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I santi del giorno del 14 agosto

14 Ago

ALBERTO Pandoni santo morto nel 1274.

ALFREDO di Hildesheim o ALTRFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ANTONIO Primaldi santo morto nel 1480.

ATANASIA vedova, martire.

CALLISTO di Todi
vescovo di Todi, secondo la tradizione subì il martirio il 14 agosto 528, ma forse è un doppione del papa Callisto I.

ELISABETTA Renzi
nata il 19 novembre 1786 a Saludecio di Romagna. Seguì la vocazione religiosa, entrando nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nelle Marche, ma le leggi napoleoniche fecero chiudere tutti i monasteri e così dovette tornare in famiglia. In seguito al suggerimento di Maddalena Gabriella di Canossa, iniziò l’opera di fondazione del nuovo Istituto religioso delle Maestre Pie dell’Addolorata, per l’insegnamento del catechismo. È morta a Coriano, in provincia di Forlì, il 14 agosto 1859.

EZIO di Barcellona martire.

MARCELLO di Apamea
originario di Cipro, magistrato, divenne vescovo di Apamea in Siria e come tale, si adoperò per sopprimere l’idolatria. Avendo ordinato di abbattere un tempio dedicato a Giove, venne bruciato vivo dai pagani.

MASSIMILIANO M. Kolbe
nacque a Zdunska Wola, nei pressi di Lodz, in Polonia l’8 gennaio 1894. Battezzato con il nome di Raimondo, ancora molto giovane entrò nei Minori Conventuali prendendo il nome di Massimiliano e nel 1918 venne ordinato sacerdote a Roma. Ardente di devozione verso la Vergine Maria, mentre si trovava ancora a Roma, nel 1917 fondò la Milizia di Maria Immacolata, che si diffuse in patria e in varie regioni del mondo e poi, missionario in Giappone, propagò con la parola e con la stampa la fede cristiana. Rientrato dopo diversi anni in patria, continuò l’attività apostolica e mariana, ma durante la seconda guerra mondiale fu arrestato dalla polizia segreta nazista, la Gestapo e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz(nome tedesco della città di Oswiecim, nella Galizia polacca). Qui offrì la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia, morendo nel bunker della fame, il 14 agosto 1941. È stato beatificato da Paolo VI nel 1971 e poi canonizzato con il titolo di martire, il 10 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II che lo ha anche proclamato “patrono del nostro difficile secolo”.

URSICIO martire assieme a molti compagni di fede.

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I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 27 aprile

27 Apr

ANTIMO di Nicomedia
vescovo martire in Bitinia sotto Massimiano nel 4° secolo.

CATERINA da Pallanza
nel 1454 si unì a un gruppo di donne che conducevano vita eremitica sul Sacro Monte di Varese, in solitudine e penitenza, secondo la regola di Sant’Agostino e sperimentò una singolare esperienza di comunione con Cristo crocefisso. È morta nel 1478.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860. Ricordata anche il 2 aprile.

GIULIANA
compagna di vita eremitica di Caterina da Pallanza, sul Sacro Monte di Varese, dove morì nel 1501. È stata un grande esempio di profonda umiltà.

ISABELLA di Todi
Isabella Clara Fornari, beata superiora delle Francescane di Todi, nel 18° secolo.

LIBERALE di Altino
una tradizione leggendaria del 10° secolo, lo dice discepolo del vescovo Eliodoro e suo coadiutore nell’opera di conversione di pagani e ariani. Fu anche lui vescovo di Altino, in provincia di Venezia e morì verso il 410 circa. Patrono di Castelfranco Veneto che gli ha dedicato il Duomo.

OSANNA di Cattaro beata di Cattaro, in Jugoslavia, morta nel 1565.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano. Ricordato anche il 18 febbraio.

TERTULLIANO o TULLIANO, vescovo di Bologna, morto nel 470.

UMBERTO vescovo.

