, da Alessandro II. Questa abbazia, nel 12° secolo, ha preso il nome di San Guglielmo d’Orange o San Guglielmo del deserto.

GUGLIELMO di Como santo eremita della Torre di Como, morto nel 1226.

IVO o IVONE di Chartres
nato nel 1040, nei pressi di Beauvais, in Francia. Discepolo di Lanfranco di Pavia, nell’abbazia di Le-Bec-Hellouin, nel 1090 fu il successore del vescovo di Chartres, Goffredo, destituito perché accusato di simonia. Durante il suo episcopato, intervenne nelle gravi controversie del tempo con prudenza e competenza, meritandosi il titolo di “vescovo più santo e sapiente del secolo”, ma fu anche imprigionato per essersi opposto al re Filippo I, che aveva ripudiato la prima moglie per sposarne un’altra. Viaggiò molto, sono ricordati due suoi viaggi presso la curia romana tra il 1090 e il 1093 ed è noto anche per i sermoni e le lettere, chiaramente di natura pacifista. Morto a Chartres il 23 dicembre 1116 la sua opera, solo in parte edita, ebbe grande importanza per la compilazione del Diritto Canonico della Chiesa, a opera di Graziano, monaco camaldolese del convento di San Felice a Bologna.

LANFRANCO di Canterbury
nato a Pavia nel 1005 ca. Dopo aver studiato diritto nella sua città, andò a vivere, prima in Francia e poi in Inghilterra. Priore dell’abbazia benedettina di Le Bec Hellouin dal 1045, fu poi il fondatore della celebre scuola di Avranches, in Normandia. Amico del re d’Inghilterra Guglielmo I, il conquistatore, nel 1070 venne eletto arcivescovo di Canterbury e nominato primate d’Inghilterra. Filosofo e teologo illustre, anticipò la dottrina della transustanziazione, il dogma che riguarda la trasformazione delle sostanze del pane e del vino dell’Eucaristia, nel corpo e sangue di Cristo, con il trattato De corpore et sanguine Domini. Si dedicò anche alla riforma gregoriana in Gran Bretagna e morì a Canterbury, nel 1089.

LUCIANO di Sardegna martire con Emilio e compagni.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

PODIO di Firenze santo toscano, vissuto nel 10° secolo.

PRIAMO martire della Sardegna.

SENATORE di Milano
21° vescovo della città, resse la diocesi dal 472 al 475. Nel 450 era stato inviato a Costantinopoli da Leone I, come legato pontificio, per notificare la condanna dell’eretico Eutiche. Gli viene attribuita la costruzione della basilica di sant’Eufemia, dove fu sepolto.

UBALDA Taccini o UBALDESCA
suora dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nata a Pisa nel 1136 e morta nel 1206.

I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

I santi del giorno del 1 febbraio

1 Feb

 ANDREA Carlo Ferrari
nato il 13 agosto 1850 a Lalatta di Palanzano, in provincia di Parma. Ordinato sacerdote nel 1873, venne consacrato vescovo di Guastalla nel 1890. L’anno seguente fu trasferito a Como e nel 1894 venne creato cardinale e assegnato all’arcidiocesi di Milano, dove svolse una intensa attività pastorale, curando in modo particolare l’educazione della gioventù, interessandosi di attività sociali e benefiche. Promotore della fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Compagnia di San Paolo, è stato anche l’ideatore dell’Opera Cardinal Ferrari, sorta dopo la sua morte, opera di assistenza e beneficenza con lo scopo di unire le iniziative cattoliche milanesi con fini sociali ed elevare le classi lavoratrici, materialmente e moralmente. Molto amato dal popolo, quando si ammalò e fu costretto a letto, per molti giorni ci fu una processione interminabile di fedeli, da ogni parte della grande diocesi, per vederlo e riceverne la benedizione. È morto il 2 febbraio 1921.

ANDREA Conti da Segni
nato ad Anagni nel 1240 e morto a Frosinone nel 1302. Francescano, condusse vita di austera penitenza e rifiutò il titolo di cardinale offertogli da Bonifacio VIII. È stato beatificato nel 1724 da Innocenzo XIII.

BRIGIDA di Fiesole vergine martire.