ZITA di Lucca
nata nel 1218 a Monsagrati, frazione del comune di Pescaglia, in Toscana e morta a Lucca nel 1278. Dalla poverissima famiglia ebbe un‘educazione al senso del dovere e alla modestia, ma dall’età di 12 anni per tutta la vita, fu costretta a fare la domestica in casa dei signori Fatinelli a Lucca, dove si distinse per altruismo, sopportazione degli sgarbi degli altri servi e tanta mortificazione di se. Tutto quello che aveva lo donava ai poveri. Il suo culto, molto antico tanto da essere citato da Dante Alighieri (Divina Commedia 21° canto Inferno), è stato poi approvato verso il 1696 durante il pontificato di Innocenzo XII. È stata proclamata “celeste patrona” delle collaboratrici domestiche.

I santi del giorno del 2 aprile

2 Apr

ABBONDIO di Como
greco, originario di Salonicco, si stabilì in Italia e il 17 novembre 440 venne consacrato 4° vescovo di Como, successore di Amanzio, continuando l’opera di evangelizzazione del Ticino, iniziata dai suoi predecessori. Nel 450 Leone I lo inviò, come Legato pontificio, a Costantinopoli, dove rimase fino al 451, quando terminò la sua missione facendo accettare il documento pontificio a tutti i vescovi d’Oriente. Ottenne dall’imperatore Marciano e dal patriarca Anatolio, la condanna delle dottrine di Nestorio e di Eutiche, che fu ratificata dal Concilio di Calcedonia dello stesso anno. Per questi successi ricevette una festosa accoglienza al ritorno. Divenuto poi anche predicatore nel Nord-Italia, tornò a Como dove morì nel giorno di Pasqua del 469, probabilmente il 2 aprile.

BERTA de’Bardi badessa di Vallombrosa, morta nel 1163.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860.

FRANCESCO da Paola
nato a Paola, Cosenza, nel 1416. Appena dodicenne portò per un anno l’abito votivo francescano e poi in seguito a un pellegrinaggio ad Assisi, si ritirò per 6 anni a vita eremitica. Più avanti riprese l’eremitismo in forme nuove, fondando con alcuni seguaci, l’Ordine dei Minimi, con regole severissime: povertà assoluta, astensione totale dalle carni e prolungati digiuni. Segnalatosi per la difesa degli umili e guadagnatasi fama di profeta e taumaturgo, nel 1482 dovette accettare per volontà di Sisto IV, l’invito del re di Francia Luigi XI che, timoroso della morte, sperava in Francesco per una guarigione e così assistè e confortò il sovrano, aiutandolo a morire da cristiano. Rimasto in Francia, per volere del nuovo re Carlo VII, fu per 25 anni il suo consigliere. Nel 1435 fece erigere a Paola una cappella dedicata a San Francesco d’Assisi che in seguito divenne un santuario, fondò i conventi di Amboise e di Plessis-les-Tours, dove morì il 2 aprile 1507 e fu canonizzato da Leone X, nel 1519. Secondo una tradizione leggendaria, dovendo un giorno attraversare lo stretto di Messina, i traghettatori si rifiutarono d’imbarcarlo, ma lui non si perse d’animo, stese un tappeto sul mare e così passò sull’altra sponda. Questa leggenda si è talmente diffusa che nel 1943 Pio XII lo ha proclamato patrono dei marittimi.

GINEVRA di Brabante o GENOVEFFA,
eroina di una leggenda popolare medievale. Figlia di un duca del Brabante (Paesi Bassi) e moglie del conte palatino Sigfrido, venne ingiustamente accusata di adulterio dall’intendente Golo, per cui il marito ordinò che fosse uccisa con il figlio, ritenuto il frutto della “colpa”. I servi incaricati dell’esecuzione abbandonarono lei e il figlio in una foresta dove visse per 5 anni, nutrendosi di radici e del latte di una cerva. Un giorno incontrò il marito che andava a caccia e riuscì a convincerlo della sua innocenza. Questa storia è stata tramandata dalla “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine (Giacomo da Varazze), del 13° secolo.

GIOVANNI PAOLO II papa
Karol Jozef Wojtyla, nato il 18 maggio 1920 a Wadovice, in Polonia. Figlio di Karol, ufficiale dell’esercito e di Emilia Kaczorowska, entrambi molto religiosi; nel 1929 la madre morì e lui restò con il padre e il fratello maggiore Edmund. A 16 anni mentre frequentava le scuole, giocava a calcio come portiere, nella locale squadra ebraica ed era anche piuttosto bravo. Nel 1938, dopo aver conseguito la licenza liceale, si trasferì con il padre a Cracovia per studiare lingue e letteratura polacca all’università Jagellonica. In questo periodo si interessò molto di teatro, come attore e scrittore di drammi tra i quali, “La bottega dell’orefice” e “Giobbe”. Nell’ottobre 1940, per evitare la deportazione in Germania riuscì, grazie a una raccomandazione, a essere assunto in qualità di manovale, nell’azienda chimica Solvay, gestita dai tedeschi che il 6 settembre 1939 avevano invaso la Polonia e occupato Cracovia. Per i primi tre mesi lavorò come spaccapietre in una cava, dopo di che fu trasferito a mansioni più leggere in fabbrica. Nell’autunno del ‘42 andò a bussare all’eremo dei carmelitani a Czerna, chiedendo di entrare nell’Ordine  ma il noviziato era stato chiuso dai nazisti e l’abate Alfons gli disse di attendere la riapertura. Si recò allora dall’arcivescovo di Cracovia, Adam Sapieha per annunciargli la decisione di voler diventare sacerdote ottenendo di entrare in un seminario clandestino, continuando però a lavorare in fabbrica. Nell’agosto del ‘46 terminò gli studi laureandosi in teologia e il 1° novembre fu ordinato sacerdote dal cardinale Sapieha, celebrando la prima Messa il giorno seguente. Dopo 2 anni passati all’Università Pontificia di Roma, tornò in patria e fu parroco nella chiesa universitaria di San Floriano, a Cracovia, dove nel 1950 si laureò anche in filosofia. Il 4 luglio 1958, Pio XII lo nominò vescovo ausiliare di Cracovia consacrandolo il 28 settembre. Arcivescovo dal dicembre 1963, è stato poi creato cardinale da Paolo VI, il 26 giugno 1967, in riconoscimento del suo notevole contributo dato ai lavori del Concilio Vaticano II. Nella primavera del 1976 è stato chiamato a predicare gli esercizi spirituali di quaresima per i membri della Curia e della casa pontificia. È stato eletto al pontificato il 16 ottobre 1978, all’8° scrutinio con 99 voti su 108, primo papa non italiano dal lontano 1523. Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro, è stato ferito gravemente all’addome e al gomito destro dai colpi di pistola del terrorista turco Mehmet Alì Agca, subendo un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma durato più di 5 ore. In questo ospedale dovette tornare più volte nel corso della sua vita tribolata da molte sofferenze fisiche, in particolare quella relativa alla difficile operazione per asportargli dall’addome un tumore benigno, grosso come un’arancia. L’ultimo ricovero per una crisi respiratoria, gli è stato fatale per l’insorgenza di varie complicazioni, riportato in Vaticano, pur non riuscendo più a parlare, ha salutato un’ultima i fedeli ed è morto nella sera di sabato 2 aprile 2005. Sei giorni dopo è stato sepolto nella “nuda terra”, per sua esplicita volontà, nelle grotte vaticane. Sull’esempio di Paolo VI, ha compiuto più di 100 viaggi apostolici, portando la Parola di Dio alle genti dei 5 continenti, come vero Apostolo, accolto ovunque da folle oceaniche. Ha trasmesso “la buona novella” anche attraverso numerose encicliche e lettere apostoliche, ha avuto rapporti diplomatici con oltre 180 Stati e incontrato quasi tutti i potenti della terra, gli unici viaggi che non ha potuto compiere, sono stati quelli in Russia e in Cina. Ha creato un numero impressionante di beati e santi, uomini e donne di tutte le condizioni sociali da porre a modello di vita cristiana vissuta secondo il Vangelo ed ha riconosciuto, in particolare questo onore a molti martiri vittime delle guerre e persecuzioni in ogni parte del mondo. Nel 1986 ha “inventato” la Giornata Mondiale della Gioventù, un pellegrinaggio che si tiene ogni due anni in Europa, Asia o nelle Americhe, che ha sempre radunato centinaia di migliaia di giovani (i papa-boys) di tutto il mondo, portando anche il frutto di molte vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Nel lungo pontificato un evento significativo dell’opera per la riconciliazione tra le comunità cristiane, è stata l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Paolo fuori le Mura, il 18 gennaio 2000, perché ha varcato quella soglia assieme a importanti rappresentanti della cristianità: l’arcivescovo di Canterbury e il metropolita Athanasios, seguiti da una ventina di rappresentanti di Chiese ortodosse, protestanti e anglicane. Il grande Giubileo del 2000 è stato da lui celebrato con l’intento di portare ancora una volta al mondo il messaggio evangelico con tutta la sua forza, per riscoprirne l’autenticità e l’apertura alle diverse realtà di tutti i popoli, a qualsiasi fede appartengano.