BRIGIDA di Kildare o BRIGITTA,
vergine irlandese nata a Leinster, presso Dundalk nel 452. Una delle donne più famose del tempo, legata da una stretta amicizia con il vescovo Patrizio, abbracciò la vita religiosa e la leggenda dice che visse in una cella ai piedi di una quercia, nella località dove più tardi fondò il monastero di Kildare, chiamato Chiesa della Quercia, del quale divenne badessa,  centro per l’evangelizzazione per tutta l’Irlanda. Morì nel 525 e fu sepolta a Downpatrich, con i santi Columba e Patrizio, formando quella che venne chiamata la “triade taumaturgica dell’Irlanda“. È chiamata seconda patrona della nazione.

CECILIO vescovo martire.

EMILIO di Lucca duca di Lucca, martire.

GIOVANNA F. Michelotti
Giovanna Francesca, detta “VANNA”, morta nel 1888.

IGNAZIO di Antiochia
nato forse in Siria verso l’anno 50, detto Teoforo, che significa “portatore di Dio”, uno dei Padri Apostolici e primi Dottori della Chiesa. Verso il 66 fu creato vescovo di Antiochia da Pietro apostolo come successore di Evodio. Arrestato sotto Traiano e condotto a Roma, venne condannato “ad bestias” e subì il martirio esposto alle fiere, del quale si posseggono gli Atti, dopo il 107. Con il suo nome abbiamo 6 stupende lettere che rappresentano il culmine della concezione cristologica dei Padri della Chiesa, scritte durante il viaggio verso Roma e dirette alle comunità dell’Asia Minore, più una indirizzata a Policarpo, vescovo di Smirne(v), tutte molto importanti per l’organizzazione gerarchica delle Chiese. Partito da Antiochia, toccando Filadelfia d’Asia, Smirne e Troade, sbarcò a Neapoli(porto di Filippi in Macedonia), per immettersi sulla Via Egnazia verso Durazzo e poi da Brindisi, seguendo la Via Appia Traiana, passò per la Puglia, arrivando fino a Roma. Le pagine più belle di questa raccolta, sono quelle nelle quali Ignazio, condotto al supplizio, cerca di rendere partecipi della sua gioia per l’incontro con il Signore, tutti gli altri fedeli. E a lui che si deve l’espressione “chiesa cattolica”, cioè “universale”.

INNOCENZA
vergine, vissuta a Rimini nel 4° secolo. Patrona di Vicenza e Rimini

ORSO di Aosta
presbitero incaricato di custodire e officiare le Sante Messe nella chiesa cimiteriale di San Pietro, situata fuori le mura della sua città, uomo semplice, dedito al lavoro e alla preghiera, forse martire nel 529. Protettore della città di Aosta, che gli ha dedicato la grande “Collegiata”, fondata nel 10° secolo dal vescovo Anselmo I, nella quale sono conservate le sue reliquie. Il culto di questo santo è molto diffuso fin dal 12° secolo in tutte le città del Piemonte ma anche oltreconfine e viene invocato contro le inondazioni.

SEVERO di Ravenna
laico sposato con una figlia, divenne il 12° vescovo di Ravenna, nel 4° secolo. Ultimo dei leggendari vescovi detti “colombini” perchè designati da una apparizione di una colomba sopra di loro, partecipò al Concilio di Sardica dal 342 al 343 del quale sottoscrisse i canoni e la lettera al papa Giulio I. Morì a Ravenna forse il 10 febbraio 348 e venne sepolto in Sant’Apollinare in Classe. Nell’842, le reliquie furono portate a Magonza da un monaco tedesco e poi a Erfurt, in Turingia, dove esiste ancora una chiesa dedicata a lui ed è molto venerato, anche in Romagna.

TORQUATO
vescovo di Saint-Trois-Chateaux, nel Delfinato in Francia.

VERDIANA
nata verso il 1178 a Castefiorentino, in provincia di Firenze. Dopo essere stata per qualche anno a servizio presso un ricco parente, a 30 anni si ritirò in clausura volontaria in una specie di cella dalla quale poteva comunicare con il mondo solo attraverso una finestrella. Vi rimase fino alla fine e dei suoi giorni, lasciando ai poveri tutto quello che le veniva portato. Tra le molte visite ricevette anche quella di Francesco d’Assisi. Morta il 1° febbraio 1242, è stata proclamata patrona di Castelfiorentino.

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