IDA di Lorena
nata nel 1040 e morta nel 1113 a Boulogne-sur-Mer. Figlia di Goffredo duca di Lorena, sposò Eustachio conte di Boulogne e divenne madre di Goffredo di Buglione e di Baldovino I, re di Gerusalemme. Fondò chiese e monasteri, fra i quali Saint-Walmer e Saint-Waast d’Arras, dove fu sepolta. Dal 1808 le reliquie si trovano a Bayeux, nel Calvados, in Francia.

ISOTTA o ISOLDE beata, martire della Bretagna (anche ISOLINA).

MARIA Egiziaca (MIRIAM)
nata in Egitto nel 345 e morta in Palestina nel 421. Detta la peccatrice, secondo una biografia leggendaria condusse vita dissoluta fino a quando, alle soglie della basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ebbe una visione e si convertì. Ritiratasi nel deserto vi trascorse 47 anni di austera espiazione eremitica

MUSA di Roma martire a Roma nel 6° secolo.

NICEZIO vescovo di Lione, martire.

SELENE Alleine
figlia primogenita di una nobile famiglia di Reiterstarker, fondò l’abbazia di Anderswo, nei pressi Bonn, della quale divenne la prima badessa. Patrona di Siebenter, in Germania.

TEODOSIA di Tiro martire.

TITO santo detto “il Taumaturgo”.

URBANO di Langres
6° vescovo di Langres, nella Haute-Marne, in Francia. Restaurò molte chiese e intervenne al Concilio di Valence-sur-Rhone del 374. Morì nel 375.

VITTORIO di Capua
vescovo morto nel 554. Letterato, computista, calendarista ed esegeta, il suo nome rimane principalmente legato al “Codex fuldensis”, della Vulgata.

I santi del giorno del 5 febbraio

5 Feb

ABRAMO
vescovo martire in Mesopotamia, nel 5° secolo.

ADELAIDE o ALICE
figlia di un conte olandese, si fece monaca benedettina e divenne badessa in un monastero fondato da suo padre a Willich in Germania, succedendo poi nella stessa carica, a una sua sorella in quello di Julich, presso Colonia. è morta nel 1015.

AGATA di Catania
nata a Palermo, ma figlia di nobili catanesi, sembra intorno al 231, subì il martirio sotto Decio ed è venerata come protettrice della città di Catania. Gli Atti relativi alla sua vita e la Passio, che risale al 5° secolo; sono in parte leggendari e raccontano che, verso i vent’anni, per aver rifiutato di sposare il console Quinziano, le vennero recisi i seni. Guarita miracolosamente perchè le era apparso in sogno san Pietro, fu di nuovo martirizzata, denudata e rotolata sui carboni ardenti. Mentre moriva, l’intera città venne scossa da un violentissimo terremoto, che fece crollare un’intera ala del tribunale. L‘anno dopo la morte il velo che ricopriva la sua tomba avrebbe salvato Catania da una spaventosa eruzione dell’Etna. La sua morte viene fatta risalire al 251, forse il 5 febbraio. Verso il 5° secolo, in suo onore, fu costruita una chiesa in Roma e il papa Simmaco ne introdusse il culto inserendo il nome nel Canone Romano della Messa. Nell’11° secolo il corpo fu rubato e portato a Costantinopoli, ma nel 1126 due soldati di guarnigione lo riportarono a Catania con una nave che approdò vicino alla città nel mese di agosto. Oggi i resti della santa martire sono conservati nel Tesoro del Duomo di Catania, in una cassa rivestita da lamine d’argento, con una lavorazione a traforo che impegnò molti artefici per più di un secolo.

 ALBUINO o ALBOINO
nato in Carinzia(Austria) dalla potente famiglia degli Ariboni, il padre lo fece studiare a Bressanone. Ordinato sacerdote, nel 975 fu nominato vescovo di Sabiona, presso Chiusa, in tedesco Klausen, in Alto Adige. Dopo il 10° secolo, quando si furono placate le incursioni barbariche, trasferì la sede diocesana alla corte regia di Prichsna, che l’imperatore Lodovico IV aveva donata al suo predecessore, il vescovo Zaccaria. Qui sorse poi la città di Bressanone e Albuino ne divenne così il 1° vescovo. Buon amico degli imperatori di Germania, ottenne da loro molte donazioni per la sua diocesi. Morì il 5 febbraio del 1015

AVITO Alcimo Ecdicio
nato da una nobile famiglia verso il 450. Vescovo di Vienne dal 490, prese parte attiva agli avvenimenti del tempo. Convertì Sigismondo re di Borgogna dall’arianesimo al cattolicesimo e inviò anche una lettera, divenuta famosa, al re Clodoveo I per felicitarsi della sua conversione. Autore di poemi d’ispirazione biblica e religiosa, come: De spiritualis historiae gestis, è morto nel 518.

COSIMO
missionario martire a Nagasaki, in Giappone, nel 16° secolo.

ELISABETTA Canori Mora
nata a Roma il 21 novembre 1774 da una famiglia cristiana benestante. Si sposò con un giovane avvocato ed ebbe 4 figlie, ma le prime due morirono presto. Fu sempre molto vicina al marito, anche quando scoprì che le era platealmente e palesemente infedele e aveva abbandonato lei e i figli. Dovette lavorare per potersi mantenere, ma trovò il tempo anche per la preghiera e per i poveri, ai quali aprì la propria casa. Offrì le sofferenze della sua vita per la pace, la santità della Chiesa e la conversione del marito, il quale dopo la morte di Elisabetta si fece addirittura sacerdote. Morta il 5 febbraio 1825, è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 4 aprile 1995, per la sua totale dedizione al sacramento del matrimonio, nonostante le traversie coniugali

GENUINO del Tirolo
vescovo di Sabiona, presso Chiusa, Bressanone. Nel 590, partecipò al sinodo di Marano e con gli altri vescovi della diocesi di Aquileia, protestò contro l’imperatore Maurizio Flavio Tiberio, avverso la condanna dello scisma detto dei “Tre capitoli”. Nel tempo del suo episcopato, Sabiona fu invasa da Longobardi ariani e Bajuvari pagani, così fu costretto a fuggire, trovando accoglienza prima presso il vescovo di Trento, Agnello e poi da quello di Aquileia, Severo. Tornato infine a Sabiona, vi è morto nel 605. Nell’11° secolo, il vescovo Albuino, ha fatto portare le reliquie del santo vescovo nella nuova sede episcopale, a Bressanone.

GIACOBBE
il 3° dei 4 grandi patriarchi ebrei, figlio di Isacco e Rebecca, fratello gemello di Esaù, ma secondogenito. La sua è una storia popolare che si sofferma su aneddoti personali e tratti pittoreschi, ma è comunque una storia religiosa, perchè tutti i momenti decisivi sono contrassegnati da un intervento divino. Acquistata la primogenitura grazie a un inganno materno, per sottrarsi alla vendetta del fratello, fuggì in Mesopotamia presso lo zio Labano, del quale sposò le figlie Lia e Rachele, dalle quali e da due schiave, in totale ebbe una figlia e dodici figli, capostipiti, con i nipoti Efraim e Manasse, delle tribù d’Israele. Tornando in patria, sostenne una misteriosa lotta notturna con un angelo, che alla fine lo benedì e da questo fatto gli è derivato il soprannome di “Israele”, cioè, forte con Dio. Abitava Betel, in Palestina, ma venne chiamato in Egitto dal figlio Giuseppe, ministro del Faraone, che gli donò la terra di Gessen, dove si stabilì definitivamente. Morì circa 1600 anni prima di Cristo, all’età di 137 anni.

LAURA Sabès
figlia di un notaio e di una commerciante, nata il 21 luglio 1841, sull’isola Martinica, nei Caraibi. Trascorse la gioventù in un ambiente frivolo, il suo maggior divertimento era quello di fare gioiose cavalcate fra le colline dell’isola, ma verso i vent’anni, cedendo alle insistenti preghiere della madre, per festeggiare degnamente la nascita del Salvatore, accettò di partecipare a una liturgia di riconciliazione. La confessione con padre Dufrien, le cambiò totalmente la vita, perché lasciò gli abiti di lusso, le amicizie mondane e le sue origini, per dedicarsi ai poveri e assieme alla sorella Hermance si occupò di malati, schiavi e persone anziane sole che abitavano lontano che visitava dopo lunghe cavalcate. Il 2 febbraio 1868 fondò la Congregazione delle Suore Domenicane missionarie di Nostra Signora della Delivrande, a Morne-Rouge in Martinica, congregazione di religiose indigene, il cui fine principale sarà quello di servire poveri, malati e anziani abbandonati. Ancora novizia, fu eletta superiora prendendo il nome di Maria della Provvidenza. Nel 1884 le arrivò la richiesta del vescovo di Grenoble monsignor Fava, di avviare in Francia opere di assistenza come le sue ed allora fece costruire nella periferia di Grenoble il convento di Croix-Rouge, inaugurato 3 anni dopo. Accanto furono costruiti poi una scuola e un ambulatorio per gli ammalati, lavori che la occuparono per altri 3 anni, prima di poter tornare in Martinica. I danni subiti per l’eruzione del vulcano Pelée nel 1902 e certe leggi francesi contro le congregazioni, la costrinsero a chiedere asilo in Italia, dove le religiose furono accolte nel 1906, a Milano dall’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari. La fondatrice è morta il 5 febbraio 1911, ma la congregazione si è diffusa sempre più e attualmente conta circa 200 suore, presenti, oltre che in Italia e Francia, in Egitto, Svizzera, Haiti, Siria, Libano Algeria e altre ancora. Per celebrare il centenario della loro presenza a Milano in viale Vigliani 51, il 22 gennaio 2006 il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha celebrato una Santa Messa nella loro parrocchia di Santa Maria Matrona.

LEONE Carasumo santo morto nel 1597.

MARTINO santo detto “dell’Assunta”, morto nel 1597.

POLIEUTO detto “il Giovane”.

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